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Giallo: Le tre sorelle/A detective story: The Three Sisters (Trad. Helen Askham) #5/14

19 Luglio 2008

di Bartolomeo Di Monaco
[Per le altre sue letture scorrere qui. Il suo blog qui.]

In calce il testo inglese

Le tre sorelle #5

Sestilio fermò Virginia, mentre questa stava recandosi alla villa. La chiamò a voce alta, poiché vide che correva.
«È tardi, Sestilio.» In realtà non erano ancora le cinque del pomeriggio.
«Da qualche tempo mi sfuggi. Da quando è venuto il nuovo padrone, sei cambiata.»
«Sono sempre la stessa.»
«Sono due giorni che vengo a cercarti, e tuo padre mi risponde che sei alla villa.»
«Non devo rendere conto a te di quel che faccio.»
Sestilio era un bel ragazzo, di donne ne avrebbe trovate a bizzeffe, ma aveva posato gli occhi sulla bellezza tenera di Virginia. Aveva due anni più di lei.
«Io ti amo, Virginia.»
«E io non sono sicura. Sono ancora una bambina, non lo vedi?»
«Da quando c’è il nuovo padrone, non sei più la stessa.»
«Ma che ti metti in testa, scemo. Potrebbe essere mio padre.» Camminavano in fretta e Sestilio le stava a fianco.
«Quello è uno a cui piacciono le donne. Lo sanno già tutti in paese.»
«Ti dico che potrebbe essere mio padre.»
«Dimmelo, se non mi ami più.»
«Quando mai te l’ho detto di amarti.»
«Tante volte.»
«Vaneggi. Non me lo ricordo.»
Sestilio l’afferrò per un braccio, lei si voltò verso di lui, non abbassò gli occhi. Sestilio voleva dire qualcosa, ma non disse niente. Tornò indietro.
Nell’ingresso l’attendeva Vittorio. Aveva visto tutto da dietro i vetri.
«È il tuo ragazzo?»
«No.»
«Meglio così. Sei troppo giovane per complicarti la vita.»
«Sestilio mi rispetta. È un bravo giovane.»
«Anche tu sei una brava giovane, e sei anche bella. Ti meriti molto dalla vita.»
«La vita non mi darà niente di più di quello che ha dato ai miei. So qual è il mio posto.»
«E quale sarebbe?»
«La serva. Non lo vede da sé? Ho studiato, sperando di migliorare. E così anche le mie sorelle e Basilio, e siamo invece restati servi e contadini.»
«Non ti piace?»
«No che non mi piace. A lei piacerebbe?»
«Ma tu sei bella, e con la bellezza si può ottenere molto dalla vita. La bellezza certe volte vale più del denaro.» Virginia ci sperava.
«Staremo a vedere, ingegnere.» Si avviava in cucina. Vittorio la seguì.
«Non devi essere triste. Sono sicuro che avrai fortuna.»
«Se sposo Sestilio o uno come lui, mi dice come può cambiare la mia vita?»
«Non mettere limiti alla Provvidenza.»
«Questa è solo una bella frase piena di niente.»
«Uhm… Sei di malumore stasera. Hai litigato con tuo fratello?»
«Lei non lo conosce Basilio.»
«Perché, è troppo buono per litigarci?»
«Troppo buono!? Si vede proprio che non lo conosce. Con Basilio non si litiga, perché quando si arrabbia è una bestia. Non ragiona. Nessuno ci litiga, né in casa né in paese. Lo temono tutti e lui ha rispetto solo per suo padre.»
«E di voi?»
«Ci vuole bene, ma è pronto ad alzare le mani, se occorre.»
«Lo sa che quel giovanotto ti fa la corte?»
«Sì.»
«E che dice? È contento?»
«Mi mette in guardia contro gli uomini.»
«Questa poi! E lui non è un uomo? È fidanzato?»
«No.»
«Dovrebbe fidanzarsi, allora. Si calmerebbe.»
«Perché, lei considera le donne dei tranquillanti?»
«Non dico questo, ma una donna sa quietarlo, un uomo.»
«E come lo quieta?»
Vittorio le si accostò, la guardò negli occhi.
«Davvero non lo sai?»
«Mi lasci lavorare, se no si fa tardi.»
«Non è questo il tuo lavoro, ora.»
Virginia fece per voltarsi e tornare vicino al tavolo, Vittorio la prese per un braccio, ma proprio in quel momento comparve Vanessa.
«Io sono pronta per uscire» disse. «E tu?»
«Sono pronto anch’io.»

