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ARTE: LETTERATURA: A Lucca la triste fine del Caffè Di Simo

15 Febbraio 2020

di Bartolomeo Di Monaco

È stato per decenni uno dei fiori all’occhiello della città. Arredato con fine eleganza ha accolto lucchesi e forestieri che gustavano bevande e pasticceria immersi in un’atmosfera piena di arte.
Non era difficile trovarvi, al tavolo 19, Giacomo Puccini. Ma altri grandi artisti lo frequentavano e vi si potevano incontrare e vederli tutti insieme a discutere e a bearsi di quell’ambiente e di quella felice e fertile circostanza in cui affinare con il reciproco contributo la propria arte. Una targa (tutta a lettere maiuscole) ricorda i frequentatori più insigni che hanno attraversato la sua esistenza. Eccola.

QUESTO CAFFÈ IN CUI ECHEGGIÒ L’ENTUSIASMO DEL RISORGIMENTO ACCOLSE ALLA FINE DELL’OTTOCENTO ED AL PRINCIPIO DEL NOSTRO SECOLO POETI LETTERATI ED ARTISTI AMICI DEL DROGHIERE MECENATE ALFREDO CASELLI FRA CUI GIOVANNI PASCOLI GIUSEPPE GIACOSA ALFREDO CATALANI GIACOMO PUCCINI PIETRO MASCAGNI LIBERO ANDREOTTI E LORENZO VIANI

IL PREMIO CASELLI PER LA LETTERATURA LE ARTI FIGURATIVE E LA MUSICA ILLUSTRÒ ANCORA AUSPICE IL NUOVO PROPRIETARIO GIULIO DI SIMO LA VITA DEL LOCALE NEGLI ANNI 1932 – 33 – 34 – 35

IL GRUPPO CULTURALE “RENATO SERRA” PRESIEDUTO DA GIUSEPPE DE ROBERTIS RINVERDÌ DAL 1947 AL 1954 LA NOBILE TRADIZIONE E QUI VENNERO FRA GLI ALTRI EMILIO CECCHI GIORGIO PASQUALI ENRICO PEA MARIO PRAZ SALVATORE QUASIMODO GIUSEPPE UNGARETTI GLI ACCADEMICI DI FRANCIA DANIEL ROPS GEORGES DUHAMEL MAURICE GENEVOIX ED IL POETA AMERICANO ROBERT LOWELL

I PROPRIETARI ANGELO RICCI E FERNANDO PIERI POSERO NEL 1958

Un altro luogo di riferimento della cultura lucchese fu “Il quarto platano” di Forte dei Marmi, dove, pure lì, nella bella stagione, si riunivano i maggiori esponenti della cultura italiana, tra cui Eugenio Montale.

Per qualche tempo, dunque, Lucca è stata un punto di ritrovo di artisti, narratori, poeti, pittori, scultori, musicisti. Un’epoca d’oro, forse irripetibile.

Aldo Grandi, direttore de La Gazzetta di Lucca, ha intervistato l’ultimo gestore del prestigioso Caffè, chiuso ormai da molti anni, Mario Mazzero.

“Ricorda gli arredi?

Gli arredi erano quelli originali che curavamo in modo particolare con continue e periodiche manutenzioni. I fantastici banconi, uno di fronte all’altro, con intarsi in legno e borchiature in argento e splendido marmo verde. Per non parlare delle fantastiche vetrine bombate che danno e davano sulla meravigliosa via Fillungo e che, puntualmente, un paio di volte a settimana erano addobbate con tuilles e seta sopra cui mettevamo in mostra l’offerta dei nostri prodotti. Aggiungerei il bellissimo tavolo numero 19 a lato destro del pianoforte con sopra il quadro del Maestro che era, guarda caso, a dire, dal mitico professor Giovannini, il tavolo preferito e abituale di Giacomo Puccini. E senza dimenticare la targa in marmo posta sopra il pianoforte dove c’erano scritti tutti i frequentatori del Caffè quali Enrico Pea, Giuseppe Ungaretti, lo stesso Puccini e tanti altri ancora. E come dimenticare gli unici lampadari in vetro soffiato di Murano. Potremmo continuare per ore a descrivere l’ambiente che c’era e, presumo, c’è ancora.”.


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Invito tutti a non inviarmi più libri in lettura. Per mancanza di tempo, e dall'11 novembre 2013 anche di salute, non posso più accontentare nessuno. Così pure vi prego di non invitarmi a convegni o presentazioni di libri. Chiedo scusa.
Bart