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LETTERATURA: “Legenda aurea”: Santa Maria Egiziaca

6 Gennaio 2022

(Estratto da Jacopo da Varazze: “Legenda aurea”. Curatori e traduttori dal latino Alessandro e Lucetta Vitale Brovarone. Editore Giulio Einaudi)

La “Legenda aurea” è un’opera del XIII secolo, a cui hanno attinto molti artisti. Ancora oggi la si legge con molto interesse. Ci narra la vita di numerosi Santi, raccontando fatti che pertengono più alla leggenda che alla storia. (bdm)

Maria Egiziaca, che è detta anche Maria la peccatrice, condusse nel deserto una rigidissima vita eremitica per quarantasette anni. Si era infatti ritirata nel deserto verso il 270, al tempo dell’imperatore Claudio.
Un abate di nome Zosima, sperando di incontrare qualche uomo di vita particolarmente santa, passò il Giordano e camminò attraverso un grande deserto. Vide allora camminare una figura nuda e nera, con il corpo bruciato dal sole: si trattava di Maria Egiziaca. Subito fuggì, e Zosima cercò di correrle dietro quanto più veloce poteva. Allora disse:
– Abate Zosima, perché mi insegui ? Abbi pietà, non posso girarmi verso di te: sono una donna, e sono nuda; porgimi il tuo mantello e potrò volgermi a guardarti senza vergogna.
Stupefatto per essere stato chiamato per nome, le porse il mantello, e prostratosi a terra le chiese di benedirlo.
– Tu piuttosto dovresti benedirmi, – gli rispose, – tu che sei un sacerdote.
Quello allora, sentendo che non solo conosceva il suo nome, ma anche il suo stato, si stupiva sempre di più e insisteva che lo benedicesse. Allora Maria:
– Benedetto sia Iddio, redentore delle nostre anime.
E mentre stava pregando con le mani protese, la vide alzarsi da terra di quasi mezzo metro. Allora il vecchio cominciò a dubitare che si trattasse di uno spirito demoniaco, e che la preghiera fosse un pretesto per trarlo in inganno. Maria allora disse:
– Dio ti illumini, che hai creduto che io, donna peccatrice, fossi uno spirito immondo.
Allora Zosima la scongiurò, in nome del Signore, di rivelargli chi fosse. Gli rispose:
– Perdonami, padre, ma se ti racconterò la mia storia, fuggirai atterrito come di fronte a un serpente, le tue orecchie saranno contaminate dalle mie parole e l’aria sarà inquinata dalle oscenità.
Ma poiché l’altro insisteva con foga, incominciò a raccontare:
– Padre, io sono nata in Egitto e a dodici anni sono andata ad Alessandria, dove ho fatto la prostituta per diciassette anni, senza mai negarmi a nessuno. Poi, un giorno, vedendo degli uomini che andavano a Gerusalemme ad adorare la Santa Croce, chiesi ai marinai di poter partire con loro. Mi chiesero di pagare il viaggio, ma io dissi:
«Non ho denaro per pagare, pagherò col mio corpo».
E così mi presero e il mio corpo fu il prezzo della traversata. Quando arrivammo a Gerusalemme raggiunsi con gli altri le porte della chiesa per adorare la Croce, ma d’improvviso qualcosa di invisibile mi respinse, impedendomi di entrare. Provai diverse volte, ma non appena raggiungevo la soglia, dovevo subire la vergogna di essere respinta. Vedendo che gli altri potevano entrare liberamente, senza alcun impedimento, considerai me stessa, e pensai che tutto ciò mi accadeva per l’enormità dei miei peccati, e incominciai a battermi il petto e a piangere amarissimamente, sospirando dal profondo del cuore; poi alzai gli occhi e vidi la Beata Vergine Maria. Fra le lacrime mi misi a pregarla di ottenere il perdono per i miei peccati e di concedermi di entrare ad adorare la Santa Croce, e promisi che avrei rinunciato ai piaceri della vita e avrei terminato i miei giorni in castità. Chiesi questo e riacquistata la fiducia nel nome della Vergine mi avvicinai di nuovo ed entrai senza alcun impedimento. Dopo aver adorato con gran devozione la Santa Croce, qualcuno mi dette tre soldi, con i quali comprai tre pani, e udii una voce che mi diceva:
«Se attraverserai il Giordano sarai salva».
Dunque lo attraversai e venni in questo deserto, dove rimasi quarantasette anni senza vedere alcun uomo, e quei tre pani che avevo portato con me si mantennero nel tempo come pietre, e per quarantasette anni furono sufficienti a nutrirmi; i miei abiti invece sono ormai da tempo marciti; per diciassette anni in questo deserto sono stata tormentata dalle tentazioni della carne, ma ora, per grazia di Dio, le ho vinte tutte: ecco che ti ho narrato tutta la mia vita. Ora ti chiedo di pregare Dio per me.
Allora il vecchio prostratosi a terra benedisse il Signore nella sua serva. Gli disse poi:
– Ti prego di ritornare il giovedì santo, e porta con te il corpo del Signore. Io ti verrò incontro in quel luogo e riceverò dalla tua mano il corpo santo: è dal giorno che son venuta qui che non ricevo la comunione.
Il vecchio tornò al monastero e, trascorso un anno, avvicinandosi il giovedì santo, prese il corpo del Signore e venne sulla riva del Giordano; vide dall’altra parte la donna che, fatto il segno della croce sulle acque, camminò fino al vecchio. Vedendo questo, il vecchio si stupì e si prostrò umilmente ai suoi piedi.
– Non devi farlo, – gli disse, – tu porti su di te il sacramento del Signore, e risplendi della dignità sacerdotale; piuttosto ti prego, padre, di voler tornare da me anche l’anno prossimo.
E tracciato il segno della croce camminò sulle acque del Giordano e si inoltrò nella solitudine del deserto. Il vecchio ritornò al suo monastero e l’anno seguente andò nello stesso posto in cui le aveva parlato la prima volta, ma la trovò morta. Scoppiò in pianto. Non osava toccarla, ma diceva tra sé e sé:
«Io vorrei seppellire questo piccolo corpo di questa donna santa, ma temo che le dispiaccia».
Mentre pensava queste cose vide accanto alla testa delle parole scritte sulla terra: «Zosima, seppellisci il piccolo corpo di Maria, rendi alla terra la sua polvere, e prega il Signore per me. Per mio volere ho lasciato questo mondo il secondo giorno d’aprile».
Allora il vecchio seppe con certezza che non appena Maria aveva preso il sacramento del Signore ed era tornata nel deserto, la sua vita aveva avuto fine; e la distanza che Zosima aveva coperto in trenta giorni, lei l’aveva coperta in un’ora ed era poi volata a Dio.
Il vecchio cercò di scavare nella terra, ma non riusciva: allora vide un leone che gli si avvicinava docilmente. Zosima gli disse:
– Questa santa donna mi ha chiesto di seppellire il suo corpo, ma io sono vecchio e non riesco a scavare, e non ho nulla per farlo: scava tu la terra e potremo seppellire il suo corpo santissimo.
Il leone si mise a scavare e preparò una fossa adatta: quando ebbe finito, come fosse un agnello mansueto, si allontanò. Il vecchio tornò al suo monastero rendendo gloria al Signore.


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Bart