«Caro Basilio, ho paura che prima o poi qualcuno faccia la festa alle tue belle sorelline» disse qualcuno, una sera che Basilio era andato al bar del paese, dove aveva degli amici. Alcuni, quando occorreva, venivano ad aiutarlo nel lavoro dei campi. Il paese era ancora prevalentemente composto di contadini. Certuni lavoravano in proprio e possedevano i macchinari necessari: mietitrici, trattori, e perfino una grossa macchina per raccogliere il granturco.
«Nemmeno a me piace come stanno mettendosi le cose» rispose Basilio.
«Non te ne avere a male se ti dico che le tue sorelle vanno a cercarseli i guai» disse un altro.
«Ma non succederà mai quello che pensate.»
«Questo si dovrà vedere. Perfino Virginia è cambiata, che sembrava lontana da quei pensieri.»
«Virginia è una donna, ora, non è più una ragazzina.»
«Per questo ti sei messo a fare il cane da guardia» disse un altro, ridendo. «Ma è difficile anche per un mastino come te, tenerle a bada tutte. Qualcuna ti scapperà dal pollaio.»
«Chi tocca le mie sorelle, senza essere passato prima da me a chiederle in sposa, farà una brutta fine. Questo le mie sorelle lo sanno bene. E lo sapete anche voi.»
«Ma non siamo noi che devi avvisare. La volpe sta vicino a casa tua, non qui in paese.»
«Uomo avvisato, mezzo salvato. Lo conoscete il proverbio.»
«Bisogna vedere se anche a Milano lo conoscono.»
«Questo proverbio lo conoscono dappertutto, a Montuolo, come a Nuova York.»
«Va là che ti prendono in giro. Non devi scaldarti, Basilio.» Un altro amico gli si era avvicinato e gli batteva una mano sulla spalla. Basilio stava ritto davanti al bancone.
«Io non mi preoccuperei però di Virginia, ma di Ilde, che non si fa domare da nessuno, nemmeno da te, Basilio. Quella, non lo so se è ancora vergine.»
«Bada a come parli.»
«Buono, buono. Che ti prende? Non lo sai come va il mondo oggi? Se una donna arriva vergine al matrimonio, il marito deve preoccuparsi, perché significa che non vale niente. Oggi la moda è questa, ti piaccia o no. E di Ilde tutti parlano bene, mica male. Ilde se la sposerebbero in tanti, non è vero?» Quello che parlava si voltò verso gli altri compagni.
«Eheee…» fecero tutti in coro, ridendo.
«Sul serio che se la sposerebbero. Soltanto che Ilde mira in alto, e non le piace fare la contadina per tutta la vita. Questo lo sappiamo perché ce lo ha detto, mica una volta sola. Voglio fare la signora, ci ha detto, e prima o poi il gonzo coi soldi, lo trovo. Una volta lo ha detto qui, davanti a tutti noi. Non è vero, ragazzi?» Si voltò un’altra volta per avere il consenso di tutti. Si ripeté il coro.
«Quella Ilde, è una sognatrice. Mi dà più di un pensiero» disse Basilio.
«L’unica di cui ti puoi fidare, forse è Carlotta. Ma chi può dire che cosa passa per la testa di una donna. Sauro, il fidanzatino, pare che non sia più tanto contento di lei. Dice che si è un po’ raffreddata, da quando alla villa c’è il nuovo padrone. Non sarà per caso lui a riscaldarla, al posto del povero Sauro?» Sauro era un giovanotto semplice, e spesso si prendevano gioco di lui, come facevano del resto anche con Basilio, pur temendone la forza. Ma sapevano come prenderlo, e soprattutto come fermarsi in tempo.
«Carlotta sposerà Sauro, parola di Basilio» disse lui.
«I matrimoni si fanno in chiesa, ma spesso non basta, e non durano nemmeno se c’è la benedizione del Padreterno, figurati se basta la tua, Basilio!»
«Carlotta sposerà Sauro» ripeté.
«Se lo dici te, ti si deve credere.»
«Certo che mi dovete credere. Sauro è un bravo ragazzo, e Carlotta si troverà bene con lui. Carlotta non ha in testa i grilli di Ilde, e lei sarà contadina finché campa, e contenta.»
Quando tornò a casa, era tardi, e le sorelle erano tutte rientrate. Lui era nervoso e Carlotta se ne accorse.
«Al bar ti hanno rincitrullito con le chiacchiere, non è vero?»
«Badate a quel che fate, o dovete rendermene conto.»
«Che ti hanno detto?»
«Non mi piace come vi comportate col nuovo padrone.»
«Che facciamo di male?» Era Carlotta.
«Se sento dire che qualcuna di voi ha calato le sottane, lo vedete questo qui?» e prese in mano il coltello. «Questo qui ve lo ficco nel cuore.»
