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FAVOLE: Filastrocca: La corte delle Fate

20 Aprile 2008

di Tiziana Canali
[Tiziana Canali, insegnante nella scuola primaria, è autrice di sussidiari, letture e libri per le vacanze. Collabora ai progetti didattici della Mondadori. Ha scritto: “Il topo Codadritta cambia casa e prende moglie”, M. Del Bucchia, 1997]

Salve a tutti cari bambini,
bianchi, neri, rossi ed anche giallini!
Io tutti vi conosco
e vi parlo in ogni posto!
Con alcuni uso il pennello,
con altri il tamburello;
chi mi sente solo come una melodia,
chi invece di me fa una poesia;
c’è anche chi mi ascolta nel vento, nel fuoco, nel mare,
oppure nel cielo, nella pioggia, o nel temporale!
Ciascuno mi rappresenta con diversi colori,
usando le tinte, i profumi e gli odori.
Oh, scusate, che sbadata!!
Non mi son nemmeno presentata!
Con tutta questa frenesia,
mi dimenticavo di dirvi che son la signora Fantasia!
Perdonate se sono così arruffata
e di polvere imbiancata,
dicono che non vado più di moda,
e nessuno più mi loda!
Così mi hanno sistemata in mezzo ad una soffitta
perché rimanessi lì, da parte, zitta zitta!
Io però che sono un po’ birbante,
zitta non so stare un solo istante:
ed allora svelta svelta me ne sono andata;
ma mi hanno di nuovo riacciuffata:
mi hanno preso e sistemato
in un vecchio cassetto tutto impolverato!
Che odoraccio, che buio, che confusione!
Per fortuna ho mille idee… mondo birbone!
Non potevo rimanere per sempre lì dimenticata…
Meno male che qualche bambino mi ha chiamata!
Ed io, anche se i piccini che chiamano non son tanti,
sono andata a farli sognare tutti quanti!
Certe volte però mi vien da domandare:
perché nel nostro mondo son così pochi che vogliono sognare?
Eh sì, prima viaggiavo per il mondo,
in lungo, in largo e in tondo,
tante persone e tanti bambini dovevo ascoltare,
ero sempre a suggerire, a parlare, a consigliare!
Oggi invece c’è il computer e di me se si fa anche senza,
ma io, cari miei, ho perso davvero la pazienza!
Per un po’ me ne sono rimasta sola e sconsolata,
poi di dosso tutta quella polvere mi son levata!
Ho infilato l’abito più bello,
e son tornata per il mondo nascosta dietro il mio magico cappello!
Io credevo che il mondo fosse rimasto come prima,
macchè è tutta una rovina!
Nessuno mi sente più, neanche da vicino,
né uomo, né  donna, poco anche il bambino!
Tutti corrono di fretta,
ciascuno mi passa accanto e mi pare una saetta!
Io cerco di fermare un po’ di gente,
ma tutti sono agitati e non sentono più niente!
Allora sapete cosa ho fatto?
Con me stessa ho fatto un patto!
Ho cominciato pian pianino
a sussurrar all’orecchio di qualche bambino!
Dapprima qualcuno di sentirmi faceva solo finta,
ma io non mi sono data mai per vinta!
Ho continuato a chiacchierare
e i bambini, si sa, amano giocare…
Prima uno, poi due, poi tre,
han lasciato la tele, i giochini elettronici e son corsi tutti qui da me!
Io che sono una grande chiacchierona
ed anche un’inguaribile curiosona,
ho iniziato a parlare,
a chiedere, a domandare.
Così viaggiando qua e là
son giunta in un paese il cui nome non si sa.
O meglio il nome ce l’ha sicuramente,
ma….è a me che non viene più in mente!
Insomma vicino a quel paese strampalato
il cui nome lo confesso ho ormai dimenticato,
in un piccolo bosco in cima ad una collina
ho visto sorridere una bambina.
L’ho raggiunta e lei  una storia voleva raccontare;
io l’ho presa per mano e l’ho iniziata a cullare.
Non si è spaventata,
anzi così si è presentata:
Ciao a tutti, sono una bambina
molto vispa e birichina,
amo correre e giocare,
sognare, sorridere e fantasticare!!!
Sapete cosa mi è venuto in mente?
Ascoltate e vi sorprenderete certamente!!!
Un antico e magico castello desidererei tanto trovare,
e con la fantasia tutto lo vorrei visitare.
Son curiosa di sapere
se ancora esiston fate, maghi, folletti e streghe.
Sarebbe bello con loro colorare
la terra, il cielo, la vita e persino il mare!!
Spero tanto che questo mio profondo desiderio,
mi conduca alle porte del tanto atteso vecchio maniero!
Ah! Dimenticavo!! Il mio nome è Susanna
e vivo in un piccolo paese insieme al papà e alla mamma!
La mia casetta si trova ai margini di un bosco,
ma io non posso entrarci, o meglio, lo faccio di nascosto!
I miei genitori sono buoni, bravi e… indaffarati,
ogni giorno sempre più impegnati!
Corron sempre a lavorare
e a mille cose devono pensare!
Un giorno li ho convinti a passeggiare all’aria aperta,
e… per loro è stata davvero una splendida scoperta!
Il bosco e la natura parevan loro un bel miraggio!
Mai si erano accorti della bellezza di  quel verde paesaggio!
Dunque, come vi ho già detto, io son Susanna,
ed ora vi presento la mia mamma!
Mamma!!! Mamma!!! Vieni a guardare
che bel bosco ci sta ad aspettare!!!
Corse la mamma  nell’erba,  in mezzo ai fiori,
ed esclamò senza timori:
Oh Susanna che bellezza!!!
Il mio cuore è pieno di contentezza!!
Presto presto anche il papà dobbiamo chiamare,
perché anche lui il paesaggio possa ammirare!!
Forza, chiamalo bambina!!!
Digli pure che è mattina.
Mi raccomando i pantaloni!
Non si sa mai con questi dormiglioni!
Non vorrei che per guardare il sol levante…
venisse fuori con solo le mutande!
Babbo!! Forza, sveglia!,
che la torta è nella teglia!
Indossa presto i pantaloni
e stai attento a non fare ruzzoloni!
La mamma ansiosa si incamminò
e poi spazientita esclamò:
Forza svelto, ti stiamo aspettando!!
E tu invece stai ancora mangiando!
Corri, corri, però non soffocare,
non ti vuoi mica strozzare!
Il papà tutto trafelato,
gridò perdendo il fiato:
Uffa!! Uffa!! E ancora uffa!! Ma cos’è tutta sta’ fretta?
Se è tardi possiamo andare in bicicletta!
La mamma lo fissò con lo sguardo impietrito
e su di lui puntò il suo dito:
Tu sei sempre in corsa fra la gente
e non riesci mai a vedere niente!
Sei sempre a scrivere, a leggere, a cliccare,
per non parlare poi di quel dannato cellulare!
Calma!! Rallenta!! Frena!!
Smetti di andare di gran lena!!!
Guarda intorno la natura
e respira l’aria pura,
non li senti gli uccellini?
Sono allegri e birichini!
Il povero papà rimase senza parlare
e subito nascose il suo caro cellulare!
Poi facendo il finto tonto
aprì gli occhi e iniziò a guardare il mondo!
Oh! Che bella la natura
tra i colori e l’aria pura!
Come è bella la scoperta
della vita all’aria aperta!
Stando qui con voi bambini
sento pure gli uccellini!
Mentre eran tutti lì a guardare la natura
si sentì un cinguettio là nella radura!
Dai rami coperti di teneri fiorellini
sbucarono fuori tanti piccoli uccellini.
Cip cip cip cip
Cip cip cip cip
Benvenuti , ciao Susanna!
Di questi uccellini son la mamma.
Tutto il giorno a svolazzare!
Non si voglion mai fermare.
Son birbanti e molto belli,
questi piccoli monelli.
Forza miei cari uccellini provate con l’ala a salutare
e con grazia fatevi avanti e cominciatevi a presentare:
dalla fila uscì di corsa, tutto trafelato,
uno spennacchiotto vispo e  un pò strampalato
Son Piumino, il più birbante,
ma il mio aspetto è assai elegante!
Sono un gran simpaticone,
bello, vispo e furbacchione!
E’ sì, cosa ci posso fare
se le uccelline faccio tutte innamorare?
Vi saluto volo via,
ma ricordate: sono il più bello che ci sia!
Cip! Cip! Cip! Cip!
Cip! Cip! Cip! Cip!
Il primo della fila spiccò educato un volettino
e davanti a Susanna si posò con un inchino:
Quanto è noioso  mio fratello!
Crede di esser tanto bello!
Ma se gli occhi buoni avete,
solo a lui non crederete!
Io son Piumenza
tutto sapienza!
Eh sì sono un intellettuale
nel mio cervellino ho molto sale!
Sono bello e intelligente
e non ci posso fare niente!
Prima che la frase potesse terminare
si sentì nell’aria una risata balenare!
Un colpo d’ala al povero Piumenza
ed ecco presentarsi un tipetto con poca pazienza!
Son Piumotto il più allegro della radura,
scherzo e rido e non ho mai paura!
Io svolazzo tutt’intorno,
e mi piace giocare con il mondo!
L’ultima che ho pensato la sapete?
Volevo fare il nido sulla testa ad un prete.
Il prelato mi ha scacciato
ed io ridendo nel bosco son tornato.
La mamma tutta rossa era diventata,
e il becco sotto l’ala s’era infilata!
Mentre per la vergogna si nascondeva anche la testa
si sentì cinguettare:- E’ qui la festa?
La mamma non ne potè più
e uno… due… tre.. cadde  subito giù!

