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Caro papà, Caro figlio/Dear Dad, Dear Son (Trad. Helen Askham) #10/22

25 Ottobre 2008

di Bartolomeo Di Monaco
[Per le altre sue letture scorrere qui. Il suo blog qui.]

In calce il testo inglese

Caro papà, Caro figlio #10

Caro babbo,

una nuova epidemia, come io supponevo, ha colpito il mio villaggio. Sono morte molte persone care. A Anthony non dire nulla. Dovr√† restare con te ancora per un po’, prima di partire per Londra. Ho pensato che gli faccia bene trattenersi in Italia ancora per qualche tempo, a meno che tu non sia contrario, e Anthony non vi sia di peso. Come si comporta? Se c’√® qualcosa che non va nel suo comportamento, fammelo sapere subito, anche se dubito che possa accadere che il mio Anthony non sia rispettoso nei riguardi dei suoi cari nonni. Anche il capitano della nave √® stato colpito. Per alcuni mesi non si sono pi√Ļ avuti collegamenti con la terra ferma. √ą stata una tragedia. Ad un certo punto si sono esaurite le scorte di medicinali, non abbiamo pi√Ļ potuto curare come avremmo dovuto. Lo scarso cibo ha fatto il resto, anche se in qualche modo ci siamo arrangiati a nutrirci con i prodotti della nostra foresta. Un po’ anch’io sono stato colpito, ma ora, grazie a Dio, sto bene, e posso aiutare il mio prossimo. Un ragazzo mi accompagna nei miei trasferimenti, lo metto al timone e si sobbarca parte delle fatiche dei viaggi. Mi sono indebolito, ma sono stato fortunato a sopravvivere. Qua le famiglie sono state quasi tutte decimate. Soprattutto gli uomini sono stati falcidiati dall’epidemia. Questa lettera la scrivo in fretta e furia per consegnarla al comandante della nave, che sostituisce il capitano olandese. Da lui ho saputo che sta meglio e forse il mese prossimo riprender√† a navigare. Perch√© non siete venuti prima? mi sono lamentato, ma poi mi sono subito reso conto che la Compagnia a cui appartiene la nave non pu√≤ fare miracoli, perch√© non √® facile trovare un capitano che voglia navigare da queste parti. Il giovane comandante me lo ha lasciato intendere chiaramente. Per venire fino a qui occorre avere degli ideali, oppure non avere nella vita alcuna alternativa. Ho capito che lui √® un idealista e mi ha fatto piacere conversare con una persona che la pensa un po’ come me. Credo che questa esperienza lo segner√† definitivamente, e forse avremo una persona in pi√Ļ che si preoccupi della sorte di tanti sfortunati. Gli ho parlato dei molti luoghi della Terra dove un uomo pu√≤ essere utile agli altri. Forse, padre, ti domanderai che discorsi sono questi, e perch√© parlo di gente sfortunata se in queste isole lontane, dove non √® arrivata la cosiddetta nostra civilt√†, l’uomo ha molte probabilit√† in pi√Ļ di essere felice. Che ci sta a fare qui uno come me, portatore, forse, di inquietudini in una vita molto pi√Ļ serena di quella dalla quale provengo? C’√® davvero bisogno di me? Me lo sono chiesto molte volte e sono arrivato alla conclusione che, in effetti, sono io ad aver bisogno di loro. Questa √® la pura verit√†. Ma vedi, questa mia esperienza, diciamo pure egoistica, arreca a sua volta a questi popoli sperduti il conforto di scoprire che sono loro che percorrono la strada giusta, quella originaria, dalla quale gran parte della umanit√† ha deviato. Vi √® cos√¨ uno scambio reciproco di doni, e voglio dire di amore. Non so se sono riuscito a spiegarmi e a farti capire questo rapporto diverso che si instaura tra esseri umani, ma la sensazione che ne deriva, la pienezza che colma l’animo di serenit√†, non ha l’eguale nel mondo che ho lasciato. Perfino scriverti, mi √® sembrato un rischio, quello di espormi ad un contatto con l’infelicit√†, da cui mi sono allontanato fuggendo. Non √® il perdono che ti chiedo, con questa confessione, perch√© so che tu sei dalla mia parte, e non hai mai rimproverato la mia partenza. Voglio solo confermarti che sono felice, anche se i miei occhi ogni tanto vedono sciagure come questa che ha colpito ancora i nostri villaggi. Ma sono mali fisici, e ti assicuro che non toccano per niente lo spirito. Questa gente sa discernere in profondit√†, e sa valutare la pienezza del dolore, ma in modo tale che essa non scalfisca l’anima. Non √® una cosa semplice, padre, ed imparare a praticarla richiede di cimentarsi in un lungo cammino fatto anche di sbandamenti e di incertezze. Ma essi sono con me, mi tengono d’occhio, mi aiutano, mi sostengono, e mi amano quando si accorgono che do tutto me stesso per lenire le loro sofferenze fisiche.
Desidero che anche Anthony apprenda a vivere in questo modo. Ha gi√† fatto un buon cammino. Spero che il tempo che trascorrer√† con voi non arrechi un qualche pregiudizio alla vita che mi auguro per lui quaggi√Ļ. Conforta mamma, e rassicurala. Vi ringrazio ogni giorno della vita che mi avete donato. Tuo figlio Uilio.