«Noi le sottane non ce le caliamo con nessuno. Chi ti mette in testa questi discorsi?» Era sempre Carlotta, mentre Ilde e Virginia non dicevano niente. Fu verso loro due che si rivolse lo sguardo torvo di Basilio.
«Perché guardi proprio me?» disse subito Ilde.
«Di te non mi fido, lo sai bene. Tutti ti credono una puttana, una che va a letto col primo che capita.» Ilde diventò rossa. Si alzò e dette uno schiaffo al fratello; stava per dargliene un secondo, ma Basilio le fermò il braccio a mezz’aria.
«Provaci un’altra volta, e ti rompo la schiena. Così non potrai andare a letto con nessuno per un pezzo.» Ilde andò a rincantucciarsi. Sisto, da un lato, guardava e non parlava. Chissà se udiva le parole, sordo com’era. Però aveva sempre preso le difese di Basilio, e approvava tutto ciò che faceva. Una volta aveva avvertito le figlie che quando lui non parlava, voleva dire che le parole che uscivano dalla bocca di Basilio era come fossero le sue, e si doveva ubbidire. Ma la sordità e le umiliazioni patite, gli avevano sottratto un po’ di prestigio, e poco si badava a lui. Solo Basilio lo rispettava.
Una sera, sul tardi, Vittorio bussò alla porta. Recava sulle spalle, con stupore di tutti, un cinghiale ucciso. Erano numerosi nella sua proprietà, che aveva molta selvaggina, tra cui soprattutto cinghiali, lepri e fagiani. Vittorio non cacciava, ma dava ordine ai suoi contadini di farlo, ogni tanto, e anche Basilio si era prestato, essendo forse il migliore di tutti. L’altro che poteva stargli alla pari era il padre di Sestilio, quello che aveva ammazzato il cinghiale che Vittorio portava sulle spalle.
«Se permettete, questo è per voi» disse, e lo calò sulla tavola. «Per i servigi che da anni prestate alla villa.»
«Lei è il primo a ricordarsene a questo modo.»
«Sono contento di voi, ecco tutto, e ho pensato di farvene omaggio. Spero che sia gradito.» E guardò le tre sorelle.
«Un pensiero squisito» disse Ilde.
«Una cortesia che non meritiamo» disse Carlotta, che andò a mettersi vicino al padre.
«È un onore che ci fa» disse Virginia.
«Ci farà un altro onore se verrà a cena con noi, quando lo cucineremo, e porterà con sé la sua signora. L’accetto solo a questa condizione» disse Basilio.
«Sarà un piacere, Basilio. Accetto molto, molto volentieri.»
«Allora siamo intesi. Dopodomani alle otto di sera. Porti la signora e faremo una gran festa in suo onore.»
«Non in mio onore, ma al vostro. E, perché no?, in omaggio alla bellezza che regna in questa casa.» Basilio non rispose. Nessuno rispose. Vittorio fece un sorriso, ed uscì.

«Io non ci vengo» disse Vanessa.
«Perché?»
«È una casa di contadini.»
«E allora?»
«Ci prenderanno in giro, quando si verrà a sapere a Milano.»
«Non è la prima né l’ultima volta che un padrone mangia a casa dei suoi servi.»
«Invece non si è mai sentita una cosa simile.»
«È brava gente.»
«Non è perché è brava che ci vai.»
«E allora perché ci vado, secondo te?»
«Per quelle ragazze. Io ti conosco bene.»
«Non mi conosci, invece. Sgobbano dalla mattina alla sera per una paga che è una miseria. È per un po’ di pietà che ci vado.»
«Allora aumentagli la paga.»
«Oh, ma non ci ho mica scritto babbeo, qua.» E si picchiettò la fronte con l’indice. «Se gli aumento la paga, non si accontentano più. I contadini, come gli operai, si devono tenere a bada. Troppa generosità rovina le tasche per sempre.»
«Io non ci vengo.»
«E invece ci verrai, perché voglio così.»
La sera, poco prima delle 20, bussarono alla porta della casa di Basilio. Fu aperto subito, poiché stavano in attesa e avevano udito i loro passi. La tavola era già imbandita. Avevano steso una tovaglia bianca su cui risaltava un bel servizio di piatti orlati con un filo d’oro. Al centro avevano posto un piccolo vaso blu con ortensie rosa e azzurre. Sisto già sedeva a capo tavola.
Disse Ilde:
«Quelli sono i vostri posti. Accanto a Virginia. Carlotta ed io, invece, ci sediamo di fronte.»
