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LETTERATURA: INCIPIT: Gianpaolo Borghini: “Il tango dell’angelo perduto”, La Riflessione – Davide Zedda Editore.

9 Giugno 2008

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Arriviamo ad un giardinetto pubblico mentre l’alba spunta vitale dalle nuvole che frastagliano il cielo; siamo ormai a casa di Laura ma ci fermiamo ugualmente, lo abbiamo deciso senza necessità di parole, ancora non riusciamo a lasciarci. Scegliamo una panchina che sembra messa lì solo per noi, chissà quando, desiderosa del calore dei nostri giovani corpi, quasi quanto io desidero sentire quello di Laura. Il giardino e le strade attorno, completamente deserte, cominciano a manifestare i primi segni di risveglio dal torpore notturno.
Lei ha ignorato la mia esistenza per troppo tempo, perché potessi conservare ancora qualche speranza d’interesse da parte sua. Nemmeno la più solida convinzione e il più granitico desiderio giovanile avrebbe potuto sopravvivere a due anni di saluti stentati, mai partiti per primi, a sguardi indifferenti, al vederla ridere solo con gli altri. Per tutto questo tempo l’avevo incrociata per la Facoltà di Medicina dell’Università di Buenos Aires senza essere sicuro che mi vedesse o che conoscesse davvero il mio nome, cercando disperatamente qualcosa di intelligente da dirle, qualcosa che la colpisse, senza mai riuscire a mettere due parole di seguito, a far seguire almeno una sillaba al primo, stentato “ciao”. Per i primi tempi, quelli in cui è stato più difficile sopportare la sua indifferenza, avevo avuto la sensazione che ad ogni incontro mi scambiasse per qualcun altro. Per molto tempo mi sono sentito come un aspirante poeta che ha partecipato a tutti i concorsi del paese, considerando il suo impareggiabile capolavoro meritevole del Nobel, non ottenendo alcun segno d’interesse o menzione o segnalazione o altro che potesse classificarlo come collega di Borges.
Poi quel pomeriggio tutto è cambiato, misteriosamente, come se qualcuno avesse deciso, con una di quelle beffe che a volte succedono, che quel giorno dovevo essere io il prescelto. Che sia stata la vita, il destino, forse Dio o più probabilmente il demonio ad averlo fatto, non importa granché, quello che importa è che lei mi abbia detto, incrociandomi sulla scala fra il primo e il secondo piano della facoltà: “Alfonso, perché non vieni a vedere la partita da Jorge stasera?” e lo aveva detto nel modo migliore: come fossimo sempre usciti insieme e ci legasse una profonda confidenza. Non solo conosceva il mio nome, ma mi stava invitando ad una partita, aveva sentito il desiderio di condividere qualcosa con me.
La partita era Argentina – Italia della prima fase dei mondiali; i mondiali erano quelli di Argentina ’78. Sapevo che l’Argentina era favorita perché i miei amici non parlavano d’altro, ma il calcio non riusciva ad interessarmi, malgrado gli sforzi. Ero anche andato a vedere qualche partita del Boca Juniors, per cercare di scoprire il segreto di tanta passione e con tutta la disponibilità di farmi travolgere a mia volta. Quando gli altri mi videro esultare, convinto, solo in tutta la curva, per un gol degli ospiti, mi classificarono irrecuperabile allo sport e smisero di chiamarmi: in fondo avevo solo confuso una squadra per un’altra. Però non m’importava dove Laura mi avesse invitato, non m’importava che Jorge fosse, a detta di tutti, il suo ragazzo e che presto, sempre a detta degli stessi tutti, sarebbe andata a vivere con lui: lei mi aveva chiesto di andarci e ci sarei andato anche se si fosse trattato di prendere il sole nella Terra del Fuoco, in inverno e in costume da bagno. Il calcio, per quella sera, mi sarebbe piaciuto, forse avrei sentito quella tanto desiderata passione travolgermi e scaldarmi le viscere. In realtà mi sentivo come avessi finalmente vinto il premio letterario più importante del paese e la mia poesia fosse stata lodata da Borges in persona e ispirata cecità o come avessi vinto il Nobel per la medicina.
Ho cercato di dissimulare nell’espressione e nella voce lo choc emozionale che quelle semplici parole mi hanno provocato, ma il mio volto si è modificato in una maschera attonita, tanto che Laura è stata sul punto di dire: “Come vuoi, se hai qualche impegno non c’è problema”, ma io l’ho anticipata, per non correre il rischio di non farcela a replicare, accettando senza aspettare nemmeno un respiro e sono corso nel bagno più vicino tentando di elaborare quell’invito, in una solitudine odorante di piscio e fumo stantio.
Ad elaborarlo del tutto non ci sono riuscito e sono rimasto, malgrado l’euforia, in una lacerante indecisione fino a quando il mio dito indice destro, in totale disobbedienza, ha premuto il campanello di Jorge, in un vicolo nemmeno tanto rassicurante della Boca. 

SCHEDA LIBRO:
AUTORE: Gianpaolo Borghini
TITOLO: Il Tango dell’Angelo Perduto
Editore: La Riflessione – Davide Zedda Editore
Isbn: 978-88-6211-1171 

CONTENUTO:
La vita di Alfonso Lopez, medico argentino rifugiato in Italia durante la dittatura militare, viene sconvolta dal riapparire di Laura, la ragazza di cui era innamorato, svanita in quegli anni di orrore. Lei è ancora giovane come allora, anche se sono passati più di vent’anni.
Spinto dagli eventi e dalla curiosità di collocare un ritorno così straordinario, soprannaturale, Alfonso torna indietro, a quella Buenos Aires che aveva rifiutato e viene costretto a vivere quel terribile passato. Pur avendo cercato di evitarlo con la fuga.
Grazie al contributo di una serie di personaggi limite e di un concatenarsi di avvenimenti anche fantastici, il protagonista ritrova quella vita che aveva abbandonato per paura. Ritrovando, nel proprio doppio, tutto il male di quegli anni dissennati. 

AUTORE:
Gianpaolo Borghini è nato a Ferrara nel 1968.
Nel 2006 il suo racconto “Intelligence Combat” è stato inserito nell’antologia “Venti d@lla Rete” edita da Graphe.it. Nel 2007 è entrato fra i cinque finalisti del concorso “Nuove Storie Ferraresi” con il racconto “L’Emigrante e il Becchino”, che è stato pubblicato da Corbo Editore nell’antologia conseguente.
Il suo primo romanzo “Il Bambino dei Miracoli” è in via di pubblicazione da Giraldi Editore.
Il “Tango dell’Angelo Perduto” è il suo nuovo romanzo.
Per contattare l’autore: gianpaolo.borghini@gmail.com

 

 


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1 commento

  1. Pingback by Fontan Blog » LETTERATURA: INCIPIT: Gianpaolo Borghini: “Il tango dell’angelo … - Il blog degli studenti. — 10 Giugno 2008 @ 01:35

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A chi dovesse inviarmi propri libri, non ne assicuro la lettura e la recensione, anche per mancanza di tempo. Così pure vi prego di non invitarmi a convegni o presentazioni di libri. Ho problemi di sordità. Chiedo scusa.
Bart