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Giallo: Giulia/A detective story: Giulia (Trad. Helen Askham)#10/24

6 Giugno 2008

di Bartolomeo Di Monaco
[Per le altre sue letture scorrere qui. Il suo blog qui.]

In calce il testo inglese

GIULIA #10

Un giorno, con Bianca, subito dopo il matrimonio, era stato in una spiaggetta deserta. Aveva affittato un gommone e s’era messo a costeggiare. Si era ai primi di giugno. Non si vedevano ancora i turisti.
«Fermiamoci qui» gli disse Bianca, all’improvviso.
«Ma non c’è nessuno.»
Si accostò. Lei fu la prima a saltare. Si levò mutandine e reggiseno e restò nuda. Aveva la carnagione bianca come il latte, al contrario di quella di Giulia, che era leggermente più scura.
Appena anche lui ebbe messo piede sulla spiaggetta, ancorato il gommone, lei andò ad abbracciarlo. Svelta gli sfilò il costume.
«Voglio farci all’amore, qui.»
«Ma può passare qualcuno.»
«Non me ne importa.»
«A me sì.»
«Ma cosa c’è di male?»
Riusciva ad eccitarlo sempre. Sapeva come prenderlo. Ma bastava guardarla. Quel corpo slanciato, quei seni pieni, sodi… Lei si sdraiò e aprì le braccia per accoglierlo. Lui si voltò, invece, a controllare il gommone. Era cullato dalle onde. Il mare era liscio, luminoso.
«Su, che aspetti.»
«Potrebbe passare qualcuno.»
«Ti sei rammollito.»
Lui allora si adagiò sopra di lei e fecero all’amore. 

Alle quattro andò in ufficio. Aveva la testa ancora confusa, però. Parlava coi clienti, ma aveva fretta di concludere, era meno cortese del solito. Ricevette anche quello che era venuto al mattino. Si scusò di nuovo.
Giunsero le sette. Le segretarie si affacciarono. Possiamo andare?
Arrivarono le otto. Il tempo non passava mai. Come affronterò Giulia? ripeteva Alfredo.
Ore otto e trenta. Posso cominciare a prepararmi, pensò.
Ore otto e quarantacinque. Mi avvio. Piano piano, alle nove sono là.
Chiuse a chiave l’ufficio. Fu in strada, prese via Fillungo questa volta, attraversò piazza San Michele, guardò lassù in alto l’orologio, controllò il suo, entrò in via San Paolino, prese il vicolo a sinistra,  e prima di giungere in piazza Sant’Alessandro si trovò davanti al portone di Giulia.
Aveva la chiave, ma suonò.
«Sono io, tesoro.»
Sentì schioccare la serratura. Salì le scale. Giulia aveva già aperto l’uscio e stava sul pianerottolo ad aspettarlo. Era ricca di seduzione. Gli arrivava, carezzevole, avvolgente, il suo profumo.
 