Vittorio si sedette e si trovò in mezzo a Virginia e a Vanessa. Proprio davanti a lui sedeva Ilde, e di fronte a Virginia, Carlotta. Basilio sedeva all’altro capo della tavola. Le tre sorelle avevano indossato l’abito da sera, leggero e molto scollato. Vittorio si complimentò; Vanessa, al contrario, aveva jeans e maglietta, le stesse cose che usava gli altri giorni. Pareva averlo fatto apposta, dato che non poteva non essersi immaginata che le ragazze avrebbero desiderato fare bella figura, anche nei suoi confronti. Il cinghiale era stato arrostito all’aperto. Basilio aveva mostrato il punto, dove ancora si vedeva la brace accesa.
«Si può incendiare il bosco» osservò Vittorio.
«Può succedere a lei, non a noi» fu la risposta di Basilio.
La conversazione stentava a prendere quota. Vanessa stava in silenzio di proposito, e tra le tre sorelle e Vittorio correva più di uno sguardo. Fu Carlotta ad interrompere quel languore.
«Mi domando come faccia un industriale come lei, a lasciare per tutto questo tempo le sue aziende. Ma lei si fida davvero dei suoi collaboratori?»
«Non mi fido forse di voi?»
«Ma qui, c’è poco da perdere.»
«Sta’ tranquilla, Carlotta, che so badare ai miei affari. A Milano rigano diritto e sanno che non mi si può imbrogliare. Eppoi, ogni giorno sono in contatto con loro, che credi? Quando uno è in affari, non li abbandona mai. Gli affari ti stanno appiccicati addosso più delle donne.»
«Io non ti sto appiccicata addosso» disse Vanessa.
«Tutte le donne si appiccicano agli uomini» disse Vittorio.
«Un uomo, però, deve avere giudizio.» Era Basilio.
«Giudizio, giudizio… Ma tu non le conosci le donne, Basilio? Hanno l’arte di ammaliare. E sai che significa? Che ti confondono la testa.»
«Bisogna tenerle a bada, ecco che le dico.»
«Sembra facile, ma guarda Vanessa, caro Basilio, guardala bene. Come fai a tenere a bada una bella donna così?»
«Non prendermi in giro» fece lei, arrossendo, però.
«Lei è davvero molto bella» disse Ilde.
«Lo siete anche voi.» Era Vittorio, che intervenne prima che Vanessa potesse rispondere.
«Non come Vanessa» disse Ilde.
«E invece siete belle come lei. Non è così, Vanessa?»
La donna si voltò verso Basilio.
«E lei, Basilio, che ne pensa?»
«Di che cosa?»
«Dicono che sono una donna bella.»
«Non bella, bellissima» fece lui. E la fissò, come stregato. Vanessa lasciò gli occhi nei suoi. Vittorio, intanto, con la mano sotto il tavolo, era andato a frugare tra le cosce di Virginia, che sedeva al suo fianco, la quale, con sorpresa, non lo respinse. Sentì il calore del suo pube. Virginia si voltò a guardarlo. Aveva gli occhi tenerissimi. Ilde intuì, perché disse:
«Virginia c’ha il damo geloso. Solo a sfiorarla, si può rischiare la vita.»
«Io non ho dami. Vi siete messi in testa tutti che Sestilio è il mio fidanzato, e invece è solo un compagno. Nulla di più, capito?»
«Virginia dovrà sposare uno che la meriti» disse Vittorio.
«Sestilio studia, diventerà avvocato. È un bravo ragazzo, uno dei migliori in paese.» Era Basilio.
«Ma Virginia può puntare in alto. Può puntare ad un uomo ricco, anzi, ricchissimo.»
«Come lei?» disse Carlotta.
«Anche più ricco di me» rispose. E affondò la sua mano nel pube. Virginia fece un minuscolo balzo, che però non sfuggì a Ilde.
«Passerà tutta l’estate qui da noi?» domandò.
«Non disturbo mica, Ilde?»
«A noi, non ci disturba proprio. Mica abbiamo paura di avere il padrone in casa. Non siamo ladri noi, ma gente onesta.»
«Ve l’ho già detto. Io mi fido di voi. Non dovete ripetermelo. Qui, sono venuto per fare una lunga vacanza, e se mi dovessi trovar bene, potrei restare anche tutto settembre. Potremmo fare altre cene come questa.»
«Io fino a settembre non ci resto. Lo sai che devo tornare a Milano» disse Vanessa.
«E cosa hai da fare a Milano? Io non lo so mica.»
«Qui non ci voglio restare. Si è detto fino a agosto, era questa la nostra intesa.»
«Ci stai male qui?»
