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Giallo: Le tre sorelle/A detective story: The Three Sisters (Trad. Helen Askham) #10/14

24 Luglio 2008

di Bartolomeo Di Monaco
[Per le altre sue letture scorrere qui. Il suo blog qui.]

In calce il testo inglese

Le tre sorelle #10

Tornati in ufficio, Jacopetti si trattenne nella stanza di Renzi.
«Ora capisco perché non ha ammazzato le sorelle. Non le ha ammazzate no, ci aveva il suo tornaconto. Mentre l’ingegnere si scapricciava con loro, lui se la faceva con la bella Vanessa. E anche a lei conveniva, visto che Basilio è proprio un marcantonio di quelli che fanno impazzire una femmina.»
«Uhm.»
«Qualche preoccupazione?»
«Comincio a credere che il fratello di Vanessa abbia ragione di stare in pensiero.»
«Ora sì che mi piace, commissario.»
«Deve essere successo qualcosa di brutto alla villa.»
«Un omicidio?»
«Dopo una sfuriata tra i due, l’ingegnere, forse geloso della relazione tra Basilio e Vanessa, l’ha uccisa, e ha lasciato credere che si trattasse di una fuga.»
«Non dimentichi, commissario, che l’ingegnere se la spassava con le tre sorelle di Basilio, ed aveva tutto l’interesse a tenerselo buono. Secondo me, gli faceva comodo che Vanessa non stesse appiccicata a lui, e se l’intendesse col fattore.»
«E allora pensi che sia fuggita?»
«Non mi sfiora nemmeno la mente l’idea che la signora sia fuggita.»
«Oh, Jacopetti. Che fai, ci giri intorno?»
«Per me non è stato l’ingegnere.»
«Sputa il rospo, allora.»
«È stato Basilio.»
«Ma non ci aveva la convenienza a sfruttare la situazione? Mica poteva pretendere di sposarla, una donna come Vanessa.»
«Secondo me, hanno litigato per via delle sorelle. Vanessa, ad un certo punto, dopo essersi scapricciata con Basilio, non ha sopportato più la situazione. Si è sentita ferita nel suo orgoglio di donna. Così ha chiesto a Basilio di intervenire per impedire alle sorelle di andare a letto con il loro padrone. Basilio ci ha provato, senza riuscirci, e Vanessa lo ha ricattato. Finché le tue sorelle vanno a letto col tuo padrone, me, non mi vedi più. Scordati di Vanessa.»
«Hanno litigato e lui l’ha uccisa.»
«Proprio così, commissario.»
«Ma potrebbero essere state anche le tre sorelle.»
«E per quale ragione?»
«Sempre la stessa. La gelosia. Vanessa, dopo essersi scapricciata con Basilio, come dici tu, si è messa in mezzo. Ha cominciato a minacciare l’ingegnere. Dico tutto in paese, se non le lasci. Oppure poteva anche custodire qualche segreto che sarebbe tornato a svantaggio dell’ingegnere, se fosse stato svelato. Oppure ha lasciato credere che Basilio meditasse una vendetta contro il padrone per via delle sorelle. Così l’ingegnere ha cercato di diradare i suoi incontri con le ragazze. Queste hanno mangiato la foglia. Si sono accorte che c’era di mezzo Vanessa, e hanno deciso di eliminarla.»
«Siamo punto e a capo, dunque, commissario.»
«Proprio così.»
«Che si deve fare?»
«Torneremo alla villa.»
«Ora?»
«Ma che dici! Domani mattina. Questa volta ci faremo mostrare la camera della signora, e faremo una bella perquisizione. Chissà che non salti fuori qualche indizio.»
«Dovremo procurarci un mandato, nel caso che l’ingegnere faccia resistenza.»
«Pensaci tu.»

