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Caro papà, Caro figlio/Dear Dad, Dear Son (Trad. Helen Askham) #7/22

22 Ottobre 2008

di Bartolomeo Di Monaco
[Per le altre sue letture scorrere qui. Il suo blog qui.]

In calce il testo inglese

Caro papà, Caro figlio #7

«Che cos’hai, babbo?»
«Sono triste. Penso a Uilio, così lontano.» È sera, Donato è restato in casa, Olema è ancora in cucina, a sfaccendare. Il televisore è spento. Anthony è andato a letto da poco.
«Sai, Donato, io mi sforzo di pensare alla sua vita. Sarà davvero felice?»
«Lo è. Te lo ha scritto, e Uilio non ha mai mentito. Era la vita che voleva. Stai sereno, babbo, non ci devi pensare.»
«Non è così facile. Tu sei tutti i giorni davanti ai miei occhi. Riesco a collegare tra loro i momenti in cui sei vicino a me e quelli che sei lontano. È facile questo. Ma quando passano gli anni e i figli sono perennemente lontano, il vuoto è enorme, e lo riempiono le incertezze, le ansie, i timori, i dubbi. Sono macchie nere, che turbano il cuore.»
«Sei troppo sensibile, babbo.»
«E tu non ci pensi più a Uilio? Come te lo immagini.»
«Sulla sua barca, che va da un’isola all’altra a curare i suoi malati, a diffondere parole buone. Io lo so, lo sento che è felice, per questo non mi preoccupo di lui. Anzi, certe volte invidio la sua scelta, che lo ha portato lontano dalla nostra civiltà carica di egoismo e di violenza. Forse è Uilio che pensa più spesso a noi e ai nostri travagli. È lui, babbo, che si preoccupa di noi. Sa che la nostra civiltà non può renderci felici.»
«Sai, a volte lo vedo anch’io sulla sua barca, che naviga lungo quelle coste e quel mare pulito, e mi dico, ecco, mio figlio è lì, mio figlio è arrivato a conoscere gran parte del mondo. Sai, Donato, da ragazzo anch’io desideravo girare il mondo, e chissà, forse Uilio ha preso da me questo desiderio.»
«Allora dovresti essere contento, perché Uilio è riuscito a fare ciò che non hai potuto o voluto fare tu.»
«Non ho potuto. Altrimenti lo avrei fatto.»
«E perché non hai potuto?»
«La famiglia aveva bisogno di me. C’era bisogno del mio guadagno, ecco perché sono rimasto qui.»
«Poi ti sei sposato, sono nati i tuoi figli, e il legame con noi ha spento la tua speranza, non è così?»
«Non voglio dire questo. Io vi ho amato tutti sopra ogni cosa. Voi avete sempre occupato un posto speciale nel mio cuore.»
«Ma ti abbiamo impedito di realizzare un sogno. E questo ogni tanto torna nei tuoi pensieri. Siamo stati la catena che ti ha imprigionato.»
«Non devi dire così.»
«Non devi dispiacerti se tuo figlio ti parla in questo modo. Succederà anche a me, quando avrò sposato Giselda e avrò la mia famiglia. I sogni della gioventù si ritraggono. Tutti abbiamo in fondo all’anima il nostro piccolo bagaglio di sogni non realizzati. E sono forse questi, che anziché darci malinconie, continuano ad alimentare la nostra speranza. Una piccola luce perpetua in fondo all’anima.»
«Sei felice Donato?»
«Perché ti preoccupi di me? Conosci la vita, conosci che questi sono i passi che facciamo tutti. Ora, nei secoli passati, nei secoli che verranno.»
«Ma un padre vuole il massimo di felicità per i propri figli.»
«E questo è amore. Quando si pensa agli altri più che a noi stessi, significa che dentro di noi c’è un grande amore.»
«Che ne sarà di Anthony?»
«Guarirà, è già guarito, il dottore non nutre più alcuna preoccupazione. Lo hai sentito? Ora Anthony ha solo bisogno di irrobustirsi.»