II

Nel film di Fellini, “Amarcord”, lo zio matto viene portato a fare una gita in campagna. Ad un tratto, sale in cima ad un albero e si mette a gridare: «Voglio una donna! Voglio una donna!» Un grido che pare sorgere dall’abisso. Succede a tutti gli uomini di sentire salire la furia del sesso, e che niente può sostituirlo. Una prepotenza che invade tutto il nostro essere e deve venire soddisfatta.
Quando Alfredo si trovò di fronte a Giulia, avvertì la forza della sua seduzione. Entrati in casa, invece di parlare, l’abbracciò.
«Non perdi tempo, eh, stasera. Ma cos’hai?»
«Sei troppo bella.»
«Ma lasciami. Mi fai male così.» La stringeva, la baciava dappertutto, la mordeva sul collo, sui seni. Non ce la fece più, cominciò a spogliarla. Allora, Giulia l’aiutò, si levò la camicetta, il reggiseno, le mutandine. Alfredo se la strinse a sé. Non parlava, ma con gli occhi correva giù lungo la schiena, si fermava sulle natiche di lei, sulle cosce, carezzava i suoi capelli neri. Poi di nuovo prendeva i seni tra le mani, chinava la testa e li mordeva.
«Ma cos’hai stasera, Alfredo.»
«Sei troppo bella, troppo bella.» Lei cominciò a spogliare lui.
«Che ne facciamo della cena?»
«Ho fame di te, ora. Lasciala perdere.» Lei, mentre lo spogliava, lo guidava in camera da letto.
«Non farmi male» disse sdraiandosi e aprendo le braccia.
Anche quando fu sazio di lei, Alfredo non le parlò di Bianca. Gli parve che fosse giusto lasciare alle spalle il passato, e considerò che la vita contava solo per il presente. Fosse pure il diavolo, Giulia stava al centro della sua vita.
«Stasera non ti levavi mai la voglia. Ma devi stare attento, non sei più un giovanotto.»
«Sarei capace di ricominciare. Non provocarmi.»
«Anche con Bianca facevi così?»
«Lasciala in pace.»
«Dimmi che io sono meglio di Bianca.»
«Ti prego…»
«Divento cattiva quando sono gelosa.»
«Siete figlie del diavolo, voi donne.»
«Allora bada a non farmi mai ingelosire.»
«Non farmi ingelosire, tu, invece. Potrei diventare una bestia.»
«Potrei farti le corna, e tu saresti capace di perdonarmi.»
«Ne sei convinta?»
«Sì.»
«Ma tu me le hai mai fatte le corna?»
«Perché dovrei? Mica te le meriti. Ci sto bene con te, e ci sai fare all’amore. Forse fra qualche anno, quando sarai più vecchio e il tuo pisellino non funzionerà più.»
«Di serate così, te ne regalerò ancora tante.»
Giulia si era messa a riscaldare la cena. Aveva indossato una camicetta, che teneva sbottonata e le si vedeva il seno ancora turgido. Andava scalza, e Alfredo la guardava passare, con le sue belle gambe nude. Si sedettero.
«Certo che un gonzo come me che ti snocciola duecento milioni senza fiatare, non lo trovi tutti i giorni.»
«E mi hai snocciolato anche una bella firma di garanzia. Mica male. Quattrocento milioni ti costa la tua Giulia, stasera.»
«Un po’ troppo.»
«Perché, sei stato male?»
«No, ma quattrocento milioni…»
«Non te ne pentirai. Che credi? Io non sono mica un’ingrata. Non me lo scordo, sai, quello che hai fatto per me. Non solo ti restituirò i soldi entro la fine dell’anno, ma sarò carina con te per tante altre sere come questa. Vedrai che non rimpiangerai nulla. Ci penserà la tua Giulia a ricompensarti come meriti.»
«Anna dice che se tutto andrà bene, vorrebbe aiutarti in quest’impresa.»
«È una magnifica idea. Brava Anna! È una ragazza sveglia, farà molta strada.»
«Le insegnerai tu.»
«Non ne avrà bisogno, perché deve aver preso da sua madre, non da te.»
«Conoscevi Bianca?»
«Conoscevo te, per via del tribunale, e un giorno ti vidi con Bianca. Ma non ci ho mai parlato.» Alfredo avvertì che mentiva, ma non gliene importò un bel niente.
«Lunedì, vieni nel mio studio con i tuoi soci. Avrò pronta la bozza, e fisseremo l’appuntamento col notaio.»
«Faremo soldi a palate, Alfredo.»
«Non dire quattro se prima non l’hai nel sacco.» Gli venne in mente lo stesso proverbio detto ai suoi figli.
«Questa è una cosa sicura. Praticamente non c’è rischio.»
Era mercoledì, quando Alfredo, poco dopo le due di notte, scese le scale di Giulia per tornare a casa. Venerdì mattina, Giulia fu trovata morta.

GIULIA #10

One day, soon after they were married, he and Bianca had gone to the beach. They’d hired a rubber dinghy and set off along the coast. It was early in June and there were still no holidaymakers.
“Let’s stop here,” said Bianca suddenly.
“But there’s no one there.”
They turned into the shore. Bianca was the first to jump out. She took off her bikini and stood there naked, her skin milk-white. As soon as he had anchored the boat and was standing on the little beach, she went and put her arms round him. She quickly pulled his trunks off.
“I want us to make love, here.”
“Someone might come.”
“I don’t care.”
“But I do.”
“What if they do?”
She could always excite him, She knew how to, but it was enough just to look at her. Her slim body and full, firm breasts… She lay down and opened her arms while he turned to check the boat. It was rocking gently on the glittering waves.
“Quickly, I’m waiting.”
“But someone might see us.”
“You’re pathetic.”
Then he bent over her and they made love.

At four o’clock he went back to the office, still feeling confused. He saw his clients but he was hurried with them and less courteous than usual. He also saw the one who had been there in the morning. He apologised again.
Seven o’clock came. The secretaries looked round the door. “Can we go?”
Eight o’clock. Time was passing so slowly. “How am I going to deal with Giulia?” he kept wondering. Half past eight. “I can start to get ready now,” he thought. Quarter to nine. “I can go now. If I walk slowly, I’ll be there at nine.”
He locked up the office. Outside, he turned into Via Fillungo, crossed Piazza San Michele, looked up at the clock, checked his watch, went into Via San Paolino, took the alley to the left and, just before Piazza Sant’Alessandro, he found himself at Giulia’s front door. He had a key but he rang the bell.
“It’s me, darling.”
He heard the lock click. He climbed the stairs. Giulia had already opened the door of her flat and was standing on the landing, waiting for him. She looked very alluring and her perfume wafted towards and around him.
 