«A Milano ho da fare!» A Vittorio faceva comodo trattenere Vanessa, che avrebbe coperto, con la sua presenza, i suoi intrighi. Era chiaro che si era messo in testa di conquistare qualcuna delle sorelle, se non addirittura tutte e tre. Carlotta era la più desiderata, ma non faceva molta differenza se la prima a cadere fosse stata Virginia, la più giovane. Con Vanessa in giro per la casa, Basilio non avrebbe nutrito alcun sospetto. Infatti, non c’è miglior cane da guardia di una donna gelosa. Vanessa sarebbe stata la sua salvezza, perciò.
«So io come trattenerla alla villa» disse, rivolto ai commensali.
«E come?»
«Domani andiamo in città, e ti farò una bella sorpresa.» Vanessa capì.
«Non sarà facile convincermi.» Vittorio le bisbigliò qualcosa all’orecchio, e Vanessa sorrise.
«Però non è detto che prolunghi la mia vacanza. Dipenderà da tante cose» disse Vittorio, tornando a guardare i commensali.
«Da che cosa, ad esempio?» Era Carlotta.
«Da come vanno gli affari, soprattutto.»
«Quali affari?» disse Ilde, che non riuscì a nascondere la malizia.
Vittorio finse di non capirla.
«Per uno come me, abituato a guadagnare qualche miliardo al mese, è difficile adattarsi ad un peggioramento. Così, se ci fosse qualche segno di flessione nel guadagno, mi vedrei costretto a partire. Ma… questo non accadrà.»
«Ma davvero guadagna così tanto?»
«Sì.»
«Possibile che nessuna donna l’abbia ancora accalappiato. E lei Vanessa, che aspetta a sposarselo? Un’occasione così, io non me la lascerei scappare.»
Vanessa abbozzò un sorriso e preferì non rispondere. Vittorio, toccando in quelle parti intime Virginia, che sembrava accettare il corteggiamento, disse:
«Tu, Virginia, lo sposeresti uno come me?»
«Subito» rispose.
«Ma non sono mica un bell’uomo.»
«È sempre bello, chi ha i soldi» disse Carlotta.
«Anche per te, Carlotta, sono bello?»
«Sì» rispose lei, poi si morse le labbra, ma ormai le era scappato. Col piede, Vittorio la toccò. Sembrò che gli rispondesse, ma non ne era così sicuro. Poteva trattarsi, infatti, di Ilde.
 

The Three Sisters #5

 Sestilio stopped Virginia as she was making her way to the villa. She was running and he had to shout to her.
“It’s late, Sestilio.” In fact it wasn’t yet five o’clock.
“You’ve been keeping out of my way for ages. You’ve changed since the new owner arrived.”
“I’m still the same.”
“I came to see you two days ago and your father told me you were at the villa.”
“I don’t have to answer to you for what I do.”
Sestilio was a good-looking boy and could have had any number of girls but he’d fallen for Virginia’s gentle beauty. He was two years older than she was.
“I love you, Virginia.”
“And I’m not sure. Can’t you see? I’m still a girl.”
“Ever since the new owner’s been here, you’ve changed.”
“Idiot. Where do you get that idea from? He’s old enough to be my father.”
She walked on quickly, Sestilio at her side.
“He’s the type that likes women. Everyone in the village knows that.”
“I told you. He’s old enough to be my father.”
“Tell me if you don’t love me any more.”
“When did I ever say I loved you?”
“Loads of times.”
“Rubbish. I don’t remember.”
Sestilio caught her by the arm. She turned and looked straight at him. He wanted to say something but said nothing. He turned back.
Vittorio was waiting for her in the hall. He had seen everything from the window.
“Was that your boyfriend?”
“No.”
“Better that way. You’re too young to complicate your life.”
“Sestilio respects me. He’s good.”
“And you’re good, too. You’re also very attractive. You deserve a lot from life.”
“Life won’t be any better for me than it is for the rest of my family. I know my place.”
“And what’s that?”
“Servant. Can’t you see that for yourself? I worked hard at school so I could better myself. So did my sisters and Basilio but we’re still servants and farm workers.”
“And you don’t like that.”
“No I don’t. Would you?”
“But you’re good-looking and with good looks you can get a lot out of life. Sometimes beauty is more important than money.”
Virginia hoped so. “We’ll see, sir,” she said.
She went into the kitchen. Vittorio followed her.
“Don’t be downhearted. I’m sure you’ll be lucky.”
“How can my life change if I marry someone like Sestilio? Tell me that.”
“Don’t underestimate Providence.”
“Those are just fine words. They don’t mean a thing.”
“You’re in a bad mood this evening I see. Have you quarrelled with your brother?”
“You don’t know Basilio.”
