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LETTERATURA: “Lo spazio nero” di Fabio Fracas

11 Dicembre 2009

[Fabio Fracas è autore, editor, giornalista e sceneggiatore. Oltre a racconti, libri e poesie scrive per il cinema, per il teatro, per i fumetti e su varie testate giornalistiche cartacee e Web. Suoi brani e suoi lavori sono stati rappresentati in vari festival e da diverse compagnie. Ha ricevuto una serie di riconoscimenti letterari e nel 2004, assieme alla poetessa Federica Castellini, ha fondato MacAdam – MacAdemia di Scritture e Letture.]  

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Lo spazio nero – III – 41 | È parecchio che ci penso. E più ci penso, maggiormente ne sono convinto: l’editoria classica – così come io e voi la conosciamo – sta per finire. Non si tratta di un proclama e purtroppo, neanche di una provocazione fine a se stessa. Si tratta, semplicemente, di una considerazione maturata in base alla mia personale esperienza. E quindi – mi auguro – limitata e fallibile.

Ripeto: mi auguro. 

Il fatto è che di libri, paradossalmente, ne esistono troppi e se ne leggono troppo pochi. Lo scorso 5 maggio 2009, l’Istat ha reso pubblici i dati relativi alle opere pubblicate nel 2007. In totale, sono stati dati alle stampe ben 59.129 volumi. 36.819 di questi erano opere prime, 3.879 edizioni successive e infine 18.431 ristampe. Nel 2006, per completezza, i libri pubblicati erano stati 61.440. 

A parte il lieve calo registrato rispetto all’anno precedente – che però nel 2008, secondo dati non ancora ufficiali, non sarebbe presente – ciò che colpisce maggiormente e che, leggendo frettolosamente questi numeri ne emergerebbe l’immagine di un mercato fiorente. 

In realtà, approfondendo il contenuto dell’indagine, è possibile rendersi conto che la tiratura media di ogni opera – con l’esclusione dei best-seller – si attesta solo sulle 3.981 copie. “Tiratura” non è sinonimo di “venduto”. Ovvero: se di un testo vengono realizzate solo 3.981 copie è molto probabile che quelle vendute siano, all’incirca, 2.000. 

Non mi soffermo sul fatto che molti testi, come quelli scolastici, rientrano in specifiche classi editoriali e neanche considero che alcuni volumi, in realtà, hanno venduti notevolmente inferiori. Quello che mi preme sottolineare è che non può essere fiorente – per usare la precedente espressione – un mercato nel quale la tiratura totale annua si attesta a sole 235.389 copie. 

Certo, ripeto, ci sono i best-seller. Certo, i dati Istat si riferiscono solo all’81,8 per cento degli editori registrati nell’archivio generale e quindi non ragionano sul totale. Certo, andrebbero considerati anche tutti i libri pubblicati gli anni precedenti e che continuano a essere venduti. 

Ciononostante, comunque, il principio resta. 

E questi dati sono ancora più sconfortanti se si pensa che in tutta Italia ci sono decine di migliaia di rivendite di libri e che i potenziali lettori sono oltre 40 milioni su un totale della popolazione pari a 58,9 milioni di persone.

Eppure, sempre secondo l’Istat, i dati parlano chiaro. I lettori “forti” – cioè coloro che leggono di più – rappresentano fra il 5 per cento e il 6 per cento della popolazione e contemporaneamente, reggono sulle proprie spalle ben l’80 per cento dell’intero mercato editoriale. E tutto ciò, tenendo conto che lettori forti – in Italia, preciso – lo si diventa leggendo solo dieci libri l’anno. 

In questo panorama, ipotizzare un futuro per la scrittura diventa – a mio avviso – impossibile se prima non si concretizza un futuro per la lettura. 

Pensiamoci, prima di dedicarci agli – oramai prossimi – acquisti natalizi.


Letto 3427 volte.


6 Comments

  1. Commento by Giovanni — 11 Dicembre 2009 @ 08:42

    Finalmente è arrivato! Sbaglio o questo mese lo spazio nero è un po’ in ritardo? Due domande: dove posso trovare i dati che citi e quale soluzione è possibile dal tuo punto di vista? Ciao. Giovanni

  2. Commento by Fabio Fracas — 11 Dicembre 2009 @ 12:20

    @Giovanni: i dati sono stati presi direttamente dal sito Istat e in particolare da questa pagina: http://www.istat.it/dati/dataset/20090505_00/ Per quello che riguarda il mio punto di vista sulla possibile soluzione, devo confermare quello che ho scritto nel pezzo: dobbiamo leggere di più. Tutti. Un caro saluto,

