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LETTERATURA: “Legenda aurea”: San Longino

18 Dicembre 2021

(Estratto da Jacopo da Varazze: “Legenda aurea”. Curatori e traduttori dal latino Alessandro e Lucetta Vitale Brovarone. Editore Giulio Einaudi)

La “Legenda aurea” è un’opera del XIII secolo, a cui hanno attinto molti artisti. Ancora oggi la si legge con molto interesse. Ci narra la vita di numerosi Santi, raccontando fatti che pertengono più alla leggenda che alla storia. (bdm)

Longino era un centurione che stava con altri soldati accanto alla croce, e per ordine di Pilato trafisse il costato del Signore con la lancia; vedendo i prodigi che si verificarono, il sole che si oscurò e il terremoto, credette in Cristo. Ma ancor più, dicono alcuni, credette perché, toccatosi per caso gli occhi, oscurati dalla vechiaia o da una malattia, con il sangue di Cristo che era colato lungo la lancia, riprese a vedere chiaramente. Rinunciò per questo ala vita di soldato, fu istruito dagli apostoli, e visse come monaco per ventotto anni a Cesarea di Cappadocia, convertendo molti a Cristo con la parola e con l’esempio.
Fu poi arrestato dal prefetto; si rifiutò di sacrificare agli dèi, e il il prefetto gli fece toglier tutti i denti e tagliare la lingua. Longino non perse la parola, e, afferrata una scure, frantumò i gli idoli dicendo-
– Vedremo, se sono dèi!
I demoni allora, usciti dagli idoli, invasarono il prefetto e i suoi seguaci, che persero la ragione e latrando si gettarono ai piedi di Longino, che disse loro:
– Perché abitate negli idoli?
– Dove non si pronuncia il nome di Cristo, – risposero, – e dove non viene fatto il suo segno, là noi abitiamo.
Al prefetto, divenuto cieco e preso da smanie, Longino disse:
– Sappi che non guarirai se non quando mi avrai ucciso; allora subito io pregherò per te e ti otterrò la salute del corpo e dell’anima.
II prefetto lo fece immediatamente decapitare, poi si avvicinò al suo corpo, piangendo fece penitenza, e subito riacquistò la vista e la salute, e fini poi la sua vita fra le opere buone.


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Bart