“Why? Is he too good to quarrel?”
“Too good! You really don’t know him. No, you don’t quarrel with Basilio because he’s an animal when he’s angry. He doesn’t think straight. No one quarrels with him, no one in the village and no one at home. Everyone’s afraid of him and the only person he respects is his father.”
“What about you and your sisters?”
“He’s fond of us but he’s quite likely to hit us if he thinks we need it.”
“Does he know that boy’s keen on you?”
“Yes.”
“What does he say about it? Is he happy?”
“He’s put me on my guard against men.”
“Has he indeed? But he’s a man himself! Is he engaged?”
“No he’s not.”
“He should get engaged then. That would calm him down.”
“Why? Do you think women are like tranquillisers?”
“I’m not saying that but a woman knows how to calm a man down.”
“And how does she do that?”
Vittorio went over to her and looked into her eyes.
“You really don’t know?”
“Let me get on with my work or I’ll be behind.”
“That’s not your work now.”
As Virginia made to turn away and go back to the table, Vittorio caught her by the arm. At that moment, Vanessa appeared.
“I’m ready to go,” she said. “What about you?”
“I’m ready.”

In the village bar one evening, someone said to Basilio, “I fear a certain someone’s going to have his wicked way with your three gorgeous sisters.”
Basilio had gone there to meet up with his friends. Some of them came to help him with the work in the fields when he needed them. The village was still mainly made up of farm workers, but a few of them were self-employed and had the necessary machinery such as harvesters and tractors and also a large machine for cutting maize.
“I don’t like the way things are going,” Basilio answered.
“Don’t take this the wrong way,” said someone else, “but I think your sisters are looking for trouble.”
“What you’re thinking won’t happen.”
“Well, we’ll see. Even Virginia’s changed and she used to be such an innocent.”
“Virginia’s a woman now, not a little girl.”
“So you’ve made yourself the guard dog,” said the other with a laugh. “Difficult to keep an eye on them all, though, even for a rottweiller like you. One of them’ll give you the slip.”
“Anybody who touches any one of my sisters will be in trouble. He’s got to come and ask me if he can marry her first. My sisters know that and so do you lot.”
“It’s not us you have to warn off. The wolf’s nearer home, not in the village.”
“Forewarned is forearmed. You know the saying.”
“Better check if they know it in Milan.”
“Everyone knows it,” said Basilio, “from Montuolo to New York.”
He was standing at the bar. Another friend came over and patted him on the shoulder.
“They’re only teasing you, Basilio. You shouldn’t get so worked up. I wouldn’t worry about Virginia, though. I’d worry about Ilde. She won’t be bossed around by anyone. Not even by you. I don’t know if she’s still a virgin.”
“Watch it.”
“OK, OK. What’s got into you? Don’t you know how things are these days? If a woman’s still a virgin when she gets married, her husband’s got something to worry about. It means she’s not worth anything. That’s the way it is now, like it or not. And everyone has a good word for Ilde, nothing bad. Lots of guys would marry her, isn’t that right?” The speaker turned to the others.
They all whistled and then laughed.
“Seriously,” he continued, “they would. It’s just that Ilde’s aiming higher. She doesn’t want to live in a village for the rest of her life. We know that because she’s said it often enough. I want to be a lady and one day I’ll find some mug with money. She said so once right here, in front of us all. Isn’t that right, boys?”
He turned again to get their agreement. “That’s right,” they chorused.
“Ilde’s a dreamer,” said Basilio. “She worries me.”
“It seems to me the only one you can trust is Carlotta. But who knows what goes through a woman’s head? Sauro doesn’t seem very happy with her at the moment. He says she’s gone off him since the new owner came to the villa. Do you think it’s him she fancies now and not poor old Sauro?”
Sauro was a simple-hearted young man and they often made fun of him. They did the same with Basilio. They were afraid of his temper but they could handle him and didn’t go too far.
“Carlotta will marry Sauro, take my word for it.”
“Marriages are made in church but often that’s not enough. They don’t last even if they have God’s blessing. What makes you think your blessing will do the trick, Basilio?”
“Carlotta will marry Sauro,” he said again.
“If you say so, we have to believe it.”
“Sure you have to. Sauro’s a good lad and Carlotta will be just fine with him. She doesn’t have a lot of nonsense in her head like Ilde. She’ll be a country girl till the day she dies and happy with it.”
When he got home, it was late and all the girls were back. Carlotta could see he was in a bad mood.
“They’ve been winding you up with their gossip, haven’t they?”
“Watch what you’re about, you three, or you’ll have me answer to.”
“What have they been saying?”
“I don’t like the way you’re carrying on with the new owner.”