Ciao a tutti gente in bella vista!
Son Piumetta e fò l’artista!
Io cinguetto poesie,
e intono anche melodie!
Sono un tipo vispo e stravagante,
originale e assai galante:
ho una rima per ogni situazione…
a pranzo, a cena e a colazione!
Sono  anche un bravo ballerino:
seguo il ritmo muovendo le ali ed il codino!
Sono, è vero, un poco strano,
ma tutti mi vogliono e mi amano!!!
Scusate se oggi ho le penne un po’ arruffate…
ma avevo in mente delle rime e… ora me le son dimenticate!
Che bello!!  Vedo intorno a me anche tutti i miei fratelli!!
Eh, sì, siam davvero dei simpatici monelli!!!
Cip e uno , cip e due, cip e tre e quattro… manca qualcuno…
Tutti insieme fanno il conto: ne manca proprio uno!!
Come sempre è assente il solito Beccuccio,
lui di sicuro è rimasto nel nido al calduccio!
Ogni tanto si fa un lauto spuntino…
lo chiamano Beccuccio perché ha il becco “fino”!
Mangia sempre da mattina fino a sera…
ma insomma non è questa la maniera!
Da tanto che è diventato grasso,
è costretto anche a volar sempre più basso;
se si alza nel cielo un pochettino,
più che un uccello pare un palloncino!
A chi gli dice di far la dieta o dimagrire,
lui lo ignora, oppure fa finta di non sentire.
Ha le penne tutte dilatate…
perché devon coprir troppa pancia dopo le mangiate!
Cip! Cip! Cip!!!!!!!
Cip!!! Cip!!! Cip!!!!!!!!
Lo chiamano a lungo i suoi fratelli,
ma lui sta dormendo e non sente quei monelli!
Piumetta spazientito e stanco di gridare
propone a tutti di andarsene a giocare:
E’ inutile chiamare quel noioso tontolone…
di semi avrà già mangiato la settima porzione;
andiamo via, andiamo nel cielo a volare,
e dal sole facciamoci riscaldare!
Forza fratelli sorreggiamo anche la mamma!
E tutti in coro salutiamo anche Susanna!
Chissà perché la mamma starà in quella strana posizione…
forse perché colpita dalla nostra buona educazione!
Gli uccellini volarono via lieti,
portando con loro la mamma zitti e cheti!
Nel bosco non c’erano solo gli uccellini,
ma molti altri animaletti simpatici e carini.
Che botta!! Che confusione!!!
Il ghiro ha fatto un ruzzolone!
Tutti andarono a vedere:
era proprio lui che aveva battuto forte il sedere!!!!
Casimiro, mi presento,
sono un ghiro e son contento,
bello, audace e intelligente,
dormo russo e non faccio quasi niente.
Mi addormento da mattina fino a sera,
e non mi sveglia nemmen la cinciallegra!
Cerco e mangio tante ghiande,
e mi si rompon le mutande.
Orsù via devo andare
e le ghiande accumulare.
Ci vediamo tra un pochino,
intanto schiaccio un pisolino.
E voilà dal ramo scende
uno scoiattolo molto divertente.
Salta, gira e piruetta,
atterrando tra l’erbetta.
Ciao a tutti son Nocciolino,
lo scoiattolo allegro e birichino;
scusate se mi vanto,
ma la mia coda è un vero schianto!
Fa invidia persino alla volpe Camilla
che quando mi vede ha bisogno subito di una camomilla!
Scusate se non mi trattengo,
ma se non mangio, poi mi svengo;
non vorrei nel ruzzolare,
la mia coda rovinare!
Così dicendo fece un’enorme piroetta
ma… sul più bello gli cedette una zampetta!!
La coda all’altra zampa s’era attorcigliata,
e lui cadendo in terra l’aveva tutta stropicciata!
Dalla vergogna di quell’esibizione
si infilò di corsa in mezzo alla vegetazione!
Mamma mia che presunzione,
quel noioso fanfarone!
Ora, invece, vedo là, oltre la fonte,
dei conigli all’orizzonte!
Ecco il primo, il più veloce
corre tanto… è quasi senza voce!
Ciao a tutti, Zampalesta, mi presento,
e di niente mi accontento.
Sono un tipo un po’ fumino
e da grande vorrei fare il contadino!
Almeno non dovrei tanto faticare,
per cercare da mangiare!
Qui nel bosco non c’è posto,
per un coniglio di buon gusto.
Sempre trifoglio e rami tenerelli,
mai carote, rape, cavoli o piselli.
Vi lascio, devo andare,
un orto qui vicino devo visitare… e la pancia rimpinguare!
Appresso a me c’è sempre mio fratello,
un tipo calmo e molto sbadatello!
Ecco arriva, ci vuol pazienza!
presto farete la sua conoscenza!
Ciao a tutti bella gente,
sono il coniglio che non ha voglia di far niente.
Il mio nome? E’ Panciolle, guarda caso;
sto sempre sdraiato e non vedo oltre il mio naso!
Ehi sì, io me la spasso,
ma ora sono proprio troppo grasso!
Il problema? Non è certo la cintura,
ma purtroppo la paura!
Se Camilla mi vede e io non mi dico alla svelta “Scappa!”
Finisce che poi una volta o l’altra lei m’acchiappa!
Ma per ora non ci penso,
e del sole mi accontento!
Mi rosicchio un po’ di trifoglio
e dormo fin che voglio
Scusate tanto devo andare,
un sonnellino devo subito schiacciare!
Infatti sento arrivare quello scatenato di mio cugino
e allora sì che corro a fare un pisolino!

