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FUMETTI: Il fumetto è in calo di vendite, servono nuove iniziative editoriali per risalire la china

18 Luglio 2008

di Giampaolo Giampaoli
[alcune sue ultime poesie qui]

Da alcuni anni il mercato del fumetto internazionale ha subito un preoccupante calo di vendite, che si è inevitabilmente ripercosso sulla produzione degli editori italiani, adesso non più sicuri di poter contare su un pubblico di lettori sufficientemente numeroso per garantire testate a lunga sopravvivenza. Sembrano ormai lontani e destinati a non tornare mai più gli anni in cui le serie western facevano registrare, di mese in mese, vendite sicure nelle edicole, grazie alla fedeltà di tanti lettori, che erano soliti ammazzare il tempo libero gustando le avventure degli eroi delle nuvole parlanti.
La prima grande crisi per il fumetto italiano arrivò agli inizi degli anni ottanta; le varie produzioni, sia legate al vecchio genere dei caw boy che ambientate ai giorni nostri, sembravano aver stufato inesorabilmente il pubblico. La televisione americana che si stava affermando sul piccolo schermo con i vari telequiz e  telefilm, ma anche la sterminata serie di cartoon provenienti dal Sollevante, avevano, giorno dopo giorno, sempre più affermato la loro leadership, inducendo gli italiani ad allontanarsi dalla lettura. In quel duro periodo per gli editori, il fumetto iniziò a risalire la china grazie principalmente alla nascita di Dylan Dog, un prodotto estremamente innovativo per il momento, che presentava un eroe completamente diverso dai precedenti; non invincibile ma spesso debole e vulnerabile, legato a tutta una serie di abitudini quotidiane a cui non rinunciare e, più che altro, profondamente umano sia nel bene che nel male. Tiziano Sclavi aveva salvato il fumetto italiano.
Oggi i vari scrittori e disegnatori sono alla ricerca di un personaggio che possa fare il miracolo come a suo tempo fece Dylan Dog; cercano un eroe capace di infondere nuovo entusiasmo ai lettori, ma le cose non  sono semplici come potrebbero apparire. Non sono più gli anni ottanta e gli autori non possono più contare su un pubblico che non ha ancora esplorato nuovi stili narrativi come allora, quando gli unici generi che erano stati visitati fino alla saturazione erano il western e il noir.
Oggi gli editori, Bonelli per primo, hanno esplorato con le loro produzioni tutti gli universi letterari e cinematografici possibili ed immaginabili. L’horror ha avuto il grande successo di Dylan Dog, seguito da altre produzione di alto livello come Vampyr; la fantascienza ha visto Nathan Never, Legs Wether e, in tempi più lontani, Gesebel; nel poliziesco, poi, le serie non si contano, ad iniziare da Nick Raider e Detective Dante. Anche stili narrativi più recenti hanno avuto le loro testate, come il fantasy con  Gea e Brendon. Insomma, non è più possibile andare in cerca del nuovo sondando tra i vari generi cinematografici e letterari, così, in un momento sì di numerosa produzione, ma anche di perplessità per il futuro, sono stati gli editori a prendere l’iniziativa, con l’intento di risolvere il preoccupante calo di vendite.
Alcuni hanno pensato che la crisi possa essere irreversibile, perché il fumetto, volenti o nolenti, sarebbe destinato a diventare un prodotto di nicchia; così l’unico modo rimarrebbe riversarsi o su serie di elevata qualità grafica e narrativa, oppure riproporre le testate storiche nelle varie ristampe per farle conoscere a chi non le ha lette in passato. Tra i sostenitori di quest’ultima soluzione vanno annoverati gli editori Gianni Bono e Luciano Secchi; il primo è considerato lo storico per eccellenza del fumetto italiano e, con le sue Edizioni If, negli ultimi anni ha riproposto in edicola gli albi iniziali di tante serie bonelliane del passato (come Mister No o Comandante Mark); mentre il secondo sta da tempo riportando alla luce tutti i personaggi che lo hanno reso famoso negli anni sessanta e settanta, in albi che raccolgono le storie più entusiasmanti di Kriminal, Satanik, Maxmagus, Padre Kimberly, Gesebel e altri.
In parte questa linea editoriale è stata sposata anche dalla Sergio Bonelli, senza alcun dubbio ad oggi la casa editrice di fumetti italiana che vanta la produzione di maggior quantità, ma alle ristampe degli albi del passato sono state affiancate serie di ultima generazione, che propongono al pubblico personaggi innovativi, con una cadenza periodica diversa. Se ricordate i vecchi Tex, Zagor, Piccolo Ranger, Martine Mystere (ma l’elenco potrebbe essere assai più lungo), tutti uscivano in edicola una volta al mese; l’albo mensile fino alla fine degli anni novanta era l’unica soluzione per il fumetto di larga diffusione, legato ad una serie che non aveva un termine, perché era chiaro che sarebbe andata avanti fino a quando avrebbe riscosso il consenso dei lettori.