In paese si era sparsa la notizia della visita del commissario alla villa. La mattina dopo, furono in molti a notare la sua auto che si recava dall’ingegnere. Ma con sorpresa di tutti, questa si fermò prima davanti alla canonica. Jacopetti e Renzi salirono la breve scalinata e suonarono. Aprì don Saverio.
«Questo paese non lo riconosco più. Ci mancava anche questa. Quell’ingegnere deve essere il diavolo» disse, riconoscendo il commissario.
«È uno a cui piacciono le donne, questo è sicuro» rispose lui.
«Io le avevo avvertite, le sorelle Trimonti. Un uomo che non si fa mai vedere in chiesa, non può essere nulla di buono. Metterete nei pasticci vostro padre, e anche vostro fratello, avevo detto loro. Lasciatelo perdere quel dongiovanni. Vi procurerà solo guai.»
«Non l’hanno ascoltata, mi sembra.»
«No, purtroppo. Lo sa, vero, quello che si dice sul loro conto.»
«Me lo immagino. Ma vorrei ascoltarlo dalla sua bocca.»
«Che sono diventate delle poco di buono, le sorelle Trimonti. Salvo Ilde, che è sempre stata una scapestratella, dalle altre proprio non me lo sarei aspettato, anche se le supponevo in tentazione. Una cosa è immaginare che certi fatti accadano, e un’altra saperli accaduti. Che tristezza, che tristezza. Sono diventate lo zimbello del paese. Al bar non parlano d’altro e dicono che, dopo l’ingegnere, toccherà a qualcuno del paese di trastullarsi con le ragazze. Lei m’intende, vero, commissario? Quando si è presa la strada del vizio, è difficile tornare indietro.»
«Che può dirmi della signora Vanessa.»
«Proprio niente. So quello che dicono tutti in paese, che era una bella donna, ma non l’ho mai vista. Ora dicono che è scomparsa; fuggita dalla villa per andare con qualcun altro. Chissà…»
«Lei ci crede?»
«Non posso dire niente. Non conosco il mondo come lei, commissario, ma potrebbe essere andata proprio così. Oggi non ci si capisce più nulla. Una volta non accadevano queste cose.»
«Lo dice anche il padre di Basilio.»
«È stato sfortunato, pover’uomo. La moglie non gli ha mai dato pace. Ha sofferto molto, e la sofferenza conduce alla saggezza. Quello che dice è vero, anche se proprio lui non è stato capace di controllare sua moglie, poveretto.»
«Perché? Che cosa gli è accaduto?»
«Sua moglie se la intendeva con il vecchio padrone. Era una donna leggera. Ecco da chi hanno preso le figlie. Dalla madre, hanno preso.»
«Le donne, quando sembrano felici, non s’accontentano più, e ci fanno dannare l’anima.»
«La Chiesa non è mai stata tenera con le donne.»
«Sbagliando, però.»
«È vero. Ma qualche volta mi cascano le braccia a sentire di certe donne.»
«È colpa degli uomini.»
«Sarà come dice lei, commissario.»
«Per me, la colpa ce l’hanno quasi sempre le donne, invece.» Era Jacopetti. «Sono loro che fanno e disfanno una famiglia. Una donna che non abbia troppi grilli per la testa, fa una famiglia felice. Anche se l’uomo è uno scapestrato, la donna può fare felice una famiglia. La donna ne sta al centro. Condivide, commissario?»
«La sai lunga tu, Jacopetti, sulle donne. Che ne pensa di Basilio, don Saverio?»
«C’è una brutta storia su di lui. Ma è un bravo giovane.»
«Quale storia?»
«Le ho già detto della mamma, che era una donna leggerina e se la intendeva col vecchio padrone.»
«E allora?»
«Basilio si dice che sia figlio del vecchio padrone, non di Sisto.»
«E il padre lo sa?»
«Credo di sì, ma sta zitto, e non ha mai fiatato con alcuno.»
«E Basilio?»
«Basilio sì, lo sa.»
«E da chi lo ha saputo?»
«Forse dalla madre, prima che morisse, in segreto.»
«Non ci credo» disse Jacopetti. «Una madre non fa questo ad un figlio, in punto di morte.»
«Lo dici tu, Jacopetti. Mica sono tutte eguali. Ricordati le tue teorie sulle donne.»
«Uhm.»
Usciti dal pievano, si recarono alla villa, come da programma.
Jacopetti aveva visto giusto, giacché l’ingegnere, prima di farli salire nella camera che era stata occupata da Vanessa, chiese di vedere il mandato di perquisizione.
«Non ci limiteremo a perquisire la camera» disse a quel punto il commissario.
«Fate ciò che dovete» rispose risoluto, ma indispettito, l’ingegnere.
Furono fortunati, così pensarono, poiché, proprio sotto il letto di Vanessa, trovarono una catenina d’oro.
«E questa che cos’è?» fece Renzi, chinandosi. Vi era attaccato un piccolo medaglione.
«Mi pare la foto del fratello» disse Jacopetti.
«Esatto» confermò Renzi. «Si vogliono molto bene.»
«Dev’esserle caduta mentre era indaffarata a preparare le valigie» disse l’ingegnere, che non si era mai allontanato dai due.
«Probabilmente è così. In ogni caso, la portiamo con noi, se non ha niente in contrario.»
