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Giallo: Le tre sorelle/A detective story: The Three Sisters (Trad. Helen Askham) #3/14

17 Luglio 2008

di Bartolomeo Di Monaco
[Per le altre sue letture scorrere qui. Il suo blog qui.]

In calce il testo inglese

Le tre sorelle #3

 Alle quattro del pomeriggio, erano in sella a Stella e a Morello. Basilio aveva condotto fuori i cavalli e se n’era andato via subito. Vanessa, vestita da amazzone, sembrava ancora più bella. Galoppava e teneva i capelli sciolti. Vittorio le cavalcava a fianco. La proprietà era immensa, soprattutto il bosco sembrava non finire mai. A un tratto, ai castagni subentrarono i pini, poi tornarono i castagni. Ora andavano al passo, e si godevano la frescura. Morello diede uno scarto.
«Che ti prende?» fece Vittorio, che gli passò una mano sul collo. «Buono, buono Morello.» Stella mandò uno sbruffo, batté uno zoccolo per terra, una, due volte.
«Questi due se la intendono.»
«Sono innamorati» disse Vittorio.
«Ha ragione Basilio. Morello è pericoloso. Finirà che ti romperai l’osso del collo.»
«Non sono un principiante. Ne ho tenuti a bada di cavalli, io. Anche peggiori di questo.»
Morello stava immobile, ora. Stella si era calmata, allungò il muso verso il compagno, lo strusciò come offrisse una carezza. Morello batté gli occhi. Stella aprì le labbra, mostrò la chiostra dei denti. Morello la toccò col suo muso.
In cima alla collina, dove giunsero di lì a poco, era sistemato un capanno di cacciatori, fatto costruire da uno dei precedenti proprietari, non dall’ultimo che, essendo anch’egli cacciatore, lo aveva però conservato.
Scesero da cavallo. Vanessa volle entrare. Era un appostamento per una sola persona. In due si stava stretti.
«Vieni, entra» gli disse.
«Fatti più in là.» Lei andò a sedersi su di uno sgabello. Lui si affacciò alla piccola finestrella. Da lassù, si dominava un tratto dell’autostrada Firenze mare e della vecchia via pisana.
«Vieni a vedere» disse, rivolgendosi a Vanessa, che si era già alzata. Guardandola, Vittorio non poté fare a meno di accarezzarla. Era davvero bella.
«Tieni a posto le mani» disse lei, scherzando. Vittorio era già arrivato a toccarle il seno, non grande, ma sodo, coi capezzoli già eretti.
«Senti, senti» fece. Lei arrossì.
«No, qui no» disse. «Si soffoca.»
Ma lui la fece inginocchiare.
«Sei troppo bella per non amarti anche qui.»
«E se viene qualcuno?»
«Chi può venire?»
«Un contadino, per esempio.»
«Non verrà nessuno. E poi, peggio per lui, se vede. Si rifarà con la sua donna, se ce l’ha, quando torna a casa.»
«Non mi sento sicura.»
«Non fare tante storie.»
Lei si accostò a lui e lo amò.

Uno dei figli degli altri contadini, di nome Sestilio, studente universitario, faceva una corte spietata a Virginia, la sorella di Basilio.
Ilde ci si divertiva, la sera, a prenderla in giro.
«La santarellina. Prima o poi, caro il mio Basilio, se perdi ancora il tuo tempo a stare con gli occhi addosso a me, ti ritroverai presto con un bel cognatino in casa, ancora studente, e ci toccherà sfamarlo noi, perché suo padre lo scaccerà, se non finisce gli studi.»
Virginia reagiva.
«Sestilio è un bravo ragazzo, ma io non lo sposo.»
«Si dice tutte così la prima volta. Ma l’uomo piace, e se il tuo sangue è come il mio, non gli ci vorrà molto, a Sestilio, per prendersi la tua sottana.»
Carlotta cercava di frenare le malizie di Ilde.
«Badaci te, invece, alla tua sottana, perché ci penserà tuo fratello, sennò, a cucirtela addosso, non è vero, Basilio?»
Basilio, quando si scherzava su queste cose, aveva sempre la coda di paglia. La verità era che considerava tutte le donne portatrici solo di guai, e sempre disponibili quando si trattava di andare a letto con un uomo. Aveva in mente sua madre, e il pasticcio che aveva combinato, mettendolo al mondo. Gli bruciava. Per suo padre, innanzitutto, e poi anche perché, se era vero che era figlio dell’ultimo padrone, quella villa e tutta la proprietà erano più sue che del nuovo padrone, e l’altro non avrebbe dovuto venderle, bensì tenere conto che aveva un figlio contadino.
«Sì, devi starci attenta, Virginia, anche a Sestilio, sebbene sia un bravo ragazzo. Un uomo cerca sempre quello in una donna, e non è contento finché non l’ha ottenuto.»
«Anche tu sei così?» domandò Virginia, fissandolo negli occhi.
«Sì» rispose lui.
«E a chi hai fatto la festa, allora?» Era Ilde, naturalmente.
«A una come te.»
«Ma non ti vergogni, Basilio?» intervenne Carlotta.
«Non scherzo quando vi dico che se vi trovo a fare sconcezze prima del matrimonio, dovrete fare i conti con me. Prima ammazzo lui, e poi ce n’è un corbello per voi. Ci siamo intesi?»
«Perché non ti sposi?» disse all’improvviso Ilde. «Così non stai sempre a spiarci, e impari ad apprezzare le donne. Non è vero, Carlotta, che se si sposa, impara a volerci un po’ più di bene, a noi donne?»
«Siamo dolci come il miele, se ci sai prendere.»
 

