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La bella Camilla (2a puntata)

18 Marzo 2008

di Tiziana Canali
[Tiziana Canali, insegnante nella scuola primaria, è autrice di sussidiari, letture e libri per le vacanze. Collabora ai progetti didattici della Mondadori. Ha scritto: “Il topo Codadritta cambia casa e prende moglie”, M. Del Bucchia, 1997]

Capitolo sesto

Camilla sotto la pioggia

Nel bel mezzo di questa vispa conversazione due nuvoloni neri carichi di pioggia ricoprono il cielo, incappucciando il sole con un enorme sacco grigio; il vento si risveglia e comincia a far danzare le foglie e l’erba; i primi tuoni rimbombano lontani, accompagnati da sfolgoranti lampi giallastri. 
I musetti, che si erano affacciati ai bordi della radura, cominciano pian piano a ritirarsi e tutti gli animali  corrono svelti nelle loro tane al riparo.
Anch’io, lo confesso, sono un po’…anzi molto impaurito e quindi scappo ad ali spiegate verso il mio nido! Accidenti! non ce la faccio a tenere la direzione!! Mi manca la coda…il mio timone! Che figuraccia! Quella gatta…! La odio!!
Mi sistemo come posso tra le foglie, in alto, al riparo tra i rami di un pioppo cercando di coprire il mio povero sedere tutto spennato.
– Miaoooo!!! Miaooo!! Miaoo! Dove siete andati? Maleducati! Avete osato lasciarmi sola!! Miaoo! Miaoo! grida Camilla sgomenta, mentre il vento arruffa tutto il suo pelo e la polvere la ricopre insieme alle foglie secche.
Grossi goccioloni cominciano cadere, prima piano, poi sempre più forte, tanto da non riuscire più a vedere niente. L’acqua batte forte da ogni parte, scivola sui tronchi, picchia sulle foglie,  scroscia sul terreno e tamburella sulle tane silenziose degli animali.
Il vento corre qua e là, sbatte le fronde, ruba i petali dei fiori, strappa le foglioline tenere e …arruffa le penne di noi poveri uccelli!!!
Non vi dico che brividi in fondo al mio povero fondoschiena tutto scoperto!!!!
Per fortuna il temporale d’estate dura poco ed ora finalmente mi posso sgranchire le ali  e togliermi di dosso tutta questa umidità!
L’aria è pulita e profuma di fresco ed io mi sento molto contento e di nuovo pronto per andare a curiosare!
Un..due.. tre.. spicco il volo e subito rimango a becco aperto dallo sgomento: la povera Camilla è ancora là ai bordi della radura tutta fradicia, arruffata e coperta di foglie; non si muove ed i suoi occhietti di cielo sono chiusi! I baffi sono scivolati lungo il muso affilato e respira piano piano e a fatica.
Sono veramente disperato!!! Non so che fare!! Provo a tirarle la coda…, a saltellarle sulla schiena…., a prenderla in giro.., ma niente!!
Allora comincio a gracchiare a più non posso:- Aiuto!!! Aiuto!!! Presto venite!!! Camilla sta male!!!
Subito gli abitanti del bosco si avvicinano e cercano di rendersi utili: Rosita la volpe si avvicina a Camilla e la copre con la sua lunga coda cercando di riscaldarla; Isotta ha portato un infuso di mirtilli e cerca di imboccare la sfortunata gattina mezza morta; perfino Casimiro è corso ad aiutarci: lui ha sistemato alcune foglie asciutte sotto la testa di Camilla perché possa stare più comoda; Sussurro invece è corsa a chiamare il signor tasso, il medico del bosco.
E io che faccio? Sono così agitato che non capisco più niente!! Mi avvicino al muso irrigidito di Camilla e dolcemente le mormoro una poesia all’orecchio cercando di convincerla a non lasciarsi andare:

Cara piccola gattina
muovi presto la tua soffice testina!
Resisti, non lasciarti andare!
Noi non ti abbandoniamo, ti vogliamo aiutare!
Apri gli occhi ti prego, ti scongiuro,
guarda avanti, scopri il tuo futuro!
Forza dai, la più bella sei tra tutti quanti i mici,
sveglia, sveglia qui sei con tanti amici!

