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Egidio Verzini, chi era costui?

26 Novembre 2013

Se è vero quanto poco fa ho letto su “il Fatto Quotidiano” stiamo proprio affogando nel pantano. La confusione è generale e il senso del ridicolo è sparito dalle nostre coscienze.

Un certo avv. Egidio Verzini, riferisce il quotidiano di Padellaro e Travaglio, fa sapere oggi che Ruby in un primo tempo aveva intenzione di costituirsi parte civile al processo che porta il suo nome per essere stata vittima di prostituzione minorile e “La costituzione di parte civile avrebbe permesso alla giovane – individuata come unica parte offesa nel processo a Silvio Berlusconi – di chiedere un risarcimento danno.”

Bastano queste parole per capire che nemmeno troppo velatamente si intendeva trarre dallo scandalo una montagna di soldi. La domanda è: Vi sembra logico che Ruby vada ad Arcore con l’intenzione nascosta di poter approfittare , ove si presenti il caso, della sua minore età? Se si risponde di sì, allora bisogna ammettere che l’intercettazione nella quale Ruby confida ad un’amica di aver fatto sesso con l’ex presidente del consiglio e che costituisce la prova fondamentale su cui i giudici hanno basato la condanna a 7 anni di Silvio Berlusconi, vada presa con le molle, facendo parte di un disegno doloso. E dunque, rispetto ad essa diventano assai più credibili le dichiarazioni dirette, rese davanti ai giudici sotto giuramento, con le quali Ruby ha sempre negato di aver fatto sesso con Berlusconi.

Se, al contrario, si risponde di no, allora significa che qualcuno questa idea di costituirsi parte civile deve averla messa in testa a Ruby dopo che lo scandalo è esploso. La domanda è: PerchĂ©? La risposta sta in quella dichiarazione riportata piĂą sopra: “La costituzione di parte civile avrebbe permesso alla giovane – individuata come unica parte offesa nel processo a Silvio Berlusconi – di chiedere un risarcimento danno.” A chi avrebbe giovato il risarcimento danni? Ovviamente alla stessa Ruby e a chi quell’idea l’ha suggerita.
Anche in questo caso, perciò, l’ammissione di aver fatto sesso con Berlusconi, in qualunque modo fosse stata fatta, avrebbe dovuto essere presa con le molle, per le finalità economiche sottostanti.

Si deve perciò riconoscere, proprio alla luce delle rivelazioni di oggi dell’avv. Verzini, che ammettere l’atto sessuale tra Ruby e Berlusconi aveva un vantaggio sicuro per le parti coinvolte, poiché costituiva una specie di ricatto di natura quantomeno economica. Per qualunque giudice scrupoloso una tale inevitabile riflessione  avrebbe dovuto fare insorgere forti dubbi. L’unica prova ammissibile perciò avrebbe potuto essere una sola, poiché obiettiva e dunque liberata da ogni congettura ricattatoria: l’aver sorpreso e in qualche modo documentato il rapporto sessuale. Nel caso Ruby ogni altra prova indiretta non può che essere soggetta al dubbio che sia stata costruita nel tentativo di ricavare un vantaggio economico.

L’avvocato Verzini, fra l’altro, non aveva mai dichiarato con certezza di voler far costituire Ruby come parte civile al processo al fine di richiedere un risarcimento danni (“All’epoca, l’avvocato Verzini, a chi gli domandava se Ruby si sarebbe costituita parte civile per chiedere i danni a Berlusconi, aveva sempre risposto con dei ”vedremo, stiamo valutando”, qui). Ad ogni modo fu poco dopo sollevato dall’incarico dalla stessa Ruby. Perché? Forse perché Ruby che alle feste di Arcore ci era andata spontaneamente (fra l’altro dichiarando di avere 24 anni) ne sarebbe uscita come persona pericolosa ed inaffidabile, e dunque da eliminare dal giro delle varie festicciole che non si tenevano solo in casa Berlusconi, ma anche presso altri anfitrioni compiacenti nonché presso locali speciali per guardoni e simili? Oppure perché da Berlusconi – come risulta da una intercettazione – si aspettava una ricompensa per il suo silenzio, di ben 5 milioni di euro?

Ho ragione di credere che sia la prima ipotesi quella che ha fatto scartare a Ruby l’idea di presentarsi come parte civile al processo, visto che la seconda ipotesi – se non sbaglio – non ha mai visto passare di mano i 5 milioni millantati da Ruby. I giudici ne hanno trovato le tracce? No. Si sono volatilizzati subito dopo essere stati evocati con la bacchetta magica al telefono da Ruby.

Concludendo: grazie alle rivelazioni dell’avv. Verzini l’unicaveritĂ  che i giudici avevano il dovere di prendere in considerazione era quella che discendeva dalle dichiarazioni che Ruby aveva reso sotto giuramento direttamente nel processo, essendo l’altra veritĂ  compromessa da interessi illeciti e ricattatori.
Se Verzini voleva fare un dispetto a Berlusconi, bisogna ringraziarlo perché ha portato un’altra robusta ragione a favore di chi, come me, avendo letto l’integrale sentenza, ha solo raccolto dai giudici farneticazioni e arrampicature sugli specchi.


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Invito tutti a non inviarmi più libri in lettura. Per mancanza di tempo, e dall'11 novembre 2013 anche di salute, non posso più accontentare nessuno. Così pure vi prego di non invitarmi a convegni o presentazioni di libri. Chiedo scusa.
Bart