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ARTE: Il Futurismo #2/5

2 Maggio 2008

 Per la ricerca dei documenti ci siamo avvalsi del sito web: http://www.artemotore.com/manifesti_futuristi.html, che ringraziamo.

 

MANIFESTO TECNICO DELLA LETTERATURA FUTURISTA

In aeroplano, seduto sul cilindro della benzina, scaldato il ventre dalla testa dell’aviatore, io sentii l’inanit√† ridicola della vecchia sintassi ereditata da Omero. Bisogno furioso di liberare le parole, traendole fuori dalla prigione del periodo latino! Questo ha naturalmente, come ogni imbecille, una testa previdente, un ventre, due gambe e due piedi piatti, ma non avr√† mai due ali. Appena il necessario per camminare, per correre un momento e fermarsi quasi subito sbuffando!…
¬†¬†¬†¬†¬†Ecco che cosa mi disse l’elica turbinante, mentre filavo a duecento metri sopra i possenti fumaiuoli di Milano. E l’elica soggiunse:

     1. Bisogna distruggere la sintassi, disponendo i sostantivi a caso, come nascono.
¬†¬†¬†¬†¬†2. Si deve usare il verbo all’infinito, perch√© si adatti elasticamente al sostantivo e non lo sottoponga all’io dello scrittore che osserva o immagina. Il verbo all’infinito pu√≤, solo, dare il senso della continuit√† della vita e l’elasticit√† dell’intuizione che la percepisce.
¬†¬†¬†¬†¬†3. Si deve abolire l’aggettivo perch√© il sostantivo nudo conservi il suo colore essenziale. L’aggettivo avendo in s√© un carattere di sfumatura, √® incompatibile con la nostra visione dinamica, poich√© suppone una sosta, una meditazione.
¬†¬†¬†¬†¬†4. Si deve abolire l’avverbio, vecchia fibbia che tiene unite l’una all’altra le parole. L’avverbio conserva alla frase una fastidiosa unit√† di tono.
     5. Ogni sostantivo deve avere il suo doppio, cioè il sostantivo deve essere seguìto, senza congiunzione, dal sostantivo a cui è legato per analogia. Esempio: uomo-torpediniera, donna-golfo, folla-risacca, piazza-imbuto, porta-rubinetto.
¬†¬†¬†¬†¬†Siccome la velocit√† aerea ha moltiplicato la nostra conoscenza del mondo, la percezione per analogia diventa sempre pi√Ļ naturale per l’uomo. Bisogna dunque sopprimere il come, il quale, il cos√¨, il simile a. Meglio ancora, bisogna fondere direttamente l’oggetto coll’immagine che esso evoca, dando l’immagine in iscorcio mediante una sola parola essenziale.
¬†¬†¬†¬†¬†6. Abolire anche la punteggiatura. Essendo soppressi gli aggettivi, gli avverbi e le congiunzioni, la punteggiatura √® naturalmente annullata, nella continuit√† varia di uno stile vivo, che si crea da s√©, senza le soste assurde delle virgole e dei punti. Per accentuare certi movimenti e indicare le loro direzioni, s’impiegheranno i segni della matematica: +–x: = > <, e i segni musicali.
¬†¬†¬†¬†¬†7. Gli scrittori si sono abbandonati finora all’analogia immediata. Hanno paragonato per esempio l’animale all’uomo o ad un altro animale, il che equivale ancora, press’a poco, a una specie di fotografia. Hanno paragonato per esempio un fox-terrier a un piccolissimo puro-sangue. Altri, pi√Ļ avanzati, potrebbero paragonare quello stesso fox-terrier trepidante, a una piccola macchina Morse. Io lo paragono, invece, a un’acqua ribollente. V’√® in ci√≤ una gradazione di analogie sempre pi√Ļ vaste, vi sono dei rapporti sempre pi√Ļ profondi e solidi, quantunque lontanissimi.
¬†¬†¬†¬†¬†L’analogia non √® altro che l’amore profondo che collega le cose distanti, apparentemente diverse ed ostili. Solo per mezzo di analogie vastissime uno stile orchestrale, ad un tempo policromo, polifonico e polimorfo, pu√≤ abbracciare la vita della materia.
¬†¬†¬†¬†¬†Quando, nella mia Battaglia di Tripoli, ho paragonato una trincea irta di baionette a un’orchestra, una mitragliatrice a una donna fatale, ho introdotto intuitivamente una gran parte dell’universo in un breve episodio di battaglia africana.
¬†¬†¬†¬†¬†Le immagini non sono fiori da scegliere e da cogliere con parsimonia, come diceva Voltaire. Esse costituiscono il sangue stesso della poesia. La poesia deve essere un seguito ininterrotto d’immagini nuove, senza di che non √® altro che anemia e clorosi.
¬†¬†¬†¬†¬†Quanto pi√Ļ le immagini contengono rapporti vasti, tanto pi√Ļ a lungo esse conservano la loro forza di stupefazione. Bisogna – dicono – risparmiare la meraviglia del lettore. Eh! via! Curiamoci, piuttosto, della fatale corrosione del tempo, che distrugge non solo il valore espressivo di un capolavoro, ma anche la sua forza di stupefazione. Le nostre orecchie troppe volte entusiaste non hanno forse gi√† distrutto Beethoven e Wagner? Bisogna dunque abolire nella lingua ci√≤ che essa contiene in fatto d’immagini stereotipate, di metafore scolorite, e cio√® quasi tutto.
