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Ghilarducci, Olivo

14 Novembre 2020

Natalia. Storia di donna

Natalia. Storia di donna

Incontriamo all’inizio una Natalia già anziana e dalla vita coniugale tormentata, essendo il marito Dario un donnaiolo e uno spendaccione. Continui i litigi.
Ghilarducci ci narra la storia di questa donna, partendo dalla nascita, avvenuta in una famiglia di agiate condizioni: “Figlia unica del titolare del più attrezzato negozio di ferramenta della città, a Natalia non era mancato proprio nulla.”.
I genitori Alfredo e Giulia stravedono per lei, e sin dall’infanzia frequentano gli ambienti dell’alta borghesia, con l’intento di preparare la figlia ad un lucroso matrimonio: “Si era fatta signorina, e risaltava per il suo fascino. Non le mancavano mai inviti a festicciole di adolescenti dove l’accompagnava la mamma, sempre più orgogliosa di vederla primeggiare nelle attenzioni dei ragazzi.”.
Ma con il crescere, maturava in Natalia la ricerca della propria personalità. Avvertiva come sofisticati e superficiali gli ambienti frequentati fino ad allora, e cominciava a sognare amori romantici: “Come sarebbe stato bello trovarsi sopra un’isola deserta in compagnia di un ragazzo capace di autentico amore.”.
La scrittura, lineare e pulita, si interseca con l’interiorità del personaggio, cercando di estrarre dalla sua anima i segni premonitori del suo avvenire. Una scrittura quieta che dà sicurezza circa il risultato. Assisteremo, dunque, alla disamina di una vita che crescendo si trova più volte a scegliere e a rendere conto a se stessa dei progressi e degli insuccessi. Natalia è la donna in divenire, la quale, come tutti gli esseri umani, si trova ad ogni crocicchio della vita obbligata a scegliere e a provare emozioni nel momento in cui deve decidere e trepidazioni una volta scelta la strada: “Natalia in questo senso non costituiva eccezione. Proprio il destino era in agguato.”.
Portata dall’amica di scuola, Licia, in discoteca a Bagni di Lucca per farle provare una emozione diversa e forse sconosciuta, la prima volta che Natalia vede Renzo, un bel ragazzo, e ballano insieme, la scrittura ci fa avvertire questo scavo psicologico che prevarrà sempre per dare conto di una progressiva e sottile maturazione non solo del corpo ma anche dell’anima: “Ora però ammetteva candidamente che quella esperienza nuova che stava vivendo significava essersi innamorata. Anche se non aveva mai provato prima un sentimento così forte, non aveva alternative, l’estrema dolcezza che la invadeva pensando a Renzo non poteva che essere amore.”.
Anche la mamma Giulia si è accorta che qualcosa in Natalia sta cambiando. Si era innamorata. Non c’erano dubbi. Ma si era innamorata dell’uomo giusto?: “A Giulia non poteva sfuggire niente del repentino cambiamento della figlia. In quei giorni la guardava attentamente cercando di leggere fino nelle pieghe del suo cuore.”; “Pur macerandosi dentro, si consolava pensando che l’educazione data da lei e dal padre, l’ambiente, che per loro espressa indicazione aveva sempre frequentato, non potevano che indirizzare in modo positivo la loro splendida figlia.”; “Giulia però non aveva dubbi. Il fatto che non volesse parlarne non deponeva bene sul tipo di persona che di certo ora lei frequentava. Era indotta a pensare al peggio.”.
Queste sottili indagini che la madre cerca di svolgere non facendosene accorgere dalla figlia, sono rese da una scrittura psicologicamente attrezzata, tale da far pensare ad un’operazione modulata ad un risultato di valore radiologico. Natalia ci appare come posata dietro una macchina che riesce a mostrarne i dettagli più segreti.
Il sentimento che nutre per Renzo l’ha disorientata, pur nell’entusiasmo che prova. Si accorge che è la prima volta che lo avverte così forte dentro di sé.
