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Da ieri l’impeachment per Napolitano è concretizzabile

28 Novembre 2013

Vignetta Giannelli del 28 novembre 2013
Sulle infrazioni di Napolitano alla costituzione si è detto molte volte anche qui, ma soprattutto le hanno segnalate alcuni partiti dell’opposizione, tra i quali il M5Stelle.
Per il fatto che esiste una specie di timore nei confronti dell’uomo di Budapest, sia per il suo passato di comunista, sia per ciò che non ha avuto timore di fare in occasione del massacro ungherese, da lui approvato, devo supporre, perfino con grande soddisfazione ideologica, nessun altro partito, nemmeno il Pdl quando ancora era unito, ha mai voluto sottolineare gli sfregi costituzionale di cui si rendeva via via responsabile il Colle. Così a Napolitano sono venute le caldane della andropausa e si è creduto il Dio in terra, autorizzato a fare qualunque cosa. E l’ha fatta, imponendosi alla sovranità popolare, poi al governo, poi al parlamento. Da tutto questo spavaldo assolutismo è emerso soltanto un nomignolo timido e insufficiente, Re Giorgio, a disdoro dei tanti buffoni e conigli al servizio spudorato del monarca.

Ma ieri è accaduta una cosa gravissima, che riguarda la presenza in senato, nel momento di decidere la decadenza di Berlusconi, dei senatori a vita nominati da Napolitano, in specie alcuni degli ultimi quattro, i quali, a ragione, hanno subito gli attacchi dei berlusconiani, che si sono domandati del perché, mai comparsi in senato, si siano presentati a votare in quella occasione in cui l’opposizione veniva decapitata del suo leader votato da milioni di elettori.

Qualcuno del Pd e dei giornalisti venduti al potere ha ipocritamente risposto che anche Berlusconi vanta poche presenze in senato, da quando a febbraio è stato eletto, e dunque non c’è da meravigliarsi che lo stesso sia accaduto per i senatori a vita eletti in fretta e furia da Napolitano, mi pare nell’agosto scorso, con sorpresa di tutti.

Non vi è chi non s’avveda della differenza nell’impegno politico tra Berlusconi e quei senatori a vita. Accade che Berlusconi  si trovi a servire la politica in incontri coi propri elettori, nelle sedi dei propri partiti, con le proprie dirigenze disseminate lungo la penisola, in convegni e quant’altro. Per non parlare della persecuzione giudiziaria e dei problemi in casa Pdl sfociati poi nella scissione del Nuovo Centro Destra di Alfano.

Ci sono state occasioni, invece, in senato, i cui si trattavano questioni di scienza idonee a ricevere il parere dei senatori di bolscevica nomina, e più di un senatore (specie della Lega Nord) si è domandato a voce alta dove mai si fossero nascosti costoro, buoni solo a ricevere lo stipendio di senatori, ma restii a contribuire al dibattito su questioni di loro massima competenza. Naturalmente la risposta non è venuta dai banchi governativi né da partiti sostenitori della maggioranza (tanto il Pd quanto il vecchio Pdl).

Se ricordate, la improvvisa nomina di 4 senatori, tutta d’un botto e tutta dello stesso segno di sinistra, aveva fatto storcere il naso a molti del centrodestra. Risultava troppo di parte la scelta di un capo di Stato che avrebbe dovuto trovare figure altamente rappresentative nel campo dell’ingegno anche nel centrodestra (è antipatico fare nomi), ma poi tutto si è quietato prendendo atto che ormai il presidente della repubblica era diventato uomo di parte al pari di un capo partito. Le voci che richiedevano l’impeachment erano troppo flebili e fu facile sommergerle con altre questioni.

Ma ieri i senatori a vita di sinistra nominati da Napolitano si sono presentati per compiere un atto scellerato e smascherando dunque il vero motivo della loro nomina.
Non si sono presentati per votare la fiducia al governo, ma ieri si sono seduti sugli scranni di palazzo Madama per votare la decadenza del leader dell’opposizione.

Lo loro nomina dunque ha cambiato radicalmente di segno. Non è affatto una bizzarria ipotizzare che essi siano stati nominati da Napolitano non solo per avere una riserva di voti ai fini di assicurare la fiducia al governo Letta, ma anche per aver la stessa riserva di voti per votare la decapitazione dell’opposizione, la cui data era conosciuta ormai da settimane.

Poco importa se i loro voti ieri non sono stati determinanti, ma semplicemente complementari. Ciò che conta è il fatto che hanno esercitato il loro voto (da assenteisti incalliti quali sono) nell’occasione in cui il parlamento decideva la decadenza del leader dell’opposizione, notoriamente inviso a molti, capo di Stato compreso.

L’operazione relativa alla nomina dei senatori a vita tutti di sinistra, proprio perché essi si sono precipitati a votare la decadenza del leader dell’opposizione, oggi si configura come preparatoria a tale esito, e perciò assume tutti i caratteri di un comportamento eversivo assunto dal capo dello Stato, per il quale è prevista dalla costituzione la posta in stato di accusa.

Per essere ancora più chiaro. Ieri i senatori a vita nominati per tempo e tutti di tendenza sinistroide da Napolitano, avrebbero potuto, in virtù di varie assenze sempre imprevedibili e non quantificabili, essere determinanti per la decapitazione dell’opposizione. E dunque avrebbero potuto determinarla. La loro nomina sarebbe stata dunque con tutta evidenza preparatoria al colpo di Stato.Il fatto che non sono stati determinanti non cambia la natura della finaltà implicita nella loro nomina.

Questo tentativo sarebbe potuto venire meno solo se essi non si fossero presentati al voto, o se se ne fossero astenuti.
L’esercizio concreto, invece, del voto, legittima il sospetto che il capo di Stato abbia provveduto alla loro nomina per assicurarsi, a copertura di ogni rischio, la decapitazione del leader dell’opposizione. La vignetta di Giannelli, posta in cima all’articolo, è sublimamente rivelatrice.

Se tutto ciò non bastasse, si leggano qui le rivelazione dell’ex premier spagnolo Luis Zapatero sul ruolo di Napolitano per obbedire ai diktat della Merkel per sostituire Berlusconi con Monti. Non è pure questo un colpo di Stato? Quanti ne occorrono ancora di prove per mandare a casa l’uomo di Budapest? Da ciò che emerge da questa importante testimonianza c’è solo da levarsi tanto di cappello di fronte all’onore dell’Italia difeso da Berlusconi (e non da Napolitano, che cedette alla Merkel nominando il più tedesco degli italiani alla presidenza del consiglio).

Da quanto sopra, in attesa di una nuova Norimberga, raccomando ai cittadini di contrastare per il futuro ogni tentativo da chiunque posto in essere per insediare al quirinale un ex comunista. Da Napolitano (il primo con tali caratteristiche) abbiamo appreso le mille sfaccettature di un potere che si considera prepotente e intoccabile.


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Invito tutti a non inviarmi più libri in lettura. Per mancanza di tempo, e dall'11 novembre 2013 anche di salute, non posso più accontentare nessuno. Così pure vi prego di non invitarmi a convegni o presentazioni di libri. Chiedo scusa.
Bart