Sono troppo preoccupato e le rime non mi vengono bene! Accidenti!!
Adesso riprovo!
Ma che succede? 

Rappresenta Camilla ferita sotto la pioggia

Capitolo settimo

Camilla ospite nella tana della volpe

– Il do.. do… do.. dottore sss… sss… sssta arrivando – sibila Sussurro tutta trafelata (non fate caso a come parla: ve l’avevo detto che con la pioggia inchecca!! Portate pazienza!)
Il tasso arriva di corsa e comanda a tutti di allontanarsi dalla gatta: la osserva, ascolta il suo cuoricino, rovista tra la pelliccia, le allunga le zampe, guarda le orecchie , la coda, i baffi, il naso e poi togliendosi gli occhiali appannati dall’umidità esclama: – Povero animale! E’ davvero sistemato per le feste! Lo devono aver gettato per terra senza alcuna pietà, infatti ha una zampa rotta; inoltre non essendo abituato a vivere all’aperto si è preso un brutto raffreddore ed ora ha la febbre alta. Dobbiamo sistemarlo al riparo, all’asciutto, non può certo trascorrere qui la notte.
– La ospiterò io – esclama Rosita.
– Ma tu hai i cuccioli a cui badare! rispondo io preoccupato.
– Non importa – risponde la volpe – la mia, è l’unica tana disponibile dove la gatta può entrare. Forza aiutatemi a portarla al riparo.
Tutti insieme alzano la gatta da terra e pian pianino la portano in direzione della tana di Rosita.
Io indico la strada dall’alto e gli altri avanzano a fatica sul terreno.
Isotta mormora tra i denti:- Accidenti! Quanto pesa! Come è possibile che sia così pesa e nello stesso tempo così snella? Questi sono i misteri e le ingiustizie della vita!!….e, proprio mentre si sforza di trattenere una delle zampe della gatta, uno strano rumore si perde nell’aria:- Strapp!!!! …..Sono le sue povere mutande che ancora una volta hanno ceduto!
La povera ghira fa finta di niente e continua ad andare avanti anche se dalla rabbia vorrebbe mangiarsi una dozzina di noci una dopo l’altra!
Finalmente siamo giunti davanti alla tana di Rosita: proprio sul bordo del cunicolo ci sono quattro simpatici musetti affusolati che mugolano contenti: sono i cuccioli della volpe che, subito, corrono dalla loro mamma per essere coccolati. Quanto sono carini e simpatici: saltellano intorno alla madre, la leccano, la mordono, si strofinano alla sua morbida pelliccia e hanno tanta voglia di giocare.
Mamma volpe li lecca frettolosamente e ordina loro di infilarsi nella tana. I piccoli obbediscono un po’ delusi e incuriositi.
Noi intanto poggiamo con cura Camilla davanti alla tana.
Il signor Tasso, dopo aver preso un piccolo pezzo di legno, lo sistema bello dritto alla zampina rotta della gatta e con estrema delicatezza lo lega con dei rametti di giunco.
– Miaoooooo!!!! Miaooooo!!!! miagola Camilla dal dolore e subito cade di nuovo per terra chiudendo i suoi occhioni di cielo.
Sembra che dorma ed invece è come svenuta!
Il tasso pesta alcune erbe, spappola dei mirtilli, sgrana una decina di bacche rosse e mescola tutto ottenendo un miscuglio vischioso e appiccicoso. Ordina a Casimiro ed Isotta di reggere forte la testa della gatta e dopo le apre pian piano la bocca!
Mamma mia che denti!! E quanti!! E come sono lunghi e appuntiti!! Brr mi rabbrividiscono le penne!
Con una zampata veloce e sicura il Tasso infila quella poltiglia nelle fauci di Camilla appoggiandola sulla lingua rosata.
– Sput!! Sput! Mia…!!! la povera Camilla, sentito quel sapore amaro, cerca di sputare l’impasto che le fa pizzicare tutta la gola, ma il Tasso, pronto e deciso, le chiude la bocca e i due ghiri non le consentono di muoversi.
La poveretta si agita, spalanca gli occhi terrorizzata, cerca di estrarre gli artigli , ma nulla può: gli animali la trattengono senza pietà.
Passano alcuni minuti e finalmente si calma e, lentamente, si addormenta intontita dalla erbe e intorpidita dal dolore e dall’affanno causato dal raffreddore.
Rosita la trascina con pazienza nella tana e tutti ci complimentiamo con il Tasso per la sua bravura.
Che giornata!!! Quante sorprese!!!! Chissà che ne sarà di Camilla!!! Non è facile andare d’accordo con il suo caratterino!!!!
Beh, per ora non ho più niente da fare nei paraggi, me ne torno nel mio nido per un nuovo appostamento!!
Sto per spiccare il volo stando attento a non volare contro vento (mi manca la coda, povero me!), quando sento un sibilo minaccioso soffiare dall’erba:- Ehi!! beccamorto chiacchierone! Sssbaglio o hai ssscorciato troppo il tuo vesstito?  ridacchia Sussurro scivolando silenziosa tra l’erba.
– Eh sì, mia cara seguo le tendenze dalla moda!! Non hai sentito le ultime novità??? Minigonne per tutti!!!
Tu piuttosto! Che aspetti a cambiare quella pelle tutta logora e scolorita?? Sbrigati, altrimenti ti scambieranno per una vecchia vipera svampita!!!
– Una volta o l’altra ti darò una lezione che non dimenticherai! brutto merlo curiosssone! risponde tra un soffio e l’altro la biscia.
– Ti saluto mia cara e… non ti arrabbiare così…. altrimenti lo sai… la lingua… sono guai! gracchio spavaldo e orgoglioso delle mie rime e scappo via!

