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LETTERATURA: “Legenda aurea”: Santa Teodora

20 Maggio 2022

(Estratto da Jacopo da Varazze: “Legenda aurea”. Curatori e traduttori dal latino Alessandro e Lucetta Vitale Brovarone. Editore Giulio Einaudi)

La “Legenda aurea” è un’opera del XIII secolo, a cui hanno attinto molti artisti. Ancora oggi la si legge con molto interesse. Ci narra la vita di numerosi Santi, raccontando fatti che pertengono più alla leggenda che alla storia. (bdm)

Teodora era una donna nobile e bellissima, che viveva ad Alessandria al tempo dell’imperatore Zenone; suo marito era ricco e timorato di Dio. Il diavolo ebbe invidia della santità di Teodora, e fece nascere in un uomo molto in vista un gran desiderio di lei. Non cessava di farle avere messaggi e doni purché dicesse di sì: ma Teodora respingeva i messaggi e sprezzava i doni. Tanto le stava alle calcagna che non la lasciava un istante tranquilla, e quasi non ce la faceva più. Poi le mandò una fattucchiera, che si mise ad insistere che avesse pietà di quel pover’uomo, e gli dicesse di sì.
Teodora disse che mai avrebbe commesso un peccato cosi grande sotto gli occhi di Dio che tutto vede. Ma la fattucchiera obiettò:
– Tutto quel che accade di giorno Dio lo vede; quando il sole tramonta e si fa sera, Dio non vede più niente.
La ragazza disse:
– Dici davvero?
La megera rispose:
– Certo che dico davvero.
La ragazza, ingannata dalle parole della vecchia, le disse di far venire l’uomo al calar del sole, che avrebbe acconsentito. Appena la vecchia riferì tutto questo, l’uomo fece gran festa, e andò da Teodora all’ora convenuta, andarono a letto, e poi se ne partì.
Teodora allora tornò in sé: piangeva di dolore, si picchiava il viso e diceva:
– Ah, la mia anima è perduta! Ho rovinato il mio onore e la mia bellezza!
Quando il marito tornò a casa la vide disperata in lacrime; non capiva perché, e cercava di consolarla, ma lei non voleva sentir parole. Quando si fece giorno Teodora se ne andò a un monastero di monache e chiese alla badessa se Dio era capace di conoscere un grave delitto commesso dopo il tramonto. La badessa le rispose:
– Nulla si può nascondere a Dio, e Dio vede tutto ciò che succede, a qualsiasi ora lo si faccia.
Piangendo di dolore Teodora le disse:
– Dammi un libro del Vangelo, lo aprirò a caso e ne trarrò io stessa le sorti.
Lo apri e lesse: «Quel che ho scritto, ho scritto» (Io 19, 22).
Tornò allora a casa, e un giorno che suo marito non c’era si tagliò i capelli, prese un abito del marito, e se ne andò in fretta a un monastero di monaci che si trovava a circa diciotto miglia, per essere ricevuta tra di loro, e quel che chiese ottenne.
Quando le chiesero come si chiamava, rispose di chiamarsi Teodoro. Si prestava con umiltà a tutti i servizi, e il suo comportamento piaceva a tutti. Qualche anno dopo l’abate chiamò fratello Teodoro e gli disse di aggiogare un paio di buoi e andare in città a prendere l’olio.
In quel frattempo il marito piangeva e si disperava pensando che fosse scappata con qualche altro uomo: ma ecco che gli apparve l’angelo del Signore e gli disse:
– Alzati la mattina presto, stai fermo nella strada dove c’è il martyrium di Pietro apostolo; quella che ti verrà incontro è tua moglie.
Fece cosi. Teodora, con i suoi cammelli, arrivò, vide il marito, lo riconobbe, e fra sé disse:
– «Caro marito mio, quanto soffro per strapparmi al peccato che ho commesso contro di te!» e poi, fattasi più da presso, disse:
– Gioia al mio signore!
II marito non la riconobbe per niente, attese ancora a lungo, e incominciò a lamentarsi d’essere stato ingannato; allora udì una voce che gli diceva:
– Quello che ieri mattina ti ha salutato era tua moglie!
Teodora viveva cosi santamente, che poté compiere molti prodigi. strappò infatti dagli artigli d’una belva un uomo già sbranato, lo resuscitò con le sue preghiere; poi andò dietro alla belva, la maledisse, e quella in un attimo cadde morta.


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Bart