Libri, leggende, informazioni sulla città di LuccaBenvenutoWelcome
 
Rivista d'arte Parliamone
La scampanata, il romanzo di Bartolomeo Di Monaco trasformato in testo teatrale, qui per chi volesse rappresentarlo.

LETTERATURA: Roberta Borsani: “Sangue del suo sangue”

3 Aprile 2010

di Marino Magliani

Una donna, sensitiva, bella, che dice la sua età senza imbarazzo. Un uomo, poliziotto, che saprà aspettarla per una storia intima, privata, ma che le chiede aiuto perché deve scoprire delitti e lei può aiutarlo. E’ “Sangue del suo sangue” (ed. Alacran 2010), esordio narrativo di Roberta Borsani.

Sulla scena ci sono anche due gemelle, una sparisce, una appare con segni di catene. E il male che si respira fin da subito. Nell’aria e nelle parole.

Roberta, vuoi commentare?

“Il male che si respira in questo romanzo è il frutto di un idealismo esasperato che porta a inseguire sogni di assoluta purezza, vanificando l’esperienza dell’incontro tra spirito e carne, la cui natura è irriducibile all’astratta perfezione dell’universale. Che sia una donna, anzi una catena soprannaturale di figure femminili, a doversi confrontare con questo genere di malvagità, non è casuale. La sensitiva, l’interprete dei sogni, la santa mistica, manifestano una visione del mondo femminile, diversa da quella prodotta dal pensiero astratto, maschile, il quale anziché comprendere la realtà la banalizza fino a perderla”.

Quanto sono importanti i luoghi nelle tue storie?

“Molto. E non sono mai urbani. Adoro campagna e provincia,dove credo ci si possa ritrovare con spontaneità”. Ho letto “Il rosaio d’inverno”(2009 Ed. Fara). Ci sono preghiere calme e ci sono belve e disperazione.

Quanta poesia c’è nella tua prosa?

“Le mie poesie sono nate da un lungo periodo di silenzio interiore, in cui ho incontrato di tutto. Anche la glacialità del male, che per me è l’assenza di significato, la brutalità dell’abbandono. Mi ha sempre salvato la bellezza da cui mi sento circondata. E questa oscillazione tra gelo metafisico e stupore, è presente sia nelle poesie che nel romanzo,perché mi appartiene da sempre. Se un giorno dovessi tornare a farmi inseguire da uno sbirro, mi piacerebbe che fosse uno come Leone…”

Anche a me. Perché prima di essere uno sbirro è un uomo, generoso e delicato, abbastanza intelligente da lasciarsi affiancare da una donna come Manuela,la sensitiva.

Roberta Borsani: “Quando il male nasce da idealismo esasperato”

(Dal “Corriere Nazionale”)


Letto 2245 volte.


1 commento

  1. Commento by loredana — 15 Aprile 2010 @ 13:14

    Ho finito di leggere il libro da pochi giorni. Un bel libro al femminile, pieno di mistero. leggendo si sente la sensibilità della scrittrice, la sua passione per qualcosa che non sia una fredda ragione! complimenti

    :)

RSS feed for comments on this post.

Sorry, the comment form is closed at this time.

A chi dovesse inviarmi propri libri, non ne assicuro la lettura e la recensione, anche per mancanza di tempo. Così pure vi prego di non invitarmi a convegni o presentazioni di libri. Ho problemi di sordità. Chiedo scusa.
Bart