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Abbiamo un parlamento illegittimo

4 Dicembre 2013

Dopo la sentenza della consulta non vi è dubbio, come hanno già fatto notare alcuni esponenti di partito (salvo quelli del Pd, ad esempio Cuperlo, il quale ha sostenuto stasera al Tg3  che il governo può andare avanti fino al 2015!) che l’attuale parlamento è illegittimo, e molti parlamentari che ancora sono in attesa di convalida della loro elezione del febbraio scorso, non potranno più ottenerla. Si dovrebbe architettare per imbrogliare il rilievo della consulta una truffa a danno dei cittadini come quella sul finanziamento ai partiti, truffa messa l’altro giorno, finalmente, in evidenza dalla corte dei conti.

Non ci sono vie di mezzo. Come è noto, anche se le motivazioni saranno conosciute nelle prossime e spero vicine settimane (come successe per la sentenza Speedy Gonzales di Esposito) i suoi effetti saranno retroattivi, e dunque qualunque marchingegno sarebbe non solo un sopruso ma pure un reato.

L’unica azione che la consulta consente al parlamento è quella di fare una nuova legge elettorale che rispetti i requisiti della nostra Carta. E quali sarebbero i tempi? Qualcuno, come lo stesso Cuperlo citato, non ha capito un’acca di ciò che comporta una sentenza di questa importanza. I tempi devono essere rapidissimi, anzi, a mio avviso, sarà bene che quando usciranno le motivazioni il parlamento abbia già adottato la nuova legge, poiché la retroattività degli effetti della sentenza obbligherà  a quel punto all’immediato riconteggio del numero di parlamentari di ciascun partito e quindi all’immediato annullamento di tutti i parlamentari che non risulteranno di aver superato i quorum di eleggibilità. Un marasma insomma, che ci farebbe – ma già la decisione della consulta fa il giro del mondo – oltrepassare ogni limite del ridicolo ed esporci ad ogni tipo di sarcasmo, peggiore della definizione che diede del nostro Paese Metternich quando disse di noi che eravamo una semplice espressione geografica.

Dunque il parlamento non perda tempo e rimedi (anche per recuperare agli occhi del mondo la sua dignità ridicolizzata) nelle prossime settimane, le stesse che servono alla corte per stendere le motivazioni. Del resto i due punti cancellati del Porcellum sono noti e ben esplicitati nel dispositivo reso noto stasera.

Poiché non c’è ragionamento che tenga. Questo parlamento, essendo illegittimo, non può più operare, e così non potrà più operare un governo che mercoledì 11 dicembre andrà a ricevere la fiducia. Ma da chi? Da un parlamento che non gliela può dare!
È messa in discussione, dunque, anche la richiesta di fiducia che Letta aveva programmato per l’11 prossimo.

Abbiamo dunque:

1 – un parlamento illegittimo in cui sono presenti parlamentari abusivi non in grado di ricevere la convalida e perciò vale per loro quanto il Pd sosteneva allo scopo di motivare l’urgenza della cacciata di Berlusconi dal senato: la necessità che il senato riconquistasse la sua integrità morale violata dalla presenza di un condannato. Ora – ah, nemesi benedetta! – non uno ma entrambi i rami del parlamento non sono inquinati da un condannato definitivo come Berlusconi, ma da varie centinaia di parlamentari abusivi, ossia che non hanno alcun diritto di sedere in parlamento e dunque di parlare e di votare.
Può qualcuno arrampicarsi sugli specchi per sostenere che un tale proseguimento della legislatura fino al 2015 è del tutto ovvio e legittimo, come ha dichiarato l’acuto Cuperlo?
Domani vedremo le alchimie dei costituzionalisti prezzolati, ma la verità non può essere nascosta, comunque si tenti di mascherarla.

2 –il governo diventa espressione di un parlamento illegittimo e non può, di conseguenza, rivolgersi ad esso per chiederne la fiducia.
Per molto meno ai tempi di Mani Pulite Scalfaro (se non erro) sciolse il parlamento perché delegittimato dall’operazione Mani Pulite e indisse nuove elezioni.

Ergo: si deve andare a votare subito con una nuova legge approvata a tamburo battente (altrimenti, se le discordie lo impediranno, si ritorni al Mattarellum) poiché chiunque tenterà in questa situazione di fare qualche legge oppure di dare la fiducia al governo commetterà un reato,  e sapendo di commetterlo.


Letto 1554 volte.