Capitolo ottavo

La convalescenza di Camilla

Il mattino seguente tutti gli animali, io compreso , sono davanti alla tana di Rosita per avere notizie di Camilla. La volpe ha due occhi spalancati bordati di nero, segno di chi non ha mai dormito e per di più è anche un po’ spazientita: – La gatta ha riposato abbastanza bene, anche se ogni tanto si lamentava per il dolore alla zampa o per la tosse che non la lasciava respirare. L’unica cosa che non va è che non collabora, non vuol sentire ragioni, crede di essere in un altro mondo e non accetta nessun consiglio. Il pavimento è troppo duro, la luce della luna non è sufficiente, c’è troppo silenzio, oppure le danno noia i cuccioli, l’acqua non è fresca, le mancano delle cose strane, dei croc..crocccantini o roba del genere, insomma si lamenta sempre e non le va mai bene niente.
Il tasso si prende i baffi nella zampa, li attorciglia e pensa lisciandosi pian piano il muso.
– A tutto c’è un rimedio!! esclama fiducioso.
– E’ grave? domando io un po’ preoccupato.- No, credo di no, ma dovete fare esattamente quello che vi dirò.
– Ai suoi ordini! gridano in coro tutti gli animali, me compreso, naturalmente.
РTu, Rosita, oggi porterai i cuccioli a fare una bella passeggiata nel bosco e fino a sera vedi bene di non rientrare Рordina il tasso sicuro di s̩.