«Hai visto come mangia? Mangia di tutto, gli piace tutto. Non si lamenta mai. È un ragazzo d’oro. Se continua così diventerà un gigante, e quando tornerà da suo padre, non lo riconoscerà più. Te l’immagini la scena? Uilio che guarda il suo Anthony e stenta a credere che sia lui. E quando ci crederà, che dici?, penserà un poco a me e a sua madre? Ci vorrà ancora più bene?»
«Quando ha mandato a te e a mamma suo figlio, ha fatto una scelta dettata dall’amore. Uilio ci ama tutti, ci ama quanto e forse più di se stesso.»
«Anthony si fa un bel ragazzo. È buono. Mi dispiacerà quando dovrà partire.»
«Hai sentito? Uilio vuole che studi a Londra, sarà un bravo medico.»
«Poteva studiare anche qui da noi. Ci avrebbe fatto felici.»
«Ricordati che anche ai genitori di Jenny spetta una porzione di amore di Anthony. Anzi, essi hanno perduto Jenny, l’unica figlia. Hanno bisogno più di noi di Anthony. Ecco perché Uilio ha pensato a loro. Uilio è buono, è generoso.»
«Che sarà di Olema, quando Anthony se ne andrà?»
«Mamma è una donna forte. È già preparata. Lei sa che tutto questo è fatto per la felicità di Anthony e per la gioia di Uilio. Si farebbe mettere sul fuoco per non deluderli.»
Si sentiva di là Olema sfaccendare.
«Tua madre vi ha voluto sempre tanto bene.»
«Lo sappiamo.»
«Quando eravate piccoli, non sentiva nessuna fatica. Si alzava la notte per voi, voi piangevate e lei vi cullava contenta. Le ore che le avete tolto al sonno, lei ancora oggi le benedice, perché è stata vicino a voi. Le cose più buone le ha sempre riservate a voi. Io qualche volta mi lamentavo che certe leccornie, che a me piacevano tanto, finivano nel vostro piatto. Sono il tuo sposo, le dicevo, non devi dimenticarti di me. E lei rideva e continuava a servire i figli, e a me ripagava tutto con il sorriso. Allora lasciavo perdere, perché la gioia che provava, io gliela leggevo negli occhi, e mi commuoveva. Non osavo insistere, per non sentirmi colpevole di averle sottratto anche una sola briciola di quella felicità.»
«Me ne ricordo, eccome! Si rideva anche noi, vero, babbo?»
«Certo che ridevate, e nessuno però pensava a darmi un poco del vostro cibo! Mettevate tutto in bocca, facevate un sol boccone di quello che la mamma vi dava, per paura che io ci ripensassi!»
«I figli sono un po’ egoisti, lo so.»
«Siete figli. Questo è. Tutti i figli sono così, come così sono tutti i padri e tutte le madri.»
«Ti voglio bene, babbo, lo sai.»
«Senza di te, tua madre ed io saremmo rimasti soli. Ci pensiamo spesso al dono che ci è stato fatto con la tua nascita. Nella vita ogni cosa non accade per caso. Essa servirà, non si sa come e quando, ma servirà, avrà un senso compiuto. Anche il tuo matrimonio, quando verrà il momento, avrà un senso preciso per la mia vita, e per quella di tua madre.»
«Non devi temere. Ci vedrete spesso. Non sarete mai soli.»
«Vedi, Donato, io lo so che non ci lascerete soli. Non c’è bisogno di sentirtelo dire, ma quel piccolo distacco che ci sarà, entrerà dentro di noi e muterà qualcosa. Da quel momento, ciò che diventeremo, sarà anche in conseguenza di quel distacco. Ma tu non devi sentirtene in colpa. Questa è la vita. Questo è ciò che accade all’uomo da quando Dio lo ha messo sulla Terra.»
«Amo molto Giselda.»
«Non potevi trovare ragazza migliore. È buona, ha giudizio, sa prevedere. A scuola ne dicono tutti bene. E poi tua madre stravede per lei, e si domanda come hai fatto a trovarne una così.»
