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Assaggi della mia VIA: Anni Settanta (6a puntata)

25 Gennaio 2008

di Enzo Ferrari
[Ha pubblicato la raccolta di poesie: “Nuvole d’estate in Liguria”, De Ferrari, 2007]

(il romanzo è in cerca di un editore)

A causa della crisi petrolifera, siamo in piena austerity. La domenica tutti a piedi, o quasi. In bici, in triciclo, coi pattini, con qualsiasi altro mezzo di locomozione possa venire in mente.

Niente auto, moto e camion. Possono circolare solo gli autobus.
Per ridurre i consumi energetici, hanno persino anticipato il telegiornale alle otto di sera e la chiusura delle trasmissioni televisive a fine giornata. Si deve andare a letto prima, per risparmiare elettricità.

Le persone sono più nervose con il pensiero che il petrolio possa finire. Mentre ci si preoccupa del nostro futuro, buttiamo via tante cose. Buttiamo nelle discariche tonnellate di arance e di pesche con il loro carico di vitamine semplicemente per non far crollare i prezzi. Manteniamo in piedi dei sistemi deliranti di distribuzione. Sprechiamo tempo e oggetti senza molto senso.

Il 4 agosto del 1974 una bomba esplode in galleria sul treno espresso Italicus Roma – Monaco. Muoiono dodici persone.

Al cinema abbiamo visto Una giornata particolare di Ettore Scola, la descrizione in immagini della farsa mussoliniana, Novecento di Bernardo Bertolucci, la storia privata e politica d’Italia e Taxi driver di Martin Scorsese, dove De Niro reduce dal Vietnam in giro con il suo taxi mette a nudo New York e la sua violenza.

Gulp è diventato Super. I cartoni animati di produzione italiana hanno fatto la loro comparsa in TV.
Nick Carter di Bonvi e il Signor Rossi di Bruno Bozzetto. Abbiamo scoperto grandi fumetti, Tintin, Alan Ford, Corto Maltese, Sturmtruppen, Lupo Alberto, Cocco Bill, l’Uomo Ragno.
Pur restando sempre fermo il principio prima il dovere (i compiti) e poi il piacere, abbiamo capito che i fumetti non sono affatto una forma di letteratura da serie B. Il dolce si può anche assaporare prima: l’importante è non mancare ai propri impegni. E l’ultimo chiuda la porta!

Cocco Bill vive in un mondo parallelo assurdo e imbecille dove i personaggi sono fuori di testa. I mille oggetti sono qua e là inseriti con oltraggio della realtà ridotta a polpette, matite, salami, dita, ossa, vermi, tazze con i piedi, mezzi cavalli.

Una visione a parte l’ha meritata Il fascino discreto della borghesia di quel pazzo spagnolo di Bunuel, che con il suo spirito dissacrante, fustiga tutti i parassiti della società. Siamo lontani dalla rivoluzione, Bunuel spera che la borghesia sparisca per auto dissoluzione.

L’8 giugno 1976 viene ucciso in pieno giorno dalle Brigate Rosse il procuratore della Repubblica in Genova Coco, assieme ai due agenti della sua scorta.

Abbiamo letto Il signore delle mosche di Golding, dove si racconta della vicenda di alcuni giovani sbarcati su un’isola deserta durante una guerra e costretti ad organizzare una piccola società a specchio di quella degli adulti. La società così creata rispecchierà tragicamente gli stessi errori degli adulti, perché l’uomo produce il male come le api producono il miele.

La TV è oramai in tutte le case, in alcune ce ne sono addirittura due, una in sala, una più piccola in cucina. E con la TV è entrata di forza la pubblicità. Nessun manifesto pubblicitario aveva finora violato la via e le esistenze dei suoi abitanti. Con la TV ci sono riusciti benissimo: valanghe di profumi, lavatrici, dolciumi, liquori e detersivi tutti i giorni entrano di prepotenza nelle case, mettendoti la voglia di comprarli…

Nella mia via noi giovani ascoltiamo molto musica alla radio. Tutte le settimane c’è Hit Parade con Lelio Luttazzi, con la classifica delle migliori dieci canzoni. La prima classificata è la canzone regina. La seconda e la terza sono le damigelle d’onore. Lucio Battisti è il mio autore preferito: Il mio canto libero, Anna, Pensieri e parole, Emozioni.

