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Giallo: Le tre sorelle/A detective story: The Three Sisters (Trad. Helen Askham) #1/14

15 Luglio 2008

di Bartolomeo Di Monaco
[Per le altre sue letture scorrere qui. Il suo blog qui.]

In calce il testo inglese

Le tre sorelle #1

A Montuolo, si fermò per chiedere notizie della villa. Pur essendone il nuovo proprietario, non ricordava dove esattamente si trovasse.
«Continui su questa strada, passi il ponte sull’Ozzeri, poi dopo la curva, svolti a sinistra. Superato il passaggio a livello, la villa è proprio a due passi. Chieda e chiunque saprà indicargliela.»
Vittorio Lambertini, industriale di Milano, era diventato proprietario di una delle ville più conosciute in paese, e invidiata per la sua bellezza. Circondata da prati, boschi e campi ben tenuti, essa era situata in cima ad una piccola collina. I muri di color giallo ocra, le finestre grandi con persiane dipinte di bianco, vi si arrivava per un viale alberato, lungo e dritto. Dopo aver salito alcuni gradini, si entrava, per un’elegante porta a vetri, in un grande salone, in fondo al quale una larga scalinata con un robusto corrimano di legno scuro conduceva al piano nobile e, con una nuova rampa che volgeva a sinistra, all’altro piano, dove erano sistemate le camere.
Il disinvolto e maturo industriale vi si recava per trascorrervi un periodo di riposo con Vanessa, la sua amante, essendo scapolo.
Ad attenderlo, sul grande cancello che dava accesso al bellissimo viale, c’era Basilio, uno dei contadini. Il padrone fermò l’auto e scese a salutarlo. Basilio fece un inchino.
«Queste sono le chiavi, ingegnere» disse. L’industriale le prese, ringraziò, salì in macchina e s’avviò in direzione della villa.

Vanessa era una bella donna, sui trent’anni, bionda. Era amante dell’ingegner Lambertini per interesse, non certo per amore. Vittorio aveva un aspetto molto discutibile. Attraenti erano i suoi soldi, invece: tanti. Vanessa non era la sola amante che avesse avuto, era l’ultima, ed ora se la portava nella nuova villa per trascorrervi, se non accadevano guai e contrattempi come qualche altra volta era avvenuto, l’intera estate. Passati da poco i cinquant’anni, si concedeva da qualche tempo vacanze così lunghe e inusuali. Come!? gli dicevano gli amici, lasci le tue aziende per così tanto tempo? Non è un rischio? Aveva buoni collaboratori, invece, e si fidava. Era convinto che nell’aldilà qualcuno gli avrebbe chiesto il conto di come avesse speso la sua vita. In questo modo, spassandosela, era certo che non gli avrebbero potuto rimproverare niente. E forse anche nell’aldilà avrebbe guadagnato uno status di tutto rispetto. Robusto e di statura ordinaria, di poco superiore al metro e settantacinque, non aveva alcuna attrattiva. Anzi, quel suo pizzetto ben curato incuteva una certa soggezione, e gli occhi troppo vivaci mettevano a disagio qualunque amante, anche la più sperimentata. Vanessa si era resa disponibile poiché il guadagno era enorme, molto superiore a quanto le era capitato di ricevere in passato, con uomini più belli e più brutti. Pochi erano generosi come quell’arzillo fauno.
Giunti in camera, fecero subito all’amore.

Prima dell’imbrunire, qualcuno suonò il campanello. Vittorio indossò la vestaglia, mentre Vanessa era già nel bagno per la doccia, e si affacciò al finestrone.
«Ingegnere, mi apra. Sono Ilde. Le preparo la cena.»
Entrata nel salone, Ilde spiegò che era la sorella di Basilio, e che tutta la sua famiglia era da anni al servizio della villa. Acquistando la villa, Vittorio lo sapeva di avere, in certo qual modo, comprato anche la servitù. Ilde aveva altre due sorelle, Virginia, la più giovane, e Carlotta, la maggiore, più grande anche di Basilio.
«Le conoscerà presto, perché ci diamo il turno in cucina e a servire in tavola. Oggi in cucina tocca a me, e a servire a tavola per la cena verrà Virginia. Carlotta la vedrà domattina per la colazione.»
Ilde non era male. Vittorio pensò che forse l’acquisto della villa era stato più che un affare, se le altre sorelle somigliavano a questa.
«E Basilio?»
«Lui bada alla stalla e ai campi. Con il nostro aiuto naturalmente, e quello di nostro padre, anche se è vecchio. Poi ci sono gli altri contadini che aiutano, altrimenti non ce la potremmo fare da soli.» Cose che, ovviamente, Vittorio già conosceva.
«Le so queste cose.»
«Il vecchio padrone non si è mai lamentato di noi.»
«Lei sa perché ha venduto la villa?»
«Si è innamorato, così si dice.»
«Ohilalà.»
«Di una americana. Ha venduto tutto e se n’è andato in America, negli Stati Uniti. A Nuova York, si dice.»
«Non piaceva all’americana di stare qui?»
«È venuta una volta sola.»
«Com’era?»
«Bella, molto bella.»
«Più bella di Vanessa?»
«Sono belle tutte e due. Non come noi, che fatichiamo tutto il giorno.»
«Lei è fidanzata, Ilde?»
«Solo Carlotta, la più grande. Presto si sposerà.»
«Ma mica andrà via dal paese?»
«Resterà qui alla villa, a servirla come fa ora, se lei sarà d’accordo.»
«Non deve cambiare nulla, Ilde. Posso darle del tu?»
«Anche il vecchio padrone mi dava del tu. Ci sono abituata.»
Sulla scala comparve Vanessa, anche lei in vestaglia.
«Buona sera, signora» disse Ilde, accennando a un inchino. Vanessa cominciò a scendere i gradini. Vittorio le andò incontro. Poi si voltò verso Ilde.
«Continua pure le tue faccende, Ilde. Verremo a trovarti in cucina, non è vero, mia cara?»
La cucina era posta al piano terreno, come la sala da pranzo, molto grande, e lo studio, il più vicino alla scalinata. Ilde si ritirò.
«È brava gente. Semplice. Non ci daranno fastidi. Staremo bene qui, vedrai, e passeremo un’estate indimenticabile.»
Vanessa gli passò una carezza sul viso. Vittorio l’abbracciò.

