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LETTERATURA: “Legenda aurea”: San Remigio

25 Novembre 2021

(Estratto da Jacopo da Varazze: “Legenda aurea”. Curatori e traduttori dal latino Alessandro e Lucetta Vitale Brovarone. Editore Giulio Einaudi)

La “Legenda aurea” è un’opera del XIII secolo, a cui hanno attinto molti artisti. Ancora oggi la si legge con molto interesse. Ci narra la vita di numerosi Santi, raccontando fatti che pertengono più alla leggenda che alla storia. (bdm)

Remigio fu dottore egregio e confessore glorioso del Signore. La sua nascita fu predetta da un eremita. Era allora tutta la Francia devastata dalla persecuzione dei Vandali. Un eremita, uom santo, che aveva perduto la vista, pregava sempre il Signore pei i pace della Chiesa di Gallia: ed ecco che l’angelo del Signore gli apparve e disse:
– Sappi che una donna di nome Cilina avrà un figlio che si chi» mera Remigio e che libererà la sua gente dalle incursioni dei malvagi.
Non appena si fu svegliato, corse a casa di Cilina e le raccontò cosa aveva visto. Ma quella non gli credeva, perché era già vecchia, e allora l’eremita le disse:
– Sappi che quando allatterai il bambino, bagnando i miei occhi con il tuo latte, mi restituirà immediatamente la vista.
Dopo che tutto si avverò così come era stato predetto, Remigio lasciò il mondo ed entrò in un romitorio. Intanto la sua fama cresceva, e a ventidue anni fu eletto dal popolo arcivescovo di Reims.
La sua mansuetudine era tale che i passeri venivano fino sulla sua mensa e mangiavano dalla sua mano le briciole di cibo.
Una volta fu ospite in casa di una matrona, il vino era scarso e allora Remigio entrò in cantina, tracciò una croce sulla botte e pregò e subito sgorgò il vino; che si sparse per tutta la cantina.
In quel tempo Clodoveo, re dei Franchi, era pagano, e sua moglie cristiana convinta, non era riuscita a convertirlo. Vedendo il re che un enorme esercito di Alemanni gli si faceva incontro, fece un voto al Signore Iddio, in cui credeva sua moglie: se gli avesse concesso la vittoria sugli Alemanni, si sarebbe immediatamente convertito alla fede di Cristo. Avendo ottenuto ciò che aveva chiesto, andò dal beato Remigio e chiese il battesimo. Avvicinatosi al fonte battesimale, Remigio si accorse che mancava il sacro crisma: ed ecco che arrivò una colomba che teneva nel becco un’ampolla con il crisma, con cui l’arcivescovo unse il re. Ora questa ampolla si conserva nella chiesa di Reims, e con essa si consacrano i re di Francia.
Molto tempo dopo Genebaldo, uomo prudente, sposò la nipote del beato Remigio, ma furono poi tutti e due sciolti dal vincolo per vocazione religiosa: Genebaldo fu ordinato vescovo di Laon dal beato Remigio. Ma poiché Genebaldo permetteva a sua moglie di venirlo spesso a trovare per essere istruita, durante quelle frequenti conversazioni il suo animo fu preso dal desiderio e giunse sino al peccato. La donna concepì e partorì poi un figlio: quando lo fece sapere al vescovo Genebaldo, quello, confuso, le mandò a dire: «Poiché il bambino è figlio del nostro rapporto furtivo, voglio che si chiami Ladrone».
Poi, per non far nascere sospetti, continuò a permettere alla moglie di venire da lui: e dopo aver pianto il primo peccato, peccò di nuovo. La donna partorì una figlia, e quando il vescovo lo venne a sapere, le mandò a dire:
«Chiamatela Volpe».
Tuttavia, ritornato in sé, andò dal beato Remigio, si gettò ai suoi piedi e volle deporre la stola. San Remigio glielo proibì, e dopo aver sentito ciò che era accaduto, lo consolò dolcemente e lo relegò per sette anni in una piccola cella; nel frattempo governò lui la sua chiesa. Il settimo anno, mentre stava pregando il giovane santo, gli apparve un angelo del Signore che gli disse che il peccato gli era stato rimesso e gli ordinò di uscire dalla cella.
– Non posso! – gli rispose, – Remigio, il mio signore, ha chiuso questa porta e l’ha sigillata col suo sigillo.
Ma l’angelo gli disse:
– Ecco, perché tu sappia che ti sono state aperte le porte del cielo, sarà aperta anche la porta di questa cella, e il sigillo rimarrà intatto.
Dette queste parole la cella fu aperta. Allora Genebaldo, gettandosi in mezzo alla porta con le braccia aperte, come in croce, disse:
– Se anche venisse qui il mio Signore Gesù Cristo, non uscirei di qui finché non fosse venuto il mio signore Remigio, che qui mi ha chiuso.
Allora san Remigio, avvertito dall’angelo, venne a Laon e lo reinsediò nella sua carica, che mantenne operando santamente fino alla morte. Gli succedette Ladrone suo figlio, che fu anch’egli santo.
San Remigio, famoso per le molte virtù, riposò in pace verso il 500.


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