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CINEMA: I film visti da Franco Pecori

4 Gennaio 2009

[Franco Pecori dal 1969 ha esercitato la critica cinematografica – per Filmcritica, Bianco & Nero, La Rivista del Cinematografo e per il Paese Sera.¬†√ą autore, tra l’altro, di due monografie, Federico Fellini e Vittorio De Sica (La Nuova Italia, 1974 e 1980). Nel 1975, ha presentato alla Mostra di Venezia la Personale di Jean-Marie Straub e Dani√®le Huillet; e alla Mostra del Nuovo Cinema di Pesaro, con Maurizio Grande, una ricerca su Neorealismo: istituzioni e procedimenti (cfr. Lino Miccich√®, Il Neorealismo cinematografico italiano, Marsilio). Dal 2002, ha tenuto per 4 anni, sul Televideo Rai, la rubrica settimanale Film visti da Franco Pecori. Noto anche come poeta, Pecori pu√≤ vantare la stima di Franco Fortini.]
 

 

The strangers

The strangers
Bryan Bertino, 2008
Liv Tyler, Scott Speedman, Gemma Ward, Kip Weeks, Laura Margolis, Glenn Howerton,  Peter Clayton-Luce.

Fa paura? Ma quanto fa paura? Gli appassionati del genere stiano tranquilli, avranno una buona dose. Tuttavia l’aspetto del film che maggiormente colpisce, perch√© sconfina nella crudelt√†, √® la disgrazia che si abbatte in particolare su uno dei due protagonisti della tragica disavventura. James (Speedman)¬†e Kristen (Tyler) stanno rientrando da una festa di nozze.¬†Lui aveva preparato per lei¬†un’accoglienza con candele, champagne e petali di rosa nella casa delle vacanze, ma gi√† da¬†una sosta al semaforo capiamo che la serata non¬†si sta concludendo felicemente. Kristen √® dispiaciuta,¬†non pu√≤ accettare¬†l’anello che James voleva donarle. Comunque, ormai passeranno la notte in quel¬†posto isolato nel bosco. Lui accende il camino, fuori √® buio e fa freddo. C’√® ancora dell’attrazione tra i due. Si abbracciano. Ma qualcuno bussa alla porta. Una donna chiede di una certa Tamara. Avr√† sbagliato indirizzo. Visita strana,¬†poi ritorna la calma. In poltrona davanti al camino, Kristen si accorge che non ha pi√Ļ sigarette e James si sente ancora di essere gentile con lei. Uscir√† a comprarne. La donna non resta a lungo da sola. Bussano di nuovo alla porta e con insistenza. Una cosa cos√¨, con la stanchezza e l’alcol di una giornata di¬†bevute e con i sentimenti in frantumi, proprio non ci voleva. Ma qualcuno pare¬†voglia divertirsi a spaventare chi √® in casa. Kristen entra nel panico, entrano in gioco i normali espedienti che fanno suspence nell’horror. Piccole “normalit√†” sembrano minacce, sonorit√† esasperate salgono in primo piano, il montaggio intercala pause statiche con rapidi stacchi. James torner√† presto. Invece, prima che sia tornato la minaccia si fa vera, assume l’aspetto di tre volti mascherati che inscenano un “rito”¬†da incubo. E sarebbe ancora tutto abbastanza risaputo – ma si sa, gli appassionati del genere godono nel riscontro dello stereotipo e delle sue minime varianti (√® cos√¨ anche per il western, per la commedia, ecc.) – se il destino non si accanisse con ferocia su James, il pi√Ļ malconcio soprattutto al proprio interno. Lui¬† che di¬†un fucile non sa nemmeno montare la canna deve prepararsi a sparare. Ed √® appena cominciata. Non possiamo rivelare quale altra “perdita”, oltre all’amore,¬†attende l’infelice. L’azione progredisce in modo spaventoso, mai lasciando il versante della rappresentazione, non solo per le maschere usate dagli “strangers”, quanto per la loro tecnica specificamente teatrale. La regia li asseconda nello “stop and go” dentro e fuori dalla scena, esibito di quel tanto che serve a tener desta nello spettatore¬†la coscienza di stare assistendo ad uno spettacolo –¬†e forse ad uno spettacolo nello spettacolo. La progressione della crudelt√† sfocia in un finale agghiacciante che sfonda la parete dell’horror per suggerire perfino¬†un possibile aggancio con il cinismo folle del No country for old men. Il terzetto mascherato, finita la “recita” lascia la scena e lungo la strada incontra due bambini.¬†Hanno in mano dei d√©pliant¬† con su scritto: ¬ęVivere da cristiani¬Ľ. Una delle due “attrici” scende dal furgone per chiedere: ¬ęMe ne dai uno?¬Ľ. Il bambino: ¬ęSei una peccatrice?¬Ľ. La donna:¬†¬ęA volte¬Ľ. E risalendo in macchina, commenta sarcastica: ¬ęLa prossima volta sar√† pi√Ļ facile¬Ľ. Non sembra soltanto la promessa di un seguito.¬†A Kristen che¬†domandava disperata ¬ęPerch√© ci fate questo?¬Ľ avevano risposto semplicemente: ¬ęPerch√© vi abbiamo trovati in casa¬Ľ.


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A chi dovesse inviarmi propri libri, non ne assicuro la lettura e la recensione, anche per mancanza di tempo. Così pure vi prego di non invitarmi a convegni o presentazioni di libri. Ho problemi di sordità. Chiedo scusa.
Bart