    – Ma come faccio ad andarmene…. Camilla è ferita… Sta male… Ha bisogno di…
    – Tu fai come ti dico e vedrai che quando tornerai sarà guarita ed anche meno pretenziosa…. sospira il tasso sorridendo sotto i vecchi baffi.
    La volpe chiama ad uno ad uno i suoi cuccioli, li liscia, li lava, li fa ruzzolare intorno a sé e poi, uno dietro l’altro, in fila indiana, si avviano per il sentiero e spariscono dietro un enorme cespuglio di more.
    Il tasso si guarda intorno e posando lo sguardo su Casimiro e Isotta domanda:
    – E voi?… Che cosa fate lì impalati?…. Dormiglioni! Tu, Isotta, presto, vai a preparare qualcosa da mangiare per la gatta e tu Casimiro raccogli delle foglie secche ben asciutte! Forza!! Svelto! Un… due… un… due…
    I poveri ghiri cominciano a correre ondeggiando tra uno sbadiglio e l’altro: Casimiro raccoglie le foglie ed io lo aiuto; infatti, tanto gli si chiudono gli occhi che, invece di raccogliere foglie,  pare che conti le formiche!!!
    Isotta invece, quando si tratta di cose da mangiare è ben sveglia! Si sente nell’aria un profumino di mirtilli bolliti e di lamponi scottati con le noci! Mmm! Che bontà!!!
    Quando tutto è pronto il tasso depone Camilla sulle foglie secche, sistemando con cura la sua zampina malata. Accanto al giaciglio mette un po’ d’acqua fresca e lì vicino, a portata di baffi, ci sono le ottime pietanze di Isotta ancora calde.
    Il tasso controlla che tutto sia a posto e poi ancheggiando lentamente se ne va, sennonchè…
    – Miaoooo!! Miaoo! Dove te ne vai? soffia la gatta aprendo i suoi occhioni di cielo: a vederli lì dentro con poca luce sembrano due stelline incandescenti!
    – Ah!! Vedo che stai meglio!! Sono proprio contento!! esclama il tasso compiaciuto.
    – Miaooooo!!! Non sto bene per niente! Cosa ci faccio qui al buio!! Dove sono? Riportatemi a casa!!! E poi ho fame!!! Voglio i croccantini!!! Miaoooo!!! Cosa sono queste foglie puzzolenti appiccicate alla mia soffice pelliccia? urla Camilla con gli occhi infuocati e gli artigli sfoderati.
    Solo a vederla le mie penne tremano tutte!!!
    – Carissima la mia duchessa – sbuffa il tasso spazientito.
    – Se avrai la cortesia di calmarti, ti spiegherò che ti trovi nella tana di Rosita, la volpe, la quale ti ha gentilmente ospitato, dato che eri senza casa, tutta infreddolita e per di più con una zampa rotta!! Cerca dunque di comportarti come si deve e di essere riconoscente a Rosita che ti ha fatto venire qui nonostante abbia anche quattro cuccioli!!!
    – Che cosa? Quattro cuccioli???? Vuoi dire che in questo buco dovremo stare in sei??? sibila Camilla rossa di rabbia.
    – Proprio così, mia cara!! E ringrazia il cielo!!
    Altrimenti saresti morta là nella radura, dove i tuoi cari padroni ti hanno scaraventata! conclude il Tasso andandosene.
    – Ah dimenticavo! Lì ci sono acqua e cibo, serviti pure!! e così dicendo si avvia verso l’uscita accompagnato dagli spergiuri e dagli insulti della gatta che, furiosa, miagola a più non posso.
    Anch’io corro fuori e subito mi metto in cerca di nuove notizie!

