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Gli intrallazzi di Esposito, il giudice antiberlusconiano

14 Dicembre 2013

Chi ne parla oggi? Voi pensereste al Giornale o a libero, e invece no. Ne parla il “Corriere della Sera” (segno di un cambiamento politico in corso?) con un articolo che più coraggioso non si può. Immaginate un giornalista che si metta a scrivere di amicizie pericolose di Napolitano. Un lettore subito si domanda: Ma questo è un pazzo!

Così si deve pensare di Carlo Magrì, l’autore dell’articolo. Chi sa quante gliene farĂ  passare Antonio Esposito, il quale, avvalendosi di chi sa quante numerose ed influenti conoscenze, lo martellerĂ  con querele sparse per tutta la penisola, sicuro che un’accolita della casta a cui appartiene saprĂ  rendergli l’onore che il giornalista cerca di mettere in discussione. E a ragione, perchĂ© non si deve dimenticare che questo personaggio (che frequenta mafiosi: “l’avvocato Mario Nocito, in carcere per associazione mafiosa e corruzione nell’ambito dell’inchiesta «Plinius» che a luglio scorso ha portato in carcere anche il sindaco di Scalea Pasquale Basile e cinque assessori.”)  è membro importante ed influente della corte di cassazione. Non solo, ma ad agosto, con una sentenza che ha preso a schiaffi diritto e costituzione nazionale, si è voluto togliere la soddisfazione di essere il primo a condannare definitivamente Silvio Berlusconi, consentendo così al parlamento di compiere un atto, che per indegnitĂ  e spregio del diritto, può essere gemello del suo.

Pensate che la sua sentenza è passata sotto il silenzio miserevole e colpevole di autorevoli costituzionalisti, e perfino autorevoli presidenti emeriti della corte costituzionale, poichĂ©, pur prendendo a calci leggi e costituzione, aveva raggiunto un obiettivo che era stato impossibile raggiungere a molti, eppure accanitamente impegnati da circa vent’anni! La condanna valeva  dunque la pena di essere pagata con il loro silenzio (ma li ha mai sfirorati la precoccupazione di quanto costeranno allo Stato i risarcimenti ai danni materiali e morali subiti da Berlusconi, se dovessero essere riconosciuti, come credo, visto che ho letto e commentato qui le piĂą importanti sentenze che lo riguardano? Altro che De Benetti che ha preso la Fininvest – come dice Marina Berlusconi – per il suo personale bancomat, date le condizione pessime in cui versano alcune sue societĂ , in corso di affondamento colpite da cannonate di debiti – che ottimo amministratore, vero? – che toccano 1,8 miliardi di euro!).

Sono persone, questi silenti spettatori, che saranno tra le prime (comincino pure a tremare) ad essere processate e condannate nel nuovo processo di Norimberga. Sono ipocrite, in cui la falsità e la mediocrità sono scritte sulla loro fronte ed avranno voglia di consumare lavande speciali e candeggina, ma quelle macchie se le porteranno nella tomba ed anche nell’aldilà, se esiste. E se l’aldilà dovesse esistere, ed io mi dovessi presentare davanti al Padreterno, la prima cosa che chiederei e se in Paradiso abbia accolto persone di questa specie, e se per caso le avesse accolte, facendosi ingannare dalla loro facondia e ipocrisia, e se ne stessero alla mensa del Padreterno, lo pregherei di mandarmi all’inferno, dove sarei sicuro di trovare personaggi sicuramente meno spregevoli di loro.

Il Csm è presieduto da Napolitano, ossia dall’uomo di Budapest, che ha venduto la pelle dei magiari all’idea di una potenza internazionale che fosse guidata dall’Urss di Stalin (la sanguinaria Urss!), e come vicepresidente ha quel Vietti che in politica, era un Udc, non è stato mai capace di combinare niente di buono.
Credete che prenderanno sul serio la notizia, o si uniranno alle proteste che, vedrete, in questa stessa giornata leverà l’altra potenza che ha rovinato l’Italia della giustizia: l’Anm.

Non viene in mente a questi maramaldi (conoscerete la storia del personaggio che uccise Francesco Ferrucci) che un giudice di questa fatta debba essere cacciato – ove tutto quanto riferito da Macrì fosse dimostrato, e mi pare che i fatti sono narrati con precisione – al più presto e con disdoro?

Non viene in mente al Tribunale di Brescia che il ricorso contro la sentenza di condanna (spregevole sotto ogni punta di vista, giuridico e morale in testa) firmata e vantata da questo personaggio (ho un po’ di compassione per i suoi figli) debba non solo essere accolto, ma subito portato in giudizio, affinchĂ© sia riparata un’ingiustizia arrecata da un uomo in confidenza con personaggi in odore di mafia, se non addirittura condannati per questo, come il suo amicone Nocito?

Quella sentenza di agosto, non sentono il dovere di cancellarla e portarla ad esempio sui libri di storia del diritto – riproducendola integralmente – come l’obbrobrio che si è potuto raggiungere quando il diritto era considerato da taluni magistrati appena un soprammobile di casa propria?

Io ce l’ho con il “Corriere della Sera”, perché è pieno zeppo di cattivi editorialisti, asserviti al potere (non è il solo), ma questa volta devo riconoscere a Carlo Magrì di avere avuto coraggio e di essersi distinto in nome della verità e del vero giornalismo. Che continui ad avere coraggio e imparzialità.

P.S. Leggo che quasi ogni giorno Gianni Boncompagni (che deve la sua notorietĂ  piĂą che a se stesso a Renzo Arbore) si diverte a spargere fango su personaggi di Forza Italia. Questa volta è toccato alla brava ed educata Gelmini. Che brutta vecchiaia per Boncopagni. Se ha una moglie o una compagna che gli sta vicino, le chiedo di avere misericordia di lui, e c’è un solo modo per farlo: cucirgli la bocca. Ma proprio con ago e filo. Sarebbe la sua salvezza. bdm)

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Sulla vicenda Esposito si legga anche qui.


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Invito tutti a non inviarmi più libri in lettura. Per mancanza di tempo, e dall'11 novembre 2013 anche di salute, non posso più accontentare nessuno. Così pure vi prego di non invitarmi a convegni o presentazioni di libri. Chiedo scusa.
Bart