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VARIE: Le minacce di Renzi

21 Febbraio 2020

di Bartolomeo Di Monaco

Da domani pomeriggio mi prenderò una brevissima vacanza e non mi leggerete (con soddisfazione di tanti) su FB e su internet (non scrivetemi). Il mio libro (che è una specie di Journal dei de Gongourt, Jules e Edmond, però legato soprattutto alla politica) avrà perciò un buco di qualche giorno.
Leggendo questo articolo su il Messaggero a firma di Alberto Gentili, tuttavia non mi sono preoccupato. Durante la mia assenza non accadranno i fatti da me tanto attesi, tra i quali il maggiore e più desiderato, la caduta del governo Conte con la decisione del sonnolento capo dello Stato di costituire un governo istituzionale ponte che ci accompagni alle elezioni quanto prima, e al massimo in autunno.
Matteo Renzi è un politico che parla tanto, minaccia spesso, ma è attento al proprio tornaconto, che gli sconsiglia attualmente di sollecitare le elezioni. Conte lo sa, e pur essendo un camaleonte dei più pregiati, approfitta della debolezza di Italia Viva per fare la voce grossa. Si dice che abbia preso il coraggio che di solito gli manca dal fatto che alcuni ‘responsabili’ irresponsabili siano pronti a dargli man forte quando il leone di Rignano ruggirà. I responsabili-irresponsabili usciranno con le asce agitate, alla maniera dei barbari di una volta, dalla boscaglia e costringeranno il leone a fuggire con la coda tra le gambe.
A quel punto, non oso immaginare che cosa ancora riuscirà a inventarsi il nostro Mattarella, ormai, a mio avviso, tremebondo e confuso, per non mandarci al voto; comunque sono certo che al mio ritorno avrò ancora da occuparmi di Conte e della sua palude.

Ecco cosa trovo nell’articolo:

“Questa volta il leader di Italia Viva appare intenzionato a spegnere il cerino. Ai suoi ha confidato di voler essere lui a rompere. E di dare per scontata la fine dell’esperienza nel governo con 5Stelle, Pd, e Leu. Questo perché Renzi, quando la settimana prossima incontrerà Conte, getterà sul tavolo quattro richieste: l’abiura dello stop alla prescrizione e se non l’otterrà confermerà la mozione di sfiducia contro il Guardasigilli Alfonso Bonafede, la revisione o la cancellazione del reddito di cittadinanza «perché non funziona», il sì alla riforma costituzionale per l’elezione diretta del premier, il varo del piano choc per sbloccare le opere pubbliche sul modello Expo e Ponte Morandi. E sa già che, se va bene, riceverà solo un sì. Quello per lo sblocca-cantieri «perché solo un fesso potrebbe dire di no».

(…)

Un chiarimento lo chiedono, anzi lo pretendono, anche il Pd ei 5Stelle. Monta tra i rosso-gialli, infatti, il terrore di vedere l’azione di governo (quasi ferma da fine dicembre) completamente paralizzata dagli aut aut di Renzi. Dice l’ex ministra dem Roberta Pinotti: «Non possiamo permetterci di essere messi in stallo da Matteo. Se rischiamo la crisi? Nella vita bisogna rischiare, del resto l’alternativa è morire paralizzati. Ma vedrete, i responsabili salteranno fuori al momento opportuno».”.


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Invito tutti a non inviarmi più libri in lettura. Per mancanza di tempo, e dall'11 novembre 2013 anche di salute, non posso più accontentare nessuno. Così pure vi prego di non invitarmi a convegni o presentazioni di libri. Chiedo scusa.
Bart