Le nuove miniserie della Bonelli si contrappongono a questa linea editoriale, che pur continua, ma con difficoltà economiche, con le saghe storiche del passato; infatti, le miniserie presentano una cadenza periodica innovativa nel senso che, anche se restano albi mensili, sono come dei romanzi a fumetti e fin dalla loro comparsa la Bonelli annuncia per quanti numeri avranno durata le avventure del nuovo eroe. Si tratta di pochi numeri, una ventina al massimo, ideate per non stancare il lettore e per avvicinare un pubblico il più numeroso possibile, offrendo vari stili narrativi.
Questa è stata la risposta di Sergio Bonelli alla crisi di vendite che ha colpito il fumetto italiano; una formula nuova e in via di sperimentazione, che ha contraddistinto ancora una volta questo eccezionale editore, capace di trovare nei momenti più difficili soluzioni veramente originali.
La prima miniserie è stata quella di Brad Barron, ideata da Tito Faraci, collaudato soggettista e sceneggiatore, in passato attivo nella produzione di Diabolik. Iniziata nel maggio 2005 e conclusasi con il numero di ottobre 2006 (per un totale di solo 18 numeri), la saga racconta la storia di un professore universitario che, con l’invasione aliena, si improvvisa eroe e combatte contro i nemici venuti dallo spazio. Principalmente si tratta di una serie di fantascienza, infatti mostri spaziali e armi altamente tecnologiche sono costanti nelle varie avventure che vive Brad Barron; ma limitarsi ai canoni storici del genere fantascientifico non era abbastanza per Faraci, che ha inserito in ogni albo componenti tratte dagli altri generi narrativi, come il western e l’horror.
I 18 albi sono tuttora disponibili nelle fumetterie; un vero e proprio romanzo a puntate da collezionare, che resta interessante per i lettori che amano il genere indipendentemente da quanto tempo è trascorso dalla sua uscita in edicola.
A Brad Barron è seguita la serie composta sempre di 18 numeri di Damien, uscita dal maggio 2006 all’ottobre 2007. La linea editoriale è di nuova quella di un romanzo a fumetti, con cadenza mensile, che fin dai primi albi ha fatto registrare vendite e indici di gradimento insospettati per un personaggio dei fumetti appena nato, a dimostrazione che le miniserie possono veramente rappresentare il futuro delle nuvole parlanti. L’ideatore, Pasquale Rujiu (autore già di molte storie di Dylan Dog, Nathan Never e di altri personaggi bonelliani) ha creato per Damien un’atmosfera da noir mediterraneo, sede di una società violenta ed ambigua, dove gli uomini sono disposti a fare di tutto per la loro affermazione, ma anche a rischiare la vita per non abbandonare un amico in pericolo.
Un mondo fatto di due facce, una buona e una cattiva, come del resto il protagonista, in parte demone e in parte angelo; questo personaggio dimostra come nella mentalità dei lettori sia radicata l’immagine del duro, l’eroe insostituibile.
Terminata la saga di Damien, è uscita la nuova miniserie di “Volto nascosto”, che prevede 14 numeri, di cui non vi raccontiamo la trama per non togliervi il gusto di scoprirla da voi comprando gli albi in edicola. Basti sapere che stavolta alla macchina da scrivere si è messo lo stesso Manfredi, che con Magico Vento alcuni anni fa ha rivoluzionato, alzandone il livello qualitativo, il genere western.      

 

 


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Bart