Libri, leggende, informazioni sulla città di LuccaBenvenutoWelcome
 
Rivista d'arte Parliamone

TUTTI I MIEI LIBRI SU AMAZON qui

La scampanata, il romanzo di Bartolomeo Di Monaco trasformato in testo teatrale, qui per chi volesse rappresentarlo.

Piante e fiori del mio giardino e altre bellezze: qui
Download gratuito VIVERE CON L'ACUFENE.

Caro papà, Caro figlio/Dear Dad, Dear Son (Trad. Helen Askham) #5/22

20 Ottobre 2008

di Bartolomeo Di Monaco
[Per le altre sue letture scorrere qui. Il suo blog qui.]

In calce il testo inglese

Caro papà, Caro figlio #5

Padre mio carissimo,

come vedi, ti ho scritto. Non ti nascondo che mi √® costata un po’ di fatica, ho lasciato trascorrere un bel po’ di tempo prima di risponderti, ma tu hai ragione. Ho passato troppi anni dimenticando le mie radici. Anche se non ho mai cessato di amarvi. Ma √® amore quello di chi non si fa pi√Ļ vivo e procura dolore alle persone che dice di amare?
L’amico che vi ha condotto Anthony mi ha raccontato della vostra felicit√† nel vedere mio figlio. Tengo molto a lui, non possiedo quasi niente, ma lui √® il mio tesoro inestimabile, la pietra preziosa della mia vita, saperlo nelle vostre mani √® per me fonte di grande gioia e consolazione. So che ne avrete cura e lo aiuterete a crescere, anche ora che √® lontano da me. √ą un ragazzo sensibile, intelligente, si accorge di ogni piccola contrariet√†, non gli sfuggono le sfumature, siate leali con lui, non nascondetegli mai la verit√†. L’ho educato io ad essere cos√¨, ma √® nella sua stessa natura, e non √® stato difficile. Quando mi scriverai, dimmi che cosa fa, come si trova a scuola, se ha degli amici, se va d’accordo con Donato. Donato √® sempre stato allegro, molto pi√Ļ di me. Spero che gli trasmetta un po’ della sua allegria. L’ho sempre ammirato per questo. Lui sa volgere in positivo anche una disgrazia. Ci vorrebbe uno come Donato qui dove vivo. A volte ci penso: come sarebbe bello, mi dico, se Donato fosse con me. Al mattino, alzandomi, incontrerei il suo sguardo sorridente. Dormito bene, Uilio? mi direbbe. Io gli risponderei: abbastanza, e lui di rimando: ho dormito come un ghiro, tutta una tirata. Sono fresco come un ragazzino. Forza, √® l’ora di muoversi, non facciamoci aspettare. Sono sicuro che con lui accanto, potrei fare il doppio di quanto sto facendo. Ma perch√© Donato dovrebbe venire a impiegare quaggi√Ļ le sue qualit√†? Da voi sapr√† fare molto meglio, dato che la vostra societ√† si √® evoluta e sa cavare tutto da un uomo. Ci√≤ non toglie che Donato farebbe bene anche quaggi√Ļ. Vuoi sapere dove vivo? Dall’altra parte del mondo, in una piccola isola, dove sono capitato durante uno dei miei viaggi. Qui ho conosciuto Jenny, qui √® nato Anthony. Mi ci sono fermato per caso, ero su di una nave che fa rotta da queste parti: qui scarica la poca merce di cui c’√® bisogno. Avevo un’altra meta, e fu il capitano a suggerirmi di scendere. Dia un’occhiata, mi disse, fra un mese sar√≤ di nuovo qui, e se non le piacer√†, la riprender√≤ a bordo. Sono sempre stato vinto dalla curiosit√†: non so se ci√≤ sia un bene o un male. Comunque scesi a terra, condottovi da una barca, sulla quale erano state caricate le mercanzie, tra cui varie confezioni di medicinali. Il fatto di essere medico, mi fece notare questo particolare. In luoghi sperduti come questo, le medicine valgono un tesoro, sono la merce pi√Ļ attesa: pi√Ļ del cibo o del vestiario, cose che invece sono primarie l√¨ da voi. Scoprii cos√¨ che c’era un piccolo dispensario, a guidarlo era un vecchio medico, malandato, quasi completamente privo di denti, dalle rughe profonde che gli solcavano il viso. Quando seppe chi ero, gli si illuminarono gli occhi. Disse che mi aveva mandato Dio. Ci sono 500 anime, disse proprio cos√¨: anime, che hanno bisogno di lei in quest’isola, e mi disse che altre erano sparse nelle isole vicine, che raggiungeva con un’imbarcazione che aveva imparato a guidare. Resti con me, mi disse, lei √® stato mandato da Dio, ripet√©. Non avevo la minima intenzione di restare. Il mio proposito era di viaggiare, per conoscere altri luoghi nel mondo, per imparare a capire questo essere straordinario e complesso che √® l’uomo. Glielo confidai, mi rispose che era un proposito nobile, ma l’uomo lo si poteva imparare a conoscere e a capire anche servendolo, e per servirlo, si doveva restare da qualche parte. Non era quello che volevo, non concordavo con lui. A me interessava conoscere cos’era e com’era l’uomo nelle varie latitudini del mondo, solo cos√¨ potevo avere un’idea, anche se imperfetta, del mistero della Creazione. Conoscendo gli uomini e la natura, e i loro comportamenti nelle diverse situazioni presenti sulla Terra, forse avrei capito, o anche semplicemente intuito del perch√© si esiste. Una delle prime sere, mentre ero in giro con il vecchio dottore per le case dell’isola – le chiamo case, anche se, vedendole, tu mi diresti che non sono altro che capanne malandate, ma io ho imparato a dare al termine casa un significato spirituale, e qui ci sono case pi√Ļ solide, ti assicuro, delle antiche regge dei monarchi che vivono in Europa – incontrai Jenny, la ragazza che avrei sposato, la madre di Anthony. Mi colp√¨. Mi domandai come una donna tanto bella fosse potuta capitare in un luogo come quello, miserando e sperduto. Seppi cos√¨ che ci era venuta appositamente. Era un’inglese, viveva in un