¬†¬†¬†¬†¬†8. Non vi sono categorie d’immagini, nobili o grossolane, eleganti o volgari, eccentriche o naturali. L’intuizione che le percepisce non ha n√© preferenze n√© partiti-presi. Lo stile analogico √® dunque padrone assoluto di tutta la materia e della sua intensa vita.
¬†¬†¬†¬†¬†9. Per dare i movimenti successivi d’un oggetto bisogna dare la catena delle analogie che esso evoca, ognuna condensata, raccolta in una parola essenziale.
     Ecco un esempio espressivo di una catena di analogie ancora mascherate e appesantite dalla sintassi tradizionale.
¬†¬†¬†¬†¬†¬ęEh s√¨! voi siete, piccola mitragliatrice, una donna affascinante, e sinistra, e divina, al volante di un’invisibile centocavalli, che rugge con scoppi d’impazienza. Oh! certo, fra poco balzerete nel circuito della morte, verso il capitombolo fracassante o la vittoria!… Volete che io vi faccia dei madrigali pieni di grazia e di colore? A vostra scelta, signora… Voi somigliate, per me, a un tribuno proteso, la cui lingua eloquente, instancabile, colpisce al cuore gli uditori in cerchio, commossi… Siete in questo momento, un trapano onnipotente, che fora in tondo il cranio troppo duro di questa notte ostinata… Siete, anche, un laminatoio, un tornio elettrico, e che altro? Un gran cannello ossidrico che brucia, cesella e fonde a poco a poco le punte metalliche delle ultime stelle!…¬Ľ (Battaglia di Tripoli.)
¬†¬†¬†¬†¬†In certi casi bisogner√† unire le immagini a due a due, come le palle incatenate, che schiantano, nel loro volo tutto un gruppo d’alberi.
¬†¬†¬†¬†¬†Per avviluppare e cogliere tutto ci√≤ che vi √® di pi√Ļ fuggevole e di pi√Ļ inafferrabile nella materia, bisogna formare delle strette reti d’immagini o analogie, che verranno lanciate nel mare misterioso dei fenomeni. Salvo la forma a festoni tradizionale, questo periodo del mio Mafarka il futurista √® un esempio di una simile fitta rete d’immagini:
¬†¬†¬†¬†¬†¬ęTutta l’acre dolcezza della giovent√Ļ scomparsa gli saliva su per la gola, come dai cortili delle scuole salgono le grida allegre dei fanciulli verso i vecchi maestri affacciati al parapetto delle terrazze da cui si vedono fuggire sul mare i bastimenti…¬Ľ.
¬†¬†¬†¬†¬†Ed ecco ancora tre reti d’immagini:
¬†¬†¬†¬†¬†¬ęIntorno al pozzo della Bumeliana, sotto gli olivi folti, tre cammelli comodamente accovacciati nella sabbia si gargarizzavano dalla contentezza, come vecchie grondaie di pietra, mescolando il ciac-ciac dei loro sputacchi ai tonfi regolari della pompa a vapore che d√† da bere alla citt√†. Stridori e dissonanze futuriste, nell’orchestra profonda delle trincee dai pertugi sinuosi e dalle cantine sonore, fra l’andirivieni delle baionette, archi di violini che la rossa bacchetta del tramonto infiamma di entusiasmo E il tramonto-direttore d’orchestra, che con un gesto ampio raccoglie i flauti sparsi degli uccelli negli alberi, e le arpe lamentevoli degli insetti, e lo scricchiolio dei rami, e lo stridio delle pietre. √ą lui che ferma a un tratto i timpani delle gamelle e dei fucili cozzanti, per lasciar cantare a voce spiegata sull’orchestra degli strumenti in sordina, tutte le stelle dalle vesti d’oro, ritte, aperte le braccia, sulla ribalta del cielo. Ed ecco una gran dama allo spettacolo… Vastamente scollacciato, il deserto infatti mette in mostra il suo seno immenso dalle curve liquefatte tutte verniciate di belletti rosei sotto le gemme crollanti della prodiga notte¬Ľ. (Battaglia di Tripoli.)
¬†¬†¬†¬†¬†10. Siccome ogni specie di ordine √® fatalmente un prodotto dell’intelligenza cauta e guardinga, bisogna orchestrare le immagini disponendole secondo un maximum di disordine.
¬†¬†¬†¬†¬†11. Distruggere nella letteratura l’¬ęio¬Ľ, cio√® tutta la psicologia. L’uomo completamente avariato dalla biblioteca e dal museo, sottoposto a una logica e ad una saggezza spaventose, non offre assolutamente pi√Ļ interesse alcuno. Dunque, dobbiamo abolirlo nella letteratura, e sostituirlo finalmente colla materia, di cui si deve afferrare l’essenza a colpi d’intuizione, la qual cosa non potranno mai fare i fisici n√© i chimici.
¬†¬†¬†¬†¬†Sorprendere attraverso gli oggetti in libert√† e i motori capricciosi la respirazione, la sensibilit√† e gl’istinti dei metalli, delle pietre, del legno, ecc. Sostituire la psicologia dell’uomo, ormai esaurita, con l’ossessione lirica della materia.
    
