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LETTERATURA: “Legenda aurea”: Santa Maria Maddalena

30 Maggio 2022

(Estratto da Jacopo da Varazze: “Legenda aurea”. Curatori e traduttori dal latino Alessandro e Lucetta Vitale Brovarone. Editore Giulio Einaudi)

La “Legenda aurea” è un’opera del XIII secolo, a cui hanno attinto molti artisti. Ancora oggi la si legge con molto interesse. Ci narra la vita di numerosi Santi, raccontando fatti che pertengono più alla leggenda che alla storia. (bdm)

Maria, che aveva preso il soprannome di Maddalena dal villaggio di Magdala, proveniva da una famiglia illustre, con ascendenze alla stirpe regia; il padre si chiamava Siro, la madre Eucaria. A lei, a suo fratello Lazzaro e a sua sorella Marta appartenevano il villaggio di Magdala, che si trova a due miglia da Genezareth, Betania, che sta vicino a Gerusalemme, e anche una gran parte di Gerusalemme. I tre fratelli si erano accordati di modo che Maria ebbe Magdala, da cui proviene il soprannome di Maddalena, Lazzaro una parte di Gerusalemme, Marta Betania.
Quando Maria si dedicava tutta ai piaceri del corpo, e Lazzaro preferiva invece fare il soldato, Marta, attenta, governava con cura le parti spettanti alla sorella e al fratello, e dava ai soldati, ai suoi servi e ai poveri tutto il necessario. Dopo la morte di Gesù i tre vendettero tutte queste cose e posero il ricavato ai piedi degli apostoli.
Maddalena, trovandosi colma di ricchezze, dato che all’abbondanza dei beni si accompagna la voluttà, quanto brillava di ricchezza e bellezza, altrettanto sottoponeva il suo corpo al piacere, al punto che aveva ormai perso il suo soprannome di Maddalena per acquisire quello di «la Peccatrice». (Quando però Cristo stava predicando lì e in altri luoghi, ispirata dal volere divino, Maddalena accorse alla casa di Simone il Lebbroso, dove aveva saputo che Gesù sarebbe andato a cena. Non osava però, in quanto peccatrice, porsi in mezzo ai giusti, e perciò si mise accanto ai piedi del Signore, e in quell’occasione lavò i piedi del Signore con le sue lacrime, li asciugò nei suoi capelli e li unse con un unguento di gran pregio: infatti gli abitanti di quelle zone per il gran calore del sole si servivano spesso di bagni e unguenti. Simone il Fariseo pensava tra sé e sé che se Gesù era profeta non avrebbe mai permesso di essere toccato da una peccatrice; Gesù allora lo rimproverò per quel suo spirito di giustizia troppo pieno di superbia e perdonò tutti i peccati della donna.
ERa lei la Maria Maddalena cui il Signore fece tanti benefici e mostrò tanti segni d’amore. La liberò infatti da sette demoni, l’accese d’un amore per lui senza riserva, ricevette la sua ospitalità, la legò strettamente a sé e la scelse come sua procuratrice lungo tutta la sua strada, sempre pronto a scusarla con la sua dolcezza. La scusò infatti presso il fariseo, che diceva che era una creatura immonda; presso sua sorella, che diceva che era una fannullona, ma anche presso Giuda che diceva che era una scialacquatrice; Gestì, quando vide le sue lacrime, non poté trattenersi dal piangere anche lui. Fu per affetto per lei che resuscitò il fratello morto da ormai quattro giorni; fu per amor suo che liberò Maria, sua sorella, dal flusso di sangue che l’affliggeva ormai da sette anni; fu per i suoi meriti che concesse a Marcilla, serva di sua sorella, di esclamare le dolcissime parole: «Beato il seno che ti ha portato!» (Lc 11, 27). Infatti secondo Ambrogio si trattava appunto, in questi due ultimi casi, di Marta e della sua serva.
Fu lei, certo, che lavò con le sue lacrime i piedi del Signore, li terse coi capelli e li unse con l’unguento; fu lei che, quando ormai aveva la grazia, fece per prima cosa solennemente penitenza; scelse la parte migliore sedendosi ai piedi del Signore e ascoltando la sua parola e ungendogli il capo; fu lei che si fermò presso la croce del Signore durante la passione; fu lei che, procurando gli unguenti, volle ungere il suo corpo; fu lei a non lasciare il sepolcro di Gesù quando ormai tutti i discepoli si erano allontanati; fu a lei per prima che Cristo apparve dopo la resurrezione, rendendola cosi apostola fra gli apostoli.
Molto tempo dopo l’ascensione del Signore, quando erano già passati tredici anni, già molto tempo dopo che i Giudei avevano ucciso Stefano e cacciati tutti i discepoli fuori dalla Giudea, questi ultimi si erano sparsi ormai in molte regioni per disseminare la parola del Signore. Con gli apostoli si trovava in quel tempo Massimino, uno dei settantadue discepoli; Pietro gli aveva affidato Maria Maddalena. Nel corso di questa migrazione il beato Massimino, Maria Maddalena, suo fratello Lazzaro, Marta sua sorella, e Marcilla serva di Marta, insieme con Cedonio, cieco dalla nascita, ma sanato dal Signore, furono presi dagli infedeli e caricati assieme su di una nave con altri cristiani e abbandonati alle onde del mare, senza pilota, perché andassero tutti a picco. Però, per volere divino, arrivarono a Marsiglia, dove non trovarono nessuno che volesse alloggiarli; si fermarono perciò sotto un portico destinato al culto degli dèi del luogo. Quando Maria Maddalena vide la gente che si radunava al tempio per sacrificare agli idoli, si alzò, con viso calmo e con aspetto sereno, e si mise, parlando con ponderatezza, a convincerli a lasciare il culto degli idoli, proclamando con fermezza il Cristo. Tutti provarono ammirazione per la sua bellezza, per l’eloquenza, per la dolcezza della sua parola. Né c’è da stupirsi che la bocca che aveva dato baci tanto pieni di bellezza e di fede ai piedi del Signore facesse diffondere, meglio die la bocca degli altri, l’odore della parola di Dio.


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Bart