Ehi ragazzi!! Ciao a tutti!
Son Trifoglio il coniglietto,
detto anche “San dispetto”.
Sono allegro e curiosone,
e a volte anche un po’ burlone!
Lo sapete cosa ho fatto?
Babbo Coccinella ho fatto diventare matto!!
Sono corso sul balcone
e i suoi fiori mi son mangiato in un boccone!
Eran belli e troppo buoni
mi parevan maccheroni!
Ora corro devo andare
perché la coccinella mi vuole malmenare!
Dov’è quel dannato dispettoso,
ficcanaso e noioso;
se lo riprendo sul balcone,
assaggerà anche il mio bastone!
Tutti i fiori mi ha mangiato,
nemmen le foglie ha risparmiato!
Che gli venga un indigestione,
a quel brutto furbacchione.
Scusate se non mi sono presentato,
ma sono proprio assai arrabbiato:
mi prudon tutti i punti sulla schiena
e sono furioso come una iena!
Il mio nome è Coccino,
detto anche il canterino.
Eh sì siam tutti bravi di famiglia
Padre madre e anche la figlia!
Vi saluto, vado di fretta,
cerco Trifoglio tra l’erbetta.
Se lo trovo vi assicuro
lo castigo ve lo giuro!
Mentre Coccino se ne andava furioso ed arruffato
si sentì un rumore che lasciò tutti senza fiato:
si vedevan muovere le foglie leggermente,
ma non si riusciva a vedere niente.
Una risatina minacciosa si udì là tra le frasche
e a tutti tremavan anche le tasche!
Alla fine da un cespuglio lì vicino
sbucò fuori un simpatico musino.
Prima il muso, poi il corpo snello e affusolato
ed infine una lunga coda da mozzare il fiato:
Buongiorno a tutti! Chi siete non saprei
in fondo io mi faccio sempre gli affarucci miei!
Comunque ci tenevo che faceste la mia conoscenza…
altrimenti sarebbe stata un’indecenza!
Il mio nome è già stato menzionato
da qualche volgare animale maleducato.
Non sanno che non si sparla degli assenti…
poi si lamentan se mi finiscon sotto i denti.
Comunque torniamo a noi…
di loro me ne occuperò poi.
Certamente mi avete già riconosciuto
eh sì perché una coda simile non avete mai veduto!
Sono la volpe Camilla
da sempre allergica alla camomilla.
Infatti non ne ho bisogno
perché la mia coda è la più bella, è un vero sogno!!
Mi dispiace per il povero Nocciolino
tanto orgoglioso di quei tre peli del suo misero codino!
Ero a scavar la mia nuova tana là tra le zolle…
quando ho intravisto lo sciagurato di Panciolle!
E’ un bocconcino prelibato,
gustoso, saporito e… già bell’è cucinato!
Eh sì l’ho sempre nel cervello
quel coniglietto grassottello!
Scusate tanto devo andare
non me lo vorrei fare scappare…
Già sento l’acquolina sotto i denti
ciao a tutti e siate contenti!!!
Così la volpe se ne andò via di soppiatto
per giocar a Panciolle scacco matto!
Meno male se n’è andata!
quella brutta screanzata!
Cr, scr, cr, scr… da un cespuglio un musino spuntò fuori,
proprio lì vicino, in mezzo ai fiori!
Una vocina squillante e delicata
iniziò a parlare, rallegrata:
anch’io mi volevo presentare,
ma quando in giro c’è Camilla non ci si può fidare!!!
Quanto chiacchiera e quanto si vanta!
… a sentirla sembrerebbe santa!!!
Invece è furba e dispettosa
petulante e vanitosa!
Anche se sono un topino piccolino
lei mi considera uno speciale bocconcino!
Io mi chiamo Baffettino
e della mia famiglia sono il più piccino!
C’è papà Baffone,
bello, veloce e chiacchierone,
La mamma invece si chiama Baffotta
perché davvero è un po’ cicciotta,
Baffo, Baffetto e Baffina son invece i miei fratelli,
tutti vispi, birbanti …insomma dei monelli.
Com’è difficile la vita per noi poveri roditori,
se non teniamo sempre gli occhi aperti, allora son dolori!
Quando Camilla mi rincorre là nella radura,
io quasi muoio di paura!
Poi c’è il vecchio gufo che mi insegue giorno e notte!
Ah se fossi più grande!!! Gli darei tante botte!
Invece son piccino
e mi tocca giocare a nascondino!
L’altra notte però il vecchio furbacchione ho imbrogliato!
Era furioso, furibondo, insomma molto arrabbiato!
Mi inseguiva con i suoi occhiacci gialli spalancati
e gli artigli in bella vista tutti affilati;
quando giunse allo scoperto,
vidi che anche il becco aveva aperto!
Con le ali ben distese
verso di me tutto si protese,
ma io che nella zampa tenevo stretto uno stecco
senza aver paura glielo misi dritto in mezzo al becco!!
L’ingordo furbacchione,
perse così l’equilibrio e fece un ruzzolone!
io lo guardai quasi dispiaciuto,
ma poi ci ripensai e corsi via in un minuto!
Mentre il papà e la mamma osservavan la natura
Susanna scorse una luce là nella radura!
Si allontanò un pochettino,
per vedere da vicino!
Cosa brillava tra l’erbetta?
Sarà forse una bacchetta?
La bambina non credeva ai propri occhi
e si dava anche i pizzicotti!
Oh! Che meraviglia! Che bellezza!
E’ proprio una bacchetta!
Quanto splende! E quanto è bella!
La sua forma è simile a una stella!
E’ davvero un fatto serio e quindi esprimo un desiderio!
Vorrei… vorrei… vorrei una fata incontrare
e il suo mondo visitare!
Così dicendo iniziò a danzare
ed a occhi chiusi a fantasticare.
Ma quando gli occhi di nuovo aprì
una vera fata le apparì. 
Era bella e luminosa
splendente di luce e assai radiosa.
Il suo viso  dolce e delicato
pareva in primavera un grande prato;
i suoi occhi brillavano come il firmamento
e i capelli si muovevano leggeri come i ranuncoli nel vento.
la bocca, piccola e meravigliata,
pareva una splendida rosa appena sbocciata.
Le vesti leggere e sfumate
ondeggiavano silenziose tra le viole profumate!
Di uno splendido cappello non poteva fare a meno…
era stupendo, magico, colorato come l’arcobaleno!
La fata sorrise con dolcezza
e verso Susanna si chinò facendole una soffice carezza.
Poi con voce soave sospirò
e mostrando il suo sorriso esclamò:
Finalmente una bambina mi ha chiamato!
Ed io il suo sogno ho realizzato.
Quanto tempo è ormai passato
dall’ultima volta che qualcuno mi ha rammentato!
Giorni, mesi, anni… e più non mi ricordo!
Di sicuro quel tizio sarà già bell’è morto!
Tutti quanti corron di gran fretta,
e non han tempo per veder la mia bacchetta!
Sembra proprio che la gente,
di noi non ne voglia saper niente!
Nessuno mai ci chiama o ci rammenta,
par che il mondo non ci senta.
Non siamo proprio più di moda
e questo forte mi addolora.
La piccola Susanna ancora sbigottita
esclamò un po’ risentita:
Su su, non esser così mesta
io ho le fate sempre in testa,
mi piaccion tanto le magie
e per voi farei follie!!
Il vostro bel paese vorrei tanto ammirare,
e un principe stupendo conquistare;
vorrei entrare nel castello
per vedere quanto è bello!
La bella fata era senza parole
e i suoi occhi dalla felicità splendevano più del sole!
Carezzò di nuovo la bambina
e sussurrò con la sua vocina:
Proprio perché ti piace assai sognare,
ti voglio proprio accontentare.
Tra il bosco devi seguire,
la stradina che io farò apparire,
segui dunque quel magico sentiero
e vedrai, presto, sarai dinnanzi al bel maniero!
Così dicendo di mille colori si coprì
e in una nuvola di cristallo piano piano sparì.