The Three Sisters #1

 He stopped in Montuolo to ask the way to the villa. Although he had recently bought it, he couldn’t remember exactly where it was.
“Carry on down this road, cross the bridge over the Ozzeri and turn left after the bend. It’s just past the level crossing. Ask anyone – they’ll point it out to you.”
Vittorio Lambertini, an industrialist in Milan, had become the owner of one of the best-known villas in the area. It was a beautiful building, standing on a little hill surrounded by well-tended meadows, woods and fields. Its walls were yellow ochre, the shutters on the large windows were painted white and the approach was a long straight avenue of trees. At the top of a few steps was an elegant glass door that opened on to a large drawing room at the end of which was a staircase with sturdy banisters in dark wood leading to the first floor and then, with another flight that turned to the left, to the top floor where the bedrooms were.
Vittorio, self-confident and middle-aged, was there to spend a holiday with Vanessa. He was unmarried and she was his mistress.
Waiting for him at the big gates at the beginning of the beautiful avenue was Basilio, one of the farm workers. Vittorio stopped the car and got out to say hello. Basilio gave a little bow.
“Here are the keys, sir,” he said.
Vittorio took them, thanked him, got back into the car and drove off in the direction of the villa.

Vanessa was blonde, beautiful and in her thirties. She was Vittorio Lambertini’s mistress for her advantage and certainly not for love. He was not a good-looking man but his money was attractive. Very attractive indeed. Vanessa was not the only lover he’d had but she was the most recent and he had brought her to his new villa for the summer. If there were no problems in Milan and nothing went wrong as had happened on other occasions, they would stay for two or three months. He had recently turned fifty and had started allowing himself long, unaccustomed holidays. How on earth, his friends said, can you leave your businesses for so long? Isn’t it risky? But he had a good team and he trusted them. In the next world, he believed, he would be asked how he had lived and he was sure no one would blame him for enjoying life. And perhaps there he would also be accorded proper standing and respect. Thickset and of normal height, rather less than six feet, there was nothing obviously appealing about him. On the contrary, people were put off by his carefully trimmed little beard and his overly bright eyes had made some of his lovers uneasy, even the most experienced of them. Valeria was available because of the large sums of money she got from him, far more than she’d ever had from other men, some of them better-looking, some worse. Few of them were as generous as this energetic satyr.
As soon as they reached the bedroom, they made love.

Before it got dark, someone rang the doorbell. Vanessa was in the bathroom having a shower and Vittorio put on his dressing-gown and went to the window.
“Let me in, sir. It’s Ilde. I’ve come to make the dinner.”
In the drawing room, Ilde explained that she was Basilio’s sister and that the whole family had worked at the villa for years. Vittorio was aware that in buying the villa he had also, in a sense, bought the servants. Ilde had two sisters, Virginia who was younger and Carlotta who was older and also older than Basilio.
“You’ll meet them soon because we take it in turns to cook and wait at table. Today it’s my turn to cook and Virginia’s to serve. You’ll see Carlotta tomorrow at breakfast.”
Ilde was pretty. If the others were like her, Vittorio thought to himself, then buying the villa had perhaps been more than just a business transaction.
“What about Basilio?”
“He looks after the farm buildings and the fields. Naturally we help him and so does father although he’s old. There are other farm workers who help as well, because we couldn’t do it all on our own.”
Vittorio, naturally, had already been informed about such things. “Yes, I know,” he said.
“The old master never complained about us.”
“Do you know why he sold the villa?”
“He fell in love, so they say.”
“Did he indeed?”
“With an American woman. He sold up everything and went to America, to the States. New York they say.”
“Didn’t the American woman like staying here?”
“She only came here once.”
“What was she like?”
“Beautiful, really beautiful.”
“More beautiful than Vanessa?”
“They’re both beautiful. Not like us who work hard all day long.”
“Do you have a boyfriend, Ilde?”
“No I don’t. Just Carlotta does. She’s the oldest. She’s getting married soon.”
“She’s not going to leave the village, is she?”
“She’ll stay here at the villa and work for you as she does now, if you’re agreeable.”
“Nothing is to change, Ilde, and I hope I can speak to you as a friend.”
“The old master did. I’m used to it.”
Vanessa appeared on the stairs. She was in her dressing-gown too.
“Good evening, madam,” said Ilde with a slight curtsey
Vanessa started to walk downstairs and Vittorio went to meet her. Then he turned to Ilde.
“You can get on with your work, Ilde. We’ll come and see you in the kitchen, won’t we, dear?”
The kitchen was on the ground floor, as was the large dining room and the study, the nearest room to the staircase. Ilde withdrew.
“Good people. Simple. They’ll give us no trouble. We’re going to be happy here and have an unforgettable summer.”
Vanessa stroked his cheek. Vittorio put his arms round her.

 


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Invito tutti a non inviarmi più libri in lettura. Per mancanza di tempo, e dall'11 novembre 2013 anche di salute, non posso più accontentare nessuno. Così pure vi prego di non invitarmi a convegni o presentazioni di libri. Chiedo scusa.
Bart