Alla sera seguo il programma alla radio Supersonic, con tanta musica rock italiana e straniera. Conducono Paolo Francisci o Paolo Testa. Finalmente un po’ di musica forte, rumorosa, di rottura, diversa da quella solo genere melodioso italiano.

Alla radio, quando torno da scuola, non manco mai l’appuntamento con Alto Gradimento, condotto da Boncompagni e Renzo Arbore. Tutti quei personaggi sono un vero spasso: Scarpantibus, il colonnello Buttiglione e il successivo generale Damigiani, il giornalista Max Vinella, il poeta Marius Marenco. C’è anche il professor Aristogitone, quarant’anni di insegnamento tra queste quattro mura scolastiche!

In Argentina nel 1976 i militari prendono il potere con un colpo di stato. Dicono che per salvare la patria e l’economia dallo sfacelo e dalla bancarotta hanno dovuto limitare le libertà individuali.

In cima alla mia via c’è praticamente tutti i giorni un mendicante che chiede l’elemosina. Ha una chitarra che suona e un berretto per la raccolta delle monetine. E’ sempre solo. Quando gli dai una moneta ringrazia e saluta.

Mauro studia pianoforte. Ci ha invitato a casa per farci ascoltare Bach e Chopin. Gli studi di Chopin ci hanno inchiodato alla seggiola. Il numero 12 dell’op. 10 assomiglia al concerto per pianoforte di Addinsell, La caduta di Varsavia, disco che ogni tanto ascolta mia mamma.

I ragazzi più grandi non vorrebbero andare a lavorare in fabbrica. Non vogliono abituarsi all’idea che finita la scuola, sarà quella la loro vita. L’altro giorno alcuni dicevano che, appena terminata la scuola, partiranno per l’estero, anche senza il permesso dei genitori. Sacco a pelo e zaino in spalla, dicono che è facile trovare lavoro in Francia o in Inghilterra. Io ho ancora tanto da studiare.

Le ragazze quando diventeranno grandi, vorrebbero lavorare da infermiere, da impiegate o da maestre. Chissà cosa vorrebbe fare Rosa. Purtroppo ha cambiato città, è andata a vivere a Torino. Il padre ha trovato lavoro alla Fiat.

E’ sempre divertente stare alla finestra a curiosare il passaggio delle persone. Quando finiti i compiti, non scendo in strada per andare a giocare, mi fermo a commentare con mia nonna abbigliamenti e modi di fare della gente. Mamme con carrozzine, mamme con la spesa, mamme da sole. Nessuna fantasia. Si guarda e basta.

Nella mia via c’è ora anche un negozio di frutta e verdura. Mia mamma compra sempre tanta frutta, secondo la stagione. Arance d’inverno, ciliegie e fragole di primavera, albicocche e pesche d’estate, uva e mele d’autunno. Le banane sono il frutto preferito che trovi tutto l’anno. Divertente lo scherzo che facciamo spesso ai nuovi ragazzi della compagnia. Gli diciamo che in porto cercano giovani per raddrizzare le banane, con il martelletto di gomma. Con quello di ferro i frutti si romperebbero.

Nella mia via in latteria trovi anche la liquirizia e i pesciolini gommosi al gusto di liquirizia. Le radici della pianta si masticano lentamente in bocca e lasciano un buon sapore dolciastro. Le caramelle nere e gommose a forma di pesciolino sono decisamente più buone, anche se si attaccano ai denti.

A scuola siamo una classe mista, maschi e femmine. Noi maschi siamo in minoranza. Nadia è la ragazza più carina, bionda con gli occhi verde chiaro. Parla con un accento strano, simile al veneto. I suoi genitori sono profughi dell’Istria. Purtroppo in seconda è stata bocciata. Dovremo affrontare la terza senza di lei.