«Mica sono stupido. Lo avevo capito da me che specie di ragazza fosse la mia Giselda.»
«E per giunta è anche carina.»
«Sei geloso?»
«Guarda che ai suoi tempi Olema era una bellezza coi fiocchi, da far venire i brividi, caro Donato. Anch’io ho fatto una buona scelta.»
«Ma è vero che era la più bella di tutte?»
«Se senti tua madre, era la più bella del mondo. E questo io non posso saperlo, ma del paese, sì, era la più bella, la più contesa anche, e quando sono stato io il prescelto, tutti hanno provato dell’invidia per me. Ma poi…»
«Ma poi?»
«Hanno capito che ero proprio io a doverla meritare.»
«E perché?»
«O diamine! Ma perché ero il migliore di tutti.»
«Il più bello?»
«Anche. Hai qualcosa da ridire?»
«Ci mancherebbe. E poi si vede che sei stato un bell’uomo.» Donato si divertiva ora; già altre volte aveva toccato quel tasto e suo padre ci si infervorava.
«Ce n’erano parecchie di sottane che mi giravano attorno.»
«E tu?»
«E tu che cosa? Che vorresti che ti dicessi, su.»
«Come le incantavi, ecco.»
«Lo so che non ti basterebbe. Tu vorresti sapere anche dell’altro, vero?»
Donato sorrise.
«Quando me le racconterai le tue marachelle?»
«Mai.»
«E mamma lo sa che eri un don Giovanni?»
«Certo che lo sa, ma sa anche che dal momento che l’ho sposata, lei è stata la mia unica donna. Ci tengo, figliolo, a dirti questo. Perché un uomo deve avere giudizio, e quando mette su famiglia sceglie la sua donna per sempre. Ci deve pensare il tempo giusto, tutto il tempo che desidera, ma quando la scelta è fatta, è per sempre. Perché nascono i figli, e i figli vogliono la loro mamma.»
«E Anthony? Sentirà la mancanza di sua madre?»
«Certo che la sente. Nessuno di noi può sostituirla. Anthony non sarà mai lo stesso che sarebbe diventato crescendo accanto a sua madre. Questo mettitelo bene in testa. La morte di una madre, cambia sempre i figli, e forse li cambia più che la morte del padre. E ciò, anche se in misura assai più ridotta, accade pure quando i figli sono già grandi. Accade sempre.»
«Allora, tu e mamma vedete di non morire mai.»
«Grazie dell’augurio, ma non ci tengo a restare in questo mondo più del tempo che Dio mi ha assegnato. Vedi, Dio fa tutto col bilancino. E se dice 80, devono essere 80 anni, se dice 90 saranno novanta.»
«E se dice 20? Se dice 10?»
«Pure così va bene, anche se è doloroso. Eppoi, lo sai che si dice. Che i bambini accolti in Cielo, sono quelli preferiti dal Signore, ai quali affiderà gli incarichi più importanti. Ai vecchi, invece, dirà di mettersi in un cantuccio e di non disturbare.»
«Allora, questa è la fine tua e di mamma.»
«Sì, sarà così, e poiché ormai non sono più tanto giovane per essere utilmente occupato nell’aldilà, prego il Signore che mi lasci su questa Terra il più a lungo possibile.»
«Allora non vuoi morire…»
«Né io né tua madre, sappilo, almeno finché Anthony non sarà sistemato, e non avremo rivisto il nostro Uilio. Non muori anche tu dal desiderio di riabbracciarlo?»
«Sì, vorrei che fosse qui.»
«Lo immagino su quell’isola, seduto sulla sabbia di fronte al mare, e vedo i suoi occhi che si misurano con l’orizzonte, e vedo i suoi pensieri uscire dalla sua mente e navigare, navigare fino a che giungono dentro di me. Hanno fatto un lungo viaggio, ma sono vividi, potenti, e mi scuotono, e si trasformano perfino nella sua voce. Oh, poterlo riabbracciare prima di lasciare questo mondo, poter tenere tra le braccia un figlio che se n’è andato lontano!»
«Succederà babbo. Se Dio è misericordioso, succederà.»

