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LETTERATURA: “Legenda aurea”: La nascita di san Giovanni Battista

11 Maggio 2022

(Estratto da Jacopo da Varazze: “Legenda aurea”. Curatori e traduttori dal latino Alessandro e Lucetta Vitale Brovarone. Editore Giulio Einaudi)

La “Legenda aurea” è un’opera del XIII secolo, a cui hanno attinto molti artisti. Ancora oggi la si legge con molto interesse. Ci narra la vita di numerosi Santi, raccontando fatti che pertengono più alla leggenda che alla storia. (bdm)

La nascita di Giovanni il Battista fu annunziata dall’arcangelo Gabriele nel modo che segue. Come si racconta nella Historia scholastica, il re David, volendo rendere più solenne il culto divino, istituì ventiquattro sommi sacerdoti, fra i quali uno aveva un ruolo di maggior rilievo, ed era detto principe dei sacerdoti. Scelse quindici uomini della stirpe di Eleazaro e otto della stirpe Ithamar e a ciascuno di essi attribuì per sorte il turno di una settimana; fra di essi Abia ebbe allora l’ottava settimana, e Zaccaria discendeva dalla sua stirpe.
Zaccaria e sua moglie Elisabetta erano ormai vecchi e non avevano avuto figli. Accadde che Zaccaria andò al Tempio del Signore per offrire l’incenso; quando egli era entrato e la folla dei fedeli lo attendeva all’esterno, gli apparve l’arcangelo Gabriele. Ne ebbe paura, ma l’angelo gli disse;
– Non aver paura, Zaccaria: la tua preghiera è stata esaudita.
Osserva la Glossa che è proprio degli angeli buoni il saper tranquillizzare con le loro parole benevole le persone spaventate dalla loro apparizione; viceversa gli angeli maligni, che prendono l’apparenza di angeli della luce, appena qualcuno si spaventa della loro presenza, gli incutono un orrore sempre più profondo.
Gabriele annunciò a Zaccaria che avrebbe avuto un figlio, cui avrebbe dato nome Giovanni, che non avrebbe bevuto né vino né sicera e che avrebbe camminato avanti al Signore nello spirito e nella virtù di Elia. (Giovanni è chiamato Elia in ragione del luogo, poiché tutti e due furono nel deserto; in ragione del cibo, poiché tutti e due furono estremamente parchi; in ragione della cura di sé, poiché tutti e due furono trasandati nel vestire; in ragione della funzione, poiché tutti e due furono precursori, ma mentre Elia fu precursore del Giudice, Giovanni fu precursore del Salvatore; in ragione dello zelo, poiché la parola di tutti e due ardeva come una fiaccola). Zaccaria, pensando alla sua età e all’età di sua moglie prese a dubitare e, secondo l’usanza degli Ebrei, chiese un segno all’angelo: l’angelo, poiché Zaccaria non aveva creduto alle sue parole, lo colpi e lo fece diventare muto. Osserviamo che si usava dubitare quando la dimensione della cosa promessa era troppo grande, come nel caso di Abramo. Quando infatti il Signore promise che la discendenza di Abramo avrebbe posseduto la terra di Canaan, Abramo disse: «Signore, in che modo potrò conoscere che io la dovrò possedere?» Il Signore gli rispose: «Prendimi una vitella di tre anni», ecc. (Gn 15, 8-9); altre volte il dubbio sorge dalla scarsa considerazione che si ha di sé, come nel caso di Gedeone che disse: «Deh, Signore, in che modo libererò Israele? Vedi, la mia famiglia è la più piccola della tribù di Manasse, e io sono il più piccolo nella casa di mio padre» (Id 6, 15), e per questo chiese un segno e lo ottenne; altre volte per impossibilità di natura, come nel caso di Sara. Quando infatti il Signore disse: «Tornerò certamente da te fra un anno e Sara, tua moglie, avrà già un figlio», Sara rise dietro la tenda e disse: «Ora che sono vecchia e mio marito è vecchio anche lui!» (Gn 18, 10-12).
Ma perché dunque soltanto a Zaccaria, fra i tanti che avevano dubitato, toccò la punizione del diventare muto? Tanto più che nel suo caso si verificava sia la grandezza della promessa, sia la considerazione della propria fragilità (poiché si riteneva indegno di avere un figlio di tale importanza), sia l’impossibilità di natura. Si ritiene che questo sia accaduto per molte ragioni. Primo, perché, come dice Beda, è giusto che chi ha parlato con diffidenza sia stato punito con il silenzio, di modo che tacendo impari a credere. Secondo, perché divenne muto per aumentare ancora la dimensione del miracolo della nascita del figlio: infatti alla nascita di Giovanni Zaccaria riacquistò la parola, aggiungendo cosi miracolo a miracolo. Terzo, il silenzio si adattava molto alla circostanza: stava per nascere la voce, e si sarebbe imposto il silenzio alla vecchia Legge. Quarto perché un segno aveva chiesto e un segno aveva avuto, quel mutismo appunto.
Quando Zaccaria fu uscito al cospetto del popolo, tutti si accorsero che era diventato muto. Egli fece capire a segni di aver avuto una visione quando si trovava nel Tempio. Quando ebbe finito il turno della sua settimana di uffizio, se ne tornò a casa, e Elisabetta concepì. Elisabetta si tenne nascosta per cinque mesi perché, come osserva Ambrogio, si vergognava di una gravidanza cosi tardiva, perché avrebbe dato l’impressione di aver avuto voglia di sesso a una età così avanzata; ma d’altra parte era ben contenta di non aver più su di sé la vergogna della sterilità, poiché è una vergogna per una donna non avere quello che è il premio delle nozze, che è la ragione stessa per cui si celebrano le nozze e per la quale la congiunzione carnale è giustificata.
Passati cinque mesi, Maria, che aveva già concepito Gesù, andò da Elisabetta per congratularsi, lei, la vergine feconda, per la sterilità rimossa, e per dare un segno di rispetto e compassione per l’età avanzata. Non appena la salutò, il beato Giovanni, già allora pieno di Spirito Santo, percepì che il Figlio di Dio veniva verso di lui ed esultò di gioia nell’utero di sua madre e tripudiò, e salutò col movimento colui che non poteva salutare con la voce: esultò quasi per far comprendere che voleva salutare e salire alla presenza del suo Signore. Maria rimase tre mesi con la sua parente, prendendosi cura di lei; il bambino nacque fra le sue sante mani, come si legge nella Historia scholastica, e nel tempo che seguì fu come una operosissima bambinaia.


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