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ARTE: Ligustro Maestro di Bellezza

22 Maggio 2014

 02 ONEGLIA CON I GABBIANI alba

di Fabio Strafforello

Dolcedo (Imperia), 11 Maggio 2014

Oneglia vista da un artista attento alla bellezza, ma non meno attento a quello che ci vuole comunicare.

Oneglia con i Palloncini, con i Gabbiani, con le Farfalle, con i Fiori, con la Poesia, con la Musica, con i Libri, con i Colori pensanti ed oggi è in lavorazione, all’età 90 anni, Oneglia con i fuochi d’artificio è una rappresentazione, o ancor meglio, l’elevata espressione con la quale il Maestro Ligustro ha saputo riportare, in una chiave di lettura semplice e naturale e alla vista dei visitatori anche più distratti, i diversi aspetti di una felicità che riguarda l’uomo nel contesto del suo ambiente nativo e delle sue origini. Origini che rimangono impresse in ognuno di noi e che fanno parte di quei sigilli che racchiudono le verità più profonde ed originali con le quali abbiamo marchiato il nostro animo nei primi anni della nostra esistenza.

La capacità di raccogliere e di armonizzare così tante tematiche, unendole nelle giuste proporzioni, nella omogeneità dei loro elementi, nella particolarità delle loro espressioni, nella corretta movenza dei loro personaggi, nella fluidità e nella distribuzione dei colori, ed anche attraverso il calco dei rilievi, che ne danno profondità e la sensazione leggera del movimento, sono l’espressione di una sensibilità e di un equilibrio interiore di non facile reperibilità.

La capacità di raccogliere e di filtrare la struttura emozionale che fa parte di un mondo umano in continua mutazione, ma anche di fissarla nei loro aspetti concreti ed originali, è caratteristica ben conosciuta del Maestro, il quale fa di una disciplina di pensiero l’ordine e l’idea per immaginare e per raccogliere le bellezze di questa vita, mostrando che essa si può ritrovare in ogni elemento, sia di forma umana o ancor più di forma naturale, ma anche evidenziando che la sostanza trascendentale è solo il contorno di un contesto dipinto interamente dalle singole espressioni umane.

Derivata dall’artistico, preciso e corretto punto di osservazione delle cose, è una ricerca di elevato profilo, ciò che fa di Ligustro uno strumento di valutazione e di estrazione di quei riferimenti o di quelle sfumature che disegnano una verità ed una bellezza nascoste rispetto agli elementi della vita nel solo volto della razionalità, generando in noi sensazioni che vanno colte nell’aspetto della loro istintività, nella profonda emozionalità e nel loro grande potere di espressione, di comunicazione e di  individuale particolarità.

Quindi un ritorno verso se stessi, nel bisogno e nel piacere di vivere il ricordo di quell’età spensierata e ricca di emozioni che fa parte della prima gioventù, ma che crescendo e allontanandoci dalla sua spontaneità e dalla sua poesia abbiamo perso e dimenticato nei problemi e negli impegni che giornalmente ci colgono e ci assillano, talvolta alimentando in noi il pensiero e la paura della morte.

Il Maestro ha sempre desiderato non vivere la sua vita in modo anonimo e così ha saputo fare, egli è riuscito quindi a rimodellarsi e ricostruirsi approfittando di quei momenti di buio, che sovente abbattono e distruggono ogni essere umano, che non sappia trovare in una visione o in un punto di arrivo positivo il suo prossimo traguardo, giungendo così ad una visione più semplice e di facile lettura della vita umana.

L’osservazione e lo studio accurato dei personaggi che egli rappresentata sono espressione di quella mimica spontanea che il Maestro ha saputo estrarre da essi attraverso i molti particolari che li contraddistinguono, miscelando nelle impressioni e col senso logico delle cose, quella imprevedibilità che fa parte della natura stessa, attribuendone così un valore poetico per ogni loro peculiarità.

L’alto livello di precisione dimostrato nella sue incisioni non da l’ impressione di un lavoro artistico eseguito con durezza, con matematicità, con rigidità e neppure con distacco e freddezza, ma la sensazione che se ne prova, già di primo contatto, è proprio l’opposto, catturando l’osservatore nei molti dettagli che egli ha saputo mettere insieme ed esprimere con intuizione e talvolta con ironia, portandolo verso una “lettura calda” della sua interpretazione.

Non c’è casualità nelle sue opere, ma la giusta mistura e misura fra l’idea, il pensiero poetico, l’ordine razionale e l’esperienza di una intera vita passata con l’interesse e con l’attenzione di volerne cogliere il sapore e le motivazioni più radicate e profonde che muovono ogni forma vivente a ritrovare, attraverso la speranza, il proprio desiderio di vivere la vita.

Un poeta quindi, che sa raccogliere nell’apparente vuoto che ci circonda, quella magia e quell’irrazionalità che sono parte fondamentale di una luce e di un ordine che arriva da lontano, ma che con essa crea anche la forma logica delle sue stesse ombre, mostrandosi, talvolta in chiaro, attraverso la contrapposizione dei sentimenti umani.

La splendida calata Giovanni Battista Cuneo è lo scenario che mantiene fermo e che fa da sfondo ad una veduta artistica di Oneglia (oggi Imperia), lì dove il Maestro ha mostrato e nascosto allo stesso tempo, quell’amore e quella attenzione legata ai ricordi di una gioventù vissuta con intensa emozionalità, ma che ora non riconosce più come una parte di se stesso.

Accanto a questo grande amore e a questa forte passione, e quasi inseparabile da essa, c’è un po’ di dispiacere e anche una forma di irritazione, nel vedere una città incapace di rinnovarsi e di cambiare la sua mentalità, non sapendo quindi puntare verso nuove vedute e verso bellezze ritrovate.

Ligustro è ora e ancor più che mai, un esempio, oltre che di rinascita verso una luminosa immagine del mondo, anche la rappresentazione pratica di quelle capacità umane che fanno delle scelte individuali il proprio desiderio personale di voler percorrere una via di motivazione utile a non rinunciare alla vita.

Quello che ci evita di volare alti, è la nostra incapacità di rimanere sospesi al cielo.


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Invito tutti a non inviarmi più libri in lettura. Per mancanza di tempo, e dall'11 novembre 2013 anche di salute, non posso più accontentare nessuno. Così pure vi prego di non invitarmi a convegni o presentazioni di libri. Chiedo scusa.
Bart