Ghilarducci non si lascia sfuggire l’occasione di seguire la nascita e lo sviluppo dell’amore. Natalia è la sua cavia, il bozzolo che dovrà trasformarsi in farfalla. Renzo diventa lo strumento che avvia la formazione di una nuova maturità: “Prima di incontrare Renzo aveva solo cercato di intuire cosa poteva essere l’amore per un uomo; con lui sentì per la prima volta la bellezza dell’intimità con una persona desiderata. E al contempo non aveva mai provato cosa significasse sentirsi veramente amata. Scopriva una cosa di cui prima non poteva sapere niente, una sensazione straordinaria che la riempiva completamente e avvolgeva qualsiasi cosa si accingesse a fare.”.
Però Renzo aveva un lavoro precario e apparteneva ad una famiglia onesta ma povera. Non era il partito auspicato dai suoi genitori. Bisognava, dunque, che non proseguisse: “Giulia era oltremodo combattuta. Vedeva la figlia veramente felice, e avrebbe dovuto amareggiarla e forse deluderla. Lasciò passare del tempo cercando di capire se quella sbandata sentimentale poteva essere una cosa passeggera, per la quale non vi fosse necessario approfondire il discorso.”.

Il padre Alfredo si rammaricava con queste parole: “Guarda un po’, la nostra unica bellissima figlia a cui non abbiamo fatto mancare neanche ‘il latte di gallina’, ci ha fatto una sorpresa, si è innamorata di un povero Cristo.”.
Poiché il lettore sa già che il marito di Natalia si chiama Dario, con il quale non va d’accordo, presuppone che i genitori l’abbiano avuta vinta, e da lì sia nata l’infelicità di Natalia.
Ed eccolo Dario. Lo incontra in una delle tante manifestazioni parrocchiali legate all’Azione Cattolica: “Durante queste attività Natalia si era però resa conto che ce n’era uno, Dario, che in modo discreto e a volte con fine ironia voleva farle capire che era interessato a lei.”.
È un bel ragazzo, “ben strutturato fisicamente per la assidua frequenza della piscina comunale. La pratica del nuoto ne aveva fatto un vero atleta.”.
Questa amicizia piace ai genitori di Natalia: “Giulia, attenta a tutto quello che riguardava Natalia, si era accorta di questo. Considerava la cosa molto interessante, essendo Dario figlio unico dell’attuale Presidente della Associazione dei Commercianti della provincia di Lucca e amico di Alfredo.”.
Nasce e si sviluppa un sensibile rapporto tra madre e figlia; la prima non vuole dare l’idea di imporsi alla figlia, e quest’ultima si immagina che Renzo non sia malvisto da lei.
Succede che Renzo, nell’aiutare il padre che era un tagliatore di boschi, è colpito ad una gamba da un grosso ramo che stava venendo giù dalla pianta. Solo per un pelo riesce ad evitare l’amputazione. Ma si ristabilirà “perfettamente”.
La situazione di stallo che ne deriva, dà spazio ai corteggiamenti di Dario, ben visti dai genitori di Natalia.
È in questo momento, in cui il cuore della giovane è assalito da due sentimenti, tutti indirizzati dall’amore, che la figura di Natalia diventa centrale. Lo sviluppo della sua inquietudine viene posto in primo piano dall’autore, il quale riesce in tutto il corso del romanzo, ad apparire sempre distaccato dai suoi personaggi, sì che la loro personalità pare svilupparsi per partenogenesi: “Giulia era una persona molto intelligente e lucida. Conosceva perfettamente l’animo della figlia. Aveva un preciso obiettivo; gestire la provvidenziale novità, costituita dalla dichiarazione d’amore di Dario. Non aveva dubbi: le doti di quel ragazzo sarebbero state la base per un futuro felice di Natalia. Non si trattava di un problema di patrimonio, ma di livello e qualità della persona.”; “Giulia non sottovalutava niente e si rendeva perfettamente conto di quanto era arduo il suo compito. Era come operare sopra ‘un terreno minato’ e la delicatezza era d’obbligo.”.