La bambina sconcertata,
fece una gran risata,
non le pareva proprio vero
che si fosse avverato il suo caro desiderio!
Guardò la nube in lontananza sparire all’orizzonte
e lei assaporava ancora la carezza della fata sulla fronte.
Papà e mamma allor chiamò
e con loro se ne andò.
Camminaron in sordina
lungo tutta la stradina.
Il papà stralunato e pensieroso,
camminava sospettoso,
si chiedeva chi il sentiero avesse trovato,
ma d’un tratto rimase senza fiato:
proprio lì sotto il suo cappello
appariva il gran castello,
con le mura, le torri e il gran fossato
pure il ponte levatoio era già alzato:
Non credeva ai propri occhi,
quello era un castello con i fiocchi!
Tutto pallido e sudato
provò a parlare, ma gli mancava il fiato.
Uno.. due… tre… la parola era tornata
ma la faccia era ancora stralunata:
Che bellezza, che splendore,
qui abita di certo un gran signore!
La moglie  spazientita
si voltò e disse risentita:
Chi vi abita a me non interessa,
ho ben altro per la testa!
Voglio entrare e curiosare
e il castello per intero visitare!
Forza entriamo zitti e cheti,
e scopriamone i segreti!
Dai andiamo, non facciamo rumore,
a me batte forte il cuore!
Entrò così per intero la famiglia,
padre madre e anche la figlia!
I genitori, da ogni parte,
vedevan tanti oggetti d’arte:
quadri antichi e immensi forzieri,
mobili d’oro e granatieri,
vasellame di ogni sorta
appariva dietro ad ogni porta!
Spostavan le ampie tende con tremore,
e anche lì scoprivano oggetti di valore.
Alle pareti, finemente decorati,
apparivano mille mosaici colorati.
Il papà enstusiamato,
mille volte la mamma aveva chiamato:
Guarda cara che bellezza
quell’affresco è una finezza!!
Per non parlare poi della scalinata,
troppo elegante, troppo raffinata!
La donna correva qua e là e il marito nemmen vedeva,
ma, comunque, piena di meraviglia rispondeva:
Oh! Sì, qui è tutto quanto bello,
questo, codesto e pure quello!
Non so più dove guardare,
e non ho voce per parlare!
Sono proprio stupefatta,
spero di non diventare matta!
La bellezza è tanta e tale…
questo castello è davvero eccezionale!
Papà e mamma continuavano a guardare quell’incanto
senza accorgersi che Susanna non avevano più accanto!
Lei non vedeva mobili, tesori e scalinate,
ma un mondo fantastico, pieno di folletti e di fate!
C’erano mille colori, luci e sfumature
e migliaia di piccole e adorabili creature!
Tutti eran felici di vedere una bambina alla lor presenza
e subito corsero a far la sua conoscenza.
Si presentarono composti,
sbucando fuori da mille posti.
D’un tratto apparì una nuvoletta tutta colorata…
si allungò, sorrise e… puff… apparì una fata:
Salve piccola Susanna,
son la fata Merianna!
Son dolce e giro per la stanza,
la passione mia è la danza!
Ballo e volteggio qui intorno
e non mi annoio per tutto il giorno!
Benvenuta tra di noi!
Forza entra e fai quello che vuoi!
Susanna ancora gli occhi si strofinò
e contenta balbettò:
Che meraviglia, io vi adoro!
Per me valete assai più dell’oro!
La fata uscita dalla nuvoletta
le fu vicino roteando la sua splendida bacchetta:
Sei buona , sei gentile, mi fai tenerezza
e quindi ti meriti una sincera carezza!
Ma attenta, le sorprese non sono terminate:
ad una ad una or ti presento le altre fate.
Così dicendo si voltò
e ad una ad una le altre fate invitò:
Si fece avanti la prima
sorridente e assai carina:
aveva proprio un bel visino
e subito si fece avanti con un bell’inchino:
Ciao Susanna! Son Gioconda,
la fatina bella e bionda,
il mio nasino è all’insù
e i miei occhioni sono blu.
Sono arzilla e spensierata,
ma ogni tanto coi cristalli faccio una frittata!
Lì per lì piango e mi spavento,
ma poi, in fondo, mica me la prendo!
Amo il sole e la magia
e la vita coloro con la fantasia!
Scusa tanto devo andare
i sogni dei bimbi voglio colorare!
Prima però ti presento mia cugina,
la fatina più piccina!
Con passo fermo e su la faccia
arriva una fata che a Gioconda fa una linguaccia.
Sorride poi gentile
e parla con voce sottile:
Son piccina, questo è vero,
e di certo non lo nego,
ma come spesso si suol dire,
il buon vino nella botte piccola va a finire!
Son la fata dell’arte, della musica e della poesia!
Mi presento: mi chiamo Melodia!
Io nel castello rallegro tutti quanti,
con rime, filastrocche e dolci canti.
Suono l’arpa, il flauto ed il trombone
e per tutti ho sempre pronta una canzone!
Canto spesso su, nelle mie stanze,
tra disegni, rime e danze.
Orsù via devo proprio andare
e svelta camminare!
Sento in me l’ispirazione
di una nuova fantastica canzone!
Si sente un rumore che rompe il cervello…
ecco una fata grande e grossa con il matterello
Quante storie e che trafila,
per due strofe messe in fila!
Qui son tutti artisti e menestrelli
ma chi sguazza tra i fornelli?
Guarda caso tocca a me
a cucinar per tutto il regno e per il re!
Son la fata Cucinotta,
esperta in sformati, focacce e torte di ricotta!
Sono molto indaffarata,
rossa in viso e sempre affannata!
Con me in cucina si leccan tutti i baffi,
ma se manco, le pietanze sembran sassi!
Mamma mia quanto ho chiacchierato,
il dolce di ricotta deve essere sfornato!
Vi saluto, il dovere mi ha chiamato,
altrimenti il dolce rimane bruciacchiato!
Corre via Cucinotta giù per il salone
agitando arruffata il mestolone!
Affacciata alla finestra c’è una fata inorridita,
è delicata, soave e ha dei fiori fra le dita!
Nel vedere Cucinotta che borbotta e corre via
pensa tra sé: “Com’è volgare mamma mia!
Sempre accaldata e mezza unta…”
e arricciò il naso fino in cima alla punta!
Poi con grazia ed estrema educazione
fece la sua presentazione:
Benvenuta alla corte delle fate cara bambina
qui vivi di sogni e d’aria fina!
Io sono Sofia
e mi occupo di incantesimi e di alta magia!
Vivo in cima a quel torrione
a controllare il sacro calderone.
Infilo dentro ad uno ad uno gli ingredienti,
scegliendo prima i giusti momenti.
Eh sì, ogni pozione ha la sua ora,
altrimenti la magia mi va in malora!
Devo metter la verbena
solo quando è luna piena!
Le piume di gufo…
Con quelle si che mi stufo!
Le devo contare ogni volta ad una ad una,
si annoia e sbadiglia anche la luna!
Pepe e sale
non c’è male:
una presina a mezzo dì
tutti i lunedì.
Tutto deve pian piano bollire ed amalgamare,
perché la magia possa funzionare!
Ogni giorno a mezzanotte devo abbassar la fiamma,
e anch’io per un pochino vado a nanna!
Tutto questo gran da fare mi confonde
va a finire che mi compro il forno a micronde.
Scusate tanto ma il dovere mi chiama,
devo aggiungere al miscuglio la genziana!
Se non corro mia cara,
la magia diventa amara!
Dopo tutti faccio innervosire
e poi tocca a me a dovermene pentire!
Con grazia, piano piano
parla al fiore che tiene stretto in mano;
in un colpo se ne andò
e il calderone riscaldò.
Un’altra fata birichina
se ne stava nascosta lì in sordina.
Si avvicinò
e arrabbiata si lamentò:
quante storie per quegli orribili miscugli!!
Che cosa dovrei dire io che sono sempre a pulir cespugli?
Dove la troverebbe sua eccellenza la genziana,
se non ci fossi io a coltivar tutta la piana?
Salve a tutti son Fiorella
della corte la più bella!
Io sto sempre sotto il sole,
tra rose primule e viole!
Amo molto la natura
e me ne prende grande cura:
poto le piante pian pianino,
e tengo in ordine tutto il giardino!
Di tempo ce ne vuole,
a vangar tutte le aiuole!
Pianto fiori da ogni parte,
e in concreto, questa sì che è arte!
Anche l’orto ho organizzato!
altrimenti qui, con tutti questi artisti, s’è bell’è mangiato!
Rape, carote e fagiolini,
pomodori, cipolle e zucchini.
Di quel che c’è non ci manca niente
e dopo aver mangiato nessuno se ne pente.
Corro, scappo, devo andare
è troppo caldo, devo annaffiare!