Caro figlio,

quello che scrivi mi conforta e mi sgomenta, perch√©, mentre mi rassicura sulla tua felicit√†, mostra quanto siano vaste e profonde le differenze tra esseri umani. Non ti nascondo che parte della tua lettera √® per me di difficile comprensione, non per le parole che usi, che sono molto chiare, ma per le sensazioni che tu vuoi trasmettermi e che non percepisco nella loro interezza. Insomma, una vita come quella che hai scelto tu, sarebbe improponibile ad uno come me. Io ammetto che il progresso ha molte implicazioni negative, e, guarda, sono arrivato al punto di augurarmi che non nascano pi√Ļ menti raffinate capaci di sollecitare questo mostro che chiamiamo progresso, ma la nuova civilt√† che ne consegue apporta notevoli vantaggi all’uomo. Pensa alle strade, ai mezzi di comunicazione, non solo perci√≤ alla medicina, che so che per te √® l’unica faccia del progresso alla quale ti senti di sorridere, pensa alla tecnologia, che consente di comunicare immediatamente, colmando ed annullando enormi distanze. Gli uomini si conoscono meglio, comunicano meglio, si possono anche aiutare tra loro meglio che nel passato. Non √® buono tutto ci√≤, non porta alla felicit√†? Ma non voglio ingannarti. La societ√† occidentale nella quale ho deciso, al contrario di te, di continuare a vivere, √® profondamente malata. La ragione? Sta nell’incapacit√† degli uomini di servirsi correttamente del progresso. Perch√© non riescono a farlo? Ho un mio convincimento, che √® poi il convincimento non solo mio ma anche di pensatori pi√Ļ importanti di me, e cio√® che sia l’ingordigia del denaro, ossia il desiderio della ricchezza, a confondere le menti degli uomini. La pazzia di accumulare la ricchezza, che si accompagna al desiderio di onnipotenza, mette in secondo piano, se non addirittura offusca e annulla, la parte positiva di ogni scoperta scientifica. Perfino nella medicina, a volte si pensa pi√Ļ al denaro che al bene dell’umanit√†, e se il ricercatore quasi sempre √® mosso dal desiderio di giovare al prossimo, le grandi industrie che finanziano la ricerca sono ispirate sempre dall’antico desiderio di accumulare ricchezza. Mi pare gi√† di sentirti rispondere: il progresso innesta una catena di vizi, anzich√© di virt√Ļ. Non √® vero che √® questo che ti passa per la mente, leggendo la mia lettera? E allora come se ne esce? Come si distrugge nell’uomo il desiderio della ricchezza, che √® poi l’altra faccia del desiderio dell’onnipotenza? Un credente potrebbe pensare ad una corrispondenza nell’uomo dell’onnipotenza di Dio. Del resto, siamo stati creati a sua immagine e somiglianza. Ma √® corretto pensarla cos√¨? O non √® l’eterna lotta tra il bene e il male che continua anche nel nostro tempo, e che continuer√† sempre finch√© ci sar√† l’uomo sulla faccia della Terra? E chiss√† che questa non sia una lotta che vada anche oltre l’uomo, e sia sempre esistita ed esister√† a prescindere da lui. La lotta tra il bene e il male forse non √® frutto della nostra mente, frutto cio√® di una qualche speculazione teologica o filosofica; in realt√† √® concreta e sta dentro ogni specie di vita. E il bene appare il pi√Ļ debole, su questo ho pochi dubbi. Del resto, un credente come me lo trova sancito nella Genesi, quando tra Caino e Abele, √® il primo, il pi√Ļ cattivo, che prevale, uccidendo l’uomo buono. Mi vengono i brividi allorch√© accosto queste pagine al pensiero che esse, secondo quanto ci insegna la Chiesa, sono state ispirate da Dio!
Ma non voglio tediarti oltre, e sono invece molto preoccupato della situazione nella quale ti trovi. Stai veramente bene? Non nascondermi niente. Ricorda che sono tuo padre. Avrà pure un significato!
Tua madre non riesce a convincersi che sei felice. Lei pensa che io non me ne accorga, ma spesso la notte si alza e gira per la casa. Quando si avvede che la osservo, subito mi risponde che deve andare a controllare questo e quest’altro. Tutte scuse. La verit√† √® che vorrebbe che tu fossi qui, con noi e con Anthony. Anthony si √® fatto pi√Ļ alto. Se cresce cos√¨, diventer√† lungo quanto una pertica! √ą ancora magrolino, ma si sta irrobustendo. Devo rivelarti che ha una simpatia per una ragazzina delle nostre parti. Ti dico subito che si tratta di una ragazza di famiglia onesta e lavoratrice, e sono convinto che √® una simpatia tra adolescenti, e svanir√†, quando Anthony lascer√† questa casa per andare a vivere a Londra. Ma √® proprio necessario che vada? Non potrebbe studiare qui da noi? Tua madre sarebbe contenta, e si consolerebbe in qualche modo della tua lontananza. Pensaci. Anche se capisco che i genitori di Jenny desiderano avere con loro Anthony quanto lo desideriamo noi. Ma che cosa ho mai detto? Scusami, scusami. √ą giusto che i genitori di Jenny desiderino avere Anthony con loro! La mia richiesta √® egoistica, fai conto che non abbia scritto quelle brutte parole. √ą il male che prevale sul bene, vedi? Decidi tu quanto ritieni meglio per Anthony, noi saremo fedeli esecutori della tua volont√†. E lo faremo con amore. Tuo padre Efisio.

