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CINEMA: I film visti da Franco Pecori

3 Settembre 2011

[Franco Pecori dal 1969 ha esercitato la critica cinematografica – per Filmcritica, Bianco & Nero, La Rivista del Cinematografo e per il Paese Sera. È autore, tra l’altro, di due monografie, Federico Fellini e Vittorio De Sica (La Nuova Italia, 1974 e 1980). Nel 1975, ha presentato alla Mostra di Venezia la Personale di Jean-Marie Straub e Danièle Huillet; e alla Mostra del Nuovo Cinema di Pesaro, con Maurizio Grande, una ricerca su Neorealismo: istituzioni e procedimenti (cfr. Lino Miccichè, Il Neorealismo cinematografico italiano, Marsilio). Dal 2002, ha tenuto per 4 anni, sul Televideo Rai, la rubrica settimanale Film visti da Franco Pecori. Noto anche come poeta, Pecori può vantare la stima di Franco Fortini]

Lanterna verde

Green Lantern
Martin Campbell, 2011
Fotografia Dion Beebe
Ryan Reynolds, Blake Lively, Peter Sarsgaard, Mark Strong, Tim Robbins, Jay O. Sanders, Taika Waititi, Angela Bassett, Mike Doyle, Nick Jandl, Dylan James, Gattlin Griffith, Jon Tenney, Leanne Cochran, Temuera Morrison, Jenna Craig, Nick Jones, Amy Carlson.

L’energia verde smeraldo della Volontà contro il mostro giallo della Paura si fronteggiano in una serie infinita di tentativi di dominare l’Universo. La Volontà tende alla pace, la Paura alla distruzione degli equilibri. I verdi attraversano un brutto momento, Parallax signore della Paura sembra poter avere il sopravvento soprattutto dalle nostre parti, Terra e sistema solare. Viene così individuato l’uomo potenzialmente capace di contrastare e vincere il nemico. Il prescelto è Hal Jordan (Ryan Reynolds – Buried, sepolto), pilota collaudatore spericolatissimo che lavora ai progetti sperimentali per gli aerei da combattimento. Arriva da noi un’astronave misteriosa e Hal riceve in “dono” un anello che ricarica energia verde da una “magica” lanterna. Da quel momento Hal non può più spassarsela con i suoi voli al limite del possibile e deve rinunciare alla vicinanza di Carol (Blake Lively), pilota anche lei e figlia del padrone della ditta produttrice dei velivoli sperimentali. Si ritroveranno alla fine, ma con molta pericolosissima avventura nel mezzo. Tecnologia 3D a parte, ossia galleggiamento di corpi e personaggi in una “nuova” uniformità indistinta e tutto sommato inutile, il meccanismo è quello dei supereroi di cartone, chiamati – i buoni – a sforzarsi al limite delle possibilità per fronteggiare i cattivi e salvare la baracca. La salvezza, più ancora che materiale, è morale. E anche qui la morale pesa molto, si avverte ancora una volta il bisogno dell’umanità, della parte “avanzata” dell’umanità, di riscattarsi con buone azioni definitive dall’abisso in cui teme di essere precipitata o di precipitare dal un momento all’altro. Ma questo i giovanissimi – il film è soprattutto per loro –  non lo sanno nemmeno e si divertono un sacco a parteggiare per Hal e a stoppare con un pugno teso l’invadenza della Paura. Il gioco è anche gradevole, soprattutto nella prima parte, quando ancora non si avverte, come invece avviene nella seconda, l’ingombro della soluzione “giusta”, morale e amorosa. Gli effetti, discretamente dosati, evitano l’arroganza tecnologica che storpia il senso di tanti altri film.

Bad Teacher – Una cattiva maestra

Bad Teacher
Jake Kasdan, 2011
Fotografia Alar Kivilo
Cameron Diaz, Lucy Punch, Jason Segel, Justin Timberlake, Phyllis Smith, John Michael Higgins, Dave Allen, Jillian Armenante, Matthew J. Evans, Kaitlyn Dever, Kathryn Newton.

Più impegnata di quanto non sembri e meno brillante di altre volte (Tutti pazzi per Mary, In her shoes – Se fossi lei), Cameron Diaz sostiene con la sua simpatia il peso di una sceneggiatura (Lee Eisenberg e Gene Stupnitsky) in bilico tra il serio e il faceto. L’attrice interpreta il ruolo di una professoressa di scuola media ben centrato sulle contraddizioni e le tristezze della situazione. Traspaiono con un certo realismo le difficoltà degli insegnanti di oggi a condurre un comportamento adeguato, sia con gli studenti sia tra loro stessi. Preside, ispettore, supplente ricco di famiglia e con qualche problema di sesso, professore di ginnastica dal fisico non appropriato, professoressa “brava” ambiziosa invidiosa e isterica, c’è un bel ventaglio di personaggi che vanno a formare una casistica verosimile, spinta sul paradosso di quel tanto che giustifichi il genere commedia ma non tanto da allontanarsi dalla riconoscibilità dell’esperienza comune. Elizabeth/Diaz si sente chiedere: «Cosa ti è andato storto nella vita per finire a insegnare ai ragazzi?». Ed è il punto centrale, le aspirazioni della bionda, non più giovanissima ma ancora molto attraente, al matrimonio di convenienza sono state drasticamente ridimensionate da una futura suocera un po’ troppo perspicace, da cui il ripiegamento nella scuola. E ad ogni momento e in ogni particolare situazione Elizabeth non riesce a nascondere la propria ripugnanza verso una certa ritualità della vita scolastica. Scetticismo e sarcasmo a dosi massicce e perfino il complesso del seno piccolo, cosa che la spinge a cercare in modo “irregolare” i  soldi per il costoso intervento chirurgico, vanno a formare una ricetta un po’ volgarotta, ma nel complesso “istruttiva” anche al di là dell’esigenza comica. Virtù e vizi del corpo docente non sono visti in astratto ma inquadrati nel contesto “imprenditoriale” della scuola americana. Non per niente un momento non secondario del film è  la scena del “lavaggio delle auto” organizzato dagli studenti per una “pedagogica” raccolta di fondi. E’ poi vero che la “cattiva maestra” vi si impegna per il proprio interesse privato (i soldi per la plastica al seno), ma la lezione resta.


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Invito tutti a non inviarmi più libri in lettura. Per mancanza di tempo, e dall'11 novembre 2013 anche di salute, non posso più accontentare nessuno. Così pure vi prego di non invitarmi a convegni o presentazioni di libri. Chiedo scusa.
Bart