  3. Commento by Alessandra — 11 Dicembre 2009 @ 14:04

    E’ vero, dobbiamo leggere di più ma anche leggere meglio! Non intendo dire che ci siano libri di serie A o di serie B, piuttosto ci sono libri scritti bene e altri scritti male e noi dobbiamo scegliere quelli scritti bene. Non credo che i libri cartacei moriranno mai, piuttosto cambieranno i punti vendita e purtroppo i grandi la faranno da padroni. Una delle soluzioni potrebbe essere quella di rivolgersi alle piccole librerie e curiosare tra le opere edite dalle piccole case editrici che, coraggiosamente, spesso  pubblicano libri particolari. Io  ho conosciuto una libraia che vende esclusivamente libri che ha letto o di cui conosce bene il contenuto. E’ una piccola libreria preziosa che offre libri di vario genere e per i diversi gusti.  Non è nulla di nuovo: tutti abbiamo il ricordo del libraio che sapeva aiutare l’acquirente nella scelta del libro, ma è comunque un’ inversione di tendenza rispetto a quello che abbiamo visto negli ultimi anni.  Speriamo solo che duri!

    Alessandra

  4. Commento by Gian Gabriele Benedetti — 11 Dicembre 2009 @ 16:55

    Due brevi considerazioni, ai margini di queste interessanti note.

    La prima. Vi sono libri stampati da piccole case editrici o addirittura da tipografie, libri che non hanno prospettive. Eppure, tra questi, si trovano opere di valore all’altezza (o superiori) di quelle prodotte da grandi editori. Poco spazio si dà alla novità, allo sconosciuto, al nuovo che pur varrebbe. Ed allora si punta sull’autore noto, che permette un certo sicuro introito. Vengono prodotti, in tal modo, libri, che, o per linguaggio o per contenuto, sono assai lontani dalla sensibilità, dall’attenzione, dal gusto, dalle potenzialità dei possibili lettori. Spesso nello scrivere e nel pubblicare libri si pensa più alla critica letteraria che al vero utente. Tutto ciò allontana e scoraggia chi potrebbe prendere un libro in mano (anche il costo della pubblicazione non è trascurabile, in questo caso).

    La seconda. Se è vero, come è vero, che in Italia si legge poco (ed è una disgrazia), responsabile di ciò, a mio avviso, è in gran parte, anche la scuola, oltre, come già accennato, a certi autori privilegiati dalla stesse grandi case editrici. La scuola rare volte si dimostra capace di offrire il vero gusto per la lettura. Spesso è asettica, fredda, distaccata; si limita a fornire nozioni (attualmente poche anche quelle, purtroppo!), senza coltivare quegli interessi veri, genuini, essenziali, che spingerebbero la curiosità, il gusto degli scolari e degli studenti e li indirizzerebbero verso la lettura. Talvolta, purtroppo, la scuola ha un che di oppressivo e di limitato, tant’è che, al termine, lo studente si trova talmente nauseato da avere un quasi totale rifiuto del libro stesso.

    Gian Gabriele

  5. Commento by Fabio Fracas — 13 Dicembre 2009 @ 15:01

    @Alessandra: non sono del tutto sicuro che i libri sopravviveranno se le loro fortune verranno lasciate unicamente alla buona volontà di alcuni. Certo, non credo neanche che si estingueranno: dovranno reinventarsi. Finalità, strutture, logiche e persino metodologie di utilizzo dovranno essere rinnovate. Dal mio personale punto di vista. Un caro saluto,

    @Gian Gabriele: entrambe le tue considerazioni sono – dal mio punto di vista – corrette e puntuali. Purtroppo “così è” e così rimarrà fino a quando tutti noi non decideremo di prenderne realmente coscienza. Lo spazio nero, per quanto umilmente e relativamente, serve anche a questo. Un caro saluto,

  6. Pingback by Auguri in anticipo « The Andromeda Society — 13 Maggio 2010 @ 11:36

    […] Lo so che Natale è ancora lontano e che siamo tutti presi dal lavoro e dalle quotidiane incombenze. Eppure, proprio per questo motivo, credo che sia meglio anticipare il consueto scambio di auguri per poterli gestire con calma e goderli nella pienezza del loro valore. The Andromeda Society, quindi, augura a tutti i propri Tesserati, ai Soci e a chiunque si sia avvicinato, negli anni, alle sue attività – o ne condivida le finalità – di trascorrere serenamente le imminenti festività. Magari in compagnia di un buon libro. […]

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A chi dovesse inviarmi propri libri, non ne assicuro la lettura e la recensione, anche per mancanza di tempo. Così pure vi prego di non invitarmi a convegni o presentazioni di libri. Ho problemi di sordità. Chiedo scusa.
Bart