II

In Fellini’s Amarcord, the mad uncle is taken for a trip into the countryside. All of a sudden he climbs to the top of a tree and begins to shout, “I want a woman! I want a woman!” It sounds like a cry from the abyss. All men have this feeling, this raging desire for sex, at some time or another. Nothing else will answer. It grips his whole being and must be satisfied.
As Alfredo stood in front of Giulia, he felt the power of her seductiveness. He didn’t speak when they went into the flat but took her in his arms.
“You’re wasting no time this evening,” she said. “What’s got into you?”
“You’re too beautiful.”
“Let go, you’re hurting me.”
He couldn’t stop. He held her tight, kissing her all over, biting her neck and her breasts, and started to undress her. She began to help him and took of her blouse, bra and pants. Alfredo pulled her to him without speaking. His eyes ran down her spine to her buttocks and her thighs while he caressed her black hair. Once more he took her breasts in his hands, bent his head and nibbled them.
“Alfredo, what’s got into you this evening?”
“You’re too beautiful, too beautiful.”
She began to undress him. “What’ll we do about dinner?”
“Forget about dinner. It’s you I’m hungry for.”
She led him to the bedroom, still helping him to take his clothes off.
“Don’t hurt me,” she said as she lay back on the bed and opened her arms.
Afterwards, when he was satisfied, he said nothing about Bianca. Now it seemed right to leave the past behind, living was for the here and now. Giulia might be the devil, but she was at the heart of his life.
“You couldn’t get enough of me,” she said, “but you must be careful. You’re not a young man any more.”
“I could start all over again. Don’t turn me on.”
“Were you like that with Bianca?”
“Leave her out of it.”
“Tell me I’m better than Bianca.”
“Please…”
“I turn nasty when I’m jealous.”
“You women, you’re the devil’s own daughters.”
“Well then, take care you don’t ever make me jealous.”
“And don’t you make me jealous. I could turn into a beast.”
“If I was unfaithful, you’d forgive me.”
“You’re sure of that?”
“Yes.”
“Have you ever been unfaithful to me?”
“Why should I be? You don’t deserve it. Anyway, I’m happy with you and you’re good in bed. Maybe in a few years when you’re old and your willy doesn’t work any more.”
“I can give you plenty more evenings like this.”
Giulia had started to heat up the dinner. She was wearing a blouse with the buttons undone and he could see her still swollen breasts. She had nothing on her feet and Alfredo watched her as she moved around, her beautiful legs bare. They sat down.
“Certainly it’s not everyday you find a fool like me, shelling out two hundred million just like that.”
“You also signed the guarantee. Not bad. This evening is costing you four hundred million.”
“Rather too much.”
“Why do you say that? Are you worried?”
“Not really, but four hundred million…”
“You won’t regret it. Goodness, I’m not ungrateful. I won’t forget what you’ve done for me. Not only will I pay it back by the end of the year but I’ll be very nice to you on lots of other evenings like this one. You’ll regret nothing. I’ll think of ways of rewarding you properly.”
“Anna says she’d like to help you in the business if everything goes OK.”
“That’s a splendid idea. Well done, Anna! She’s a bright girl. She’ll go far.”
“And you’ll teach her.”
“I won’t need to because she must have taken after her mother, not you.”
“Did you know Bianca?”
“I knew who she was. I saw you with her at court one day. But I never spoke to her.”
Alfredo knew she was lying but it didn’t matter to him in the slightest.
“Come to my office with your partners on Monday. I’ll have the draft ready and we’ll make an appointment with the notary.”
“We’re going to make so much money, Alfredo.”
The proverb he’d mentioned to his children came into his mind. “Don’t count to four until it’s in the bag.”
“This is a sure thing. To all intents and purposes, there’s no risk.”
It was in the early hours of Wednesday morning, a little after two, when Alfredo left the flat and went downstairs to go home. On Friday morning, Giulia was found dead.   


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Invito tutti a non inviarmi più libri in lettura. Per mancanza di tempo, e dall'11 novembre 2013 anche di salute, non posso più accontentare nessuno. Così pure vi prego di non invitarmi a convegni o presentazioni di libri. Chiedo scusa.
Bart