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LETTERATURA: La lettura come viaggio

29 Maggio 2021

di Bartolomeo Di Monaco

Ogni lettore quando entra in una storia compie un viaggio. Un viaggio personale. Le sensazioni e i convincimenti sono tutti suoi, e possono non essere dell’autore. La sua lettura ha perciò una certa qual sacralità.

Ormai sono molti anni che ho intrapreso a scrivere le mie “Letture come viaggio”. Se non mi sbaglio sono già 24 i libri che le raccolgono. Qualcuno ha detto che sono un innovatore proprio per l’obiettivo che mi sono posto: quello di concepire la lettura come viaggio, un viaggio personale e dunque unico. Una preziosità. Ciascuno di noi può fare un viaggio di questo tipo e confrontarlo con il mio e con quello di altri, che abbiano ovviamente voluto compierlo.

La saggistica tradizionale si comporta diversamente. Ad essa mi attenni quando fui invitato nel 2020 a tenere una conferenza presso l’Università di Udine sul mio amato scrittore Carlo Sgorlon (il saggio oggi è raccolto negli Atti: “Carlo Sgorlon, scrittore e intellettuale friulano”, a cura di Franco Fabbro e Marco D’Agostini), ai cui romanzi ho dedicato un volume (è l’unico in Italia). Questo è il link che rimanda a quel saggio, oggi inserito nel mio “Omaggio a Carlo Sgorlon. I romanzi”.

Non è il tipo di saggistica che amo, spesso difficile quando addirittura incomprensibile. Preferisco il mio viaggio. Non so quanti ne abbia fatti. Non ce n’è stato uno che mi abbia deluso. Difficile trovare romanzi brutti, quando ci si addentra nello spirito dell’autore e si cerca di coglierne il respiro. Anche l’autore ha una sua qual sacralità e merita rispetto e stima.

Voglio credere che la mia sia stata davvero una innovazione utile e ringrazio chi me ne ha dato atto (tra gli altri gli amici Gaetano Cappelli e Vincenzo Pardini). Giulio Mozzi mi diede uno spazio sulla sua rivista online Vibrisse. Enzo Siciliano e Mario Desiati ospitarono su Nuovi Argomenti le mie letture del lucchese Remo Teglia.

Al compimento dei miei 80 anni (a gennaio) penso che mi fermerò, come fece il grande Gioacchino Rossini, avendo ormai dato tutto ciò che potevo. Forse raccoglierò in volume, “Letture nuove 2”, le rare letture che mi accompagneranno nei prossimi anni.


Letto 193 volte.


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A chi dovesse inviarmi propri libri, non ne assicuro la lettura e la recensione, anche per mancanza di tempo. Così pure vi prego di non invitarmi a convegni o presentazioni di libri. Ho problemi di sordità. Chiedo scusa.
Bart