Guardatevi dal prestare alla materia i sentimenti umani, ma indovinate piuttosto i suoi differenti impulsi direttivi, le sue forze di compressione, di dilatazione, di coesione e di disgregazione, le sue torme di molecole in massa o i suoi turbini di elettroni. Non si tratta di rendere i drammi della materia umanizzata. √ą la solidit√† di una lastra d’acciaio, che c’interessa per se stessa cio√® l’alleanza incomprensibile e inumana delle sue molecole o dei suoi elettroni, che si oppongono, per esempio, alla penetrazione di un obice. Il calore di un pezzo di ferro o di legno √® ormai pi√Ļ appassionante, per noi, del sorriso o delle lagrime di una donna.
¬†¬†¬†¬†¬†Noi vogliamo dare, in letteratura, la vita del motore, nuovo animale istintivo del quale conosceremo l’istinto generale allorch√© avremo conosciuti gl’istinti delle diverse forze che lo compongono.
¬†¬†¬†¬†¬†Nulla √® pi√Ļ interessante, per un poeta futurista, che l’agitarsi della tastiera di un pianoforte meccanico. Il cinematografo ci offre la danza di un oggetto che si divide e si ricompone senza intervento umano. Ci offre anche lo slancio a ritroso di un nuotatore i cui piedi escono dal mare e rimbalzano violentemente sul trampolino. Ci offre infine la corsa d’un uomo a 200 chilometri all’ora. Sono altrettanti movimenti della materia, fuor dalle leggi dell’intelligenza e quindi di una essenza pi√Ļ significativa.
¬†¬†¬†¬†¬†Bisogna inoltre rendere il peso (facolt√† di volo) e l’odore (facolt√† di sparpagliamento) degli oggetti, cosa che si trascur√≤ di fare, finora, in letteratura. Sforzarsi di rendere per esempio il paesaggio di odori che percepisce un cane. Ascoltare i motori e riprodurre i loro discorsi.
     La materia fu sempre contemplata da un io distratto, freddo, troppo preoccupato di se stesso, pieno di pregiudizi di saggezza e di ossessioni umane.
¬†¬†¬†¬†¬†L’uomo tende a insudiciare della sua gioia giovane o del suo dolore vecchio la materia, che possiede un’ammirabile continuit√† di slancio verso un maggiore ardore, un maggior movimento, una maggiore suddivisione di se stessa. La materia non √® n√© triste n√© lieta. Essa ha per essenza il coraggio, la volont√† e la forza assoluta. Essa appartiene intera al poeta divinatore che sapr√† liberarsi dalla sintassi tradizionale, pesante, ristretta, attaccata al suolo, senza braccia e senza ali perch√© √® soltanto intelligente. Solo il poeta asintattico e dalle parole slegate potr√† penetrare l’essenza della materia e distruggere la sorda ostilit√† che la separa da noi.
¬†¬†¬†¬†¬†Il periodo latino che ci ha servito finora era un gesto pretenzioso col quale l’intelligenza tracotante e miope si sforzava di domare la vita multiforme e misteriosa della materia. Il periodo latino era dunque nato morto.
¬†¬†¬†¬†¬†Le intuizioni profonde della vita congiunte l’una all’altra, parola per parola, secondo il loro nascere illogico, ci daranno le linee generali di una psicologia intuitiva della materia. Essa si rivel√≤ al mio spirito dall’alto di un aeroplano. Guardando gli oggetti, da un nuovo punto di vista, non pi√Ļ di faccia o per di dietro, ma a picco, cio√® di scorcio, io ho potuto spezzare le vecchie pastoie logiche e i fili a piombo della comprensione antica.
¬†¬†¬†¬†¬†Voi tutti che mi avere amato e segu√¨to fin qui, poeti futuristi, foste come me frenetici costruttori d’immagini e coraggiosi esploratori di analogie. Ma le vostre strette reti di metafore sono disgraziatamente troppo appesantite dal piombo della logica. Io vi consiglio di alleggerirle, perch√© il vostro gesto immensificato possa lanciarle lontano, spiegate sopra un oceano pi√Ļ vasto.