Il romanzo si rivela sempre più come un abile strumento di analisi psicologica che coinvolge soprattutto le personalità di Natalia e della madre Giulia.
Le due donne sono scosse da continui movimenti interiori. Non paiono più di carne, bensì di spirito.
Al ritorno da una passeggiata con Renzo, durante la quale aveva pensato anche a Dario, Giulia scruta il volto della figlia: “Arrivata a casa l’attendeva mamma Giulia, che l’accolse con un dolce abbraccio. Da un primo sguardo si era resa conto che qualche cosa nella figlia stava cambiando. Era quello che da tempo aspettava.”.
E infatti ciò che la madre sperava, accade. Col pensiero di avere un debito di gratitudine coi propri genitori, Natalia tronca il suo rapporto con Renzo, il quale ne resta istupidito e perfino piange.
Inizia la storia con Dario. Si arriva al matrimonio, celebrato fastosamente nella antica basilica di San Frediano. Mentre la sposa si avvia verso l’ingresso, dagli occhi le scendono delle lacrime. Tutti credono che sia per l’emozione del momento: “Tutti sottolinearono la grande emozione della sposa per l’evento. In quel momento il suo pensiero invece era andato a Renzo, ed era acuto il rimpianto per aver consegnato la sua vita al volere degli amati genitori.”.
Il pensiero di Renzo non l’abbandonerà più. Resterà una spina nel fianco. Gli rimproverava di aver ceduto troppo facilmente, di non aver minimamente tentato di resistere e di trattenerla a sé.
Ormai non si poteva più tornare indietro. Il suo destino era segnato. Aspettava un figlio da Dario. Forse, con la sua nascita tutto si sarebbe voltato al meglio: “Certo che soffriva e sentiva ancora le cicatrici per le non solide fondamenta con cui era convolata a nozze; l’amore per il figlio, la dedizione per lui, avrebbero convertito la sua inquietudine in gioia. La famiglia, nata sulla base di una sua scelta istintiva e certo non del tutto personale, d’ora in avanti si sarebbe alimentata su una vera fonte di gioia: l’amore per il figlio.”.
La nascita del figlio, a cui hanno dato il nome di Lapo, infatti, contribuisce a migliorare i rapporti tra i coniugi. Dario si sente amato.
Ma a rompere le uova nel paniere ecco che arriva l’apertura dell’Amministrazione comunale alla rete della grande distribuzione, che cominciò ad intaccare la solidità del commercio alimentato dalle piccole imprese. I genitori di Dario e quelli di Natalia, che ne erano i più ricchi rappresentanti, a poco a poco ne avvertirono gli effetti negativi: “Le botteghe, situate nel centro storico, comprese quelle di nonno Marcello e nonno Alfredo, iniziarono ad avere delle difficoltà. Gli affari non andavano più a gonfie vele.”.
Il nuovo clima di tensione si trasferisce anche nei rapporti tra Dario e Natalia, la quale si rinchiude in se stessa e nell’attenzione, che diviene ossessiva, per il suo bambino: “Sentiva il matrimonio come una gabbia dalla quale cercava vie di evasione che non trovava. Nemmeno l’amore e l’impegno per il figlio mitigavano la sua inquietudine. Non era più la ragazza sottomessa ai genitori, la moglie dedita alla famiglia, ma si stava trasformando in una donna in rivolta che però non vedeva vie di uscita da una situazione di dolore.”.
Hanno un secondo figlio, una bambina, Frida: “La straordinaria bambina non era stata desiderata e attesa nemmeno da mamma e papà.”; “Dario si rendeva conto dell’inquietudine della moglie e della sua sofferenza, ma non trovava una chiave per poterla aiutare.”.