«Mi lascerà una ricevuta, però, nel caso che Vanessa la cercasse.»
«Naturalmente.»
Si salutarono.
Sestilio, l’ex fidanzato di Virginia, li avvicinò non appena ebbero varcato il cancello della villa. Si capiva che era stato appostato lì, ad attenderli.
«Se vuole conoscere che cosa ne penso, è stato quel maiale ad uccidere la signora.»
«Chi è lei?»
«Ero il fidanzato di Virginia. Ero, perché quel porco se l’è portata a letto.»
«Non ce l’avrà portata con la forza, immagino.»
«Con la forza no, ma con i soldi sì.»
«Come fa a dirlo?»
«L’ho saputo dalla signora.»
«Dalla signora chi?»
«La signora Vanessa.»
«Che cosa le ha detto.»
«Era venuta da me, per avvertirmi. Mettermi in guardia. Ma che cosa potevo fare? Io sono un povero studente, povero oggi e molto probabilmente povero anche domani, senza nessuna speranza. Come potevo competere con un riccone come lui?»
«Perché, che le ha detto la signora Vanessa?»
«Che colmava di regali Virginia, e mi ha detto anche delle altre due sorelle. Colmava di regali anche loro.»
«E perché è venuta a dire queste cose a lei?»
«Voleva che intervenissi presso Virginia, e, tramite suo, presso le sorelle, affinché lasciassero il padrone.»
«E lei è intervenuto?»
«Da quando mi ha lasciato, Virginia non mi sta nemmeno a sentire. Appena ho aperto bocca, sa cosa mi ha detto?»
«Che cosa?»
«Non sono affari che ti riguardano. Della mia vita, faccio quel che mi pare.»
«Eravate già divisi?»
«Sì.»
«Com’è venuto a sapere che Virginia era diventata una delle amanti dell’ingegnere?»
«Me lo ha detto lei, senza tanti riguardi. Un giorno ci siamo incontrati come al solito. Invece di darmi un bacio, come era sua abitudine, mi si è parata davanti, con un sorriso beffardo. Che c’è?, le ho domandato. Mi ha risposto: sono venuta a dirti che non siamo più fidanzati. Non ti amo più. E perché?, domando io. Perché amo l’ingegnere. Ma se è vecchio, e potrebbe essere tuo padre. Non è vecchio, e poi sono fatti miei. Da questo momento le nostre strade si dividono, non cercarmi più.»
«Si metta l’animo in pace. Succedono queste cose, ma non ci si deve abbattere.»
«È una parola. Io ci contavo. Le volevo bene.»
«E ora le vuole bene?»
«No. Si è messa con un vecchio. Non gliela perdonerò mai.»
«E della signora che cosa può dirmi?»
«Era una bella donna, più bella di Virginia. Non capisco perché l’ingegnere la trattasse a quel modo.»
«La trattasse come.»
«La umiliasse, portandosi a letto le tre sorelle Trimonti.»
«Era diventata sua amica, la signora?»
«Le volevo bene. Dopo che Virginia mi ha lasciato, è stata molto carina con me.»
«Carina quanto.»
«Ci ho fatto all’amore, se è questo che le interessa.»
«Era la sua amante?»
«Ci vedevamo qualche volta.»
«Le ha mai confidato che voleva andarsene dalla villa?»
«No. Era arrabbiata, questo sì, ma non mi ha mai detto che voleva andarsene.»
«E perché l’ingegnere avrebbe dovuto ucciderla?»
«Perché si era messa in mezzo, e non gli dava più pace. Voleva che la finisse con le tre sorelle, e tornasse ad amarla come i primi giorni.»
«Però anche la signora aveva trovato di che consolarsi, mi pare.»
«Era una bella donna, che poteva fare? Una donna umiliata, per giunta.»
«La ringrazio, per ora.»
«Lo arresti, commissario. È lui l’assassino.»
«Troverò l’assassino, se davvero la signora Vanessa è stata uccisa. Ma per il momento non c’è nessun motivo per non pensare che sia fuggita dalla villa. Magari ha trovato qualcun altro, e se n’è andata.»
«È stata uccisa, lo sento.»
«È troppo poco, per arrestare l’ingegnere.»
«Mi ha rovinato, quel maiale.»
«Su, non ci pensi. È giovane, e chissà quante ragazze verranno a farle la corte, ora che è libero. Ne troverà tante migliori di Virginia.»
«È stato il mio primo amore.»
«Non ci pensi più.»
Lo lasciarono che il giovane quasi piangeva.
«Ecco un altro che potrebbe essere l’assassino» disse Jacopetti.
«E perché mai?»
«Per via di Basilio. Ha scoperto che la signora se la intendeva anche con lui, e così, in un accesso di gelosia, l’ha uccisa.»
«Sempre la gelosia.»
«Esplode peggio della bomba atomica, la gelosia. Si deve essere forti per vincerla.»
«Tu lo saresti?»
«Esterina non mi tradirebbe mai.»
«Ne sei proprio così sicuro?»
«Io le basto, non le manca nulla.»
«Sei presuntuoso.»
«No. È la verità. Lei non mi crede, ma io sono un grande amante.»
«Avresti conquistato anche la signora Vanessa, allora.»
«Ne può star certo, commissario. Non mi avrebbe respinto.»
«Urca, come le spari grosse.»
«E della catenina che ne dice?»
«È spezzata.»
«Un brutto segno.»
«Proprio così, Jacopetti. Proprio così.»