Dear Dad, Dear Son #10

Dear dad,

    As I expected, a new epidemic has struck my village. A lot of friends have died. Say nothing to Anthony about this.
¬†¬†¬† He’ll have to stay with you a little longer before he goes to London. I thought it would be good for him to stay on in Italy, so long as you don’t object and Anthony isn’t a burden. How is he behaving? I can’t imagine Anthony would be disrespectful to his dear grandparents but if there’s anything wrong in his behaviour, let me know at once.
¬†¬†¬† The captain of the ship has been struck by the epidemic and for several months we’ve had no contact with the mainland. It’s been a tragedy. At one point we ran out of medicines and couldn’t treat people as we needed to. The shortage of food did the rest although we managed to feed ourselves with what we could find in our forest. I was ill myself but now, thank God, I’m well and able to help people. A boy comes with me on my trips. I put him at the tiller and he takes on some of the labour of the journeys. I’m weak but lucky to be alive. Some families have been decimated and it’s mostly men who’ve been carried off.
¬†¬†¬† I’m writing this letter in a very great hurry so I can give it to the captain who replaced the Dutch captain. I’ve heard he’s getting better and may able to sail next month. I asked the new one why on earth he hadn’t come sooner but instantly realised that the company to which the ship belongs cannot work miracles and it’s not easy to find a captain who wants to sail in these waters. The young captain made this plain. Coming here means having ideals or having no alternative in life. I could see he’s an idealist and it was a pleasure for me to talk to someone who thinks a little as I do. I believe this experience will make a deep impression on him and that we may have another person here who is concerned about the fate of so many luckless people. I talked to him about the many places in the world where a man can be useful to other people.
¬†¬†¬† Perhaps, dad, you’ll wonder what I’m talking about and why I call them luckless people if, on these distant islands where our so-called civilisation hasn’t arrived, man has many more opportunities to be happy. Perhaps you wonder what there is for someone like me to do, someone who might bring restlessness into a life which is so much more tranquil than the one I come from. Is there really a need for me? I’ve often asked myself this and have come to the conclusion that, in fact, it’s me who needs them. That’s the truth. However, this experience of mine, which might be called selfish, gives these far-distant people the comfort of discovering that they are the ones who walk on the right path, the original road, from which most of humanity has strayed. Thus there’s an exchange of gifts and by this I mean love. I don’t know if I’ve explained myself and made you understand this different relationship that there is between human beings but the feeling that comes from it, the fullness that makes¬† the soul serene is without equal in the world I left behind. In fact, writing to you seemed like taking a risk, the risk of exposing myself to the unhappiness I ran away from and left behind. It’s not your pardon I’m asking for with this confession because I know you’re on my side and have never reproached me for leaving. All I want is to assure you that I’m happy even though I sometimes see calamities such as this one that has struck our villages. But these are physical evils and do not, I assure you, touch the spirit at all. These people know how to look deep into things and how to judge the fullness of pain but in such a way that that it doesn’t affect the soul. This is not a simple thing, dad, and learning to practise it requires me to set out on a long road where I may lose my way and encounter uncertainties. But the people are with me, they keep an eye on me, help and support me, and love me because they see I do everything I can to relieve their physical suffering.
¬†¬†¬† I want Anthony to learn to live in this way. He’s already made a good start. I hope the time he spends with you won’t in any way prejudice the life I hope for him here. Comfort mum and reassure her. Every day I thank you both for the life you gave me.
Your son,
Uilio

