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Giallo: Le tre sorelle/A detective story: The Three Sisters (Trad. Helen Askham) #2/14

16 Luglio 2008

di Bartolomeo Di Monaco
[Per le altre sue letture scorrere qui. Il suo blog qui.]

In calce il testo inglese

Le tre sorelle #2

Le case dei contadini, tre per la precisione, si allungavano sul lato sinistro della villa, a poca distanza l’una dall’altra. La più grande era quella occupata dalla famiglia di Ilde. Dietro avevano le stalle.
Quando la sera tardi anche Virginia rientrò dalla villa, si radunarono intorno alla tavola, dove già sedeva il padre. La madre era morta qualche anno prima.
«Che te ne sembra del padrone?» domandò Carlotta.
«Gli piacciono le donne. Questo è sicuro» rispose Ilde.
«Gli piaci anche te?»
«Sì.»
«Allora fai attenzione. I padroni son tutti uguali, e questo è galletto come l’altro. Bada che tenga le mani a posto» disse Basilio.
«So badare a me.»
«Ma con l’altro padrone…»
«Che vuoi dire?» si risentì.
«Finitela» intervenne Carlotta. «Con l’altro padrone non è successo nulla.»
«Ma le mani addosso gliele metteva.»
«Toccare non è come fare all’amore.»
«Ti piaceva, però.»
«Sì, mi piaceva, ma non ci ho fatto all’amore.»
Il padre era quasi sordo del tutto, e perciò potevano parlare liberamente, ed anche ad alta voce.
«E tu, Virginia, che ne pensi?»
«Mi pare una persona perbene.»
«E quella donna che ha con sé?»
«È stata molto gentile.»
Virginia era forse la più bella. Un bocciolo, con i suoi diciotto anni. Il padrone ne era rimasto colpito.
«Bada a te, Virginia. Gli uomini sono lupi» disse Carlotta, che aveva il carattere più forte, anche più forte di quello di Basilio, che era irascibile e impulsivo, invece.
Tutte e tre le sorelle avevano una loro particolare bellezza, e se Virginia si poteva dire la più bella, grazie anche alla giovane età, le altre restavano ugualmente belle. Era un bel giovanotto anche Basilio, robusto e alto come suo padre. La gente diceva che in quella famiglia era caduto un buon seme, e anche i figli dei figli, c’era da scommetterci, diceva, sarebbero stati belli come loro, chissà per quante generazioni. Ilde era la più irrequieta; non si riusciva a controllarla del tutto, e Carlotta ci perdeva la pazienza, perché a Ilde piacevano gli uomini, non lo nascondeva, e non le importava se fossero belli o brutti. Non si era certi se il vecchio padrone fosse riuscito a farle la festa, ma chiacchiere in giro ce n’erano, e Carlotta non aveva saputo scucire la verità dalla bocca della sorella, che era furbissima, avendo preso dalla madre, che era stata una donna bella, e aveva avuto molti ammiratori, e si mormorava perfino che più d’uno fosse riuscito a godersela sotto le lenzuola. Basilio e le sorelle conoscevano bene queste dicerie.
«Speriamo di non essere caduti dalla padella nella brace» disse Basilio che, poiché l’ora si era fatta tarda, si alzò.
«Andiamo a letto, babbo?» Alzò la voce per farsi udire, e Sisto, il padre, lo seguì per le scale che conducevano alle camere. Poco dopo anche le tre sorelle, dopo avere finito le ultime faccende, si ritirarono.