The Three Sisters #10

 Back in the office, Jacopetti lingered in Renzi’s room.
“Now I understand why he didn’t kill his sisters,” he said. “He didn’t kill them because he had his own ploy. While Lambertini was indulging himself with the girls, he was at it with the lovely Vanessa. And no doubt that suited her because he’s just the sort of he-man that women fall for.”
“Hmm.”
“Something worrying you?”
“I’m beginning to think Vanessa’s brother is right to be worried.”
“Now you’re talking, sir.”
“Something must have happened at the villa.”
“A murder?”
“Lambertini killed her after they’d had a blazing row. Maybe he was jealous of her affair with Basilio. Then he let everyone believe she’d just gone away.”
“Don’t forget, sir, he was messing about with Basilio’s sisters and had every reason to stay on good terms with him. I think maybe it suited him that Vanessa wasn’t hanging around him all the time and had something going on with the farmer.”
“So you think she went away?”
“The idea that she went away just doesn’t come into it.”
“Jacopetti, what are you getting at?”
“It wasn’t Lambertini.”
“Who was it then? Out with it.”
“Basilio.”
“But didn’t it suit him to make the most of the situation?”
“He could hardly hope to marry a woman like Vanessa.”
“I think they quarrelled over the sisters. After playing around with Basilio for a while, Vanessa found she didn’t care for the situation. Her pride as a woman was hurt. So she asked Basilio to do something to stop the sisters going to bed with their boss. Basilio tried but didn’t succeed so Vanessa threatened him. As long as his sisters went to bed with Vittorio, he’d see no more of her. He could forget about her.”
“They quarrelled and he killed her.”
“Exactly, sir.”
“But it could have been the three sisters.”
“Motive?”
“The same. Jealousy. Vanessa, after her little fling with Basilio, as you say, gets involved. She starts to threaten Lambertini. If you don’t leave them alone, I’ll tell the whole story in the village. That kind of thing. Or maybe she knew some secret that would cause him problems if it got out. Or maybe she led him to believe that Basilio was planning some revenge on him because of the sisters. So Lambertini tried to cut down the number of times he saw the girls. They saw something was up. They knew Vanessa was at the bottom of it and decided to get rid of her.”
“So there we are, sir.”
“So it seems.”
“What do we do next?”
“Go back to the villa.”
“Now?”
“Of course not. Tomorrow morning. This time we’ll have a look in Vanessa’s room and have a proper look round. Something useful may turn up.”
“We’d better get a search warrant in case Lambertini objects.”
“You see to that.”