    Disegna il tasso che cura Camilla e Isotta che le porta le pietanze

    Capitolo nono

    Camilla è in punizione

    Nel bosco non si parla d’altro se non di Camilla, della sua presunzione, dei suoi modi sgarbati, e del ruzzolone che le hanno fatto fare!!
    Intanto l’eco dei miagolii disperati si diffonde in tutto il bosco, ma nessuno si avvicina: Camilla è in punizione.
    La giornata trascorre monotona, senza notizie né fatti da indagare; curioso in giro, cerco di scoprire qualche indizio sul ruzzolone di Camilla, ma niente, è proprio una giornataccia!
    Ecco che il sole sta cominciando a calare e Rosita, sfinita, si avvicina alla sua tana. I cuccioli sono scatenati: corrono qua e là, ruzzolano per terra, si mordono fra loro, si danno le zampate e la mamma non ha più la forza di fermarli.
    Il tasso, che la stava aspettando, le dice:- Ehi Rosita aspetta un momento, vado a vedere di che umore è la paziente e poi potrai entrare!
    – Cerca di far presto, tasso, sono stanca morta, questi monelli mi hanno sfinito, e soprattutto vedi che la duchessa non faccia troppe storie!! esclama sconsolata la volpe al culmine della stanchezza.
    Il tasso si avvia nel cunicolo ed io lo segue perché….beh perché…perché sono curioso, curioso da morire e devo sapere!!
    – Bene, bene, vedo che la duchessa ha mangiato tutto! Se continuerai così presto sarai di nuovo in piedi! ridacchia il dottore compiaciuto.
    – Ffffff!!! Ffffff! – soffia Camilla furiosa sfoderando gli artigli e i dentoni bianchi.
    Io dalla paura sento che sono diventato grigio e, proprio mentre me ne sto andando a penne levate, mi accorgo che dai due occhioni di cielo scendono tante lacrime trasparenti che la gattina cerca di nascondere con una zampa.
    Allora mi avvicino al tasso, ed insieme a lui, raggiungo il giaciglio di Camilla. Poi con fare un po’ impacciato domando:- Perché piangi? Non sei contenta? Presto sarai guarita…mentre parlo capisco subito che il mio tono è un po’ smorto e poco incoraggiante, così raddrizzo le penne (quelle rimaste!) e improvviso spolverando la mia vena poetica:

    Su su via non ti tirare giù
    altrimenti non vedo più i tuoi bei occhioni blu!
    Sono belli e seducenti
    ma se piangi sono assai meno splendenti!
    Ti disperi per una zampina spezzata?
    Ed io che dovrei dire della mia coda rovinata?
    Stai tranquilla, non ti preoccupare,
    qui sei tra amici e non ti puoi annoiare!
    Spazza via i brutti pensieri,
    e cerca di guarire volentieri!
    Tutti sono fuori ad aspettare
    che tu possa di nuovo camminare.
    L’unica cosa a cui devi far ben attenzione
    sono i tuoi artigli che destan gran preoccupazione!!
    Orsù via bella Camilla, scorgo tra i baffi un sorrisino,
    lo sai che quando ridi hai davvero un bel musino?

    Camilla sconsolata, ma, credo, anche un po’ divertita dalle mie rime strampalate sospira:
    – Io non sono uguale a voi, non sono nata nel bosco! Finora ho sempre vissuto in una casa comoda, al caldo, mangiando croccantini, facendo il bagno tutti i giorni. Passavo il tempo a lisciarmi la pelliccia e a fare le fusa sulle ginocchia dei miei padroni! così dicendo chiude gli occhi sconsolata e poi continua:- Come posso vivere qui in mezzo alle foglie secche, nella tana di una volpe, mangiando mirtilli e poltiglie strane dal sapore amaro e colloso! Se non mi aiuterai a scappare di qui morirò!! Miaooo! Morirò! Miaoooo!

    Capitolo undicesimo

    Che belli i cuccioli di volpe!!!