Ieri, per caso, ho visto per la prima volta le tette. Non ero con mia mamma alla finestra. Non ero neppure al mare. Ero andato sul terrazzo per controllare i recipienti dell’acqua. Una bella ragazza nel palazzo di fronte, evidentemente sicura di non essere vista, sdraiata su un lettino con un asciugamano prendeva il sole a seno nudo. I capezzoli, due ciliegine. Mi sono precipitato a chiamare gli amici. Tutti in gruppo ci siamo piazzati ad ammirare lo spettacolo. Per colpa dei nostri commenti a voce alta, la ragazza si è quasi subito rivestita, sparendo alla nostra vista.

Nella mia via noi ragazzi commettiamo atti impuri. A casa, da solo, in camera faccio gli atti impuri. E’ un peccato gravissimo, contro natura, peccato che grida vendetta al cospetto del Signore. Li facciamo per colpa di tutte quelle ragazze che conosciamo a scuola. Tra di noi poi compiliamo le classifiche. Per me sono importanti le tette. Per me il sesso sono le tette. Ci siamo persino procurati, in edicole anche molto lontane da casa, le giuste riviste, Playboy, Le Ore, Caballero.
L’altro giorno mi sono confessato. Tre paternostri, cinque avemarie e l’atto di dolore.

Nella mia via c’è il negozio di parrucchiere. Prima di Natale mi regala sempre il calendario superprofumato con le donne nude. Proprio perché così profumato è difficile nasconderlo quando arrivo a casa.

Dal parrucchiere noi giovani ci andiamo meno. Alle ragazze piacciono i giovani con i capelli e le basette lunghi. Dal barbiere ci vanno solo gli adulti per barba e capelli. Tutte le domeniche mattina mio padre si fa radere la barba. Prima di Natale vado comunque a farmi tagliare i capelli.

Nella mia via non c’è la libreria. Per prenotare i libri di scuola vado sempre da Gorizia. Per quelli di lettura con i miei amici andiamo invece in una delle tante librerie di Genova. Nel periodo natalizio non manchiamo mai alla Fiera del Libro di Galleria Mazzini.

A scuola la prof. di lettere ci ha parlato di Calvino, lo scrittore. Ci ha fatto leggere Il barone rampante e Il sentiero dei nidi di ragno. Abbiamo discusso in aula di Cosimo e di Pin, della disobbedienza e della Resistenza, dei giovani e delle nostre storie.

In casa mia ci sono tanti libri, per la gran parte ancora di mia madre. I libri sono sullo scaffale. Non trovo il coraggio e la voglia di prenderli in mano e di sfogliarli. Le copertine non mi attirano molto. Sono quasi tutte di colore grigio, salvo quelle della collana della Medusa, bianche e verdi con la testa e le due alucce laterali. Mia madre non mi dice nulla. La vedo molto presa nella lettura alla sera in poltrona. Un compagno di scuola che è venuto per una merenda, vedendo tutti quei volumi mi ha chiesto se erano proprio tutti diversi.

Il mio compagno di banco mi ha portato un volume di Selezione del Reader’s Digest, con pezzi di romanzi. In un libro ne riassumono anche sei. Non mi è molto piaciuta questa letteratura in pillole.

Nella mia classe quasi tutte le ragazze portano le minigonne, con gran sollazzo di noi maschi. A scuola salendo le scale mi attardo sempre con i miei compagni a guardare le gambe e le mutandine delle compagne. Non tutte sono degne di nota, ma quelle che portano le minigonne lo sono e lo sanno. Marcolina, Irene, Silvana, Daniela e Florenza sono le migliori.

Le ragazze più carine non ci considerano più di tanto. Solo nei compiti in classe si dimostrano più disponibili con noi maschi. Quelle più cicciotelle sono più disponibili. Siamo noi che aspiriamo a qualcosa di meglio, senza successo. Ci resta l’estate e la spiaggia, dove possiamo sfoggiare le nostre qualità.

