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LETTERATURA: Lucca: le ragazze di Pelleria

22 Agosto 2007

di Bartolomeo Di Monaco

Oggi il rione di Pelleria è un po’ cambiato, come del resto è cambiata la vita degli altri rioni, assai noti un tempo: Piazza, Cittadella, il Bastardo.
Chi come me, ne è stato figlio, li rimpiange. I miei compagni, salvo alcuni, non abitano più lì, si sono trasferiti in altri ambienti, alcuni si sono affermati nel loro lavoro, dimostrando ingegno e onestà. Altri sono morti.
In questi giorni, la mia mente è andata agli anni ‘50 del secolo scorso, quando ero ragazzo e quando la vita non poteva offrire nient’altro a noi, così inesperti, che la felicità. Ho ricordato quel tempo incantato, suggestivo e magico, nel racconto “Via Pelleria”.
In uno degli ultimi capitoli scrivevo:
“Nel rione fiorisce soprattutto un sentimento che l'”altra” città, più distratta, non avverte, difficile a definirsi: acerbo e già pruriginoso, nuovo ogni giorno, che lega tra loro i ragazzi e le ragazze di una stessa contrada.
Si cresce, si gioca, si è innocenti insieme finché un certo giorno si scopre che un’amica, fino a ieri bambina, ha d’un tratto occhi belli, il seno erompe, è simpatica, ben fatta.
Le giriamo attorno, una frenesia ci prende, ci sbigottisce.
In un rione dove siamo tanti, quando arriva il tempo di questo rigoglio, di questa stupenda primavera, è un continuo germogliare; ogni mattina una bambina diventa adolescente; gli occhi dei ragazzi le sono subito sopra attratti ancora inconsapevolmente. E accade che la stessa faccia in poco tempo più mutamenti tutti meravigliosi e alla fine, ancora incompiuta, profumi già di donna.”
Oggi rivedo i volti di quelle ragazze, ne respiro i contorni, sento vibrare dentro di me la loro giovinezza. Le ho viste tutte crescere, diventare donne: Nadia, dalla voce calda, che si tratteneva volentieri a giocare con noi, le sue sorelle Luana, Licia, Doretta, Giuliana, le sorelle Anna e Angela Giorgi, figlie del proprietario del negozio di alimentari collocato proprio dinanzi alla piazza, dove c’era quella meravigliosa fontana di cui parlo nel racconto: “La meravigliosa fontana di Pelleria”, entrambe tanto belle da non riuscire mai a stabilire una prevalenza dell’una sull’altra, la stupenda Bianca, bionda da far mozzare il fiato, al passare della quale, in Via Fillungo, tutti si voltavano ad ammirarla, Nicla, biondiccia anche lei, Marisa, Mariella, la figlia di Carlone, un uomo alto due metri, possente, Maura, ancora oggi capace di far voltare gli uomini, Giovanna e Ivana, sorelle dal fascino discreto, riservato, e Fulvia, giovane già disinibita (cugina della famosa Tata), splendida anche lei.
Erano bellezze che riuscivano a farci sentire gli abitanti di un universo tutto speciale, di un’isola rara e felice donata alla città.


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2 Comments

  1. Commento by romualdo — 29 Settembre 2009 @ 21:10

    fulvia….un sogno.
    al di sopra di ogni ralta, anche dopo tanti anni.
    un saluto carrissimo a chi si ricorda di me.
    ciao
    romualdo

  2. Commento by Gianfranco Fialdini — 2 Gennaio 2010 @ 09:41

    Caro Bartolomeo,
    un bel ricordo….Anch’io mi rivedo in quel tempo…con tanta nostalgia! Ho venduto la mia casa di Via San Tommaso, ma sono rimasto attaccato a Lucca essendo socio dek Circolo dell’Unione di Via Santa Giustina! Mi rinfreschi la memoria? Chi era questa bionda Bianca? Mi piacerebbe ci tenessimo in contetto. Se vai su Google con il mio nome e cognome leggerai qualcosa di mio…Peppino era andato nei Carabinieri…e Mario, il più piccolo? Hai abitato anche da me…al primo piano, ricordi? Sono felice per Don Giurlani, era un buon prete…e Suor Maria Grazia….bella e tanto affettuosa….con noi piccole pesti…almeno io…! Spero di sentirti presto! Gianfranco

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