The news that the police had been to the villa spread through the village and plenty of people noticed Renzi’s car going towards the villa the following morning. To everyone’s surprise, however, it stopped first outside the priest’s house. Jacopetti and Renzi went up the few steps to the front door and rang the bell. Don Saverio opened the door.
“I don’t recognise the village any more,” he said. “This was all we needed. That man in the villa must be a devil.”
“One thing’s for sure,” said Renzi. “He’s a man that likes women.”
“I warned those Trimonti sisters. A man that never comes to church cannot be a good man. I told them they’d give their father grief and their brother as well. I told them to leave that womaniser alone. That he’d only bring them trouble.”
“It seems they didn’t listen to you.”
“Sadly, no. I expect you know what they say about them.”
“I can imagine but I’d like to hear it from you.”
“They say those girls have gone to the bad. Ilde’s always been rather wild but I never expected this of the other two though I supposed they were being tempted. It’s one thing to imagine something, however, and quite another when you know it’s actually happened. It’s so sad, so sad. They’ve become the laughing-stock of the village. They talk of nothing else in the bar and they say that, after Lambertini, it’ll only be a matter of time before other men in the village start playing around with them. You understand me, superintendent? Once you’ve set out on high road to sin, it’s difficult to turn back.”
“What can you tell me about Vanessa?”
“Nothing, I’m afraid. I know what everyone in the village says, that she’s beautiful, but I’ve never seen her. Now they say she’s disappeared, left the villa to go off with someone else. Who knows?”
“Do you believe that?”
“I can’t comment. I don’t know the world as you do, superintendent, but it could be that’s what’s happened. I don’t understand things any more. These things didn’t use to happen.”
“Basilio’s father said the same thing.”
“Poor man, he’s been very unfortunate. His wife was a constant worry to him. He suffered a lot and suffering leads to wisdom. What he says is true even if he was never able to keep his own wife under control, poor soul.”
“What do you mean? What happened?”
“His wife had an affair with the previous owner of the villa. She was a silly woman. She’s the one the daughters take after. They get it from their mother.”
“Women. When they seem happy they’re not satisfied any more and they drive you mad.”
“The Church has never been kind to women.”
“Wrongly, however.”
“That’s true, but sometimes I’m aghast when I hear what they say about some women.”
“Men are to blame.”
“As you say, superintendent.”
“As far as I’m concerned, it’s always the woman’s fault,” said Jacopetti. “They’re the ones who make or break a family. A woman who doesn’t have too much nonsense in her head makes her family happy. The man may be a wastrel but the woman can still keep her family happy. The woman’s at the heart of it. Don’t you agree, sir?”
“You’re the one who knows about women, Jacopetti. What do you think of Basilio, Don Saverio?”
“There’s sad story about him. He’s fine young man, however.”
“What story’s that?”
“I told you about his mother. A frivolous creature who had an affair with the previous owner.”
“What about it?”
“They say Basilio is his son and not Sisto’s.”
“Does Sisto know?”
“I think so, but he says nothing. He’s never breathed a word about it to anyone.”
“What about Basilio?”
“He knows.”
“Who told him?”
“Possibly his mother. Secretly, before she died.”
“I don’t believe it,” said Jacopetti. “A mother wouldn’t do that to her son on her deathbed.”
“So you say, Jacopetti, but women aren’t all the same. Remember your theories about them.”
Jacopetti grunted.
They left the priest’s house and made their way to the villa, as planned. Jacopetti had been right. Lambertini asked to see their search warrant before he led them up to the room that had been Vanessa’s.
“We won’t only be searching the bedroom,” said Renzi.
“Do what you have to do.” Lambertini was calm but clearly irritated.
They were lucky, so they thought, because they found a gold chain under Vanessa’s bed.
“What’s this?” said Renzi, bending down.
There was a small locket attached to the chain.
“It looks like a photo of her brother,” said Jacopetti.
“You’re right,” Renzi agreed. “They’re very fond of each other.”
“It must have fallen off when she was busy packing,” said Lambertini who had stayed with them.
“Very likely. In any case, we’ll take it with us if you have no objection.”
“Fine, but I’ll want a receipt in case Vanessa comes looking for it.”
“Of course.”
They said goodbye. Sestilio, Virginia’s ex-boyfriend, approached them as soon as they’d gone though the gates. They could see he was there for a reason and had been waiting for them.