Susanna era frastornata…
ma ecco arrivare piano piano un’altra fata!
Sbadigliando e lisciandosi i capelli
si fa avanti tra mille mancamenti:
Beati gli ultimi dice un vecchio detto!
Scusate se non ho sentito, ma dormivo nel mio letto!
Chi sono? Son Melenza!
perché vado piano e non perdo mai la mia pazienza!
Mi ha svegliato Melodia
con una nuova poesia!
Giù dal forno sentivo uno strano odore!
Gridava Cucinotta dal dolore!
Come al solito si è messa a chiacchierare
E la torta di ricotta ha fatto bruciare.
Dalla rabbia ero furibonda,
apro la porta e chi trovo? La sventata di Gioconda!
Mi guardava con i suoi occhioni blu,
alzo lo sguardo e i cristalli non ci sono più!
Il suo cervello non so se era in cielo o sulla terra,
fatto sta che i cristalli eran tutti lì per terra.
Ho sentito anche il vecchio gufo lamentare…
di sicuro era Sofia che lo voleva spennare!
Scusa tanto bimba cara se oggi ho una brutta faccia,
ma credimi è stata davvero una giornataccia.
Devo andare a riposare,
perché altro non potrei proprio sopportare.
Si fece avanti Merianna
e con un’agile piruetta si avvicinò alla piccola Susanna:
Queste son le mie sorelle che si sono divertite,
non far caso ai loro modi, spesso sono un po’ svampite!
Le presentazioni comunque non sono ancora terminate,
di gente ce n’è ancora, alla corte delle fate!
Apri bene i tuoi occhietti,
guarda arrivano i folletti!
La bambina esterrefatta
stava per diventare matta!!
Ma poi di cuore fece un gran sorriso
e di gioia le si illuminò il viso:
Siete davvero in tanti, più che a scuola!
Dall’emozione mi manca persino la parola!
Continua pure le tue presentazioni!!
Quante sorprese!! Quante emozioni!!!
Merianna le sue piccole manine schioccò
e correndo come il vento un bel folletto arrivò:
Ciao bambina son  Saetta,
corro salto e cammino di gran fretta!
Sono svelto e assai birbante,
ne penso una ad ogni istante!
Vuoi saper l’ultima che ho combinato,
tanto ormai si è rimediato!
La volpe Camilla, là nel bosco,
è un tipetto assai losco!
Ormai i suoi discorsi non vanno più di moda,
figuriamoci poi tutta quella coda!
L’altro giorno un coniglio aveva ricorso,
e la codina gli aveva morso!
Il poveraccio è riuscito a scappare,
ma al suo codino ha dovuto rinunciare.
Io che furbo ho visto tutto quanto
Ho pensato “Camilla prega il tuo santo!”
Infatti appena si è messa sotto un albero a ronfare,
il suo codone al tronco sono corso ad annodare.
Poi mi sono messo tra le foglie trionfante
e ho lanciato un grido terrificante!
Camilla terrorizzata,
a gambe levate se l’è data!
Senza accorgersi di certo
che il sedere aveva tutto scoperto.
La coda, infatti, tutta elettrizzata,
al tronco d’albero era rimasta aggrovigliata!
Ora, anche lei, come il coniglio,
sarà costretta a rimanere nel suo nascondiglio!
Scusa tanto ma ora devo andare,
ho un altro tipetto  che devo sistemare!
Un altro schiocco con le mani la fata aveva dato,
ma nessuno si era ancora presentato!
Un altro, un altro ancora,
e così passò mezz’ora!
La fata spazientita
si era consumata tutte le dita:
le aveva rosse e spellate
cosa avrebbero detto le altre fate!!!
Lanciò infine anche un petardo,
ma qualcuno era ancora in ritardo!
Quando ormai aveva perso le speranze
si sentì un rumore venir giù da tutte quelle stanze.
Con gli occhi socchiusi e il cervello imbevuto d’amore,
si vede dondolare il folletto sognatore!
Si fa avanti pian pianino
arrossendo un pochettino:
Io son Notturno, l’amico della luna e delle stelle,
sono vispo, goloso, soprattutto di frittelle!
Cucinotta ormai lo sa,
e ogni tanto me le fa.
Io le metto nel cappello
e mi rifugio nella torre più alta del castello!
Quando lì mi trovo,
è come se avessi un gran tesoro!
Guardo il cielo illuminato
e… mi son pure innamorato!
Chi è la fortunata?
Una piccola gnoma di nome Donata!
E’ la figlia della luna!
E mi porta anche fortuna!
E’ dolce, buona ed educata,
sempre allegra e profumata!
Con lei mangio le frittelle
e poi contiamo pian pian tutte le stelle!
Mentre Notturno ancora parlava
si sentì un vocione… e tutto tremava!
Affannato ed anche un po’ arrabbiato
si fa avanti un folletto così conciato:
aveva nelle tasche mille attrezzi
e nelle mani di oggetti strani pezzi!
Su un orecchio stava penzolante
una penna assai pesante!
E da un buco là nei pantaloni,
spuntavan fuori foglietti e commissioni:
Oh che bella questa bambina
dall’aria allegra e birichina!
Mi presento son Faccenda
e mi mangio una ciambella!
Scusa tanto se or mi vedi mangiare,
ma io tutto il giorno devo lavorare!
Qui son tutti artisti o canzonieri,
ma è a me che tocca far mille mestieri!
Faccio il fabbro, l’idraulico e il falegname,
è per questo che ho sempre molta fame!
Sai qual’è il lavoro più duro da non dimenticare?
I cristalli di Gioconda che devo sempre rattoppare!
Me ne vado, passo da qua dietro,
questa volta è Melodia che con le sue urla ha rotto un vetro!
Mentre la vociona di Faccenda nella sala ancor rimbomba,
si fa avanti un folletto pallido che pare uscito da una tomba!
Tiene le mani tra i pochi capelli che gli son rimasti
e cerca di riunire i suoi pensieri che paion così vasti!!
Mamma mia che fracasso, che orrenda confusione,
non ne posso più di questa situazione!
Qui al castello pensan a tutto meno che alla conoscenza!
Io invece son Saputo e mi occupo di scienza!
Non perdo tempo a girovagare,
a ridere o a danzare!
Sono l’unico al castello
che sa usare bene il suo cervello!
Su tutto mi potrai interrogare,
ed io di ogni cosa ti saprò parlare!
Studio sempre, tutto il giorno,
ora vado e poi ritorno,
sì perché or che mi gratto il mento,
l’idea mi è giunta per far un esperimento!
Mentre Saputo ripeteva formule e complicate operazioni,
si intravede uno tipo che palleggia con al piede due palloni.
Susanna guardò meglio quel tipo alto e ben piazzato
e lui le sorrise tutto sdolcinato!
Su su bambina non te la pigliare!
Saputo sa far solo a darsi tante arie!
Ma non l’hai visto quanto è pallido e sbadato?
E’ di certo un tipo matto e strampalato!
Guarda me invece che fisico prestante,
e che pelle abbronzata ed invitante!
Sfido io, sto sempre all’aria aperta!
non so che sia un berretto, una sciarpa o una coperta!
Sono il grande Salvatore
simpatico, sportivo, faccio il calciatore!
Della squadra del castello sono il capitano
e tutti giocano, ridono e mi amano!
Ci alleniamo giù nella radura
e respiriamo l’aria pura!
Gioco all’attacco, ma a volte voglio fare il difensore,
corro e tiro senza ascoltar l’allenatore!
Lui si arrabbia, lo sento, mi ha chiamato,
ma io devo far goal, per vincer il campionato!
Ti saluto bellezza, devo andare a giocare una partita,
tu, se vuoi, puoi seguirla in differita!

Susanna era tutta imbarazzata,
…. quel folletto l’aveva davvero conquistata!
Era bello, muscoloso ed abbronzato…
mai di meglio aveva desiderato!
Lo salutò con un cenno birichino ed una gran risata,
… la partita l’avrebbe sicuramente guardata!
Salvatore si congedò veloce come un lampo
e tutto soddisfatto si preparò ad entrare in campo!
Susanna ancora emozionata e divertita
voleva andare a vedere la partita
ma, incontrò un altro tipo strano!
Era un folletto con molte valigie in mano!
La vide, la osservò
e subito esclamò:
Salve bella bimba sono Giramondo
la terra ho visto in lungo e in tondo.
Mille posti ho visitato,
ma uno solo nel cuore mi è restato:
Ne parlo sempre ai folletti e alle fatine,
ma lo voglio dire anche a te, son le Filippine!
Là c’è il sole caldo, spiagge lunghe e fiori colorati,
conchiglie, coralli, e luoghi mai nemmeno immaginati!
E’ là che sono nato,
e ci sono anche ritornato!
Ma sto bene anche qui al castello
ma se resto troppo a lungo mi si annoda il cervello.
A proposito! Scusa tanto devo correre via,
il treno mi aspetta sulla ferrovia!
Un nuovo viaggio mi appresto a fare,
ti saluto, questa volta  me ne vado al mare!
Fece qualche passo tutto trafelato
e poi si voltò toccandosi il naso:
Vuoi venire con me piccolina?
Ti porterò in Cile, in Egitto, in India ed anche in Cina!
Susanna sarebbe andata volentieri,
ma nel pallone erano tutti i suoi pensieri!
Così non accettò
e al grande Salvatore ancora una volta ripensò!
Mentre lo vedeva correre lungo la fascia destra
ecco una fata apparire alla finestra!
Era lei, la bella Messaggero!
Che fu vicino a Susanna con un piccolo volo leggero!
Allora cara Susanna, ti abbiamo accontentato?
Ti piacciono le fate e i folletti che hai incontrato?
Susanna abbracciò la fata con affetto
e le diede anche un bacetto!
Con dolcezza la guardò
e sorridendo sussurrò:
Dalla meraviglia mi pare di sognare,
sono felice di potervi parlare!
Siete tanti e tutti belli,
chi scrive, che studia, chi sta ai fornelli,
chi si diletta con la magia,
chi si perde dietro a una poesia!
Chi è sportivo, chi un viaggiatore,
chi non fa niente e conta le ore!
Ognuno di voi sprizza gioia e simpatia
quanto è bello viaggiare con la signora Fantasia!
Ha ascoltato e cullato i miei pensieri
ed io stento a credere che davvero siano veri!
Qui siete davvero eccezionali!
Ma perché di voi non parlano i giornali?
Si trovan scritte tante cose brutte tutte messe in fila
e mai si parla di fate, folletti o di magia!
Messaggero tristemente mormorò:
i grandi, purtroppo non credono più ai folletti o alle fate,
le loro fantasie ormai se ne sono andate!
Pensano solo a correre e a ragionare
e non son più capaci di fantasticare!
Sono attenti e indaffarati, ma non vedono oltre il loro naso,
con loro mai niente è lasciato al caso!
Con voi bambini invece è un’altra questione!
Anche se di TV spesso fate indigestione!
In fondo in fondo ci volete bene
e star con voi a noi conviene!!!!
Siamo contenti della vostra compagnia!
E a dire il vero ci vien meglio anche la magia!!!
Mentre Messaggero parlava con Susanna giù nella sala,
si apre una porta in cima alla scala.
Nell’aria si sentì un suono solenne ed invitante
stava arrivando qualcuno di importante!!
Erano il  Re e la Regina
che scendevano per fare la consueta passeggiatina.
Il Re si guardò intorno frastornato
e poi gridò tutto eccitato:
Che succede? Perché tutta questa confusione?
Son appena uscito e già ho la testa gonfia come un pallone!
Prima Gioconda coi cristalli tutti rotti,
Poi Melodia piena di cerotti!
E’ passato Salvatore di volata
e mi ha tirato anche una pallonata!
Per non parlare poi di Cucinotta!
Ha bruciato tutta la torta di ricotta!
Giramondo se ne è andato
e il saluto non mi ha dato!
Quella pazza di Sofia
mi ha quasi ucciso con la sua magia!
Quando stavo per riprendermi dopo quella dannata pozione
sbuca Fiorella con in mano un cardone!
Ancora una volta ha fatto a meno di pensare
che al cardone sono allergico e non lo posso sopportare!
Per finire ho incontrato Saputo, il sapientone,
che voleva farmi fare un’equazione!
Che maniere sono queste!
Qui bisogna eliminar tutte le feste!
Qui son tutti allegri e belli tondi
e soprattutto dei grandi vagabondi!
Non più salti e balli per giocare,
ma via!!! Tutti a lavorare!

