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LETTERATURA: Cencio Ognissanti è in ospedale

16 Marzo 2022

di Bartolomeo Di Monaco
(Estratto dal mio romanzo-cronaca “Cencio Ognissanti e la rivoluzione impossibile”, del 1995/1996)

Agostino si era girato un’altra volta. Celso, invece, aprì gli occhi, e chiese alla moglie un po’ d’acqua.
«Non puoi bere» gli rispose. Lui richiuse gli occhi, e fu di nuovo preso dal sonno.
La mamma di Agostino si chiamava Benedetta. Sistemato il figlio, che si era scoperto, si rivolse di nuovo a Cencio.
«Perché poco fa lei ha detto: se Dio esiste? Non crede che Dio esista?»
«Lei ci crede?»
«Certo che ci credo. Come si potrebbe vivere senza credere in Dio?»
«Perché, che cosa le fa di tanto speciale Dio, a lei?»
«Allora lei non ci crede…»
«Sì, invece. Penso anch’io che ci sia un Dio, ma che si diverta a farci tribolare. Ci credo certi giorni sì e certi giorni no, secondo come mi alzo al mattino.»
«Così, è come non crederci.»
«Dipende da come mi sento dentro.»
«Quando lei sente dentro qualcosa, quello è Dio.»
«Così piccino, da entrare dentro di me?» Si divertiva Cencio, perché avvertiva una fede salda nella mamma di Agostino. L’altra donna, la moglie di Celso, si chiamava Letizia.
«Non si prenda gioco di Dio, Cencio» disse. «Lei è un giovanotto intelligente, non può mancare di rispetto a Dio.»
«Stavo scherzando, signora, mi creda, e mi perdoni, se mi sono preso gioco della vostra fede. Tutto sommato, sono anch’io un buon cristiano, anche se prima di andare in paradiso, mi toccherà fare un po’ di purgatorio. Ma non è detto che non sappia conquistarmi anche il paradiso.»
«Lei sta ancora scherzando» disse Benedetta.
«Vuole che le dica la verità? Ecco, se mi ci metto a ragionare, ci sono delle cose che non mi convincono.»
«Perché? Lei pensa che sia facile capire Dio? Capire Uno che è eterno, infinito, onnipotente, eccetera eccetera. C’è da far venire le vertigini anche ai cervelli più sofisticati.»
«Non vi mettete a ridere, ma…»
Cencio si interruppe, perché Loretta gli andò con la faccia proprio davanti al viso.
«Non ti mettere a dire altre sciocchezze» gli fece, con un tono risoluto e di rimprovero.
«Questa invece la voglio proprio dire, perché ci ho pensato più di una volta.»
«Invece, stai zitto, ed è meglio che discorri di politica.»
«Lo faccia parlare.» Era Letizia.
«Sono curiosa anch’io» disse Benedetta. La conversazione di Cencio teneva loro compagnia, visto che i rispettivi familiari stavano ancora dormendo.
«Lei ci va mai al cimitero?» Cencio si rivolgeva alla mamma di Agostino.
«C’è sepolto uno dei miei figli, al cimitero» rispose, facendosi seria.
«Oh, mi dispiace» fece Cencio.
«Visto? che dici un mucchio di sciocchezze…» Era di nuovo Loretta.
«Lo faccia dire. Che colpa ne ha suo fratello, se uno dei miei figli è morto. Certo che ci vado al cimitero.»
«Posso continuare, allora? Non le dispiace, signora Benedetta?»
«È divertente starla a sentire.»
«Mi crede un mezzo matto, dica la verità.»
«No, no, che dice mai.»
«Quando si trova davanti alla tomba di suo figlio, lei prega, naturalmente. Lo faccio anch’io, è normale, quando vado a trovare certi miei sfortunati amici. Che cosa prega?»
«Dico al Signore di accogliere mio figlio in paradiso.»
«E poi?»
«Chiedo a mio figlio di intercedere presso Dio per tutti noialtri, per Agostino in particolare, ma anche per me, perché riesca a superare le difficoltà di tutti i giorni. Mi creda, non è facile per una mamma, vedere il proprio ragazzo crescere al giorno d’oggi. Spesso piango quando sono sola.»
«Mi dispiace di aver toccato questo argomento. Sono proprio un maleducato, ha ragione mia sorella.»
«È anche questa, la vita, sa? Non deve chiedere scusa. Lei non prega allo stesso modo? Che cosa chiede lei, invece?»
«Le stesse cose, pari pari. Sono le cose che chiedono tutti. Le chiede anche lei, vero?, signora Letizia?»
«Più o meno.»
«Ecco, vede, tutti chiedono su per giù le stesse cose. Allora mi metto a pensare. Da quando esiste il mondo? Da milioni di anni. Quante persone sono morte d’allora? Miliardi di miliardi, e forse tanti di più, non è così?»