“What are we doing wrong?”
“If I hear any one of you has been having it off with him…” He picked up a knife. “See this? I’ll stick it through her heart.”
“We don’t do that with anyone. Who’s been putting these ideas into your head?”
Only Carlotta spoke. The other two were silent but it was towards them that Basilio turned his scowling face.
“Why look at me?” said Ilde at once.
“I don’t trust you. You know that. Everyone thinks you’re a slut. Someone who goes to bed with anyone who happens to come along.”
Ilde turned red. She got up and slapped her brother. She was about to do it again but Basilio caught hold of her arm.
“Try that again and I’ll break your neck. That way you won’t be able to have it off with anyone for a while.”
Ilde went and sat in a corner. Sisto, sitting at one side of the room, watched but said nothing. No one could tell if he heard what was said, deaf as he was. He always took Basilio’s part, however, and approved of everything he did. He had once warned his daughters that when he said nothing, it meant that when Basilio spoke it was as if he, their father, was speaking and they had to obey him. But his deafness and the humiliations he had suffered had diminished their respect for him and they paid little attention to him. Only Basilio respected him.
Vittorio knocked on the door late one evening. To everyone’s amazement, he was carrying a boar on his shoulders. There were many of them on the estate where there was an abundance of wildlife, hares and pheasants as well as boars. Vittorio didn’t hunt but every now and again he got his farm workers to do so, including Basilio, who was perhaps the best shot. Sestilio’s father was just as good and it was he who had shot the boar Vittorio had brought.
“If you’ll allow me, this is for you,” he said, letting it drop on to the table. “For favours done at the villa over the years.”
“You’re the first one to think of us like this.”
“I’m very happy with you, that’s all, and wanted to give you a present. I hope you like it.” He looked at the sisters.
“What a lovely thought,” said Ilde.
“We don’t deserve such generosity,” said Carlotta and went to sit beside her father.
“You do us an honour,” said Virginia.
“You’ll do us another honour if you’ll come and have dinner with us when we cook it, and bring your lady with you,” said Basilio. “I accept it only on that condition.”
“It’ll be a pleasure, Basilio. We’ll be more than happy to come.”
“Good. The day after tomorrow at eight o’clock. Bring your signora and we’ll have a party in your honour.”
“Not in my honour, in yours. And why not? As a tribute to the beauty that reigns in this house.”
Basilio didn’t reply. No one did. Vittorio smiled and left.

“I’m not going,” said Vanessa.
“Why not?”
“It’s a houseful of peasants.”
“So?”
“They’ll laugh me to scorn when they hear about it in Milan.”
“It won’t be the first time the master has eaten in his servants’ house.”
“Well, I’ve never heard of such a thing.”
“They’re good people.”
“You’re not going because they’re good.”
“So why am I going, according to you?”
“Because of those girls. I know you.”
“In fact you don’t. They work from morning to night for a pittance. I’m going because I feel a bit sorry for them.”
“Pay them more then.”
Vittorio tapped his forehead. “It doesn’t say ‘mug’ here. If I pay them more, they won’t be happy any more. Farm workers are like factory workers. They have to be treated carefully. Too much generosity makes you broke.”
“I’m not going.”
“Yes you are, because I want you to.”
A little before eight that evening, they knocked on Basilio’s door. It was opened at once because the family had been waiting and heard them coming. The table had already been set with a white tablecloth and a pretty dinner service with gold-rimmed plates. In the middle there was a little blue vase filled with hydrangeas, pink and pale blue. Sisto was sitting at the head of the table.
Ilde said, “This where you sit, sir. Beside Virginia. Carlotta and I are on the other side.”
Vittorio sat down and found himself between Virginia and Vanessa. Opposite him was Ilde and opposite Virginia was Carlotta. Basilio sat at the other end of the table. The sisters were wearing long, flimsy, low-cut dresses. Vittorio complimented them. Vanessa, on the other hand was wearing jeans and a T-shirt, the same things she wore every day. It was a deliberate snub. She must have known the girls would want to look their best, especially in comparison with herself.
The boar had been roasted outside. Basilio had shown them the spot where the embers were still glowing.
“You could set fire to the woods,” remarked Vittorio.
“It might happen to you but not to us,” was Basilio’s response.
Conversation was slow to begin with. Vanessa kept silent and the sisters and Vittorio exchanged several glances. It was Carlotta who got things started.
“I wonder how someone like you can leave your factories for so long. Do you really trust the people who work for you?”
“Don’t I trust you?”
“But there’s not much to lose here.”
“Don’t worry, Carlotta, I know how to manage my affairs. In Milan they toe the line and they know they can’t get away with anything with me. In any case, I’m in touch every day, of course. A person in business can never leave it alone. It clings to you more than a woman does.”