La povera Regina tutta imbarazzata
aveva una faccia che pareva stropicciata!
Il suo imbarazzo non voleva dare a vedere
e allora un sonoro pizzicotto diede al consorte sul sedere!
Poi, con un aspetto un po’ svampito
si voltò e disse al maritò:
Su, su via, mio caro Gedeone,
urli e gridi e poi sei il primo col trombone!
Cerca di contenere il tuo malumore,
e guarda là, sento uno strano rumore!
Il poveraccio la guardò stralunato
e domandò quasi trattenendo il fiato:
Un rumore? Un rumore hai detto?
Sarà Melenza che è caduta giù dal letto!
Oppure non ti meravigliare!
E’ Gioconda che gli ultimi cristalli ha finito di spaccare!
Oppure, oppure…. vuoi un’altra previsione?
E’ Salvatore che ha rotto qualcosa con il pallone!
Potrei continuare fino a domattina,
ma non ne posso più vado a prendere un’aspirina!
Non c’è pace per un povero sovrano…
e mentre se ne andava udì ancora il rumore molto strano:
gli occhi stanchi spalancò
e a bocca aperta balbettò:
Ma quella… ma quella… è una bambina, una bambina vera!
Non è certo un manichino rifinito con la cera!
Scese svelto il Re lungo la scalinata,
ma a un certo punto fece una bella scivolata!
Sopra un frammento di cristallo era inciampato
e tutte le scale aveva ruzzolato.
Gioconda tutta impaurita
era già bell’è sparita!
Il sovrano mezzo troncolato
era ora assai arrabbiato!
Ma la sua ira non potè sfogare
perché Susanna era lì davanti e lo voleva salutare!
Si alzò dunque il Re cercando di fare una bella faccia…
in realtà aveva fatto una vera figuraccia!
Cercò dunque di far finta di niente!
Anche se per il colpo tutto il salone era pieno di gente!
Chiamò subito il povero Faccenda
che dalla paura tra poco soffoca ingoiando una ciambella.
Con la bocca ancora piena davanti al Re si presentò
e velocemente i frammenti di Gioconda raccattò.
Dopo la fatica mangiò anche un tortello
e giurò di punire quella fata svampita senza cervello!
Il Re intanto ancora sospettoso,
si rivolse a Susanna tutto premuroso:
Vieni avanti piccolina,
finalmente qualche umano si avvicina!
Siam qui soli da cent’anni,
e non facciamo altro che combinar danni!
Non vedi qui che confusione, che baccano,
il più pazzo è poi quello più sano!!
Hai voglia di comprar bacchette e far delle magie!
Se i bimbi non ci amano siamo tristi, qui, tra queste vie!
La Regina sbigottita per quel brutto ruzzolone,
scese le scale e ancora un pizzicotto schioccò a Gedeone.
Poi sempre con il suo magico sorriso salutò
e con grazia incominciò:
Forza! Non voglio intorno a me gente sconsolata e mesta!
Oggi è giorno di gran festa!
Una bambina ci è venuta a trovare!
Avanti le fate, i folletti, si inizia a danzare!
Gedeone lisciandosi il sedere chiamò Faccenda in cucina
e ordinò che gli portasse un’aspirina!
Non ce la faceva proprio più,
e di nuovo cadde giù!
Faccenda prontamente era venuto…
ma ormai il sovrano era svenuto!
Cominciò a bofonchiare il povero Faccenda
perché fra un po’ si strozza con la merenda!
Dalla finestra entrò leggiadra Sofia
che il Re fece svegliare con un’altra sua magia!
Nella stanza c’eran tutte le fate ed i folletti
e del bosco anche tutti gli animaletti!
Cantava allegra Melodia
dicendo che era il più bel giorno che ci sia!
Spense il forno Cucinotta zitta e cheta,
pensando tra sé: “Da oggi tutti a dieta!”
Volteggiava graziosa Merianna
mentre Faccenda invitava la piccola Susanna!
A ritmo di musica palleggiava Salvatore,
di testa, di piede, senza alcun errore!
Si affacciò Melenza dalle scale
e subito la testa le riprese a fare male!
Notturno il romanticone le si avvicinò
ma lei sbadigliando a letto ritornò!
Fiorella danzava
e a tutti un fiore regalava!
Fece capolino anche Saputo e rimase inorridito
certe cose non aveva mai visto né sentito!
La regina soddisfatta aggiustava il suo bel cappello
e danzava scatenata tenendo il ritmo con il tamburello.
Persino il Re, ripresosi dallo svenimento,
ballava con la moglie felice e contento!
Non faceva più caso all’etichetta
 e teneva la regina ben stretta!
Anche gli animali del bosco si erano avvicinati pian pianino
e seguendo la musica dimenavano il codino!
I coniglietti ballavano strusciandosi la coda…
Era  il ballo del momento, quello che andava  più di moda!
Anche gli uccellini avevano le penne tutte arruffate
per seguire il ritmo delle fate!
Persino Casimiro aveva udito le note provenire da lontano,
e curioso si era incamminato con il suo cuscino in mano.
Per la strada aveva incontrato Nocciolino,
che già si era preparato accordando il mandolino!
Si presentò al ballo anche Coccino ancora molto arrabbiato,
era sicuro di trovare Trifoglio e non si era sbagliato!
Quando lo vide ballare felice con Panciolle e Zampalesta,
si preparò per fargli la festa!!
Per fortuna gli si avvicinò Gioconda
che gli carezzò la schiena punteggiata e rotonda!
Coccino si perse in quei bellissimi occhioni blu,
e di Trifoglio non si ricordò più!
C’eran proprio tutti al grande ballo nel castello…
anzi no, qualcuno mancava all’appello!!
Era la povera Camilla che non osava uscire dalla tana…
piangeva la sua coda e ballava seguendo la musica lontana.
Mentre tutti erano allegri e danzavano con tanta eleganza,
si sentì una voce invadere la stanza:
Susanna!!!!
Susanna!!!
Era il papà della bambina
che la cercava fin dalla mattina!
Un’altra voce echeggiò in lontananza
tanto è vero che si interruppe anche la danza:
Susanna!!! Dove ti sei infilata!?
Susanna!!! Dove sei andata!?
Questa era la mamma preoccupata
che cercava la bambina sua adorata!
Susanna voleva continuare a ballare
ma non poteva ormai più rimandare!
Cari folletti, bellissime fate, adorati sovrani, devo andare!
Sento i miei genitori che continuano a chiamare!
Lo sapete loro son sempre di fretta,
sembra che li rincorra una saetta!
Io con voi vorrei restare
ma davvero devo andare!!
Sorrise a tutti la bambina!
Pareva anche lei una bellissima fatina!!
Un bacio a tutti voleva regalare,
ma sentì di nuovo urlare:
Susanna!!!! Susanna!!! Curiosona e sbadata!
Susanna!! Ma dove ti sei infilata!!!
Insistevano a chiamarla i genitori preoccupati…
e Susanna si rivolse a tutti gli invitati:
Vi saluto e vi prometto
che penserò a voi sempre, anche prima di andare a letto!
Sarete sempre nel mio cuore,
e vi custodirò con tanto amore!
Si fece avanti Gedeone tutto sudato,
lasciando la Regina che ormai non aveva più fiato;
negli occhi la fissò
e carezzandola così le parlò:
Se davvero  bene tu ci vuoi
racconta al mondo delle fate d’ora in poi.
Di’ a tutti i bambini che vogliamo fare loro compagnia!
In cambio regaliamo loro  la nostra rara magia!
Con te noi sempre saremo,
e la tua vita un po’ magica renderemo!
Anche se cresci, cerca sempre di ascoltare
la voce del tuo cuore che ti invita a sognare!
Siamo un po’ strani questo è vero,
ma i tuoi sogni coccoliamo, qui nel nostro magico maniero!
Apri bene i tuoi occhi… Se posi lo sguardo su chicchessia
lascia che a guardare siano gli occhi della fantasia!