«E chi potrebbe mai contarli.»
«Questi uomini, se Dio esiste, dove sono andati?»
«Nell’aldilà. Chi all’inferno, chi in paradiso, chi, come succederà a lei, in purgatorio.»
«Io andrò dritto dritto in paradiso, vedrà.»
«Glielo auguro, perché i preti dicono che si soffre anche in purgatorio, non come all’inferno, ma qualche pena c’è anche lì.»
«Non tutti saranno andati all’inferno…»
«Gli uomini se lo meriterebbero. Ci troverà poche donne, credo. Noi l’inferno lo viviamo qui sulla Terra.»
«Siamo noi che si vive l’inferno, stando accanto a voi. Le donne sono figlie del demonio, dice mio padre.»
«Non è vero» rispose subito Loretta. «Babbo ci adora.»
«Fa finta. Ma dentro vi considera figlie del diavolo.»
«Non ti mettere a scherzare su babbo.»
«Ammesso che i morti siano divisi, una parte in paradiso, una parte all’inferno e l’altra in purgatorio, sono sempre tanti, e non crede che ce ne siano miliardi e miliardi per ciascuna destinazione?»
«Altroché.»
«Ecco, allora mi spieghi, come fanno i morti ad esaudire le nostre preghiere di intercessione. Se lo immagina, lei, che ressa, che confusione, che coda, per andare a parlare col Padreterno!»
«Ma lassù sono anime, mica hanno i corpi come noialtri. Chissà in che modo comunicano tra di loro. Per me, è possibile parlare con Dio…»
«E poi, pensi ai grandi uomini che sono vissuti sulla Terra, ai grandi scienziati, ai grandi poeti. Pensi a Dante, a Platone, a Einstein, a Skakespeare. In tutti questi millenni, da che esiste l’uomo, lei immagini quanti cervelloni sono passati da questa Terra. Allora io mi domando: Dio sta ad ascoltare qualcuno dei miei sfortunati amici, che sono vissuti senza lasciare nessun segno sulla Terra, e sì e no sapevano ragionare solo sulle cose semplici, e quando si mettevano a fare una moltiplicazione, una volta facevano bene, e tre volte la sbagliavano, o piuttosto non ascolta costoro, che sono stati grandi? Come fanno i miei amici ad avvicinarsi a Dio, che è circondato da uomini tanto illustri, da gratificare il Padreterno?»
«Ma con Dio si parla col cuore, non con la mente, ed anche un povero cristiano ignorante può avere accesso a Dio, più di Einstein.»
«Insomma, converrà con me che non è così facile immaginarsi l’aldilà. Eppoi, è mai possibile che nessuno dei nostri cari, non possa venire a raccontarci niente? Possibile che con la morte, tutto di noi scompaia?»
«Gli studiosi del paranormale sostengono che i morti tornano sulla Terra, e a volte ci si può anche parlare, non lo dimentichi, Cencio.»
«Bisognerà che le studi queste cose. Sei contenta Loretta, se lascio la politica e mi metto a studiare gli spiriti?» Si mise a ridere.
«Allora è meglio la politica. A me gli spiriti fanno paura.»
«Uhm, non me lo dica, che quando alla televisione c’è qualche film horror, e mio figlio lo vuol guardare, io spesso chiudo gli occhi per la paura, e la notte non dormo. Uhm, non mi parli di spiriti, perché mi vengono i brividi già da ora, a pensarci. No, no, cambiamo discorso, la prego, Cencio.»
«Anche a me, per la verità, fanno un po’ senso, ma con mio marito vicino, riesco a superare la paura, quando guardo un film dell’orrore. Penso che sono cose inventate, e che non succedono.»
«Se gli spiriti esistono, possono anche succedere.»
«Questo è vero, ma penso sempre che succedano agli altri. In questo modo, mi metto la coscienza in pace.»
Cencio si gettò il lenzuolo sulla testa.
«Uuuuuh, uuuuuh» si mise a fare.
«Ecco, questo è mio fratello. Come lo vedete ora, io lo vedo tutti i giorni. Ditemi se non ce le ho qui sulla Terra, le pene da scontare.»
«Deve essere contenta ad avere un fratello così. Le tiene compagnia, e le rende allegra la vita.» Non era vero, perché per essere allegri, ci vuole anche un lavoro, e né lei, né Cencio, lo avevano trovato ancora.

Il libro (2 volumi), qui.


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A chi dovesse inviarmi propri libri, non ne assicuro la lettura e la recensione, anche per mancanza di tempo. Così pure vi prego di non invitarmi a convegni o presentazioni di libri. Ho problemi di sordità. Chiedo scusa.
Bart