 Dear Dad, Dear Son #7

“What’s the matter, dad?”
    “I’m sad. I’m thinking about Uilio so far away.”
    It was the evening. Donato was staying at home and Olema was still bustling about in the kitchen. The television was off and Anthony had just gone to bed.
    “You know, Donato, I make myself think about his life. Can he really be happy?”        
“He is. He wrote to you that he is and Uilio has never told lies. It was the life he wanted. Don’t worry, dad. You mustn’t think like that.”
    “It’s not easy. You’re here where I can see you every day. I can connect the times when you’re near me and those when you’re somewhere else. It’s easy like that. But when the years pass and your children are always far away, the gap is huge and filled with uncertainty, anxiety, fear and doubts of all kinds. They’re like black blotches that cloud your heart.”
    “You’re too sensitive, dad.”
    “Don’t you still think about Uilio? How do you imagine him?”
    “On his boat, going from one island to another, looking after his patients, saying kind words. I know him. I feel he’s happy and so I don’t worry about him. In fact, there are times when I envy him his choice because it’s taken him far away from this civilisation which is full of selfishness and violence. Maybe more often it’s Uilio who thinks about us and our troubles. It’s him who worries about us, dad. He knows our way of life can’t make us happy.”
    “You know, I sometimes see him on his boat, sailing along the coast on that clear sea and I say to myself, there he is, my son is there. My son has come to know a large part of the world. When I was a boy, Donato, I wanted to travel the world. Who knows? Maybe Uilio got that idea from me.”
    “Then you should be glad that Uilio has done what you couldn’t or didn’t want to do.”
    “I couldn’t, otherwise I would’ve done.”
    “Why couldn’t you?”
    “My family needed me. They needed the money I earned. That’s why I stayed here.”
    “Then you got married, had children and that snuffed out your hopes, is that it?”
    “I don’t mean that. I’ve loved you above everything else. You’ve always had a special place in my heart.”
    “But we prevented you from fulfilling your dream. And every now and again that comes into your thoughts. We’ve been the chain that made you a prisoner.”
    “You mustn’t say that.”
    “And you shouldn’t be upset if your son talks like this. It’ll happen to me too when I’m married to Giselda and have children of my own. Youthful dreams fall by the wayside. We all have our little baggage of unfulfilled dreams somewhere in our soul. Maybe these carry on giving us hope, rather than making us melancholy. A little light forever shining in the depths of our soul.”
    “Are you happy, Donato?”
    “Why worry about me? You know what life’s like. You know these are the steps we all have to take. As it was in the beginning, is now and ever shall be.”
    “But a father wants the utmost happiness for his children.”
    “That’s love. When we think more of others than of ourselves it means we have love in our heart.”
    “What will become of Anthony?”
    “He’ll get better. He’s better already. The doctor’s not worried about him any more. You heard what he said. All Anthony needs now is to get strong.”
    “Have you noticed how much he eats? He eats everything, he likes everything. He never moans. He’s a lovely child. If he goes on like this, he’ll turn into a giant, and when he goes back his father won’t recognise him. Can you imagine the scene? Uilio looking at Anthony and hardly believing it’s him. And when he does believe it, what do you think? That he’ll think of me and his mother a little? Will he love us more?”
    “When he sent his son to you and mum, he made a choice dictated by love. Uilio loves us all. He loves us as much and perhaps more than he loves himself.”
    “Anthony’s turning into a fine boy, a good boy. I won’t like it when he has to go back.”
    “Didn’t you know? Uilio wants him to go to university in London. He’ll make a good doctor.”
    “He could go to university here. It would make us happy.”
    “Jenny’s parents are due a part of Anthony’s love as well, remember. Even more so because they’ve lost Jenny, their only daughter. They need Anthony more than we do. That’s why Uilio thought of them. Uilio’s a good man, he’s generous.”
    “What’ll become of Olema when Anthony goes away?”
    “Mum’s strong. She’s already ready for that. She knows that all this is for Anthony’s happiness and Uilio’s. She’d put her hand in the fire rather than disappoint them.”
    They heard Olema still tidying up the kitchen.
    “Your mother has always loved you both very much.”
    “We know.”
    “She never felt tired when you two were little. She got up in the night for you when you were crying and she was happy cuddling you. The times she lost sleep on your account she blesses to this day because she was happy being with you. She always kept the best things for you. I sometimes complained that certain titbits which I particularly liked ended up on your plates. I’m your husband, I told her, don’t forget about me. And she’d laugh and carry on serving you boys and making up for everything with a smile. So I let it go because I could see the joy in her eyes and that moved me. I didn’t insist because I’d have felt guilty if I’d taken away even the smallest fraction of that joy.”
    “Ah, I remember! We laughed too, didn’t we?”