Mentre Susanna un cenno al Re faceva
e di ubbidirgli  prometteva,
si fece avanti la Regina tutta emozionata,
e uno scrigno lucente prese dalle mani di una fata.
La piccola bambina assai guardò
e commossa esclamò:
Affinchè di noi ti possa sempre ricordare,
questo ciondolo ti vogliamo regalare.
E’ il segno che in questo mondo pieno cose automatizzate,
esiste ancora la corte delle fate!
Così dicendo a Susanna si avvicinò
e intonando un dolce canto il ciondolo le infilò.
Il prezioso nell’aria tintinnò
e sul piccolo cuore di bambina si posò.
Un raggio di sole dorato filtrò nel gran salone
e colpì di luce il caro medaglione!
Sentì la bimba in quell’istante
un calore tanto grande!
Era felice e a tutti molto grata,
di aver visto la corte delle fate da lei tanto sognata!
Gli occhi verso i sovrani lei puntò
e con un bacio affettuoso li salutò.
Gedeone tutto trafelato,
era ora anche imbarazzato.
Così prese la parola deciso,
ed ordinò molto conciso:
Messaggero!!! Presto porta la bambina
dalla cara sua mammina!
Povera donna sarà molto preoccupata
e di certo anche agitata…
chissà cosa le passa per il cervello…
non vorrei che rivoltasse l’intero mio castello!
Susanna per la mano a Messaggero
si avviò verso l’uscita di quel caro vecchio maniero!
Prima di sparire strizzò l’occhio a Salvatore
il suo adorato, bellissimo, calciatore!
Lui galante non capì più niente
e si fece avanti tra la gente.
Un bacio sul pallone stampò
e poi con molta eleganza alla bella bimba lo lanciò.
Al volo Susanna fece una gran parata
e a tutti si rivolse con una gran risata.
Ogni desiderio si era avverato!
Non un principe, ma un bel folletto aveva conquistato!
Giunse alla fine dai suoi genitori
che erano presi da mille timori.
Cominciò a parlare con tanto entusiasmo
che il respiro pareva uno spasmo:
Ciao mamma!! Ciao papà!
Ho una notizia che vi stupirà!
Ho visto folletti, tante fate, una anche piccolina
e del castello ho conosciuto il re e la regina!
Quanto son belle e intelligenti
qui vivon tutti felici e contenti!
Sono buoni e generosi
un po’ distratti e dispettosi!
Che feste e che divertimento!
Io le gambe più non mi sento!
Faccenda mi fatto ballare per non so quanto tempo,
ogni tanto si mangiava una ciambella ed era assai contento!
Ho conosciuto davvero tanta bella gente
che si è presentata molto gentilmente:
C’è  chi si occupa di scienza, chi di arte,
qualcuno resta, un altro parte.
Chi si imparenta con la luna e conta le stelle,
chi si strozza a forza di ciambelle;
Chi rompe i cristalli e poi anche li rattoppa…
chi in cucina prepara le torte di ricotta!
Chi canta, chi danza, chi gorgheggia,
chi corre veloce come una scheggia!
Ho incontrato anche un folletto delizioso,
è un grande calciatore, anche assai famoso!
La mamma sbigottita
si stropicciava le guance e le dita.
Poi non sapendo più che cosa fare
indispettita iniziò a parlare:
Quel che dici è proprio strano, mi sembra una bugia!
Tu viaggi troppo con quella sciocca fantasia!
Hai sempre il cervello in movimento…
poco per la scuola e molto per il divertimento!!
Fate, folletti, danze e magie…
ma cosa sono mai queste strane diavolerie?
Il padre paziente e moderato
intervenne nel discorso leggermente preoccupato:
Anche noi il castello abbiamo visitato
e fate e folletti non abbiamo incontrato,
non li abbiam visti nemmeno per errore,
c’era solo molta roba di valore:
quadri antichi e splendidi gioielli
e non gente strana tra i fornelli!
Abbiamo visitato tanti posti,
ma mai abbiamo scovato fatine o folletti qui nascosti!
Per quanto riguarda poi il calciatore assai famoso…
ci mancava pure lui… scommetto che è noioso!
Comunque di queste cose ora non voglio più parlare:
da questo bel castello ora ce ne dobbiamo andare!
Forza andiamo, mettiamoci in cammino
che il tramonto ormai è assai vicino!
Susanna non sapeva cosa fare,
ma a quel mistero una spiegazione voleva dare.
I due genitori si avviarono giù per il sentiero,
e lei invece tornò indietro.
Attraversò di nuovo il grande salone
alla ricerca del grande Gedeone.
Il Re però se n’era già andato insieme alla Regina
a fare la sua passeggiatina!
Susanna vide Melenza con la sua aria un po’ stupita,
ma non le potè parlare perché era troppo insonnolita!
Faccenda le passò accanto come un lampo…
aveva troppo da fare con Fiorella nell’orto e giù nel campo!
Intravide anche la splendida Gioconda che cantava,
ma era troppo indaffarata: i cristalli rimasti spolverava!
Cercò allora l’amato Salvatore,
ma era in campo pronto a tirare un rigore!
Corse allora giù in cucina,
ma Cucinotta faticava far star insieme le uova con la farina!
Era rossa e tutta accalorata
e quando si voltò Susanna già se n’era andata.
Notturno intravide là in cima alla torre con Donata,
ma non osò disturbare il povero folletto e la sua amata!
Nemmen Sofia le sue parole udiva,
perché era lassù intorno al calderone che bolliva e ribolliva!
Fata Messaggero allor chiamò
e lei come per magia si presentò:
Susanna la guardò con gran dolcezza
e di risolvere il dilemma ebbe la certezza!
Alla fata la bambina si avvicinò,
e così la interrogò…
Perchè io ho visto la corte delle fate e mi sono divertita
e i miei genitori invece hanno trovato solo roba antica?
Io parlavo di fate e di folletti e del magico reame…
loro invece  di quadri, mosaici, tesori e vasellame?!
Mi guardavano sgomenti, con delle espressioni strane,
poi mi han portato a toccare, quadri, stoffe e porcellane!
Loro dicono che tutto quello che racconto è solo un bugia,
non credono a ciò che dico… Figuriamoci poi alla magia!
Pensano che è solo un gran bel sogno,
ma io invece di voi sento il bisogno!!!
E’ davvero un affare complicato,
un tremendo rompicapo!!
Te lo ripeto anche se non ti vorrei annoiare
ma io proprio non me ne so capacitare:
Possibile che io ho visto la corte delle fate e dei folletti
e loro solo mobili divani e divanetti?
Sono stati tutto il giorno nel castello
e non han sentito il trombone e nemmeno il tamburello!
Io inoltre non riesco a spiegare
come non abbiano sentito i cristalli di Gioconda ruzzolare!
Non han sentito nemmeno l’odore di bruciato là in cucina…
eppure era tremendo o mia fatina!
Melodia ha persino rotto un vetro molto spesso,
e loro… niente… come se nulla fosse successo!
Perfino il Re le scale con un boato ha ruzzolato,
e loro il rumore non han sentito… oppure l’han dimenticato!
Cantava Fiorella a squarciagola là nell’orto,
e nessuno di loro se ne è accorto!
Non han sentito nemmeno il gufo che gridava,
eppure Sofia lo aveva preso e lo spennava!
Non so più che cosa dire,
non riesco proprio a capire!
Perché quei due non han visto nè sentito niente,
in mezzo a tutta questa gente?
Rispondi per favore,
perché mi batte forte il cuore!
Messaggero ascoltava la bambina per niente stupita…
in fondo era una domanda sentita e risentita!
Così con gran pazienza si mise a spiegare
una questione delicata a cui tutti dovrebbero ripensare:
I grandi ormai ci han dimenticato
e i nostri colori non hanno ritrovato!
Ormai non credon più alle nostre magiche avventure
e spesso, più son grandi, più son pieni di paure!
Voi bambini invece ci vedete con gli occhi della fantasia,
questa, credimi, è la vera magia!
Conserva sempre il ciondolo donato,
nessuno, oltre te, sarà più fortunato!
Conservalo come un gran tesoro,
perché vale certo più dell’oro.
Ora vai, la vita ti aspetta,
vivila serena, ma non andare troppo in fretta!
Le sorrise infine e la baciò,
e pian piano  come un sogno si dileguò.
Susanna rimase esterrefatta…
aveva capito, non era certo matta!
Nella sua mente tutto fu più chiaro,
proprio come il mare di notte con il faro!
Prese in mano il ciondolo e lo strinse forte forte
e del castello lentamente varcò le porte!
Riprese poi la strada del ritorno
mentre ormai calava il giorno!
Stava per infilarsi nel sentiero,
ma con molta nostalgia si voltò indietro!
Il castello un’ultima volta voleva ancora ammirare
e i suoi magici amici con il cuore salutare!
Alzò lo sguardo, là, in cima sulla torre di Sofia…
Che meraviglia! Che magia!
Sopra il bel castello, disteso nel cielo illuminato,
brillava un arcobaleno con mille colori decorato!
Era stupendo, radioso, infinito,
e il cuore di Susanna era stupito!
Quella è la strada da imboccare
se ognuno i propri sogni vuole realizzare!
E’ la via giusta per realizzare i più strani desideri,
per dar colore e bellezza a tutti i pensieri!
Come raggiungerla? Ci vuole una magia!
No, non importa basta un po’ di fantasia!
Guardò il ciondolo sorridendo la bambina
e carezzando i suoi sogni alzò in alto la manina!
Salutò il castello e l’arcobaleno illuminato
e promise che sarebbe ritornata nel bel regno incantato!