“If you want to know what I think, it was that brute that killed Vanessa,” he said.
“Who are you?”
“I used to be Virginia’s boyfriend, until that pig got her into bed.”
“He didn’t get her there by force, I suppose.”
“No, not with force. With money.”
“Why do you say that?”
“The woman told me.”
“What woman?”
“Vanessa.”
“What did she tell you?”
“She came to see me, to warn me. Put me on my guard. But what could I do? I’m a student. I’ve got no money now and very probably none in the future. No hope of ever having money. How was I supposed to compete with someone as rich as him?”
“Why, what was it she told you?”
“That he was showering Virginia with presents. She told me about the other sisters too. He was giving them loads of presents as well.”
“Why did she come and tell you?”
“She wanted me to say something to Virginia and through her, to her sisters, to get them to leave their boss alone.”
“And did you?”
“Once she’d dumped me, Virginia wouldn’t even listen to me. Guess what she said as soon as I opened my mouth.”
“What?”
“That it was none of my business. She said she could do what she liked with her life.”
“You’d already split up?”
“Yes.”
“How did you find out Virginia was one her boss’s lovers?”
“She told me herself. Straight out. We met up as usual one day. Instead of giving me a kiss as she usually did, she just stood there with a stupid grin on her face. I asked her what was up. She said she’d come to tell me we were finished, that she didn’t love me any more. I asked why. Because I love my boss, she said. I said, but he’s ancient, he could be your father. He’s not old, she said, and in any case, that’s my business. From now on, she said, we have nothing more to do with each other. Don’t come looking for me, she said.”
“Don’t take it so much to heart. These things happen. You don’t need to feel too upset.”
“Those are just words. I depended on her. I loved her.”
“Do you still love her?”
“No I don’t. She went to bed with an old man. I’ll never forgive her for that.”
“What can you tell me about Vanessa?”
“She was beautiful. Better looking than Virginia. I don’t understand how that man could treat her like that.”
“Like what?”
“Humiliating her by going to bed with all three of the sisters.”
“Were you and she friends?”
“I loved her. After Virginia left me, she was very good to me.”
“What does that mean?”
“We had sex, if that’s what you’re interested in.”
“She was your lover?”
“We saw each other now and again.”
“Did she ever tell you she wanted to leave the villa?”
“No she didn’t. She was angry, certainly, but she never said she wanted to leave.”
“And why would Lambertini have killed her?”
“Because she’d got involved and was always on at him. She wanted him to finish with the sisters and go back to loving her like at the beginning.”
“She seems to have found consolation, however.”
“She was an attractive woman. What was she supposed to do? She’d been made a fool of as well.”
“Well, that’s all for the moment. Thank you.”
“Arrest him, superintendent. He’s the murderer.”
“If Vanessa has in fact been murdered, I’ll find the killer, but at the moment there’s no reason to think she didn’t just go away. Chances are she found someone else and went off with him.”
“I just have this feeling she’s been killed.”
“That’s hardly enough to justify arresting him.”
“He’s ruined my life, the bastard.”
“Come on, don’t think about it any more. You’re young and any number of girls will be after you now you’re on the loose. You’ll find lots better than Virginia.”
“She was my first love.”
“Don’t think about her any more.”
The boy was near to tears as they left.
“That’s another one that could be the murderer,” said Jacopetti.
“How do you make that out?”
“Because of Basilio. He found out Vanessa was at it with him too. So he killed her in a fit of jealousy.”
“Jealousy again.”
“It’s more explosive than an atom bomb. You have to be strong to cope with jealousy.”
“Would you be?”
“Esterina would never be unfaithful.”
“You’re quite sure about that, are you?”
“I’m all she needs. She doesn’t need anything else.”
“You’re very sure of yourself.”
“No, it’s the truth. You don’t believe me but I’m a great lover.”
“You could have had Vanessa in that case.”
“I certainly could, sir. She wouldn’t have said no.”
“Good grief, what rubbish you talk.”
“What about the necklace, sir?”
“It’s broken.”
“A bad sign.”
“Quite so, Jacopetti. Quite so.”

 

 


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Invito tutti a non inviarmi più libri in lettura. Per mancanza di tempo, e dall'11 novembre 2013 anche di salute, non posso più accontentare nessuno. Così pure vi prego di non invitarmi a convegni o presentazioni di libri. Chiedo scusa.
Bart