paesino del Kent, non lontano da Londra. La sua famiglia conosceva la famiglia del vecchio dottore. Quando questi scriveva, anche lei veniva a sapere della vita che si conduceva in quest’isola. Oh, niente di speciale, babbo, credimi, ma √® una vita di una semplicit√† sorprendente. Qui l’uomo √® riuscito a sconfiggere l’orgoglio e la presunzione; qui pare davvero che domini il sentimento dell’amore e della carit√†. Non ci sono ricchezze, n√© ci sono i ricchi, quello che importa √® vivere amandosi l’un l’altro, aiutandosi, stare insieme. Un europeo avrebbe difficolt√† a capire che questo √® un punto di arrivo dell’esistenza, non √® un primitivismo su cui sorridere e fare dell’ironia. Quello che nella civilt√† occidentale viene chiamato progresso non √® altro che ricchezza per pochi e sofferenza per tutti gli altri. Pensaci un po’, babbo. Che cosa hai visto in tutti questi anni, se non crescere il dolore? Ti sei mai chiesto perch√©? Perch√© abbiamo complicato la vita. L’unico progresso che arreca giovamento all’uomo √® quello della medicina. Esso √® mirato proprio alla sconfitta della sofferenza, e quindi anche qui ce ne serviamo. Ma per il resto, credimi, non sentiamo affatto la mancanza. Ti ho mandato Anthony perch√© ha bisogno di cure che qui non si possono trovare, e l’ho mandato da te, perch√© solo in questo modo ho potuto placare il timore che egli si trovasse coinvolto in una vita che gli arrecherebbe dolore. Dunque, ho conosciuto Jenny e, come ti ho gi√† detto, appresi che lei qui ci √® venuta per scelta, √® fuggita perch√© aveva capito quello che io temo per Anthony, e cio√® che la vita nelle societ√† cosiddette evolute si √® riempita di complicanze tali che non √® pi√Ļ possibile discernere con chiarezza. La mente √® confusa dalla molteplicit√† e dall’urgenza del fare. So che le cose che ti scrivo ti indurranno al riso. Dirai che ho perso la ragione e ti verranno in mente i tanti romanzi che hai letto, dove mi dicevi che era nascosta tanta illusione, e tanta ingenuit√†. Ma ti giuro che io vivo felice, e che non cambierei la mia vita con nessun’altra, perch√© temerei di perdere questa completa felicit√†. Jenny era una donna dolcissima, bella come una dea; a lungo, prima di sposarla, ho temuto di perderla, ho temuto cio√® che non fosse possibile che una tale donna fosse stata destinata ad uno come me, senza qualit√†, un girovago mosso solo dal desiderio di conoscere il mondo e gli uomini. Invece era la donna che in qualche parte sperduta della Terra attende sempre un uomo, quell’uomo, e lei attendeva me. Non so se Dio esista, con Anthony ne abbiamo parlato qualche volta, e ti avr√† detto che non siamo cos√¨ sicuri che esista. La sua esistenza √® come un’umiliazione per l’uomo, cos√¨ penso io, quando decido di non crederci. Infatti, Dio sarebbe come un giudice che alla fine della vita d√† il premio o il castigo. Premio o castigo per cosa? mi sono sempre domandato. Perch√© se io vivo, perch√© se io sono come sono, non posso per questo essere castigato. N√© √® accettabile un Dio che perdoni. Perdonare che cosa? Potrei accogliere solo un Dio diverso, un Dio che mi accetti cos√¨ come sono, come un amico, vorrei dire come uno esattamente uguale a lui. Ecco, in quella circostanza – chiss√† perch√© – pensai che era Dio che mi aveva mandato Jenny. Ma spero di avere tempo anche per chiarire meglio questi pensieri, magari quando sar√≤ pi√Ļ avanti con gli anni e Anthony avr√† preso il mio posto. Perch√© ho intenzione di fare di Anthony un medico come me. Lo mander√≤ a studiare a Londra, dai genitori di Jenny, che gi√† si sono impegnati a sostenerlo. Non devi offenderti per questo, padre mio, perch√© ai genitori di Jenny non potevo rispondere di no, e come vedi, quando ho dovuto preoccuparmi della salute di Anthony, l’ho voluto mettere nelle tue mani. So che sono buone mani, e che Anthony guarir√† presto, non solo, ma avr√† appreso da te tutto il bene possibile.
Ricordi Lord Jim? Chiss√† perch√© in questo momento mi torna in mente, e mi pare di vivere un po’ come lui, anche se io non ho nessuna colpa da riscattare, e non provo nessun senso di colpa per qualcosa che ho fatto o non ho fatto. Solo che io rester√≤ qui, non mi muover√≤. Jenny ha avuto ragione a convincermi a restare. Questo √® un mondo che nasce dall’interno del mio cuore. Esso √® tutt’uno con me; se dovesse scomparire, anch’io mi scioglierei nella sua morte.
Non so quando questa lettera ti giunger√†. L’ho consegnata al capitano della nave che salpa qui una volta al mese. Non √® lo stesso capitano. L’altro √® morto pi√Ļ di cinque anni fa. Quando ripass√≤ quella volta era gi√† convinto che sarei restato. Mi disse: In quei pochi giorni che abbiamo navigato insieme, ho imparato a conoscerla, ed ero sicuro che quest’isola era la sua isola. Gli rivelai che avevo incontrato Jenny. La conosceva, e mi confid√≤ che la considerava una ragazza straordinaria, ed era un dono di Dio che fosse nata una come lei.
Il capitano imbucher√† la lettera in una grande citt√†, a cinque giorni di navigazione da qui. Da l√¨ far√† il viaggio come una qualsiasi altra lettera che parta da un mondo civilizzato. √ą l√¨, in questa grande citt√† che dovrai scrivermi. In calce accludo i dati del fermo posta. D√†i tanti bacioni a tutti, e un abbraccio al mio Anthony. Dimmi di lui, non nascondermi niente. Anthony √® la luce nella mia vita.
Tuo figlio Uilio. 