Per i libri dello scaffale ho chiesto a mia madre quali leggere per primi. Ho cominciato con quelli che mi ha consigliato: Steinbeck, Faulkner, Verga, Simenon, Pirandello, Fallada, Maughan, Cronin, Tolstoj, Flaubert e London. Molti sono stranieri.
Mamma mi ha parlato anche di un indice dei libri proibiti. Dice che alcuni non sono adatti per me, che sono troppo giovane. Se ce la faccio vorrei leggere anche quelli. Devo studiare il sistema per non farmi scoprire.

Ho trovato fantastici Niente di nuovo sul fronte occidentale e Tre camerati di Remarque, Per chi suona la campana, Addio alle armi, L’uomo e il mare di Hemingway, Il potere e la gloria di Greene, Moby Dick di Melville, Furore di Steinbeck, Kim di Kipling. Avventura, rispetto e sfida della natura, rifiuto delle guerre mi accompagnano le sere d’inverno dopo cena.

Nel negozio di dischi ho comperato un LP con il concerto di Capodanno, i valzer e le musiche viennesi sentite il primo dell’anno dirette dal maestro Willy Boskovsky. C’è anche la marcia di Radetzky.
Un mondo alla fine dell’impero asburgico che viveva di illusioni, sopra le righe e senza speranze.

Nella mia via al bar a noi ragazzi non servono vino e birra. Ci danno solo aranciata, spuma e gazzosa. A noi piacerebbe assaggiare qualche liquore. Ne parlano anche alla televisione.
A casa, di nascosto, ho già bevuto Don Bairo e la Kambusa, due liquori semidolci. L’altro giorno mia madre, forse insospettita, mi ha scoperto. Dopo avermi sgridato, le bottiglie sono finite sotto chiave. Mio padre, alla sera, mi ha anche lui rimproverato, dicendomi che i liquori fanno molto male al fegato. Non ho avuto il coraggio di chiedergli perché allora lui, dopo cena, beve spesso il vermouth o l’amaro Santa Maria.

Sono riuscito a leggere un libro proibito, Il diavolo in corpo di Radiguet. Non mi è sembrato per nulla scandaloso. Ho trovato molto più provocante la storia della dolorosa scoperta del sesso da parte in Agostino di Moravia. Per non parlare di alcune pagine del Padrino di Mario Puzo e delle scene assai esplicite ne L’amante di Lady Chatterley.

Nelle sere di giugno è bello stare alla finestra ad ascoltare le rondini garrire mentre s’inseguono, sono decine, forse centinaia, fanno il nido sotto i cornicioni dei palazzi. All’inizio dell’estate, l’aria per il vento di grecale, è abbastanza pulita. L’occhio non si perde tra il grigio dell’asfalto e quello del cielo.

Al mare ci andiamo d’estate con l’autobus. D’inverno ci accontentiamo dei libri che parlano di mare. Alcuni me li aveva letti mia madre la sera prima di addormentarmi. Li rileggo comunque molto volentieri, Verne, Conrad, London, Melville, Salgari e Stevenson. I personaggi sono un tutto uno di un grande ed unico volume. Capitano Achab, Capitano Nemo, Benito Cereno, Silver, il Corsaro Nero e lord Jim sono parte di un unico sciabordio, navigano nelle stesse acque misteriose, inseguono le stesse prede, si battono e fanno amicizia.

Noi ragazzi al mare ci andiamo per fare i bagni e per vedere e trovare le ragazze. L’altro giorno abbiamo fatto un giro su un gozzo a motore, in compagnia di qualche ragazza. Il movimento delle onde mi ha fatto star male. L’avventura è finita nel peggiore dei modi.

A scuola c’è stato lo sciopero. Sono state occupate le aule. L’occupazione è durata poco. Abbiamo fatto delle lunghe assemblee in palestra. Si è parlato della rivoluzione proletaria, dello sfruttamento delle masse, dell’alienazione sul lavoro, della guerra in Vietnam.