    Proprio mentre la gatta stava ricominciando a piangere arrivano di corsa i quattro cuccioli di Rosita! Subito si avvicinano a Camilla che li guarda stralunata.
    – Chi sei?
    – Come ti chiami?
    – Cosa ci fai qui?
    – Che bella pelliccia!
    – Mamma mia che coda!!!
    – Quella della mamma è più bella!
    I piccoli continuano a far domande, a palpeggiare la povera gatta, a tirale i baffi e le orecchie; lei non sa cosa fare. Vorrebbe allontanarli con una bella zampata uncinata o con una delle sue sonore soffiate, ma, nello stesso tempo, quei cuccioli così morbidi e birichini la incuriosiscono, la fanno sentire strana: vorrebbe stringerli a sé, ma dato che sono tutti sporchi rinuncia subito all’idea voltando lo sguardo verso il fondo della tana, facendo finta di dormire.
    – E’ di poche parole la nostra ospite, non è vero mammina?
    – A me sembra un po’ snob! Certo ha una bella coda…ma la nostra sarà sicuramente più bella! Deve solo darci il tempo di crescere e poi…
    – Silenzio, birbanti chiacchieroni! grida Rosita – Tutti a letto e mi raccomando…. ricordatevi di chiudere gli occhi!
    Io e il tasso salutiamo cortesemente Rosita e ce ne andiamo in silenzio.
    Io, però, che sono un tipetto curiosone, ormai lo sapete tutti, mi nascondo vicino al bordo della tana e sbircio la situazione da lontano perché non credo affatto che la bella Camilla si sia addormentata come tutti credono.
    Infatti, appena Rosita e i cuccioli dormono, apre prima un occhietto, poi l’altro  e comincia a guardarsi intorno. Nel buio della notte quei suoi occhi sono davvero una meraviglia, anche se mi spaventano un po’. Non sono più celesti come il cielo, ma gialli fosforescenti, simili a due piccole fiammelle che si muovono nel buio.
    Povera Camilla è davvero disperata! Si guarda la pelliccia tutta arruffata: pian piano cerca di pulirla e sistemarla leccando i peli con cura; con una zampina anteriore si tira i baffi e li attorciglia, poi si liscia le orecchie e distende elegante la coda!
    Certo la classe è classe! Io non riuscirei a far ruotare la mia coda in quel modo nemmeno se prendessi lezioni dal pavone! E nemmeno saprei distendere le ali con quella grazia! Eh no, non lo saprei proprio fare!! Peccato però, perché mi piacerebbe molto muovermi con garbo ed eleganza.
    Ma torniamo a noi bambini!!
    Mentre Camilla cerca di farsi bella, la sua attenzione cade di colpo sui quattro cuccioli acquattati lì vicino a lei: li guarda attentamente torcendo il musetto ora a destra, ora a sinistra per osservare bene tutti i particolari; sporge il nasino in avanti per fiutare il loro odore, e… allunga persino le due zampine anteriori per toccare la loro morbida pelliccia.
    Loro dormono tranquilli e beati, tutti accoccolati l’uno vicino all’altro tanto da sembrare un unico grande batuffolo di morbido pelo rossastro.
    Camilla li osserva meglio, cerca di avvicinarsi a loro ancora di più e le due fiammelle fosforescenti ruotano di qua e di là curiose di scoprire  e di conoscere cose nuove.
    – Come sono belli! soffia piano piano la gatta annusando i quattro volpacchiotti raggomitolati su se stessi – Sono morbidi come l’ovatta e lisci come la seta!
    – Io non so spiegarvi questi strani paragoni, non ho mai sentito parlare di ovatta o di seta… Però vi assicuro che Camilla guarda quei piccoli in un modo strano, molto tenero e dolce; in questo momento le fiammelle dei suoi occhi brillano intensamente ed anche sul suo musetto sempre indignato si affaccia un piccolo sorriso!
    Ma che sto facendo??? Non mi sto mica innamorando?? Noo! Devo scappare via altrimenti quelle fiammelle mi ipnotizzano!!
    Frullo le ali a più non posso e, sbandando qua e là, arrivo tutto trafelato al mio caro vecchio nido: finalmente posso riposare al calduccio! Buonanotte!!!

    Rappresenta Camilla e i cuccioli nella tana.

