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LETTERATURA: Maria Francesca Rotondaro: “Sex and Fb – Monopensieri di una single ai tempi di facebook”, Giulio Perrone Editore

26 Luglio 2009

di Maria Francesca Rotondaro

[Questo gustoso articolo potrebbe rappresentare l’inizio di una collaborazione auspicata dalla rivista]

Quando su wikipedia alla voce “chick lit” (il genere letterario del terzo millennio umoristico e postfemminista) ho visto che il nome era vicino a quello di Sophie Kinsella; e quando tra gli scaffali della Mondadori di via del corso a Roma ho trovato la pila dei miei libri a fianco a quella di Candace Bushnell (la scrittrice di Sex and the City), mi è venuto da sorridere.
Per la felicità. Una piccola rivincita personale (e spero anche per le mie lettrici) alla domanda di rito: “Com’è possibile che una come te non trovi un fidanzato?” (o peggio: un marito). Embè: io sono single.
Perché non è più solo una questione di scelte (proprie o imposte).
Non basta la fine di un rapporto: essere mollate o mollare. Non è sufficiente che sulla nostra carta d’identità ci sia stampato: “stato libero”. Una donna diventa single quando un “cavo coassiale” (quello per collegare il decoder al televisore) e “un pacco svedese” (ovviamente quello dell’Ikea) irrompono nella sua vita (senza un partner). Una vita da single. Una vita non di coppia ma non da “scoppiate”. Anzi, un’esistenza che lascia più spazio agli amici e alle amiche (preferibilmente single come noi, altrimenti gli accoppiati inevitabilmente ci spingono ad uscite a quattro e incontri al buio). Che qualcuno accenda la luce! E voi?
Siete mai rimasti con il rubinetto del lavello della cucina tra le mani e vi siete fatte prendere dal panico perché alla “z” sulle pagine gialle non c’era la parola zattera? Un uomo vi ha mai detto: “Mi piaci ma… Sei troppo pensante per me”? Vi capita di “nutrirvi” (di schifezze o di cibi genuini, ma senza notarne la differenza) in piedi o davanti alla tivvù o sedute al piccì? Dormite a braccia larghe nel vostro letto a due piazze (e non osate chiamarlo matrimoniale)?
Vi succede che ascoltiate il silenzio (ma meglio il silenzio da single che quello di coppia)? Allora queste sono le pagine che stavate cercando. Quelle di “Sex and Fb – Monopensieri di una single ai tempi di facebook” (edito da Giulio Perrone Editore). Perché, vedete, il social network – forse – aiuta a capirci di più. E se avete creato un fantastico gruppo “Sex and Fb” dove single o presunti tali, accompagnati, ammogliati e maritate si confrontano… aiuta ancora di più.
Ci fa comprendere quanto uomini e donne siano speculari. Un gruppo paragonabile ad uno specchio dove donne e uomini si riscoprono uguali, ma ad immagini invertite.
Uno spaccato dei tempi moderni (una sorta di Sex and the city all’italiana) nel quale tra un “salto padella”, pranzi monodose, superstizioni (toccati il naso altrimenti non ti sposi), dis-avventure, sesso e uomini che hanno paura di impegnarsi (perché li spaventiamo: neanche fossimo le protagoniste di un film di Dario Argento), scopriamo che la nostra vita da single non è sempre rose e fiori (di certo non è “fiori d’arancio”). Ma basta un pizzico di ironia per girare medaglia e vederne il risvolto positivo (arrivate in fondo al libro: c’è il decalogo per stare bene!). D’altra parte – contrariamente a quello che qualcuno vuol farci credere (tipo gli accoppiati invidiosi) – responsabilità non è nostra (almeno non tutta). Perché nessuno accenna alla difficoltà di trovare uomini interessanti, possibilmente non ancora accasati? Tempo fa un’amica mi aveva fatto un paragone simpatico: “Trovare un uomo è come entrare in pasticceria, i pasticcini alla crema sono quelli che vanno via prima… poi rimangono solo le paste secche o quelle già assaggiate”. Soprattutto quando hai un’età tale da aver rinnovato già la patente. Due volte. E allora ho pensato di scrivere queste pagine. Perché dall’Ikea terapia al tasto delete per gli ex-fidanzfiles si può scoprire la straordinarietà dell’essere libere e belle (anche senza usare la mitica lacca degli anni Ottanta). Una vita da single da vivere in una capanna (ma meglio un loft) dove batte un solo cuore. Quel luogo invidiato dagli “accoppiati” dove nascono monopensieri: quelli scaturiti da una mente che pensa per uno. Non sono stereo, ma l’alta fedeltà è garantita.
Un libro divertente da scrivere, spero altrettanto da leggere. Perché single è bello. Certe volte. Aspetto i vostri feedback, naturalmente su fb. 

(dal Corriere Nazionale)


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3 Comments

  1. Comment di Gian Gabriele Benedetti — 26 Luglio 2009 @ 17:45

    È ammirevole la capacità di scrivere della presente autrice. La sua è una scrittura raffinata, disinvolta, penetrante, in continuo rapido “movimento”, imbevuta di intelligente modernità, ma soprattutto votata ad un’ironia che trapassa la forma, per trasformarsi in un’oggettiva iniezione di vita. Il simbolismo acceso e felicemente voluto ed i riferimenti consonanti incalzano, avvincono e coinvolgono. Il coronamento della decisa vibrazione creativa si traduce (e non poco) nell’urgenza di una dimensione più serena (se non felice), al di fuori di certi “formalismi” (chiamiamoli così) e condizionamenti, non di rado in grado di “tarpare le ali” a qualsiasi libero volo
    Gian Gabriele Benedetti

  2. Comment di Carlo Capone — 29 Luglio 2009 @ 18:06

    Ha ragione Gian Gabriele, una scrittura disinvolta e piacevole.
    Leggendo l’articolo mi è venuto in mente, per legge del contrappasso, il bellissimo romanzo di Elena Ferrante ‘I giorni dell’abbandono’, nel quale la scrittrice napoletana inscena un dramma abbandonico fra quattro mura che non trova riscontri in quanto a intensità e originalità di soluzione narrativa della vicenda di una donna che scopre improvvisamente di essere tradita e lasciata dal marito.

  3. Comment di Maria Francesca Rotondaro — 13 Ottobre 2009 @ 23:02

    Grazie, due volte. Per i commenti lusinghieri a ciò che ho scritto. Ma soprattutto per aver colto il messaggio che volevo lanciare direttamente dal mio animo, attraverso le mie parole.

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