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CINEMA: Caos Calmo

1 Marzo 2008

di Franco Pecori

[Inizia da oggi la collaborazione con Franco Pecori. Dal 1969 ha esercitato la critica cinematografica – per Filmcritica, Bianco & Nero, La Rivista del Cinematografo e per il Paese Sera. √ą autore, tra l‚Äôaltro, di due monografie, Federico Fellini e Vittorio De Sica (La Nuova Italia, 1974 e 1980). Nel 1975, ha presentato alla Mostra di Venezia la Personale di Jean-Marie Straub e Dani√®le Huillet; e alla Mostra del Nuovo Cinema di Pesaro, con Maurizio Grande, una ricerca su Neorealismo: istituzioni e procedimenti (cfr. Lino Miccich√®, Il Neorealismo cinematografico italiano, Marsilio). Dal 2002, ha tenuto per 4 anni, sul Televideo Rai, la rubrica settimanale Film visti da Franco Pecori. Noto anche come poeta, Pecori pu√≤ vantare la stima di Franco Fortini.]

Il dramma di Pietro Paladini (Moretti) non √® raro nel contesto attuale, in cui difficile √®¬†smaltire il dolore¬†per la perdita di una persona cara – pi√Ļ difficile quanto pi√Ļ si √® inseriti in un meccanismo di vita che sembra¬†privarci dei sicuri riferimenti tradizionali,¬†la religione oppure una vera coscienza laica dell’esistere. Al protagonista del film (dal romanzo di Sandro Veronesi, Premio Strega 2006) viene a mancare la moglie,¬†proprio nel giorno che lo ha visto impegnato, insieme al fratello Carlo (Gassman),¬†nel generoso e rischioso salvataggio di¬†due donne¬†in mare. Tornando a casa dalla spiaggia, ancora turbato e affaticato per l’impresa, Pietro vede che c’√® la Croce Rossa e¬†realizza di essere¬†rimasto vedovo. Claudia, la figlia di 10 anni (Yoshimi),¬†piangendo gli grida: ¬ęPap√†, dov’eri pap√†?¬Ľ. Cala sull’uomo una cappa che lo isola dal mondo. Gli sembra di non poter fare altro che stare vicino alla figlia, leggerle storie la sera, accompagnarla a scuola la mattina; aspettare l√¨, nel giardino fuori dal cancello che si riapra il portone delle elementari e Claudia riappaia cercando il suo pap√†. Pietro non si muover√† per tutto il giorno. La prima volta resta in macchina per un momento, poi smania e deve uscir fuori. Si siede su una panchina. E ritaglia il suo mondo, lo ristruttura portando in primo piano aspetti rimasti sommersi sotto le “urgenze” quotidiane. Le giornate del manager (Pietro √® dirigente di un’azienda nel settore della comunicazione) si dissolvono in una dimensione interiore, che viene a sostituire gli impegni del “lavoro”. E’ una posizione poetica tutt’altro che debole, produttrice di senso laddove le giornate “normali” dei pi√Ļ sembrano piatte, o magari segnate da inesprimibili grumi di sentimenti contrastanti. Pietro, su quella panchina, dilata il tempo e prende contatti “nuovi” con tanti¬†dettagli che lo incoraggiano a coltivare¬†l’ “ozio”. Lo vanno a trovare amici¬†e parenti (colorite le¬†visite¬†di Silvio Orlando, Valeria Golino e dello stesso Gassman), ma Pietro resiste. E’ una specie di sciopero, il suo, che lo impegna in attivit√† “altre”, minori e pi√Ļ vere, come anche il solo sguardo d’intesa con una persona che passa e che ritorna, che entra con ci√≤ stesso nella sfera sensibile di un uomo ironico e solo, sempre pi√Ļ “scocciato” dalle piccole convenzioni. Ora, se tutto questo si traduce nel corpo e nello sguardo di Moretti, nella sua voce ammiccante, in quel¬†suo mantenersi in bilico tra pace e guerra, tra docile assenso e feroce condanna morale, tra masochismo e ira, tra rifiuto e presa di coscienza, si passa dalla letteratura al cinema, con i “tempi” del cinema, in un film tracciato dallo sguardo e dal respiro del protagonista, che dall’inizio alla fine¬†non esce mai dall’inquadratura eppure invita¬†di continuo¬†lo spettatore a guardare fuori dal quadro, dove le cose suggeriscono altre cose e dove i ruoli sono tutti da definire. Il regista ha rispetto dell’attore e non √® poco, dirige lasciando fare, secondo una lezione propriamente¬†italiana e¬†non indifferente a un realismo nuovo, post-Nouvelle Vague. Lascia fare, Grimaldi, anche quando la scena cede ad una naturalezza non richiesta e dissonante (il convulso erotismo tra Pietro ed Eleonora/Ferrari, troppo vero per essere “vero”). E’ un prezzo che si pu√≤ pagare se poi la metafora rientra in s√©, concedendo a Pietro¬†il privilegio del riscatto esistenziale e a sua figlia il sollievo di un padre non pi√Ļ panchinista.¬†

Caos calmo
Antonello Grimaldi, 2008
Nanni Moretti, Valeria Golino, Isabella Ferrari, Alessandro Gassman,¬†Blu Yoshimi, Hippolyte Girardot, Kasia Smutniak, Denis Podalid√®s, Charles Berling, Silvio Orlando, Alba Rohrwacher, Manuela Morabito, Roberto Nobile, Babak Karim, Beatrice Bruschi, Antonella Attili, Sara D’Amario, Cloris Brosca, Tatiana Lepore, Stefano Guglielmi, Anna Gigante, Valentina Carnelutti, Nestor Saied, Dina Braschi, Ugo De Cesare, Ester Cavallari, Roman Polanski.

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A chi dovesse inviarmi propri libri, non ne assicuro la lettura e la recensione, anche per mancanza di tempo. Così pure vi prego di non invitarmi a convegni o presentazioni di libri. Ho problemi di sordità. Chiedo scusa.
Bart