Le voci sulla madre erano corse anche perché tra i due sposi c’era una differenza di età di quasi trent’anni. Quando si erano sposati, lei ne aveva poco più di venti, mentre Sisto toccava i cinquant’anni. Ora si avvicinava agli ottanta, ed era malridotto.
Si raccontava che i padroni della villa se la portassero a letto, e lei non si facesse pregare due volte. L’ultimo in specie, che era anche un bell’uomo. Si mormorava che Basilio fosse suo figlio. Basilio conosceva questa voce, e perciò si era attaccato di più al vecchio, immaginandone le sofferenze patite. Sisto era stato un uomo mite, e la sua forza l’aveva messa a disposizione del lavoro, anziché della prepotenza. Facile approfittare di lui. Anche per la sua sposa era stato facile, che non aveva briglie, e non le voleva.
La mattina, videro comparire sull’aia il nuovo padrone. Portava con sé Vanessa, che indossava dei jeans ed una camicetta molto scollata.
«Sono venuto a vedere i cavalli» disse.
Basilio si tirò su le bretelle.
«Venite, per di qua.»
Si è già detto che le stalle, molto grandi, si trovavano dietro le case dei contadini. Vi erano mucche, maiali, e molte specie di animali da cortile, che vagavano per l’aia.
Vittorio entrò a carezzare i cavalli. Due di essi erano da sella, maschio e femmina, e avevano un puledro.
«Questo qui è nato a gennaio. Somiglia al padre Morello. Faccia attenzione quando monta Morello. Di lui non ci si può fidare. Quando meno ci si aspetta, s’inalbera. Qualche volta, mentre corre, si ferma, e si va giù, se non si è pronti e non lo si conosce bene. All’altro padrone avevo consigliato tante volte di venderlo e prenderne uno più mite, ma ci s’era affezionato. Ora toccherà a lei decidere se tenerlo o cambiarlo. Stella, invece, è un’altra cosa. È prevedibile. Ci si può fidare.»
«È deciso» disse Vittorio, guardando Vanessa. «Tu cavalcherai Stella, e Morello se la vedrà con me. Si deciderà poi se tenerlo o, come suggerisci tu, Basilio, se sarà meglio sbarazzarsene.»
«Ha bisogno ancora di me, ingegnere?» Basilio mostrava di avere fretta di ritornare alle sue faccende.
«No» disse il padrone, e prese sottobraccio Vanessa. «Vado a conoscere anche gli altri. Dove posso trovarli?»
«Qualche donna è a casa. Gli uomini sono in giro, invece, chi nei campi, chi nel bosco.»
«Sarà come fare una passeggiata, allora. Oggi fammi trovare pronti Stella e Morello. Diciamo verso le quattro. Sei d’accordo, Vanessa? Faremo un giro nella proprietà.»
«Alle quattro saranno pronti» rispose Basilio, che si allontanò.
«Un po’ scorbutico» commentò Vanessa.
«Un po’ ribelle. Conosco questi tipi. Vorrebbero essere loro i padroni. Purtroppo non possono esserlo tutti, e qualcuno deve fare il servo. È toccato a lui, come a tanti altri, e dovrà rassegnarsi.»
«Mi sembra uno che covi del rancore.»
«Non certo verso di me. Ci conosciamo da così poco tempo.»
«Non ti devi fidare di lui. È un tipo che non mi piace.»
«E le sorelle ti piacciono?» Lo disse sorridendo.
«Piacciono a te! Questo è sicuro.»
«Sono delle belle donne, non puoi negarlo nemmeno tu.»
«Perché dici: nemmeno tu?»
«Perché sei gelosa. Sei bella, ma anche molto gelosa. A me, non me la fai.»
«Stai lontano da loro.»
«Sapevo che me lo avresti detto.»
«Guai a te, se te la fai con qualcuna di loro.»
«Con chi potrei incominciare? Vediamo. Ilde è proprio un bocconcino…»
«Quella è una che non ci pensa due volte a venire a letto con te.»
«Ma è Carlotta che mi attira di più. Quella si sente una fortezza.»
«Né Carlotta né Virginia, né quella puttanella di Ilde, almeno finché ci dormo io nel tuo letto.»
Intanto, avevano visto gente nei campi. I contadini, due uomini e una donna, quando si accorsero di loro, si fermarono. Vittorio li salutò, s’intrattenne, presentò Vanessa, e quindi s’incamminarono in direzione del bosco.
«È un paradiso» disse Vittorio.
Vanessa gli diede un bacio.
«Sì, qui staremo bene. Lo sento.»
«Un’estate così, non la dimenticheremo mai.»
«Ti farò impazzire.»
«Sono già pazzo di te.»
Lei si appoggiò ad un albero, e Vittorio la baciò.
 

 The Three Sisters #2

The farm workers’ houses, three of them to be exact, stretched out a short distance from each other on the left side of the villa. Ilde’s family lived in the biggest one. The farm buildings were behind.
When Virginia got home late that evening, they all gathered round the table where Sisto, their father, was sitting. Their mother had died some years before.
“What’s the new owner like then?” asked Carlotta.
“He likes women, that’s for sure,” Ilde replied.
“You too?”
“Oh yes.”
“Watch out then,” said Basilio. “Bosses are all the same and this one’s a lech like all the rest of them. Make sure he keeps his hands to himself.”
“I know how to look after myself.”
“What about the last boss?”
“What do you mean?” Ilde was irritated.
“Shut up, Basilio,” said Carlotta. “Nothing happened with the old boss.”
“He touched her up.”
“That’s not the same as having sex.”
“You liked it though.”
“Yes I did but I didn’t have sex with him.”
Their father was almost stone deaf and they could talk freely, even loudly.
“What did you think of him, Virginia?”
“He seems a decent sort.”
“And the woman he’s got with him?”
“She was very nice.”
Virginia was perhaps prettiest of the sisters, a budding beauty, just eighteen years old. Vittorio Lambertini had been very struck by her.
“Take care, Virginia,” said Carlotta. “Men are after just one thing.”
In character, Carlotta was the strongest, stronger even than Basilio who was bad-tempered and hasty. Each of the three sisters had her own kind of looks and though Virginia might be called the prettiest because she was so young, the other two were just as good-looking. Basilio too was a handsome young man, tall and strong like his father. People said the family had come from good seed and that their children’s children would surely be good-looking for generations to come.
Ilde was the most restless. No one could keep her under control all the time and Carlotta would lose patience with her because Ilde liked men and didn’t attempt to hide the fact. She didn’t care if they were handsome or not. No one knew for sure if their former boss had had sex with her but there was gossip. Carlotta had never managed to get the truth out of her sister because Ilde was too cunning for that. Ilde took after her mother who’d been a very attractive woman with many admirers and rumoured to have had numerous lovers. Basilio and his sisters were well aware of what people said about her.
“Well, let’s hope we haven’t fallen out of the frying pan into the fire,” said Basilio as he got up. It was late. “Bedtime, dad,” he said loudly, so his father would hear.
The old man followed him up the stairs that led to the bedrooms. The three sisters finished the last of their chores and went to bed soon after.