The Three Sisters #3

 By four o’clock in the afternoon they were out riding. Basilio had led Stella and Morello out and then gone away at once. Vanessa looked even lovelier in her riding gear. Her hair streamed behind her as she galloped, Vittorio at her side. The property was large and the woods seemed endless. Chestnut trees would suddenly give way to pines and then the pines to chestnut trees. Here they slowed to a walk enjoying the cool air. Morello suddenly sidestepped.
“What’s the matter?” said Vittorio, patting the horse’s neck. “Good boy, Morello, good boy.”
Stella sneezed and stamped a hoof once, twice.
“They’ve got something going on,” said Vanessa.
“They’re in love.”
“Basilio’s right. Morello’s dangerous. You’re going to end up breaking your neck.”
“I’m not a beginner. I’ve kept horses in order before. Some worse than this one.”
Morello was standing still once more and Stella was quiet. She stretched out towards her companion and rubbed him affectionately. Morello blinked. Stella opened her mouth and showed her teeth and Morello nuzzled her.
Soon after that, they reached the top of the hill where there was a hunter’s hut built by a previous owner, not the most recent one, but he’d kept it as he also had enjoyed shooting. They dismounted and Vanessa wanted to go in. There was room for one person but with two people it was a tight squeeze.
“You come in too,” she said.
“Move further in.”
Vanessa went and sat on a stool. Vittorio looked out of the window. From there he could see a stretch of the motorway going from Florence to the sea and some of the old road to Pisa.
“Come and have a look,” he said, turning to Vanessa who had stood up again. As he looked at her, he couldn’t help caressing her. She was lovely.
“Keep your hands to yourself,” she said jokingly.
Vittorio was touching her breasts, not large but firm, with the nipples already erect.
“Aha,” he said, “what’s this?”
She blushed. “No, not here,” she protested. “We’ll suffocate.”
But he made her kneel down. “You’re too beautiful. I can’t not make love to you here.”
“What if someone comes?”
“Who’s going to come?”
“A farm worker maybe.”
“No one’ll come. And if someone sees us, so what? He’ll go and do the same thing to his own woman, if he has one, when he gets home.”
“I don’t feel safe.”
“Don’t talk nonsense.”
She leant towards him and made love to him.

One of the sons of the other farm workers, a university student called Sestilio, was in persistent pursuit of Basilio’s sister Virginia. Ilde enjoyed teasing her about him.
“What a little goody-goody she seems,” she said one evening, “but watch out, Basilio. If you carry on wasting your time keeping an eye on me, you’ll soon find yourself with a nice little brother-in-law in the house. Still a student and we’ll have to feed him because his father’ll throw him out if he doesn’t get his degree.”
Virginia was stung. “Sestilio’s nice but I’m not going to marry him.”
“All the girls say that at first. But you like him and if you’re anything like me, it won’t take him long to get your knickers off.”
Ilde was being mischievous and Carlotta tried to stop her. “You watch out for your own knickers or your brother’ll sew you into them. Isn’t that right, Basilio?”
Basilio always felt suspicious and uneasy when they joked about such things. The fact was he believed women caused nothing but trouble and were always willing to go to bed with a man. It was his mother he had in mind and the problems she had caused by bringing him into the world. The thought grieved him on his father’s account, in the first place, but also made him bitter. If it was true he was the son of the last owner, he had more right to the villa and all the rest of the property than this new owner had. The last owner shouldn’t have sold it but should have recognised the rights of his son the farm worker.
“It’s true, Virginia, you’ve got to be careful, even with Sestilio, even though he’s a good lad. A man’s always after one thing from a woman and he’s not happy till he’s got it.”
“Is that what you’re like?” asked Virginia, staring at him.
“Yes,” he replied.
“And who have you had it off with?” It was Ilde, of course, who asked the question.
“With a girl like you.”
Carlotta was shocked. “Basilio! How can you say such a thing?”
“I’m not joking,” he said, speaking to all three of them. “You’ll have me to deal with if I find you’ve been up to any dirty business before you get married. First I’ll kill him and then it’ll be your turn. Do we understand each other?”
“Why don’t you get married?” asked Ilde suddenly. “That way you wouldn’t be spying on us all the time and you’d learn to appreciate women. Isn’t that right, Carlotta? Don’t you think he’d start to be fonder of us women?”
“We’re all sweetness and light if you know how to handle us.”

 


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Invito tutti a non inviarmi più libri in lettura. Per mancanza di tempo, e dall'11 novembre 2013 anche di salute, non posso più accontentare nessuno. Così pure vi prego di non invitarmi a convegni o presentazioni di libri. Chiedo scusa.
Bart