Dear son,

¬†¬†¬† What you have written both comforts me and distresses because, while it reassures me that you’re happy, it also shows how wide and deep the differences there are between human beings. I cannot hide from you that part of your letter was difficult for me to understand, not because of the words you use, which are very clear, but on account of the feelings you want to transmit which I cannot fully grasp. In short, the life you have chosen was not the one for someone like me. I admit that progress has many negative implications and I’ve even reached the point of hoping that there’ll be no more subtle minds encouraging this monster we call progress, but the civilisation we have now brings significant advantages with it. Think of roads, means of communication and not just medicine, which I know is the only aspect of progress that makes you feel optimistic. Think of the technology which allows the instant communication that fills and eliminates enormous distances. People now know each other better, they communicate better and they can even help each other better than they did in the past. Is all this not good? Do these not bring happiness?
¬†¬†¬† But I don’t want to deceive you. Western society in which I, unlike you, have decided to continue living in, is very sick. Why? Because of man’s inability to use progress properly. And why is that? I have my own conviction, which is not only mine but also that of thinkers more important than myself, and that is that it’s greed for money and the desire for wealth that confuses men’s minds. The mad accumulation of riches, which goes with a wish for omnipotence, puts the positive part of every scientific invention into second place if not actually obfuscating and annulling it. Even in medicine, people think more about money than about the benefits to mankind. The researcher is almost always motivated by the wish to help mankind but the large industries that fund the research are always driven by the old desire to accumulate wealth. I feel I can hear your answer already – that progress produces a chain of vices instead of virtues. That’s what’s going through your mind as you read this letter, isn’t it? So how do we get out of it? How can we destroy man’s desire for wealth which is another aspect of the desire for omnipotence? A believer would think of a link between man and the omnipotence of God. After all, aren’t we created in His image? Is that the right way to think? Or is it the eternal struggle between good and evil that still goes on today and will continue for as long as there are people on the face of the earth? Who knows? Perhaps this struggle goes beyond mankind, perhaps it has always existed and always will, independent of man. Perhaps the struggle between good and evil isn’t the result of the human mind, i.e., the result of theological and philosophical speculation. In reality it is concrete and exists in all forms of life and good seems to be the weaker. I have few doubts about this. A believer such as myself finds this confirmed by Genesis where Cain, the first-born and the more sinful, prevails over Abel, the good man. I shiver whenever I read these pages at the thought that (according to what the Church teaches us) they were inspired by God.
¬†¬†¬† However, I won’t bore you any longer. I’m very worried about the situation you find yourself in. Are you really all right? Don’t hide anything from me. Remember I’m your father. That must mean something!
¬†¬†¬† Your mother can’t persuade herself that you’re happy. She thinks I don’t notice but she often gets up during the night and wanders round the house. When she sees that I’m watching her, she says she had to go and check something or other which isn’t true, of course. The truth is she wishes you were here with us and with Anthony.
¬†¬†¬† Anthony is taller. He’s growing so fast he’ll soon be the proverbial beanpole! He’s still a little thin but getting more robust. I have to tell you that there’s something between him and a local girl. I’ll say right away that she’s a girl from an honest, working family and I’m quite sure it’s an adolescent crush and will come to an end when Anthony leaves this house and goes to live in London.
¬†¬†¬† Is it really necessary for him to go away? Couldn’t he go to university here? Your mother would be happy and it would console her somewhat for the fact that you’re so far away. Think about it. I do understand that Jenny’s parents want to have Anthony with them as much as we do. But what have I said? I’m sorry. Of course Jenny’s parents want to have Anthony with them! I was being selfish. Pretend I didn’t write those words. It was evil prevailing over good! You decide how long you think Anthony should stay here and we will faithfully fulfil your wish. And we will do it with love.¬†¬†
Your father,
Efisio


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1 commento

  1. Pingback di Caro pap√†, Caro figlio/Dear Dad, Dear Son (Trad. Helen Askham) #10/22 | London & New York city arrivals — 25 Ottobre 2008 @ 07:04

    […] per qualche tempo, a meno che tu non sia contrario, e Anthony non vi sia di peso. Come si com Go to source Blogs about […]

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Invito tutti a non inviarmi pi√Ļ libri in lettura. Per mancanza di tempo, e dall'11 novembre 2013 anche di salute, non posso pi√Ļ accontentare nessuno. Cos√¨ pure vi prego di non invitarmi a convegni o presentazioni di libri. Chiedo scusa.
Bart