5 Comments

  1. Comment di Emaclo — 4 Dicembre 2013 @ 22:45

    Qualche lettura sulla filosofia del diritto non farebbe male. Ognuno può pensarla come vuole ma almeno si eviterebbe di spacciare per veritá quelle che sono pareri opinabili. 

  2. Comment di Franco Cattaneo — 5 Dicembre 2013 @ 10:50

    Quando verrà sancita la truffa ai danni dei cittadini relativamente al referendum sulla responsabilità civile dei magistrati?

  3. Comment di Bartolomeo Di Monaco — 5 Dicembre 2013 @ 12:58

    Stamani ho internet che va e viene, però ho acquistato tutti i principali giornali per rendermi conto dei tentativi che saranno fatti per mantenere più a lungo le cose come stanno al solo scopo di evitare le elezioni politiche a primavera. Spero di non poter scrivere qualcosa a riguardo e di poter regolarmente pubblicare la minirassegna delle ore 18.

    Riguardo alla domanda si arriverà anche a quello.

    Ho intenzione di rivolgere con il mio articolo di oggi l’invito a Forza Italia, al M5Stelle e alla Lega Nord di presidiare il parlamento affinché entro al massimo dieci giorni sia varata una nuova legge (anche con decreto come già voleva fare Letta) Trascorsi i dieci giorni, uscita dal parlamento con dimissioni.

    Voglio sperare che in Forza Italia non ci sia nessuno che si addomestichi alle trame del disastroso duo Napolitano-Letta, appoggiate da quell’ingenuo di Alfano.

     

  4. Comment di Franco Cattaneo — 5 Dicembre 2013 @ 14:28

    Purtroppo temo che nessun magistrato (quelli della corte costituzionale lo sono) dichiarerà mai che il non dare attuazione nel senso deciso dal popolo al risultato referendario ma mettendo  a suo carico, con un gioco delle tre tavolette semantico,  il risarcimento sia una truffa ed una rapina.

  5. Comment di Bartolomeo Di Monaco — 5 Dicembre 2013 @ 16:06

    Ho preparato l’articolo. Lo pubblicherò tra un istante. Lo correggerò, come faccio spesso, in seconda lettura più tardi.

    @ Emaclo
    La filosofia mi ha sempre lasciato con l’amaro in bocca perché, pur apprezzando gli sforzi dei grandi filosofi (soprattutto), nessuno ancora conosce la realtà nostra e di ciò che ci circonda. Ne sono state costruite tante. Ho almeno letto una ventina di grandi filosofi (più grandi di Vattimo, ad esempio). Può essere che abbia imparato a conoscere la realtà più io con la mia vita concreta giunta ad apprezzabile età, e con i miei libri di varia natura: di saggistica, di poesia, di fiabe e con i miei romanzi. Non la scambi per presunzione, ma quando ci si cala dentro la narrazione altrui per esaminarne i risvolti di ogni tipo, oppure si creano situazioni e personaggi, lo sforzo richiesto alla propria mente, alla propria coscienza e alla propria capacità analitica è enorme. Ci riescono gli autori dei capolavori, e sicuramente io assai meno di loro.
    Ma quando richiama la filosofia del diritto io rifiuto questo richiamo se lei intendesse dare autorità futura ad un parlamento che ha già i connotati dichiarati di illegittimità. Come scrivo nell’articolo che pubblicherò fra poco in prima stesura, dobbiamo dare i dieci giorni al parlamento e poi andare ad elezioni come si fece dopo la nuova legge voluta da Segni. Lo dice anche Di Pietro, che fu un magistrato e dovrebbe intendersene tanto di diritto che di filosofia del diritto. Su Twitter scrive: “Dopo bocciatura #Porcellum per una volta gli esuberi sono in Parlamento e non nelle aziende. Elezioni illegittime ora parola agli elettori.”
    Ma se il parlamento dovesse traccheggiare come ha fatto finora, non glielo dovremo più consentire. Non solo l’opposizione ma anche tutti noi cittadini di ogni tendenza. Dobbiamo conservare una dignità che ci viene dall’essere titolari della sovranità popolare, e che la nostra politica ha perduto.
    Detto questo, sia più preciso nel muovermi le critiche. Ne tocchi i punti. E’ questo, come avrà notato, il mio modo di accogliere il confronto e dedicare il mio tempo agli altri. E spero non si sottragga, come hanno fatto altri, nel lontano e nel vicino passato.

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Invito tutti a non inviarmi più libri in lettura. Per mancanza di tempo, e dall'11 novembre 2013 anche di salute, non posso più accontentare nessuno. Così pure vi prego di non invitarmi a convegni o presentazioni di libri. Chiedo scusa.
Bart