Il fumetto Sturmtruppen di Bonvi è l’ironia contro la logica militare, soldati impegnati in una guerra grottesca senza tempo e senza nemici. Sono soldatini che si fanno rubare la vita da superiori pazzi e scemi, invasati dal potere, facendosi condizionare da regole senza senso. Assomiglia molto al nemico invisibile di Buzzati del Deserto dei Tartari. Nella primavera del 1975 le truppe americane lasciano il Vietnam dopo oltre 11 anni di guerra.

Assieme ai compagni di scuola, ragazze comprese, siamo andati a vedere Fantozzi con Paolo Villaggio. Scherzi crudeli e paradossali, comicità irresistibile, battute memorabili e caustiche. Una cascata di parole ed aggettivi nuovi. Il frullare delle parole e la turbolenza del linguaggio più che in Villaggio e nel suo Fantozzi l’ho però trovati in Achille Campanile e nel Gadda di Quer pasticciaccio brutto di Via Merulana.

Il mio compagno di banco Angelo sorride sempre. Cammina per la strada e si porta a spasso il sorriso. Lui dice che sorridere gli viene naturale perché non c’è nessun’altra espressione facciale più semplice, immediata e versatile di un sorriso.

Una mia compagna di scuola per usare la macchina per scrivere, è stata costretta a tagliarsi le unghie, unghie lunghe, rosate e ben disegnate delle quali andava tanto fiera.

Irene ci ha consigliato di leggere Mafalda di Quino, “femminista”, gran contestatrice del mondo degli adulti. Mafalda riesce sempre ad averla vinta, grazie ai suoi ragionamenti e alla sua logica spietata. La compagna di scuola Irene ci assomiglia molto.

A scuola la prof. ci ha sfidato a leggere Marx. Dice che per fare la rivoluzione bisogna conoscere chi l’ha progettata. Dice che è inutile protestare solo per protestare. Ci siamo proposti di leggere Il Manifesto e qualche altro libro. Ci siamo riusciti in parte, anche perché non vogliamo fare la rivoluzione. Vogliamo solo capire.

Noi maschi preferiamo il fumetto di Bristow, impiegato contestatore senza essere aggressivo e violento. Si ribella a suo modo all’inscatolamento dei cervelli e delle personalità. E’ giudice aspro e spietato del sistema, fortemente beffardo anche contro se stesso e il suo prossimo.

A scuola abbiamo fatto una ricerca sulla questione meridionale. La prof di lettere ci ha fatto leggere Carlo Levi, Cristo si è fermato a Eboli, sul confino in Lucania e l’incontro con la miseria.
Corrado Alvaro, Gente in Aspromonte, sul mondo arcaico, elementare e chiuso della Calabria.
Francesco Jovine, Le terre del Sacramento, terre abruzzesi cariche di rancori e d’ignoranze.
La prof di storia ci ha parlato di Salvemini, Croce, Gramsci e Gobetti.
Per poi scoprire che più che di una questione meridionale in Italia c’è una questione di non completata unità. Abbiamo letto Testori, Meneghello, Bilenchi per scoprirlo.

Tutti leggono le strisce di Linus, fratello minore di Lucy, con la sua maglietta a righe, complessato della coperta e del pollice. La sua nevrosi spesso esplode con rivolte imprevedibili e incontenibili.

Abbiamo fatto l’abbonamento alla stagione teatrale, Pirandello, Goldoni, Ibsen, De Filippo e Brecht, Cechov. L’altra sera abbiamo visto L’opera da tre soldi. L’esperienza del teatro non è solo il fascino del palcoscenico e della sala, dell’attore in carne ed ossa, è il sentirsi partecipe della storia e dell’avventura.


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Invito tutti a non inviarmi più libri in lettura. Per mancanza di tempo, e dall'11 novembre 2013 anche di salute, non posso più accontentare nessuno. Così pure vi prego di non invitarmi a convegni o presentazioni di libri. Chiedo scusa.
Bart