La giornata era ventosa. Mentre leggeva la lettera, ogni tanto Efisio dava un’occhiata fuori della finestra del suo studio. Vedeva i rami dei pini piegarsi pericolosamente. Accadeva spesso che il vento ne spezzasse uno. Allora, appena passata la tempesta, scendeva in giardino e trascinava il ramo nel campo, dove poi con calma lo avrebbe bruciato. Avrebbe voluto liberarsi dei pini, abbatterli, ma era diventato molto costoso sia abbatterli che piantare altre specie di alberi. Quindi aveva soprasseduto, ma ogni volta che si agitava il vento, guardava con preoccupazione la piccola pineta.
Sentì suonare alla porta. Era Anthony che tornava da scuola.
¬ęHa scritto tuo padre¬Ľ gli disse.
Anthony si sedette e il nonno gli raccontò quella parte della lettera che sapeva che lo avrebbe reso felice. Gli parlò soprattutto di sua madre, di Jenny.

Dear Dad, Dear Son #5 

Dearest dad,

¬†¬†¬† As you see, I’m writing to you again. I won’t hide the fact that it costs me some effort and I’ve let rather a long time pass before replying. But you’re right. I’ve spent too many years forgetting my roots. However, I’ve never stopped loving you and the family. But is it love when a person never gets in touch and causes pain to the people he says he loves?
¬†¬†¬† The friend who brought Anthony to you told me how happy you were to see my son. I care for him very much. I own almost nothing but he’s my priceless treasure, the jewel of my life, and knowing he’s in your hands is a source of joy and comfort for me. I know you’ll take care of him and help him to grow up even though he’s far away from me. He’s a sensitive, intelligent boy and he notices any opposition. He misses nothing. Be true to him and never hide the truth from him. I’ve brought him up to be like that but it’s his nature so it wasn’t difficult. When you write to me, tell me what he’s doing, how he’s getting on at school, if he has friends and how he gets on with Donato. Donato has always been cheerful, much more so than me. I hope he’ll pass on some of his cheerfulness to Anthony.
¬†¬†¬† I always admired this in Donato. He knows how to turn a setback into something positive. We need someone like him where I live. Sometimes I think, wouldn’t it be great if Donato was here with me. When I got up in the morning I’d see his smiling face. “Did you sleep well, Uilio?” he’d say. I’d say, “Yes, OK,” and he’d say, “I slept like a log the whole night. I’m as fresh as a daisy. Come on, get a move on. Don’t let’s hang about.” I’m sure I’d do twice as much as I do now if he was here. But why should Donato come and use his talents here? He’ll do much better where you are, since your society is evolved and knows how to make the most of a man. However, that doesn’t change the fact that he’d also do well here.
¬†¬†¬† Do you want to know where I live? On the other side of the world, on a little island, where I chanced to land during my travels. Here I met Jenny and here Anthony was born. I landed here by chance. I was on a ship en route for other places and they were unloading the few goods they need here. I was planning to go further on and it was the captain who suggested I get off here. “Have a look around,” he said. “I’ll be back in a month and if you don’t like it, I’ll take you on board again.” Curiosity has always got the better of me, though I don’t know if this is a good or a bad thing. So I went ashore on the boat on which the goods were loaded. These included some boxes of medicines. Being a doctor, I noticed this in particular. In remote places like this, medicines are like gold and the things most eagerly awaited, more than food or clothes which are the things that come first in your part of the world.
¬†¬†¬† Thus it was I discovered there was a little surgery run by an old doctor who was in poor health himself, with almost no teeth and deep wrinkles furrowing his face. When he found out I was a doctor, his eyes lit up. He said God must have sent me. He said, “There are 500 souls (souls was the word he used) on this island and they need you.” He also told me that there were others scattered over the neighbouring islands which he visited in a boat that he had learned to sail. “Stay with me,” he said. “You were sent by God,” he said again.
¬†¬†¬† I hadn’t the slightest intention of staying. My intention was to travel, to get to know other parts of the world, to learn to understand the strange complex being that is man. I told him this and he said that that was a noble purpose but that you could also learn to understand man by serving him and for that you had to stay in the one place. This wasn’t what I wanted and I didn’t agree with him. What interested me was to find out what and how men are in the different latitudes of the world, because only that way could I have an idea, however imperfect, of the mystery of Creation. By finding out about men and nature, and how they behave in the different circumstances on Earth, perhaps I would understand or, more simply, know by intuition why we exist.
