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Cinema: Blockbuster, mutazioni di senso

22 Agosto 2009

di Franco Pecori

[Franco Pecori dal 1969 ha esercitato la critica cinematografica – per Filmcritica, Bianco & Nero, La Rivista del Cinematografo e per il Paese Sera. È autore, tra l’altro, di due monografie, Federico Fellini e Vittorio De Sica (La Nuova Italia, 1974 e 1980). Nel 1975, ha presentato alla Mostra di Venezia la Personale di Jean-Marie Straub e Danièle Huillet; e alla Mostra del Nuovo Cinema di Pesaro, con Maurizio Grande, una ricerca su Neorealismo: istituzioni e procedimenti (cfr. Lino Miccichè, Il Neorealismo cinematografico italiano, Marsilio). Dal 2002, ha tenuto per 4 anni, sul Televideo Rai, la rubrica settimanale Film visti da Franco Pecori. Noto anche come poeta, Pecori può vantare la stima di Franco Fortini.]

 

 Il cinefilo del 2009 vota così

Il signore degli anelli
Guerre Stellari (il film)
Il gladiatore
Il padrino (trilogia)
Matrix (trilogia)
C’era una volta in America
Blade Runner (Director’s cut)
Titanic
Pretty Woman
Via col vento

È la lista dei dieci film più belli della storia del cinema quale risulta dal test proposto su Internet da Blockbuster, la catena multinazionale di noleggio e vendita di videocassette, dvd e videogiochi. La notizia è importante perché incide sul sistema dei valori. Forse anche su Dio-Patria-Famiglia, ma intanto sui valori dell’estetica (percezione-del e rapporto-con il mondo) e della cultura. Proviamo a dire due o tre banalità. Se qualcuno le prenderà come idee originali, sarà già un discreto risultato.

Un giornale titola: Il cinefilo del 2009 vota così (la Repubblica, 3 agosto). Si intravede una mutazione di senso. Ce ne sono continuamente, è la storia stessa dell’umanità. Spesso al mutare del senso corrisponde una mutazione del valore, dato che il valore non è negli oggetti ma è dato, rispetto a questi, dalla relazione (culturale) tra i soggetti. Basta saperlo. Però, relativamente al cinema, il cambio di prospettiva del cinefilo non sembra proprio una quisquilia. Mezzo secolo fa, il cinefilo somigliava allo studente, apprezzava e valutava i film con lo stesso criterio che gli avevano insegnato a scuola per la letteratura e le arti. Andate oggi, fuori dalla scuola, a chiedere a un ragazzo di 16-18 anni se preferisca leggere Joanne Kathleen Rowling (Harry Potter) o Ludovico Ariosto (Orlando furioso). Quale risposta vi aspettate? Niente panico. Una mutazione di valore fa parte della storia. L’arte non è eterna, dura solo di più in quanto, rispetto al contesto, è più ricca di senso. Se muta il senso muta il valore – Incontrerete qualcuno che vi dirà di sapere lui cosa sia il Valore. Lo avrà incontrato da qualche parte. Fatto sta che dovrà comunque parlarne.

Se ora il cinefilo risulta essere colui che noleggia o compra film da Blockbuster, che ci volete fare? Nella lista quasi tutta “americana” manca il western, che invece coincide per buona parte col cinema americano. E manca la commedia. Pazienza. Però c’è da chiedersi come sarà il futuro. Restando al cinema, sembra di cogliere qualcosa in comune tra i dieci migliori film. Ed è una sorta di manierismo colossale, come se gli autori/produttori/distributori si fossero messi a giocare al cinema. Le storie che raccontano, per quanto “sbalorditive”, denunciano nei modi un rifarsi al già visto, al già vissuto nel mito: un po’ come quando da bambini, giocando, si diceva «io ero lo sceriffo» e «io ero l’indiano», oppure «io ero la signora» e «io ero la donna di casa». Qui si dice «io ero il cinema» e perciò «facevo così». Il cinema globale, totale. E recente, dal 1972 (Il padrino) al 2000 (Il gladiatore): per non farla lunga con la Storia! Per quella, comunque, può bastare un accenno, l’immancabile Via col vento.


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A chi dovesse inviarmi propri libri, non ne assicuro la lettura e la recensione, anche per mancanza di tempo. Così pure vi prego di non invitarmi a convegni o presentazioni di libri. Ho problemi di sordità. Chiedo scusa.
Bart