The rumours about their mother had circulated partly because there had been an age difference of almost thirty years between her and her husband. When they were married, she had been little more than twenty and Sisto fifty. Now he was almost eighty and in poor health. What the gossips said was that successive owners of the villa had taken her to bed and that she had been more than willing. The most recent of these had been a good-looking man and people said that Basilio was his son. Basilio was aware of what they said and had become all the more attached to Sisto, knowing how much the old man had suffered on that account. Sisto was a mild man who had put all his strength into his work, never into being a bully. It was easy to take advantage of him and his wife had done just that. She’d had a free rein and had liked it that way.
In the morning they saw Vittorio coming into the farmyard. With him was Vanessa in jeans and a low-cut T-shirt.
“I’ve come to see the horses,” he said.
Basilio hitched up his braces. “This way.”
The buildings behind the farm workers’ houses were large. Cows, pigs and a variety of other farm animals were wandering round the yard. Vittorio went into the stable to pat the horses. There were two for riding, a male and a female, with their foal.
“He was born in January,” said Basilio. “He looks like his sire, Morello. Be careful when you get on Morello. You can’t trust him. He rears when you least expect it and he sometimes stops dead in the middle of a gallop. He’ll throw you if you’re not ready for him and don’t know him well enough. I advised the last owner over and over again to sell him and buy a gentler animal but he was fond of him. You’ll have to decide whether to keep him or get another. Stella’s not like him. She’s always the same. Reliable.”
“Right,” said Vittorio, looking at Vanessa, “you can ride Stella, and Morello will have me to contend with. Then we’ll decide whether to keep him or whether it would be better to get rid of him as you suggest.”
“Is there anything else you want me for, sir?” It was clear Basilio was in a hurry to get back to work.
“No thanks,” said Vittorio, tucking Vanessa’s arm under his own. “I’ll go and meet the others. Where will I find them?”
“Some of the women are at home but the men are out in the fields or in the wood.”
“It’ll be a nice walk then. Get Stella and Morello ready for us today. About four, let’s say.
Is that all right with you, Vanessa? We’ll make a little tour of the property.”
“They’ll be ready at four,” said Basilio as he turned to go.
“Rather a prickly character,” Vanessa observed.
“Something of a rebel. I know the type. They’d rather be in charge. Unfortunately, not everyone can be and someone has to be the servant. That’s his place in life, as it is for most folk, and he’ll just have to put up with it.”
“He seems to me like someone who nurses his wrath.”
“Certainly not towards me. We’ve only just met.”
“Don’t trust him. I don’t like his type.”
“What about his sisters? Do you like them?” He said this with a smile.
“You like them. That’s clear.”
“They’re very attractive women, even you can’t deny that.”
“Why do you say even me?”
“Because you’re jealous. You’re beautiful and also very jealous. Don’t be like that with me.”
“Then stay away from them.”
“I knew you’d say that.”
“I’m warning you. Don’t mess about with any of them.”
“Which one should I start with, I wonder. Ilde? She’s rather desirable.”
“She’s the type that wouldn’t think twice about going to bed with you.”
“Actually it’s Carlotta I find most attractive. There’s strength there.”
“Not with Carlotta, not with Virginia and not with that little bitch Ilde. Not as long as I’m around.”
As they were talking, they had seen people, two men and a woman, working in the fields. They stopped when they saw Vittorio and Vanessa. Vittorio went to chat to them and introduce Vanessa and then they walked towards the wood.
“It’s a paradise,” said Vittorio.
Vanessa gave him a kiss. “It is. We’ll be happy here. I feel it,” she said.
“We’ll never forget this summer.”
“I’ll drive you mad.”
“I’m mad already. Mad about you.”
Vanessa leaned back against a tree and Vittorio kissed her.

 


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Invito tutti a non inviarmi più libri in lettura. Per mancanza di tempo, e dall'11 novembre 2013 anche di salute, non posso più accontentare nessuno. Così pure vi prego di non invitarmi a convegni o presentazioni di libri. Chiedo scusa.
Bart