¬†¬†¬† I met Jenny, the girl I would marry, Anthony’s mother on one of the first evenings, while I was visiting houses on the island with the old doctor (they call them houses but if you saw them, you’d say they were only tumbledown shacks, but I’ve learned to give the word “house” a spiritual meaning and I assure you there are houses here that are more solid than the old palaces of the kings who live in Europe). I was struck by her. I wondered how such a beautiful woman had found herself in such a wretched, forsaken place. She was English and came from a small village in Kent, not far from London. Her family knew the old doctor’s family. When he wrote, she too found out about the life people lead on this island. It’s nothing special, dad, believe me, but it’s a life of surprising simplicity. Here man has done away with pride and self-importance. Here it truly seems that feelings of love and charity prevail. There’s no wealth, there are no rich people and what matters is loving each other, helping each other and living together. A European would find it difficult to understand that this is something to be aspired to in life and not something primitive to smile at and mock. What in western civilisation is called progress is nothing more than wealth for a few and suffering for the others. Think about it, dad. What have you seen in all these years except increasing suffering? The only progress that benefits mankind is progress in medicine. This is directly aimed at reducing suffering and therefore it’s useful to us here. Believe me, we don’t feel the lack of any of the rest of it. I sent Anthony to you because he needs the kind of medical treatment that can’t be found here, and I sent him to you because that was the only way I could allay my fear that he would find himself involved in a life that would bring him suffering.
¬†¬†¬† So, I met Jenny and, as I’ve already said, I learned that she was here by choice, that she’d fled because she’d understood what I fear for Anthony, namely, that life in so-called evolved societies is so full of complications that it’s no longer possible to see clearly. The mind is confused by multiplicity and the urgency of doing. I know the things I’m writing to you will make you laugh. You’ll say I’ve lost my wits and the many novels you’ve read will come into your mind, the novels in which you told me so much illusion and naivety were hidden. But I swear to you that my life is happy and I wouldn’t change it for any other because I’d be afraid of losing this complete happiness.
¬†¬†¬† Jenny was the sweetest woman, and beautiful too. For a long time, before we got married, I was afraid of losing her. I was afraid, in other words, that it wasn’t possible for such a woman to be meant for someone like me, without any special qualities, a vagabond motivated only by the desire to know the world and the people who live in it. But she was the kind of woman who waits in some faraway corner for the right man to come and she was waiting for me. I don’t know if God exists. We sometimes talked to Anthony about this and he will have told you that we’re not sure if He exists. When I decide not to believe in Him, I think His existence belittles mankind. God would be like a judge who hands out prizes or punishments at the end of our life. Prize or punishment for what? I’ve always wondered. I can’t be punished because I live, because I am what I am. A God who pardons is not acceptable. Pardon what? I would accept a different God, a God who accepts me as I am, as a friend, in fact, as His equal. It was in that frame of mind – who knows why? – that I thought that God had sent me Jenny. I hope to find time to think more clearly about these things, perhaps when I’m older and Anthony has taken my place, because my intention is for him to be a doctor like me. I want to send him to university in London and Jenny’s parents have already promised to look after him. Don’t be offended by this, dad, because I couldn’t say no to Jenny’s parents and, as you see, when I was worried about Anthony’s health, I wanted to put him into your hands. I know they are good hands and that Anthony will get well soon, and not only that, he’ll have learned all the best possible good from you.
¬†¬†¬† Remember Lord Jim? Goodness knows why I think of it now but it seems to me that I live rather like him, though I don’t have any guilt to redeem and I don’t have any sense of guilt for anything I’ve done or not done. Only that I’ll stay here, that I won’t leave here. Jenny was right to persuade me to stay. This is a world born from within my heart. It is one with me – if it disappeared, I would die with it.
¬†¬†¬† I don’t know when this letter will reach you. I’ll give it to the captain of the ship that comes here once a month. It’s not the same captain. The other one died more than five years ago. The last time he was here, he was certain I’d stay here. He told me, “In those few days we were onboard together, I got to know you and I knew that this island was your island.” I told him I’d met Jenny. He knew her and he told me he thought her a wonderful girl and that it was a gift of God when a woman like her was born.
¬†¬†¬† The captain will post the letter in a city about five days’ sailing from here. From there it will make the journey that any other letter makes that leaves from the civilised world. You’ll have to write to me in that big city. The poste restante address is below. Give everyone kisses from me and a hug for Anthony. Tell me about him, hide nothing. Anthony is the light of my life.
Your son,
Uilio   