¬†¬†¬†¬†¬†Noi inventeremo insieme ci√≤ che io chiamo l’immaginazione senza fili. Giungeremo un giorno ad un’arte ancor pi√Ļ essenziale, quando oseremo sopprimere tutti i primi termini delle nostre analogie per non dare pi√Ļ altro che il seguito ininterrotto dei secondi termini. Bisogner√†, per questo, rinunciare ad essere compresi. Esser compresi, non √® necessario. Noi ne abbiamo fatto a meno, d’altronde, quando esprimevamo frammenti della sensibilit√† futurista mediante la sintassi tradizionale e intellettiva.
¬†¬†¬†¬†¬†La sintassi era una specie di cifrario astratto che ha servito ai poeti per informare le folle del colore, della musicalit√†, della plastica e dell’architettura dell’universo. La sintassi era una specie d’interprete o di cicerone monotono. Bisogna sopprimere questo intermediario, perch√© la letteratura entri direttamente nell’universo e faccia corpo con esso.
¬†¬†¬†¬†¬†Indiscutibilmente la mia opera si distingue nettamente da tutte le altre per la sua spaventosa potenza di analogia. La sua ricchezza inesauribile d’immagini uguaglia quasi il suo disordine di punteggiatura logica. Essa mette capo al primo manifesto futurista, sintesi di una 100 HP lanciata alle pi√Ļ folli velocit√† terrestri.
¬†¬†¬†¬†¬†Perch√© servirsi ancora di quattro ruote esasperate che s’annoiano, dal momento che possiamo staccarci dal suolo? Liberazione delle parole, ali spiegate dell’immaginazione, sintesi analogica della terra abbracciata da un solo sguardo e raccolta tutta intera in parole essenziali.
¬†¬†¬†¬†¬†Ci gridano: ¬ęLa vostra letteratura non sar√† bella! Non avremo pi√Ļ la sinfonia verbale, dagli armoniosi dondolii, e dalle cadenze tranquillizzanti!¬Ľ. Ci√≤ √® bene inteso! E che fortuna! Noi utilizziamo, invece, tutti i suoni brutali, tutti i gridi espressivi della vita violenta che ci circonda. Facciamo coraggiosamente il ¬ębrutto¬Ľ in letteratura, e uccidiamo dovunque la solennit√†. Via! non prendete di queste arie da grandi sacerdoti, nell’ascoltarmi! Bisogna sputare ogni giorno sull’Altare dell’Arte! Noi entriamo nei domini sconfinati della libera intuizione. Dopo il verso libero, ecco finalmente le parole in libert√†!
¬†¬†¬†¬†¬†Non c’√®, in questo, niente di assoluto n√© di sistematico. Il genio ha raffiche impetuose e torrenti melmosi. Esso impone talvolta delle lentezze analitiche ed esplicative. Nessuno pu√≤ rinnovare improvvisamente la propria sensibilit√†. Le cellule morte sono commiste alle vive. L’arte √® un bisogno di distruggersi e di sparpagliarsi, grande innaffiatoio di eroismo che inonda il mondo. I microbi – non lo dimenticate – sono necessari alla salute dello stomaco e dell’intestino. Vi √® anche una specie di microbi necessaria alla vitalit√† dell’arte, questo prolungamento della foresta delle nostre vene, che si effonde, fuori dal corpo, nell’infinito dello spazio e del tempo.
¬†¬†¬†¬†¬†Poeti futuristi! Io vi ho insegnato a odiare le biblioteche e i musei, per prepararvi a odiare l’intelligenza, ridestando in voi la divina intuizione, dono caratteristico delle razze latine. Mediante l’intuizione, vinceremo l’ostilit√† apparentemente irriducibile che separa la nostra carne umana dal metallo dei motori.
¬†¬†¬†¬†¬†Dopo il regno animale, ecco iniziarsi il regno meccanico. Con la conoscenza e l’amicizia della materia, della quale gli scienziati non possono conoscere che le reazioni fisico-chimiche, noi prepariamo la creazione dell’uomo meccanico dalle parti cambiabili. Noi lo libereremo dall’idea della morte, e quindi dalla morte stessa, suprema definizione dell’intelligenza logica.


