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CINEMA: I film visti da Franco Pecori

24 Maggio 2008

[Franco Pecori dal 1969 ha esercitato la critica cinematografica – per Filmcritica, Bianco & Nero, La Rivista del Cinematografo e per il Paese Sera. √ą autore, tra l’altro, di due monografie, Federico Fellini e Vittorio De Sica (La Nuova Italia, 1974 e 1980). Nel 1975, ha presentato alla Mostra di Venezia la Personale di Jean-Marie Straub e Dani√®le Huillet; e alla Mostra del Nuovo Cinema di Pesaro, con Maurizio Grande, una ricerca su Neorealismo: istituzioni e procedimenti (cfr. Lino Miccich√®, Il Neorealismo cinematografico italiano, Marsilio). Dal 2002, ha tenuto per 4 anni, sul Televideo Rai, la rubrica settimanale Film visti da Franco Pecori. Noto anche come poeta, Pecori pu√≤ vantare la stima di Franco Fortini.]

 

Indiana Jones e il Regno del Teschio di Cristallo

Indiana Jones and the Kingdom of the Crystal
Steven Spielberg, 2008
Harrison Ford, Cate Blanchett, Shia LaNaBeouf, John Hurt, Ray Winstone, Jim Broadbent, Joel Stoffer.
Cannes 2008, fuori concorso.

E vissero felici e contenti. Lo avreste mai detto? L’archeologo con la frusta e col cappellaccio (Ford)¬†si pente di aver abbandonato Marion (Allen), la ragazza del suo cuore – insomma, ne ha avute tante… – e quando la incontra di nuovo, casualmente nel bel mezzo dell’avventura, non se la lascia sfuggire e la porta all’altare. S√¨, proprio in abito bianco e¬†alla presenza di Mutt (La Beouf), una specie di Elvis/Marlon che fa il fanatico col coltello e col pettine ma √® un bravo ragazzo e se la cava bene nelle difficolt√† accanto a Indy.¬†Non per niente il Prof. Jones scopre che si tratta di suo figlio. Con l’et√† (a 27 anni da I predatori dell’arca perduta), lo sguardo dell’eroe arguto e prestante s’√® alquanto addolcito, la cosa che gli interessa di pi√Ļ, ormai,¬†sembra essere una famiglia. Ma il fascino del personaggio non accenna a calare. Con l’aiuto del digitale si mantiene in perfetta forma, √® soltanto un po’ intenerito: quasi si commuove davanti alla foto di 007/Connery, il suo caro pap√†. Per il resto, humor a volont√† e grande presenza di spirito nelle situazioni estreme. Mai un momento di dubbio sulla possibilit√† che riesca a farcela. La sua “finzione” si direbbe che sfonda il muro della “verit√†”. Al confronto, i soldati e gli agenti¬†sovietici, che per certe ragioni che non faticherete a scoprire gli danno la caccia, vivono in una Serie B sin troppo dichiarata. Specie all’inizio, quando il contrasto con l’energica Irina Spalko (Blanchett) sembra essere la chiave del film, la cifra parodistica rischia addirittura di¬†risultare fastidiosa. Meno male che, poi, la magia del Teschio “extraterrestre” sale in primo piano. Straordinaria la capacit√† di mettere nella stessa pentola una quantit√† inverosimile di ingredienti, tale da costruire tutto un mondo fittizio e “parallelo”, capace di calamitare l’immaginario e catapultarlo attraverso i secoli senza nemmeno darlo a vedere. Spielberg (e i suoi “compari” George Lucas e Philip Kaufman, che gli forniscono la storia) continua a coltivare il gusto per i giocattoloni artigianali, che parlano un linguaggio tecnicamente¬†avanzato¬†quanto tradizionale nei valori nascosti. In questo senso il “cristallo” del film √® un’invenzione capolavoro. Si parte dall’archeologia, si va nel Per√Ļ dei Maya, si toccano le “pietre” di una civilt√† misteriosa e si sbuca in un¬†¬†finale “marziano”, con tanto di disco volante che prende il volo, promettendo sfacciatamente un seguito del quale non si potr√† fare a meno.


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A chi dovesse inviarmi propri libri, non ne assicuro la lettura e la recensione, anche per mancanza di tempo. Così pure vi prego di non invitarmi a convegni o presentazioni di libri. Ho problemi di sordità. Chiedo scusa.
Bart