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LETTERATURA: Il volo della poiana

15 Dicembre 2021

di Bartolomeo Di Monaco

Estratto dal mio racconto “I figli di Ludovico”, del 1992: (Ludovico e la nipotina Chiara stanno volando. Ecco che incontrano una poiana).

“Ludovico avvertiva di essere entrato in una zona della vita in cui l’etĂ  non conta piĂą niente, e solo lo spirito è il padrone assoluto della propria esistenza.
Chiara lo chiamava a gran voce. Aveva intravisto laggiĂą in basso, dentro una lussureggiante foresta, un grosso canalone, e in fondo ad esso aveva scorto un corso d’acqua.
«Voglio andare a vedere, nonno!» gridava.
Allora distesero in avanti le braccia, si misero in direzione di quel punto lontano e… frrr, frrr, l’aria prese a sferzarli come un vento impetuoso, sembrava una lama tagliente; nemmeno riuscivano a muovere la testa tanto era forte l’attrito che provocavano.

Una poiana stava appostata in cerca della preda sopra uno sperone di roccia, quando si vide passare davanti, proprio all’imbocco del profondo dirupo, Ludovico e Chiara che, presi dall’entusiasmo di quel volo, puntavano dritti incontro al corso d’acqua. La poiana allungò il collo, piegò la testa verso il basso e seguiva con l’occhio incuriosito quegli sconosciuti. Arruffò infine le piume sul collo, scosse le ali, e d’un tratto spiccò il volo. Fu nel cielo; fece tre o quattro giri ampi come a godere della potenza che stava imprigionata dentro quel corpo selvaggio, quindi si buttò nella scia dei due; serrando le ali, raccolse sotto il ventre le zampe robuste, e fu così rapida la picchiata che la poiana fu presto a fianco di Ludovico. Non lo aggredì, colta da una meraviglia che fiaccò la sua voglia di predare; ma voltando il capo verso di lui, nel volo stette a mirarlo, e non staccava gli occhi da quelle braccia così differenti dalle sue magnifiche ali.
Ludovico non si accorse di nulla; ancora godeva di quella velocitĂ  che lo lanciava nel cuore della natura; per la prima volta ne intuiva i segreti. Fu Chiara a scorgere il rapace, e lo gridò al nonno, che voltando il capo alla sua sinistra si trovò davanti agli occhi il becco adunco di lei, minaccioso. Ma la poiana ancora era ottenebrata dallo stupore, e Ludovico ebbe il genio di starla a guardare senza paura, e la bestia allora scosse le palpebre, chiuse per un istante gli occhi, e parve al vecchio d’averla conquistata. La poiana infine si allontanò; aprì le ali e di nuovo si distese nel cielo con movimenti solenni, superbi. Stava sopra i due, non se ne andava, compiva ampi giri lenti, maestosi; e Ludovico capì che essa dispiegava su di loro la sua antica fierezza, con orgoglio mostrava tutta l’armonia della sua superiore consuetudine con quegli spazi. Chiara salì verso di lei; il nonno la chiamò per fermarla, ma la bimba giĂ  stava sotto le ali dell’uccello e con lui giocava; ne udiva Ludovico la risata cristallina.
Un nibbio che stava appostato tra le rocce della parete fece capolino. Comparve infine tutto intero, teneva gli artigli afferrati alla pietra aguzza. Alzò la testa, spalancò gli occhi e stette immobile ad osservare il gioco della poiana. Coi movimenti del capo seguiva quel volo prepotente, inventato. Aprì infine le ali e fu anche lui nel cielo. Lo scorse la poiana. Voleva attaccare. Mosse incontro al nibbio. Ma fu un istante. Il nibbio era giĂ  vicino a loro e col suo verso chiamava al gioco la poiana; ed essa allora distese le ali, girò due tre quattro volte nel cielo, e guardava il nibbio intrecciare il volo con la bimba. Infine si calò tra loro e tutti e quattro parvero riempire il cielo.”

Il libro, qui.


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Bart