    Capitolo decimo

    Sussurro in gran segreto da Camilla

    Il sole si alza pian piano dietro i rami intricati e saluta il cielo con la sua luce intensa e rosata. Un raggio dispettoso si infila nel mio nido e gioca con le mie piume intorpidite, le riscalda e poi batte suoi miei occhi insonnoliti. Mi stiro tutte le penne, allungo le zampe, apro il becco e un.. due.. un.. due sono bello vispo, in piedi, pronto a indagare e curiosare. Volete venire con me? State attenti ai miei sbandamenti!!! Forza andiamo a salutare la bella Camilla!
    La zampa della gatta sta un po’ meglio, il raffreddore è quasi passato ed anche l’umore migliore a vista d’occhio: ormai si è dimenticata di quei dannati croc…croccc…croccantini, infatti mangia volentieri anche le pietanze di Isotta e, suo malgrado, si sta abituando anche al giaciglio di foglie secche.
    Rosita e i cuccioli sono andati al fiume e la tana, appena illuminata dai riflessi del sole è silenziosa: Spicco un volettino e mi trovo di nuovo al cospetto di sua maestà la gatta Camilla: i suoi occhioni non sono più fiammelle luminose, ma hanno ripreso il loro bellissimo colore azzurro; non sono più minacciosi ma rilassati e tranquilli.
    – Ancora tu! Merlo curiosone! Cosa vuoi?? miagola lei leccandosi la folta pelliccia tutta stropicciata.

    – Mi presento, mia signora,
    anche se lei ormai mi ignora:
    il mio nome è Gelsomino
    detto anche il “gazzettino”!
    Son venuto a salutare
    il “buongiorno” le volevo dare!
    Mi scusi se sono stato un po’ sgarbato
    spero che mi abbia perdonato!
    D’altra parte anche lei era un po’ nervosa
    e aveva l’aria spaventosa!
    Ora invece mi sembra un tantino più rasserenata
    su su via oggi sarà una splendida giornata!
    Se lei gradisse la mia dolce compagnia
    beh..io sarei il merlo più felice che ci sia!!

    – Senti Gel.. Gel…
    – Gelsomino! confermo orgoglioso
    – Credi che guarirò? Che potrò di nuovo camminare?- Certamente mia duchessa e molto presto! Vedrai quanto è bella la vita qui nel bosco!! Altro che padroni e croc.. crocc… insomma quella robaccia che ti davano da mangiare! esclamo sicuro e deciso.
    – Miaoo!! ribatte poco convinta la gatta.
    Ora lascio Camilla ai suoi pensieri e me ne volo qua e là in cerca di notizie e novità.
    Ma che cos’è questo lieve fruscio? Da dove viene?
    Ecco, vedo muoversi l’erba proprio davanti alla tana di Rosita. Chi sarà? Devo assolutamente scoprirlo!
    E’ lei! Inconfondibile come sempre, la biscia che striscia nell’erba liscia: Sussurro!
    Scivola pian piano guardandosi intorno e, credendo di non essere vista da nessuno, si infila quatta quatta nella tana dove riposa Camilla.
    Io naturalmente potrei farmi i fatti miei ed andarmene, ma non ce la faccio! Sono curioso di sapere che cosa va a fare Sussurro da Camilla!
    Cerco di non cedere alla tentazione, ma le mie penne sono tutte un formicolio di curiosità e quindi desisto dai buoni propositi e mi acquatto sul bordo dell’entrata del cunicolo e ascolto! Anzi, siccome non voglio perdermi questo evento, mi spingo anche un pochino in dentro così da poter vedere quello che succede.


Letto 1848 volte.


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Invito tutti a non inviarmi più libri in lettura. Per mancanza di tempo, e dall'11 novembre 2013 anche di salute, non posso più accontentare nessuno. Così pure vi prego di non invitarmi a convegni o presentazioni di libri. Chiedo scusa.
Bart