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LETTERATURA: L’amore

1 Aprile 2022

di Bartolomeo Di Monaco
(Estratto dal mio romanzo “Caro papà, Caro figlio”, 2002)

Anthony sfogliava un libro della biblioteca, quando nello studio entrò Efisio.
«Non puoi averli letti tutti, nonno.»
«Infatti, è così. Ma li leggerò, prima di andarmene.»
«Andartene dove?»
«Prima di morire, Anthony.»
«Papà dice che sei sempre stato un uomo forte.»
«È vero.»
«Vivrai per molti anni.»
«Lo spero anch’io, ora che tu sei con me.»
«Perché leggi così tanto, nonno?»
«Tu non leggi?»
«Qualche volta, ma solo per la scuola. Papà mi ha lasciato libero di scegliere.»
«E tu che cosa hai scelto?»
«Di fare, di agire; leggere qualche volta è un ozio. Papà non mi ha mai contraddetto su questo.»
«Leggeva molto, invece, e avrebbe dovuto insegnarti a farlo. Vieni con me alla finestra. Vedi? Vedi quel tetto dinanzi a noi, con le sue belle tegole rosse? Qualche volta mi capita di vedervi passeggiare i personaggi dei libri che ho letto. Mi salutano, s’inchinano anche, qualcuno si leva il cappello. Hai mai letto Dickens? Charles Dickens, l’autore di David Copperfield?»
«Certo che l’ho letto. È stata una delle mie prime letture.»
«Ma non hai letto l’altro suo grande libro: Il Circolo Pickwick. Sono certo che non lo hai letto.»
«Perché avrei dovuto leggerlo?»
«Perché ora capiresti, quando ti dico che certe mattine nebbiose, allorché sulla strada cala un velo di bruma e si sente il gelo entrare nelle ossa, Samuel Pickwick , questo omino grassottello, buono e generoso, fa capolino da quel tetto, proprio laggiù, si leva il cappello, mi saluta, e mi fa l’occhietto. Non puoi immaginare quanto mi risollevi quella compagnia. Riesco anche a parlarci certi giorni che lui è disposto a trattenersi, perché, vedi?, va sempre di fretta, vuole ancora conoscere il mondo!»
«Allora somiglia a papà!»
«Infatti, quello è uno dei suoi libri preferiti.»
Anthony restò alla finestra, allora Efisio si sorprese a guardarlo. Il ragazzo stava con gli occhi sui tetti, e si vedeva che aspettava che comparisse qualcuno.
«Bisogna crederci molto nei libri. Quando avvertirai che la vita narrata nei libri è la stessa nostra vita, allora vedrai che laggiù qualcuno comparirà per fare quattro chiacchiere con te. Non c’è niente di più bello al mondo, credimi.»
«Allora mi proverò anch’io a scrivere, se scrivere dà la vita.»
«Sei tuo padre spiccicato!»
«Perché dici così, nonno?»
«Perché hai la stessa frenesia. Invece un sogno va cullato, custodito con amore, e fatto nascere a poco a poco. Solo così esso prende consistenza e si materializza. Una delle tante cose che devi imparare, è di aver pazienza, di riflettere, meditare a lungo. Le azioni e le parole urgono sempre dentro di noi, sono fatte per rivelarsi, esistere, materializzarsi, ma la forza di un uomo sta nel dominarle, e si dominano con la ragione. Essa non è mai impulsiva. Il pensiero può esserlo, la ragione mai.»
«Se scriverò di mia madre, significa che prima o poi tornerà da me?»
«Sono sicuro che un giorno comparirà su quel tetto, e ti manderà un saluto.»
«Ma io voglio toccarla, baciarla.»
«Anche questo accadrà, se farai tutto con amore.»

Il libro, qui.


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A chi dovesse inviarmi propri libri, non ne assicuro la lettura e la recensione, anche per mancanza di tempo. Così pure vi prego di non invitarmi a convegni o presentazioni di libri. Ho problemi di sordità. Chiedo scusa.
Bart