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Biondi, Vittorio Lino

22 Novembre 2020

La battaglia di Sommocolonia

La battaglia di Sommocolonia

È un libro importante, poiché narra di una delle battaglie più violente avvenute nel territorio lucchese. Era il giorno di Santo Stefano, che segue la solennità del Natale, il 26 dicembre del 1944.
I tedeschi e i fascisti della divisione Monterosa vogliono sfruttare il presunto allentamento della sorveglianza da parte degli Alleati e dei partigiani dovuto al giorno di Natale, ma in realtà i loro preparativi erano stati già avviati e avvertiti da giorni.
Nelle prime ore del mattino del 26 comincia l’attacco. Oltre agli Alleati a difendere Sommocolonia (per la sua posizione, punto di rilevanza strategica) ci sono anche gli uomini della XI Zona Patrioti al comando di Pippo: “Il combattimento in paese è furioso e molto violento.”.
Ci sono i primi morti tra i civili: “Mario Cassettari di anni 29 viene ucciso sulla porta di casa da un soldato che lo centra con un colpo di fucile. Lascia la moglie e due figlie Maria e Lidia.”. Un soldato tedesco spara raffiche di mitra contro una porta di casa e i proiettili raggiungono “il bambino Giuliano Nardini di anni 4 che muore, in braccio alla mamma; altri 7 proiettili feriscono gravemente il fratellino Nardino di anni 11.”; “Si salverà miracolosamente, ma rimarrà invalido a vita.”.
È già evidente la ferocia che si è impadronita degli attaccanti: “Viene spesso riportato, nei testi a disposizione, che le truppe attaccarono con urla selvagge.”.
Un altro partigiano, Giocondo Gonnella “viene sorpreso in una casa in piazza San Rocco, e ucciso. Verrà gettato dalla finestra della abitazione nella piazza sottostante.”.
Ancora: “In quelle ore di combattimento sia i tedeschi che gli alleati fanno largo uso delle artiglierie che colpiscono ripetutamente l’abitato, distruggendo oltre il 50% delle abitazioni. I primi per appoggiare il loro sforzo offensivo, gli altri per tentare di fermare l’avanzata. Una intera fascia di 19 abitazioni praticamente sotto la chiesa, viene completamente rasa al suolo.”.
L’autore elenca una serie di patrioti e di soldati alleati morti nello scontro. I tedeschi ora rastrellano il paese: “I tedeschi rastrellano il paese, peraltro non accuratamente, in quanto alcuni soldati americani rimarranno nascosti nelle cantine per due giorni senza essere trovati. Si segnalano due americani che vengono nascosti in un fondo sotto il ‘dopolavoro’ e che rimangono per due giorni, feriti sotto il fogliame.”; “I tedeschi non compiono alcuna violenza nei confronti dei civili, che sono molto impauriti. Nessuna donna (ci sono anche ragazze giovani) viene molestata, vengono però depredate di alcune collane.”. Un miracolo, se si pensi a quanto accaduto qualche mese prima, il 12 agosto 1944, nella vicina Sant’Anna di Stazzema, dove furono trucidati 560 civili, compresi donne, vecchi e bambini.
L’autore si propone di smentire anche talune voci di crudeltà commesse dalle forze dell’Asse, ossia dai tedeschi soprattutto.
“La battaglia di Sommocolonia, termina nella prima serata con oltre 130 caduti tedeschi, americani, partigiani e civili; 18 soldati americani riescono fortunosamente a filtrare con il buio attraverso le linee e ricongiungersi a Barga. Una quarantina sono i dispersi.”.
La battaglia continua nella zona, poiché l’obiettivo dei tedeschi ora è la cittadina di Barga: “I tedeschi presa Barga, (hanno il tempo di curare anche la signora Rocchiccioli) scendono pressoché indisturbati a Fornaci e spingono l’attività offensiva fino all’Ania, punto di massima penetrazione. In questi frangenti non si riportano combattimenti significativi.”.
L’avanzata dei tedeschi è fermata dall’arrivo di nuove truppe alleate: “Giunti al posto della vecchia Dogana (poco dopo Ponte all’Ania. n.d.a.) scorgemmo a pochi metri una lunga colonna motocorazzata con a bordo soldati indiani che venivano insù… erano esattamente le 4 del 27 dicembre 1944. Altri indiani li incontrammo a Ghivizzano e poi a Calavorno…”.

Gli Alleati tornano a bombardare Sommocolonia, divenuta presidio tedesco. È il 27 dicembre e formazioni aeree sganciano bombe sul piccolo paese: “Una bomba cade dentro la torre ed esplode, distruggendola parzialmente, e rendendola come è visibile tutt’oggi.”; “Il 29, verso sera, truppe della 8a Divisione Indiana accompagnate da patrioti della XI Zona, entrano in Sommocolonia e a Renaio.”.
I tedeschi si sono già ritirati: “Quando gli indiani arrivano in paese i tedeschi sono già arretrati in Lama e non c’è alcun contatto a fuoco. Vengono mobilitati i pochi paesani presenti per recuperare i tanti cadaveri che sono nei campi e in paese. Verranno accentrati nello spazio davanti al piccolo cimitero esistente, e nell’orto della casetta sotto Piazza San Rocco.”; “I tedeschi caduti per molti anni riposeranno in un piccolo cimitero tra Castelnuovo di Garfagnana e Pieve Fosciana in località Pontardeto.
Nel dopoguerra, per molti anni, continuerà la bonifica delle mine e degli ordigni a Sommocolonia e nei dintorni. A causa di migliaia di ordigni inesplosi si registreranno ancora numerose vittime civili.”.
Abbiamo estratto dal piccolo libro i fatti essenziali. Esso, in realtà, continua con alcune pagine nelle quali contesta alcuni falsi storici che non mutano la sostanza di quanto riferito.
Il libro contiene anche uno scritto in inglese (senza l’originale in italiano, ma solo nella traduzione di Anne Leslie Saunders) di Dario Giannini, intitolato “Sommocolonia before World War II”.
Anche il testo di Vittorio Lino Biondi, a cui ci siamo riferiti nel commento, redatto in italiano, “La battaglia di Sommocolonia”, viene presentato pure nella versione inglese sempre a cura di Anne Leslie Saunders.


Letto 75 volte.


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Invito tutti a non inviarmi più libri in lettura. Per mancanza di tempo, e dall'11 novembre 2013 anche di salute, non posso più accontentare nessuno. Così pure vi prego di non invitarmi a convegni o presentazioni di libri. Chiedo scusa.
Bart