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LETTERATURA: “Lo spazio nero” di Fabio Fracas

6 Giugno 2009
A partire da oggi, tutti i 6 del mese Fabio Fracas gestirà sulla nostra rivista un sua rubrica intitolata “Lo spazio nero”. Lo ringraziamo di questa speciale iniziativa, aperta al contributo dei nostri lettori.

[Fabio Fracas è autore, editor, giornalista e sceneggiatore. Oltre a racconti, libri e poesie scrive per il cinema, per il teatro, per i fumetti e su varie testate giornalistiche cartacee e Web. Suoi brani e suoi lavori sono stati rappresentati in vari festival e da diverse compagnie. Ha ricevuto una serie di riconoscimenti letterari e nel 2004, assieme alla poetessa Federica Castellini, ha fondato MacAdam – MacAdemia di Scritture e Letture.] 

[Il brano “Verso Oriente” è stato presentato in teatro all’interno dello spettacolo “Giochi d’acqua”, il 12 maggio 2006, a Selvazzano Dentro in provincia di Padova. Dello spettacolo, realizzato con la preziosa collaborazione delle compagnie teatrali e di danza Abracalam (Padova), Scarpette Rosse (Rubano), Union Danza (Vigonza), oltre ai testi – una parte dei quali è stata scritta da Federica Castellini – Fabio Fracas ha realizzato anche le musiche.]

Verso Oriente

Lo spazio nero – III – 36 | Benvenuti in questa mia piccola rubrica, nel mio piccolo “lo spazio nero”. Questa, in effetti, è la sua terza, differente, incarnazione. Dall’idea originaria, del 27 settembre 2007, ad oggi molto è cambiato: sono cambiati i luoghi che lo hanno ospitato – da MilanoNera a MacAdemia fino a Parliamone -, sono cambiati – com’è naturale – i temi affrontati ed è cambiato – almeno dal mio punto di vista – il panorama culturale italiano. E non solo.

Non è cambiato, però, lo scopo, la vocazione, de “lo spazio nero”: offrire uno spunto continuo alla riflessione e al confronto. Una riflessione e un confronto basati sulla comune volontà di crescere e di costruire – per quanto possibile – una conoscenza letteraria e multidisciplinare condivisa e condivisibile. Per questo motivo sono – e saranno sempre – fondamentali i vostri contributi e le vostre esperienze. Contributi ed esperienze che potrete partecipare a tutti coloro che decideranno di seguirci semplicemente inserendo i vostri commenti in calce al testo.

“Lo spazio nero”, almeno inizialmente, verrà pubblicato con cadenza mensile per cui vi do appuntamento al prossimo 6 luglio. Oggi mi permetto solo di inserire, come ideale continuazione con il precedente percorso, questo breve testo dal titolo…

Verso Oriente

Sono salpato da anni per il viaggio più lungo. Ho spiegato le vele al più caldo dei venti; ho nuotato e domato le più forti correnti. Ma non vedo la terra che mi è stata promessa.

Sono solo nel mondo? Di sicuro lo sono già stato. Lunghe notti passate a cercare sollievo sulle spiagge assolate; tepore e conforto fra marosi violenti e tra grida assordanti lanciate nel vuoto di chi più non ascolta. Di chi è come me.

E allora mi osservo: dentro me scopro un vuoto profondo. Cosa c’è di più strano del nulla? Uno specchio che riflette chi sono, la mia immagine, le mie sembianze. Uno specchio che è la nostra vita, è la nostra realtà.

Eppure gli specchi certe volte si rompono. Crollano i templi e le immagini cambiano mentre, implacabile, la luna ci attende.

Cos’è il sapere, cos’è il conoscere? Forse sono sinonimi, eppure dovremmo distinguerli. Il bisogno del tutto mi assale. Non c’è bisogno di sapere cos’è. Non c’è bisogno di dire chi sono: sono uno di voi… Forse no.

Il mare raccoglie messaggi. Certe volte li tiene per sé, altre volte le onde sospingono a riva ricordi ormai persi. Sono uno di loro, appartengo a ognuno di voi…

E ora so che non sono più solo. 


Letto 2693 volte.


6 Comments

  1. Commento by Gian Gabriele Benedetti — 6 Giugno 2009 @ 23:13

    Ancora un viaggio. Un viaggio nel mondo e dentro di noi. Saggia, ma anche inquieta ricognizione, per ritrovare spazi umani fertili e per riscoprire l’io stesso, non di rado smarrito. Ma la certezza che non siamo soli nell’avventura vitale, attenua o tende a cancellare ogni pur giustificata inquietudine e trova fresca saggezza nel “bisogno del tutto”, nel sapere, nel conoscere, nella consapevolezza dell’esistenza dell’altro, degli altri. Ed il mare esistenziale, anche attraverso dubbi e disagi, sa restituire spesso anche i ricordi, che si credevano perduti. Ed è ancora e sempre vita, nella memoria, nell’attesa, nell’auspicio, nella partecipazione, nella fede verso l’uomo e non solo
    Gian Gabriele Benedetti
    Ottima iniziativa mi sembra la rubrica inaugurata da Fabio Fracas, autore di “pezzi” straordinari. Un elogio va a lui, ma anche al nostro instancabile e perspicace Bartolomeo

  2. Commento by Fabio Fracas — 8 Giugno 2009 @ 09:53

    Caro Gian Gabriele Benedetti,
    Verso Oriente è un pezzo che, nel teatro, ha trovato una particolare collocazione. Molto diversa, in vero, da quella originale e quindi ancora più spiazzante. Le sue parole lo arricchiscono e lo completano e per questo – e non solo – desidero ringraziarla pubblicamente.
    Grazie anche a Bartolomeo di Monaco che ha deciso – forse con incoscenza – di aprire e far crescere un piccolo spazio nero nella sua rivista. Un caro saluto a entrambi,

  3. Commento by Bartolomeo Di Monaco — 8 Giugno 2009 @ 14:37

    Da “Lo spazio nero” mi aspetto cose interessanti. Grazie a te, Fabio.

  4. Commento by cristina ansoldi — 9 Giugno 2009 @ 08:39

    Toccante e dolcissimo pezzo.Con una prosa struggente, che è poesia, Fabio Fracas ha saputo esprimere lo smarrimento che ci accompagna nel viaggio denso di pericoli ,delusioni e solitudine che è la vita. Solo la consapevolezza di non essere soli nel cammino ci può salvare dallo sconforto.
    Grazie a Fabio che in poche righe ha risvegliato tante emozioni.
    Leah

  5. Pingback by Verso Oriente : MacAdemia — 10 Giugno 2009 @ 08:54

    […] invito subito a leggere la puntata di giugno che si intitola – e non potrebbe essere altrimenti – Verso Oriente. Attendo, su Parliamone, i vostri commenti. Category: Lo spazio neroTags: Fabio Fracas > Lo […]

  6. Commento by Alessandra — 17 Giugno 2009 @ 11:12

    Sempre interessante e particolare, anche quando parla di emozioni che appartengono a tutti, Fabio riesce a rendere in poche parole i percorsi interiori che spesso hanno bisogno di anni, perché si compiano, e di ore per descriverli. Grazie Fabio.
    Alessandra

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