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LETTERATURA: “Legenda aurea”: San Benedetto

27 Dicembre 2021

(Estratto da Jacopo da Varazze: “Legenda aurea”. Curatori e traduttori dal latino Alessandro e Lucetta Vitale Brovarone. Editore Giulio Einaudi)

La “Legenda aurea” è un’opera del XIII secolo, a cui hanno attinto molti artisti. Ancora oggi la si legge con molto interesse. Ci narra la vita di numerosi Santi, raccontando fatti che pertengono più alla leggenda che alla storia. (bdm)

Un prete di nome Fiorenzo provava grandissima invidia per Benedetto, e arrivò al punto di mandargli del pane avvelenato per la benedizione. Benedetto, riconoscente, prese il pane e lo gettò a un corvo che aveva l’abitudine di prendere il pane dalle sue mani, dicendogli:
– In nome di Gesù Cristo, prendi questo pane e gettalo dove nessuno riesca più a prenderlo.
Il corvo, con il becco aperto e le ali distese, incominciò a girare intorno al pane e gracchiare, come per dire che avrebbe voluto obbedire, ma tuttavia non poteva farlo. Il santo glielo comandò tre volte, dicendogli:
– Prendilo, prendilo senza timore, e gettalo come ti ho detto.
Finalmente il corvo lo prese e tornò dopo tre giorni, prendendo il cibo dalle sue mani, come era abituato.
Fiorenzo, vedendo che non riusciva a uccidere il corpo del maestro si infiammò all’idea di spegnere le anime dei discepoli, cosi mandò sette ragazze nude a ballare e a cantare nel giardino del monastero, accendendo di desiderio i monaci. Il sant’uomo, vedendo dalla sua cella ciò che stava accadendo, temendo che i discepoli cadessero nel peccato, lasciò quel luogo all’invidia e, presi con sé alcuni confratelli, se ne andò altrove. Fiorenzo, che era su di una terrazza, lo aveva visto allontanarsi e se ne rallegrava, ma la terrazza improvvisamente crollò e lo uccise sul colpo. Mauro allora si mise a correre dietro all’uomo di Dio e gli diceva:
– Ritorna indietro, quello che ti perseguitava è morto.
Il santo, udendolo, pianse amaramente, sia perché il nemico era morto, sia perché il discepolo se ne rallegrava. Per questo gli fu fatta fare penitenza; Benedetto invece mutò di luogo ma non mutò di nemico. Giunto a Montecassino costruì un oratorio, dedicato a Giovanni Battista sul luogo ove sorgeva un tempio di Apollo, e convertì la popolazione circostante allontanandola dall’idolatria. Ma l’Antico Nemico non tollerava tutto questo e gli appariva materialmente, tutto nero, e gli si scagliava contro con gli occhi fiammeggianti e gli diceva:
– Benedetto, Benedetto! – e poiché non rispondeva:
– Maledetto, non Benedetto! Perché mi perseguiti?
Un giorno i confratelli stavano tentando di sollevare da terra una pietra per murarla, ma non riuscivano in alcun modo. Erano già venuti in aiuto molti uomini, ma la pietra non si muoveva; venne l’uomo di Dio, la benedisse e fu sollevata immediatamente; fu così chiaro che era il diavolo seduto sulla pietra che non la lasciava sollevare. Quando poi i monaci ebbero alzato un po’ la parete, l’Antico Nemico apparve all’uomo di Dio e mostrava di andare dai frati che erano al lavoro. Subito Benedetto mandò loro a dire:
– Fate attenzione, fratelli, perché lo spirito maligno sta venendo da voi.
Il messo aveva appena finito di parlare che l’Antico Nemico fece rovinare la parete addosso a un giovane monaco. Ma l’uomo di Dio si fece portare in un sacco quel corpo privo di vita tutto sfracellato, e resuscitatolo con la sua preghiera lo rimandò al lavoro.

(omissis)

Nello stesso anno in cui sarebbe morto, Benedetto predisse ai suoi fratelli il giorno della sua morte. Cinque giorni prima del trapasso si fece aprire la tomba e subito fu colto da febbre; venendo meno di giorno in giorno le forze, l’ultimo giorno si fece portare nell’oratorio e lì fortificò il suo trapasso ricevendo il corpo e il sangue del Signore. Poi si alzò sorreggendosi ai discepoli e, levate le mani al cielo, pregando, esalò l’ultimo respiro.
Nello stesso giorno in cui Benedetto migrò da questa vita a Cristo, due monaci, l’uno nella sua cella, l’altro lontano, ebbero la stessa rivelazione: videro infatti una via risplendente, lastricata di drappi e illuminata da una moltitudine di luci che dalla cella di Benedetto saliva al cielo, verso Oriente; un uomo risplendente, d’aspetto che incuteva venerazione, chiese loro dall’alto che cosa fosse la via che vedevano. Dissero di non saperlo.
– Questa è la via, – riprese, – lungo la quale Benedetto, l’uomo caro a Dio, è salito al cielo.
Fu sepolto nell’oratorio di San Giovanni Battista che egli stesso aveva fatto costruire ove prima sorgeva un altare di Apollo che aveva fatto distruggere. Benedetto visse attorno all’anno 518, al tempo di Giustino il Vecchio.


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Bart