It was a windy day. As he read the letter, Efisio glanced out of his study window every now and again. He saw the branches of the pine trees bending dangerously. The wind snapped one of them off. Once the storm had died down, he went down into the garden and dragged the branch into the field where he would later burn it. He would have liked to get rid of the pines but it had become very costly to have them felled and other species planted. So he’d put off doing this, but whenever the wind blew, he looked at the little pinewood anxiously.
    He heard the doorbell ring. It was Anthony, home from school.
¬†¬†¬† “Your father’s written,” he told him.
    Anthony sat down and his grandfather told him about the part of the letter that he knew would make him happy. He often spoke to Anthony about his mother.


Letto 11046 volte.
ÔĽŅ

1 commento

  1. Pingback di Caro pap√†, Caro figlio/Dear Dad, Dear Son (Trad. Helen Askham) #5/22 | Travel — 20 Ottobre 2008 @ 14:36

    […] amarvi. Ma √® amore quello di chi non si fa pi√Ļ vivo e procura dolore alle persone che dice di a Source Blogged about […]

RSS feed for comments on this post.

Sorry, the comment form is closed at this time.

Invito tutti a non inviarmi pi√Ļ libri in lettura. Per mancanza di tempo, e dall'11 novembre 2013 anche di salute, non posso pi√Ļ accontentare nessuno. Cos√¨ pure vi prego di non invitarmi a convegni o presentazioni di libri. Chiedo scusa.
Bart