“I don’t cling to you,” said Vanessa.
“All women cling to their men,” said Vittorio.
“But a man must be sensible,” said Basilio.
“Sensible? What do you mean, sensible? Don’t you know women? They cast a spell on you. Do you know what that means? It means you can’t think straight any more.”
“You need to keep them at a distance, that’s what I say.”
“Sounds easy but look at Vanessa, Basilio, look closely. How can you keep at a distance from such an attractive woman?”
“Don’t make fun of me,” she said. She blushed, however.
“You really are lovely,” said Ilde.
“So are you three,” Vittorio interjected, before Vanessa could reply.
“Not like Vanessa,” Ilde said.
“Not true. You’re all as attractive as she is. Don’t you agree, Vanessa?”
She turned to Basilio.
“What do you think, Basilio?”
“What about?”
“They’re saying I’m attractive.”
“Not attractive. Very attractive.”
He stared at her, as if bewitched. She continued to look into his eyes. Vittorio, meanwhile, with his hand under the table, had begun to explore between Virginia’s thighs and she, surprised, had not pushed his hand away. He could feel the warmth of her sex. She turned to look at him. Her eyes were very soft.
Ilde understood what was happening and said, “Virginia has a jealous boyfriend. Anyone touching her – just touching her – is in danger of his life.”
“I don’t have any boyfriends. You’ve all got this idea that Sestilio is my boyfriend but he’s not. He’s just a friend. Nothing more, got it?”
“Virginia will marry someone she deserves,” said Vittorio.
“Sestilio’s at university,” said Basilio. “He’s going to be a lawyer. He’s a good lad, one of the best in the village.”
“But Virginia can aim higher than that. A rich man, very rich even.”
“Like you?” asked Carlotta.
“Even richer than me.” And he put his hand on Virginia’s sex. She gave a tiny start which Ilde did not miss.
“Are you spending the whole summer here?” she asked.
“I’m not a bother, am I, Ilde?”
“You’re certainly not a bother to us. We’re not afraid of having the boss at home. We don’t steal. We’re honest.”
“Just as I said. You don’t need to tell me again. I trust you all. I’m here for a long holiday and if I’m happy, I might stay for the whole of September as well. We’ll be able to have other dinners like this.”
“I’m not staying until September,” said Vanessa. “You know I’ve got to get back to Milan.”
“What have you got to do there? I can’t imagine.”
“I don’t want to stay here. We said the end of August. That was the agreement.”
“Don’t you like it here?”
“I have things to do in Milan!”
It was convenient for Vittorio to keep Vanessa with him, to hide his intrigues simply by being there. He had set himself to make a conquest of one of the sisters, if not all three of them. Carlotta was the one he desired most but it would make no difference if Virginia, the youngest, was the first to fall. With Vanessa about the house, Basilio would have no suspicions. There’s no better guard dog than a jealous woman and Vanessa would keep him safe.
“I know how to keep her at the villa,” he said looking round the table.
“How?”
“We’ll go into town tomorrow and I’ll give her a nice surprise.”
Vanessa understood. “It won’t be easy to persuade me,” she said. Vittorio whispered something in her ear and she smiled.
“It’s not definite I’ll extend my holiday,” said Vittorio turning to the others. “It depends on a lot of things.”
“What, for example?” asked Carlotta.
“How my affairs are, in particular.”
“Which affairs?” Ilde asked, with obvious mischief.
Vittorio pretended not to understand.
“For someone like me, accustomed to making several million a month, it’s hard to adjust to a downturn. So if there’s any sign of a fall in profits, I’ll have to leave. But this won’t happen.”
“Do you really make that much?”
“Yes.”
“How come some woman hasn’t caught you yet? Vanessa, are you expecting to marry him? A chance like that, I wouldn’t let it slip.”
Vanessa smiled slightly and preferred not to answer.
Vittorio, still touching Virginia’s mons veneris and she apparently acquiescing, asked her, “Would you marry someone like me?”
“Right away.”
“I’m hardly an attractive man.”
“Men with money are always attractive,” said Carlotta.
“You find me attractive, do you, Carlotta?”
“Yes,” she replied and then bit her lip, but it was too late. Vittorio touched her with his foot. She seemed to respond though he couldn’t be sure. He could flirt with Ilde, however.

 


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Invito tutti a non inviarmi più libri in lettura. Per mancanza di tempo, e dall'11 novembre 2013 anche di salute, non posso più accontentare nessuno. Così pure vi prego di non invitarmi a convegni o presentazioni di libri. Chiedo scusa.
Bart