    “You certainly did and neither of you thought of offering so much as a morsel. You popped it all into your mouth, and ate what your mother gave you in one gulp for fear I might change my mind!”
    “Children are a bit self-centred, I know.”
    “They’re children. That’s all. All children are like that and mothers and fathers are all alike too.”
    “I love you, dad. You know that.”
    “Without you, your mother and I’ll be left on our own. We often think of the gift we were given with your birth. Nothing in life happens by chance. It will serve a purpose, we don’t know how or when, but it will and it’ll make complete sense. And your marriage, when the time comes, will also make complete sense in my life and in your mother’s.”
    “You mustn’t worry. You’ll see us often. You’ll never be alone.”
    “Ah, Donato, I know you won’t abandon us. There’s no need for you to say that but this little separation will enter into us and change something. From that moment on, what we become will be a result of that separation. You mustn’t feel guilty about. It’s just the way life is. This is what’s happened to men since God put us on earth.”
    “I love Giselda very much.”
    “You couldn’t have found a better girl. She’s good, she’s got common sense and she knows how to plan ahead. Everyone at the school speaks well of her. And your mother thinks the world of her. She wonders how on earth you found someone like her.”
    “I’m not exactly stupid, you know. I know what kind of girl Giselda is.”
    “Plus she’s very pretty.”
    “Are you jealous?”
    “Not a bit, my dear Donato. In her time, Olema was a beauty, a real stunner. I made a good choice as well.”
    “Was she really the best-looking one?”
    “According to your mother, she was the best-looking in the world. I can’t comment on that but here in the village, yes, she was the loveliest and also the most sought after. When I was the chosen one, all the other lads were jealous. But…”
    “But?”
    “They realised I was the one who deserved her.”
    “Why was that?”
    “Why do you think? Because I was the best of them.”
    “The best-looking?”
    “That too. Is something funny?”
    “Good Lord no! You can see you were a handsome young man.”
    Donato was enjoying himself now. He’d touched on this subject before and his father always got worked up.
    “There were plenty of girls after me.”
    “And…?”
    “And what? What is it you’d like me to tell you? Go on. Out with it.”
    “How you charmed them, that’s all.”
    “I know that’s not all. You’d like to know more than that, wouldn’t you?”
    Donato smiled. “When are you going to tell me what mischief you got up to in private?”
    “Never.”
    “Does Mum know about all these other girls?”
    “Certainly she does, but she also knows that she’s been the only woman for me since we got married. I have to tell you this, son. A man must have good sense. When he thinks about having a family he chooses the woman for always. When the time comes, he can think about this for as long as he wants, but when the choice is made it’s for always. Because children come along and children need their mother.”
    “What about Anthony? Does he miss his mother?”
    “Of course he does. None of us can replace her. Anthony will never be what he would have been if he’d grown up at his mother’s side. Always remember that. When a mother dies it changes her children, perhaps even more than the death of the father. And this happens, though to a lesser degree, even when the sons are grown up. It always happens.”
    “In that case, you and Mum had better not die.”
    “Thank you for your good wishes but I don’t want to stay in the world any longer than the time God has assigned me. God does it all with a little set of scales. If the scales say 80, it must be eighty years, and if they say 90, it’ll be ninety.”
    “And if they say 20? Or 10?”
    “Then so be it, though it’s hard to bear. But you know what they say – the children taken into Heaven are those whom the Lord loves best and He gives them the most important jobs. With old people, on the other hand, He tells them to go and sit in a corner and not be a nuisance.”
    “That’s for you and Mum, then.”
    “Yes, that’s how it’ll be and since we’re not young enough to be usefully employed in the hereafter, I ask the Lord to leave me on this earth for as long as possible.”
    “So you don’t want to die…”
    “Not I or your mother, you know, at least not until Anthony is settled and until we’ve seen Uilio again. Aren’t you longing to see again?”
    “Yes, I wish he was here now.”
    “I imagine him on that island, sitting on the sand by the sea. I see his eyes scanning the horizon and I see his thoughts coming out of his mind and sailing until they reach me. They’ve been on a long journey but they’re vivid, powerful and arresting. They even change into his voice. Oh to be able to hold him again before I leave this world, to hold my faraway son in my arms!”
    “It’ll happen, Dad. If God’s merciful, it’ll happen.”


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1 commento

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    […] felice?» «Lo è. Te lo ha scritto, e Uilio non ha mai mentito. Era la vita che voleva. Stai se Source Blogged about […]

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Invito tutti a non inviarmi più libri in lettura. Per mancanza di tempo, e dall'11 novembre 2013 anche di salute, non posso più accontentare nessuno. Così pure vi prego di non invitarmi a convegni o presentazioni di libri. Chiedo scusa.
Bart