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Il libro digitale

16 Marzo 2008

Gli amanti del libro tradizionale non me ne vogliano se spendo qualche parola a favore del libro digitale, nelle forme in cui sta apparendo: pdf e e-book. Peraltro sono convinto che il libro che siamo abituati a tenere tra le mani non è affatto destinato ad estinguersi, ma avrà sempre i suoi lettori affezionati se non addirittura accaniti, disposti perfino a battersi per la sua sopravvivenza, ove in qualche modo venisse minacciata.
Il libro digitale è un’altra cosa: un mero, semplice, economico strumento di diffusione dell’informazione, dell’intrattenimento e del sapere. Lo si deve guardare solo tenendo mente a ciò. 
I vantaggi della diffusione di un tal genere di libro sono enormi e non meraviglia che, nonostante che i risultati raggiunti siano ancora insoddisfacenti, si continui a studiare il modo di renderli più appetibili e fortemente concorrenti con il libro tradizionale.
Grazie alla sempre più diffusa penetrazione di internet nelle case di tutto il mondo, il libro digitale può raggiungere immediatamente il suo lettore con un semplice clic del mouse del suo computer, senza ossia che egli si muova da casa.
Una volta fatta questa operazione, se si voglia materializzare il libro, basterà stamparlo nel formato che più ci piace, ed eccolo prendere la forma da noi scelta proprio sotto i nostri occhi. Addirittura, possiamo perfino personalizzarlo con copertine differenti e dediche a persone care, e così via.
Le Case editrici (alcune tra le più grandi ci stanno provando), con la diffusione del libro digitale vedrebbero quasi azzerate le loro spese generali, salvo ovviamente il pagamento dei diritti d’autore. Non avrebbero più bisogno, infatti, delle reti distributive e dei magazzini per conservare il libro, dato che il libro esisterà nella sola copia digitale vendibile all’infinito.
Come tutte le nuove invenzioni tecnologiche, alcuni pagherebbero il costo di un tale processo di cambiamento. Si pensi in particolare alle tipografie, alle reti distributive, ai librai. Però non scomparirebbero del tutto fino a che continuerà ad avere il suo mercato il libro tradizionale. Fino a quando esisterà, ci sarà ancora lavoro per essi, sia pure nelle più ridotte dimensioni.
Ogni passo in avanti del progresso tecnologico, vede necessariamente mutare la scena dei protagonisti. Alcuni muoiono o si traformano ed altri nascono per prendere il loro posto nel nuovo segmento del mercato mondiale.
Una stampante ad hoc (ancora tutta da inventare, però) potrebbe trasformare con una certa qual approssimazione e grazia il libro digitale in libro tradizionale fatto in casa, una volta che il suo costo fosse diventato accessibile alle masse dei lettori.

Forte di questa convinzione, anch’io mi sono messo tra i pioneri, e penso che – stampato quest’anno il libro sugli scrittori lucchesi nella forma cartacea tradizionale – mi dedicherò per il futuro a coltivare il libro digitale. Ho provveduto a trasformare tutti i libri da me pubblicati in cartaceo nei formati pdf e e-book, e così farò per i prossimi.
Andando a Libri in vendita, il lettore potrà trovare il risultato di un tale lavoro.
Il libro digitale mi consente di offrire i miei testi a prezzi bassissimi (tra 1,5 e 3 euro) e di non aver bisogno di alcun aiuto per entrare direttamente in casa del probabile acquirente. La bottega – come quella degli artigiani d’un tempo – è esclusivamente mia e così potrà essere per ogni autore che – grazie al libro digitale – potrà evitare tutti i costosi passaggi intermedi ed entrare in contatto direttamente con il lettore.
Il libro digitale si accompagna, così, alla nascita di una nuova figura, quella dell’autore artigiano. Il lettore entra nella sua bottega attraverso il pc ed internet, guarda i suoi prodotti, sceglie, paga e se li trova immediatamente a casa, senza fatica e senza aver perduto molto tempo.


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A chi dovesse inviarmi propri libri, non ne assicuro la lettura e la recensione, anche per mancanza di tempo. Così pure vi prego di non invitarmi a convegni o presentazioni di libri. Ho problemi di sordità. Chiedo scusa.
Bart