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3 Comments

  1. Commento by Gian Gabriele Benedetti — 2 Maggio 2008 @ 22:30

    Il Futurismo ha avuto, nella Storia della Letteratura e non solo, un ruolo fondamentale. Si √® posto come punto di rottura nei confronti di una convenzione letteraria che non usciva dagli schemi tradizionali ormai da secoli. Ne nacque un dinamismo che esaltava la vita, la velocit√†, il lavoro, la lotta… Fu dirompente soprattutto nel voler distruggere la sintassi e nel dissolvere la compostezza del linguaggio, accostando parole che stavano a s√© e dando alle parole stesse un’indicazione soprattutto sensoriale. Vibranti, in questo senso, alcune pagine dei “Manifesti” di Marinetti, il fondatore del movimento.
    Il Futurismo diverr√† palestra di rinnovamento artistico a cui attinsero, tra gli altri, personaggi del calibro di Govoni, Palazzeschi, Papini, Soffici… Questo movimento, sia pur con le sue esaperazioni volute, aprir√† la via alla poesia moderna, in particolar modo all’Ermetismo. Quindi ebbe un’importanza di notevole portata.
    Ottima, pertanto, la rievocazione attraverso la pubblicazione della presente pagina di grande interesse.
    Gian Gabriele Benedetti

  2. Commento by Bartolomeo Di Monaco — 2 Maggio 2008 @ 23:41

    Dopo le puntate sul Futurismo, la rivista si occuperà anche di altri movimenti che caratterizzarono gli inizi del Novecento: il Cubismo, la Pop Art, il Surrealismo, la Metafisica.

    Sperando di fare cosa utile e formativa.
    Ciao, Gian Gabriele.

    Bart

  3. Pingback by ARTE Il Futurismo 2 | arte — 29 Giugno 2008 @ 23:57

    […] Original post by Bartolomeo Di Monaco […]

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