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A che pro l’incontro con Napolitano?

28 Novembre 2013

Leggo che i capigruppo di Forza Italia Renato Brunetta e Paolo Romani hanno richiesto un incontro con Napolitano per rappresentargli la delicata situazione che attraversa il nostro Paese.

Sbagliato. Stiano attenti a non diventare colombe, a non prendere il posto di Gianni Letta che ha consumato le scalinate e i pavimenti del quirinale al solo scopo di portare a Berlusconi tentativi di compromessi mai andati in porto, magari negati dallo stesso Napolitano.

Il centrodestra deve prendere atto (se non ora, quando?) che il palazzo del quirinale è abitato da un presidente di parte, fortemente antiberlusconiano, e remissivo, fortemente remissivo, alle pressione di Stati che si sono arrogati il diritto di intervenire direttamente nella politica italiana.

Napolitano ha avuto gran parte nella scrittura della pagina nera della democrazia che è stata suggellata in queste settimane e conclusasi ieri sera.
Mentre si consumavano l’arbitrio e l’illegalità contro il capo dell’opposizione, il nostro uomo di Budapest si stava mettendo in ghingheri per partecipare a Roma alla prima dell”Ernani”.
Ciò che è accaduto al senato ieri sera gli è scivolato come olio sulla pelle, nemmeno probabilmente una ruga sulla fronte, ma la felicità di sapere che di lì a poco sarebbe stata soddisfatta la sua vanità e accolto a teatro con applausi scanditi in piedi e con il viso rivolto a lui, al nuovo Duce rosso.

A che pro incontrare un tale uomo? Quelle di Forza Italia saranno recriminazioni che troveranno nel presidente un’intima e probabilmente – come è successo finora – ben celata soddisfazione per l’esito dell’operazione che ha visto – come ai tempi del fascismo nero – cacciato dal parlamento il leader dell’opposizione.

Tante volte – con le debite distinzioni – poiché là si è trattato di omicidio fisico – ho paragonato l’assassinio politico di Berlusconi a quel tragico episodio che colpì la figura di Giacomo Matteotti. Si faccia attenzione a non scherzarci sopra; la cacciata di Berlusconi è l’avvio di una fase tragica che non lascerà trascorrere molto tempo per manifestarsi nel suo pieno significato e vigore.

Diventeremo un Paese senza libertà, se non quella della genuflessione ai diktat e alle veline del regime. Le epurazioni sono già cominciate con Piero Ostellino, non dobbiamo dimenticarlo. Passeranno indenni uomini come, ad esempio, Eugenio Scalfari, Pierluigi Battista, Antonio Polito, Franco Massimo, Marzio Breda, Massimo Giannini, Giovanni Valentini e i costituzionalisti che, pur dichiarando di difendere la costituzione, l’hanno già venduta ai bolscevichi italiani. La faranno franca, ovviamente, tutti i magistrati compiacenti che hanno orientato e sparato i loro bazooka contro la scomoda, irritante e ostinata opposizione.

Ma non s’illudano: tutto questo non durerà. Ne sono più che convinto. Le bottiglie di spumante aperte ieri sera sono già finite; hanno dato l’ubriacatura e l’euforia della notte dei cristalli, ma i loro frantumi rimasti sull’asfalto finiranno per far sanguinare i loro piedi.

Si dovrà arrivare ad una nuova Norimberga. Non mi stancherò di scriverlo, sperando che chi prenderà la guida in parlamento e fuori di Forza Italia sia per tutti noi democratici il nuovo leader che si batterà per insediarla al più presto schierando sul banco degli imputati tutti gli uomini che hanno compromesso l’integrità dell’Italia e delle Istituzioni.

Dovranno restituire il maltolto, e dovranno essere ridotti in povertà. Lo disse Massimo D’Alema per Berlusconi. Non ci ha indovinato, almeno per ora. Ma io voglio fare centro e il giorno che si celebrerà la nuova Norimberga ci vorrò essere anch’io, anche se dovranno portarmici in barella, come fecero con la Montalcini nella speranza – frustata – che con il suo voto potesse cadere nel 2010 il governo Berlusconi.
Triste storia per questa donna, che pure ha voluto dire molto per l’Italia, ma diventata il simbolo di come si può essere strumentalizzati da un bolscevismo cinico e baro.


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1 commento

  1. Comment di enzo — 28 Novembre 2013 @ 09:02

    … contro i mulini a vento.

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Invito tutti a non inviarmi più libri in lettura. Per mancanza di tempo, e dall'11 novembre 2013 anche di salute, non posso più accontentare nessuno. Così pure vi prego di non invitarmi a convegni o presentazioni di libri. Chiedo scusa.
Bart