Prese dunque il sentiero lì vicino
e lo percorse pian pianino!
Incontrò gli animaletti che l’avevano accompagnata,
e con loro si trattenne in una lunga chiacchierata!
Anche se il giorno ormai stava per finire,
giocò con le bestiole per farle divertire!
Fecero una corsa i coniglietti,
ma non giunsero al traguardo perché si facevano i dispetti!
Gli uccellini invece gareggiavano cantando una canzone,
ma sul più bello Beccuccio tossiva perché aveva il fiatone!
Infatti il vizio di mangiare non aveva perso,
e, durante il canto, finì che un seme gli rimase di traverso!
Piumino il più birbante un colpo d’ala gli tirò,
e lui bello tondo e un po’ imbranato dal nido ruzzolò.
Lo raccolse Susanna con piacere,
e lui tutto rosso volò via lisciandosi il sedere.
Volava basso basso, poverino!!!
Perché gli pesava assai il pancino!!
Apparve Coccino stanco e tutto stralunato,
Gioconda con i suoi occhioni l’aveva come ipnotizzato!
Non si fermò a giocare,
perché ancora Trifoglio doveva acciuffare!
Uscì fuori contento anche Baffettino,
il caro e simpatico topino;
anche lui si voleva divertire…
e ora lo poteva fare senza patire!
Aveva infatti saputo che il gufo era tutto spennacchiato,
perché Sofia purtroppo aveva incontrato!
L’uccellaccio ora si vergognava ad uscire…
e per il topino era una festa a non finire!
Anche Camilla non si era presentata,
dato che la coda era ancora assai stentata!
Nocciolino per dispetto,
proprio vicino alla sua tana aveva costruito il suo letto!
Si era sistemato  su un ramo a sedere,
in modo che Camilla lo potesse ben vedere!
Poi, facendolo sembrare quasi un caso,
faceva pian piano ondeggiare la coda davanti al suo naso!
Si muoveva lucente la coda tra i colori del tramonto
e la volpe voleva tanto mangiarsi quel dannato finto tonto!
In realtà si rodeva dall’invidia e dall’umiliazione,
per non avere più il suo splendido codone!
Così, invece di guardare quella coda penzolante,
se ne tornò svelta nella tana triste e petulante!
Povera Camilla, non sapeva più che fare!
Nemmeno del riposo poteva approfittare!
Infatti non riusciva a dormire,
perché Casimiro continuava a “barrire”!!!
Il vecchio ghiro russava senza ritegno,
senza capire che invece doveva darsi un contegno!
Intanto il giorno ormai stava proprio per finire
e Susanna il sentiero si mise a proseguire.
Tornò a casa felice e spensierata
e continuò la sua vita più bella e colorata!
Parlò della corte delle fate a tanti altri bambini,
poveri, ricchi, alti, bassi, grandi e piccolini.
Pian piano, come in un magico girotondo,
eran per mano tutti i bimbi del mondo!
Camminavano sorridenti lungo l’arcobaleno
e il loro cuore di gioia era pieno!
Vestivano i lori sogni colorati
e si tenevano per mano felici e spensierati!
In mezzo a tutti quei colori luminosi,
spuntavano qua e là dei tipetti misteriosi…
Eran le fate ed i folletti
che i bambini per mano tenevano ben stretti!
Il mondo, che fino ad allora li aveva appena visti,
sorrise di fronte a quei sorrisi e quegli occhietti vispi!
I grandi si fermarono a guardare quell’immenso girotondo
che da est ad ovest, attraversava tutto il mondo!
Il sguardo degli adulti era un po’ strano…
vedevano davvero le fate i folletti e i bimbi per la mano?
Che gioia!!! Che allegria!!!
Lasciarsi trasportare dalla fantasia!
E’ una magia o forse è la realtà?
nessuno di sicuro mai lo saprà!!
Una sola cosa è sicura e non è certo un errore…
Camminare su quell’arcobaleno fa tanto bene al cuore!
Ci aiuta sempre a ricordare
che è bello stare insieme, aiutarsi ed anche volare!
Volare nella vita portando ovunque tanto amore,
gioia, divertimento e una pennellata di colore!!!!

Cari bambini,
belli vispi e birichini
vi è piaciuta la storia di Susanna alla corte delle fate?
penso di sì, avanti! Raccontate!
A me  è sembrata una storia eccezionale,
divertente, allegra e un po’ speciale!!
Susanna ha gradito la mia strana compagnia,
ed io finalmente sono tornata ad occuparmi di magia!
E’ stato davvero bello!
Avventurarsi tra le stanze e i luoghi del castello!
Mi torna in mente Fiorella tutta indaffarata,
e Melenza mezza addormentata!
Per non parlare poi del povero Faccenda tutto trafelato,
in cerca di ciambelle perché sempre affamato!
Gioconda poi era un tipetto assai speciale,
ed anche Sofia non era niente male!
Eran  tutti belli quei tipi in quel magico maniero,
ed io di averli conosciuti son felice per davvero!!!
Mi sono talmente divertita
che, salutata Susanna, sono subito ripartita!!
Ormai non ho più tanta polvere addosso,
e corro tra i bimbi a più non posso!
Volete sapere dove sono andata?
Accanto ad altri bambini mi sono accovacciata!
Chi mi parlava di streghe, gnomi e draghi
chi invece di re, principesse o perfidi maghi!
Io li aiuto a  ridere, a giocare e a fantasticare,
così sono più allegri, più felici e sempre pronti a raccontare!
Quindi cari bambini di tutto il mondo,
state attenti e guardatevi bene intorno;
se all’orecchio una vocina sentite sussurrare,
non vi dovete certo spaventare!
Provate ad ascoltarla attentamente,
e scoprirete com’è bello viaggiare con la mente!
Se un frammento di magia al vostro cuore viene a bussare,
fatelo entrare: vi  aiuterà a viver meglio e a sognare!
Non è miei cari una follia!!
Parola della signora Fantasia!


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2 Comments

  1. Comment di Cleo — 4 Giugno 2010 @ 18:23

    Questa poesia è troppo lunga!
    Non la legge nessuno!
    Un consiglio: accorciatela!
    Dall’intenditrice:lol: :lol: :lol:

  2. Comment di Lalla — 4 Giugno 2010 @ 18:25

    Ke poesia. é…nn bellissima:
    oops:

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Invito tutti a non inviarmi più libri in lettura. Per mancanza di tempo, e dall'11 novembre 2013 anche di salute, non posso più accontentare nessuno. Così pure vi prego di non invitarmi a convegni o presentazioni di libri. Chiedo scusa.
Bart