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CINEMA: I film visti da Franco Pecori

22 Gennaio 2011

[Franco Pecori dal 1969 ha esercitato la critica cinematografica – per Filmcritica, Bianco & Nero, La Rivista del Cinematografo e per il Paese Sera. È autore, tra l’altro, di due monografie, Federico Fellini e Vittorio De Sica (La Nuova Italia, 1974 e 1980). Nel 1975, ha presentato alla Mostra di Venezia la Personale di Jean-Marie Straub e Danièle Huillet; e alla Mostra del Nuovo Cinema di Pesaro, con Maurizio Grande, una ricerca su Neorealismo: istituzioni e procedimenti (cfr. Lino Miccichè, Il Neorealismo cinematografico italiano, Marsilio). Dal 2002, ha tenuto per 4 anni, sul Televideo Rai, la rubrica settimanale Film visti da Franco Pecori. Noto anche come poeta, Pecori può vantare la stima di Franco Fortini]

Animals United 3D

Die Konferenz der Tiere
Klooss Reinhard, Tappe Holger, 2010
Animazione

L’ecosistema è a rischio, animali di tutto il mondo unitevi. L’orso polare vede sciogliersi il ghiaccio, ai leoni e alle giraffe manca l’acqua, il petrolio invade il mare delle Galapagos. Dopo un’assemblea plenaria, la mangusta Billy, il leone vegetariano Socrate, l’elefantessa Angie, la giraffa Gisella, il rinoceronte Rino, l’orso polare Sushi, il Leopardo Pardo, lo scimpanzé Toto, il bufalo Grugno, il gallo Charles prendono la strada di New York. Vogliono farsi sentire alla Conferenza Mondiale per l’Ambiente. Ispirato al libro di Erich Kästner La Conferenza degli Animali, pubblicato in Italia nel 1989 da Mondadori (ma scritto in tedesco nel 1949), il film si inquadra nell’ambito delle iniziative del WWF, nell’anno della Biodiversità dichiarato dall’Onu. Al di là delle simpatiche caratterizzazioni antropomorfe – il leone vegetariano, le tartarughe Winston e Giorgina sposate da 714 anni, il gallo francese pieno di iniziativa – il racconto è istruttivo e l’avventura degli animali conduce alla grande diga che impedisce all’acqua di inondare la Valle della Morte, dove regna la siccità. Nei pressi della diga qualcuno ha pensato bene di costruire il lussuoso Hotel Eden Paradise. Proprio lì stanno per arrivare i leader mondiali per l’ennesima Conferenza Mondiale sul Clima. E arrivano pure gli animali. Il muro della diga è enorme, ma ci sono gli elefanti, i bufali e i rinoceronti e soprattutto l’arguta mangusta, sicché per il mondo, non solo quello animale,  si riaprono le speranze di vita.

Immaturi

Immaturi
Paolo Genovese, 2010
Fotografia Fabrizio Lucci
Ambra Angiolini, Luca Bizarri, Barbora Bobulova, Raoul Bova, Anita Caprioli, Paolo Kessisoglu, Ricky Memphis, Luisa Ranieri, Maurizio Mattioli, Giovanna Ralli, Alessandro Tiberi, Michele La Ginestra, Goulia Michelini, Aurora Giovinazzo, Nadir Caselli.

Prima della disperazione. Sei trentottenni italiani devono rifare l’esame di maturità. A distanza di 20 anni, il ministero della Pubblica Istruzione s’è accorto che nella commissione del liceo Giulio Cesare c’era un finto laureato. Giorgio (Bova), Lorenzo (Memphis), Piero (Bizzarri), Luisa (Bobulova), Virgilio (Kessisoglu) e Francesca (Angiolini) devono “sospendere”  le loro vite e rituffarsi nello studio. Ripescaggio di Epicuro e Shopenhauer (oh come studiati male!) e anche ritorno ai giorni dell’amicizia e della vita in gruppo. Ma niente si può fare due volte. Il tempo non ritorna e i sei personaggi cercano invano l’autore. È anche questo il senso del film, forse ancor più del tema proposto dal titolo. Si avverte un imbarazzo comprensibile: gli attuali “maturandi” hanno ormai una testa completamente diversa, lontanissima dell’ottimismo drogato che guidò i sogni dei liceali ’90. Genovese (Nessun messaggio in segreteria, Questa notte è ancora nostra, La banda dei Babbi Natale) costruisce un racconto con ritmo andante, non frenetico, lasciando allo spettatore il modo di praticare una discreta riflessione senza però infastidirlo con sociologismi bignameschi. Le sequenze sono brevi, le battute sono rapide e significative, le situazioni sono simpatiche. Meno finto-ingenuo di Moccia e Brizzi, meno finto-autorevole di Verdone, il regista sceneggia i caratteri con discrezione e  anche rispetto per la loro relativa autonomia. E almeno in un caso – Lorenzo che vive ancora con mamma e papà (Mattioli e Ralli degni della commedia italiana dei tempi d’oro) – tenta con successo di varcare la soglia della rappresentazione generica.


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A chi dovesse inviarmi propri libri, non ne assicuro la lettura e la recensione, anche per mancanza di tempo. Così pure vi prego di non invitarmi a convegni o presentazioni di libri. Ho problemi di sordità. Chiedo scusa.
Bart