Il romanzo continua a muoversi tutto sul versante psicologico del rapporto di una donna con se stessa, la quale ha deciso di intraprendere, rifiutando l’amore di Renzo, una strada fatta di pazienza, di sopportazione e di intimo pentimento. I fatti che accadono sono tutti al servizio di questa sottile analisi introspettiva di ciò che può accadere quando si rifiuta l’occasione che ci avrebbe resi felici: “Passarono anni assai difficili per Natalia, sempre e solo interessata alla crescita dei figli, al loro inserimento all’asilo e poi alla scuola elementare.”.

I genitori Alfredo e Giulia da parte di Natalia, e Alfredo da parte di Dario muoiono e le difficoltà familiari si accrescono. Natalia non riesce a dare al marito l’affetto che si meriterebbe: “Riflettendo bene, Natalia doveva ammettere che la colpa della situazione era tutta sua. Sentiva che Dario la amava ancora molto e chiedeva a lei comprensione e affetto, ma non c’era da fare niente, proprio non riusciva a dare di più. Era cosciente che tutto poteva andare ‘a rotoli’ ed era preoccupata per le conseguenze che questo avrebbe significato per gli amatissimi figli. Nonostante tutto, non aveva la forza per cambiare il suo atteggiamento nei confronti del marito. Come poteva essere falsa nei confronti di Dario dimostrando a lui un amore che non sentiva?”; “Natalia riconosceva e apprezzava il lavoro di Dario con i figli, ma nemmeno questo la spingeva a cambiare atteggiamento nei suoi confronti. Si era come fossilizzata dal punto di vista sentimentale.”.
Sta montando, psicologicamente, una situazione tesa e ingarbugliata, capace di incidere sulla personalità di un essere umano. Da una parte c’è il desiderio di venire incontro alle aspettative del marito; dall’altra il rimorso di aver rifiutato il vero amore, di non essere riuscita a difenderlo.
La conseguenza di questo difficile rapporto fu che Dario “si fece una amante.”; “Questo era il contorto e veramente al limite del possibile ragionamento di Dario; l’amante come tentativo ultimo di riconquistare l’amore di Natalia.”. L’amante è un’amica di Natalia: “Dario fece di tutto perché Natalia scoprisse la tresca con Adele.”.
Ma le cose non vanno come Dario si aspetta: “La reazione di Natalia fu durissima, schiumava di rabbia incontenibile e forse anche di gelosia.”.
L’ultima nonna rimasta, la madre di Dario, Dina, muore: “Le male lingue dicevano che Dina non era morta per quel cattivo male che l’aveva presa, ma per il grande dolore che Dario le aveva procurato.”.
Si sta alzando tra i coniugi un muro.
Natalia di nuovo pensa al suo primo amore. Dove sarà Renzo? Si sarà sposato?: “Tutto era legato alla convinzione che la vita presenta solo una grande occasione di felicità e di vero amore. Persa quella non si può più costruire nulla di buono.”. Torna a rimproverarlo di non aver saputo difendere il loro amore.
Il conflitto interiore, tutto psicologico, si accentua. Viene da domandarsi se Natalia riuscirà a sostenerlo. Soffriamo per lei.
Si accrescono, intanto, le difficoltà economiche. A causa della concorrenza della grande distribuzione, Dario è costretto a chiudere la sua attività di macellaio e di ristoratore. Ora è senza lavoro.
Natalia, ormai nelle ristrettezze economiche si affida al gioco presso una “sala slot vicino alla stazione”. Spera in una vincita che le avrebbe risolto almeno i problemi materiali di sopravvivenza.
Invece di vincere, perde “una bella somma”, e così pensa di cercarsi un amante, pure lei: “Era ancora una donna molto bella, non era fredda, e sentiva anche una certa attrazione per rivivere una sessualità cui aveva rinunciato da tempo.”.
Si avverte un certo abbrutimento della situazione e ci si domanda se un errore di gioventù (l’aver rinunciato all’amore di Renzo) possa sviluppare conseguenze così disastrose.
In questo momento Natalia non è un’eroina, ma una vittima. Sa, però, reagire: “E comunque nonostante queste sbandate dovute alla rabbia e alla gelosia, alla fine decise di interrompere le gite nel ricordo di mamma Giulia, esempio di dedizione totale alla famiglia, e non arrivò mai a tradire il marito.”.
Ma le disavventure per Natalia non finiscono qui. Durante un’esibizione di ballo, la figlia Frida sviene e muore. Non le ha retto il cuore, debole come quello del nonno Alfredo: “Al termine della cerimonia Natalia si gettò singhiozzando sopra la bara bianca, quasi non volesse lasciare la figlia.”.
In famiglia le cose vanno peggiorando. Dario, che mantiene ancora l’amante, non vuole abbandonare il tetto coniugale, come chiede Natalia, che “non tralascia nessuna occasione per inveire contro Dario e la sua amante.”; “Le enormi difficoltà e l’immenso dolore comunque non l’avevano sconfitta. Natalia era diventata una combattente indomita.”.
Il figlio Lapo si sposa con Elisa, una ex compagna di studi. È cresciuto bene, e ha avuto coraggio a mettere su una sua propria attività: “La difficoltà che permaneva nel rapporto tra Natalia e Dario in quel periodo era mitigata dall’amore e ammirazione di ambedue i genitori per la giovane coppia. In quella casa, memore di tanti contrasti, l’intesa fra i due sposini era bellissima.”.
Questo spazio di serenità dura poco. Gli sposini sono in attesa di un figlio e la gioia in quella famiglia non fa in tempo a consolidarsi che arriva la brutta notizia che Lapo ha un cancro allo stomaco. Muore: “La morte di Lapo non sorprese Natalia che, rassegnata a questo strazio, andò avanti come per inerzia. (…) Questo periodo terribile sia Natalia che Dario lo vissero senza mai comunicare tra loro, ma anche senza più liti.”.
La storia di Natalia non ha mai dismesso la sua centralità tragica. La vita degli altri penetra e si raffigura nel suo dolore. Il dolore è ormai la sua veste di tutti i giorni: “Durante la cerimonia funebre Natalia e Dario erano nel primo banco della chiesa di Sant’Alessio dove si sentiva ritmare il pianto della gente. Non scambiarono tra loro nemmeno una parola. Lei sembrava un automa inespressivo e non versò una lacrima.”; “Dario rimase sempre in piedi durante tutta la cerimonia. Anche i suoi occhi non versarono una lacrima. Ogni tanto durante il rito il suo viso era scosso da una smorfia di dolore.”.
Pochi mesi dopo Elisa partorisce una bambina, alla quale è dato il nome della sorella di Lapo, Frida, così da ricordarla per sempre.
Saranno il narratore e la sua compagna Ambra, cugina di Natalia, a dare finalmente una svolta positiva alla sua vita: “Una sera vide che la porta della camera di Dario era socchiusa, pensò che lui l’aspettasse. Certo che l’aspettava, non in particolare quella volta, ma da sempre. Entrò in camera. Dario dormiva ma lei non si tirò indietro, si spogliò e si distese sotto le lenzuola accanto a lui. Dario si svegliò ben presto e fu scosso da una emozione incredibile. Era accaduto ciò che aveva atteso da sempre. Per tutti e due fu una esperienza d’amore splendida, fortissima perché impensata e impensabile; un grande regalo della vita.”.


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Invito tutti a non inviarmi più libri in lettura. Per mancanza di tempo, e dall'11 novembre 2013 anche di salute, non posso più accontentare nessuno. Così pure vi prego di non invitarmi a convegni o presentazioni di libri. Chiedo scusa.
Bart