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La scampanata, il romanzo di Bartolomeo Di Monaco trasformato in testo teatrale, qui per chi volesse rappresentarlo.

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LETTERATURA: Michel Houellebecq: “Le particelle elementari”. Bompiani, 2000

8 Febbraio 2008

di Alfio Squillaci

L’ultimo libro di Alfio Squillaci: “Mare Jonio”, Sedizioni, 2007]

Rispetto a certe evanescenze narrative (penso al nostro Baricco o al francese Echenoz) questo è un libro esagerato ed audace che  giunge dritto dalla grande tradizione letteraria francese che solo sbrigativamente  chiamiamo realismo:  è un figlio di Céline, di Sade, di Rabelais, dello  Zola autore de La bestia umana.
Ed √® un libro “enorme”, come non se ne scriveva da decenni. Se negli¬† ultimi lustri infatti la scena letteraria √® stata occupata dal “minimalismo” – corrente imposta dall’Homintern¬† (l’Internazionale gay) che tanto potere ha nelle scelte delle case editrici, adesso¬† in fase di ulteriore riflusso¬† verso quadretti¬† piccolo-borghesi –¬† qui siamo di fronte ad uno scrittore vero, ossia uno scrittore¬† “massimalista”, uno che si confronta √† la diable con gli assoluti: Dio, il Mondo, la Storia, la Civilt√† Occidentale, la Donna, la Sessualit√†…
Michel Djerzinski e Bruno Cl√©ment sono i due fratellastri protagonisti del romanzo. Abbandonati da una madre borghese ricca e dissoluta e da padri altrettanto ricchi quanto inconsistenti, vengono allevati l’uno da una nonna tenace e dolcissima, l’altro in un collegio della banlieue¬† parigina dove subisce le angherie pi√Ļ ignominiose. Michel viene su freddo, razionalista e ricercatore di¬† biologia molecolare, Bruno un patetico e goffo erotomane, insegnante di lettere, e con un piede sempre pronto a varcare la¬† clinica psichiatrica. Le loro vicende sentimentali e sessuali vengono seguite da presso¬† dall’occhio impietoso dell’autore che da una parte non esita ad entrare nel rovente¬† frasario delle¬† scene porno pi√Ļ outr√©es – con qualche omaggio di troppo ai prodotti di stagione pulp e splatter – e dall’altro provvede a raffreddare¬† il tutto col ricorso frequente al linguaggio scientifico. Che, invece di¬† gelare le descrizioni del magma delle passioni, aggiunge stilisticamente un di pi√Ļ di sinistra e tragica consapevolezza: “noi siamo fatti cos√¨” ci dice a ogni pi√® sospinto Houellebecq ( anche il titolo √® un’allusione scientifica),¬† e il libro, iperletterato tuttavia, ossia esteticamente “coperto”, s’instrada sulla scia di Darwin, Comte, Freud, di coloro che hanno detto sull’animo umano non qualcosa di pi√Ļ, rispetto ad esempio¬† ai moralistes classici francesi, ma di diverso, di ghiandolarmente fondato.

Il romanzo √® per innanzi ¬† uno spietato atto di accusa contro i genitori degeneri – forse quelli dell’autore che non a caso¬† porta il cognome della propria nonna. Ma esibisce un nucleo “ideologico” molto forte che va al di l√† dei casi individuali, e cio√® una polemica rancorosa contro la rivoluzione sessuale e di converso, seppur sottotraccia, contro quella sinistra “antropologica” che l’ha sostenuta dagli anni ’60 in avanti. A partire dalla legalizzazione della contraccezione e dalla libera vendita della pillola, dice la voce narrante ¬ęampie fasce¬† di popolazione ebbero accesso alla liberazione sessuale, sin l√¨ riservata alla √©lite economica e agli artisti. Fa un certo effetto osservare come spesso tale liberazione sessuale venisse presentata sotto forma di ideale collettivo mentre in realt√† si trattava di un nuovo stadio dell’ascesa storica dell’individualismo. Coppia e famiglia rappresentavano l’ultima isola di comunismo primitivo in seno alla societ√† liberale. La liberazione sessuale¬† ebbe come effetto la distruzione di queste comunit√† intermedie, le ultime a separare l’individuo dal mercato. Un processo di distruzione che continua oggigiorno¬Ľ.
Sarebbe sciocco polemizzare con le idee che l’autore esplicita in forma gnomica ed apodittica, certo √® che esse sono artisticamente e sapientemente “dimostrate” sia nella vicenda narrata e nei suoi necessari sviluppi – che non anticipiamo ai lettori, spero numerosi, di questo capolavoro- sia¬† negli¬† struggenti personaggi, quelli femminili soprattutto, la nonna di Michel, l’indimenticabile e tragica¬† Annabelle, la dissoluta Christiane, in tutte le esistenze frantumate, e sono tante,¬† che questo romanzo spietatamente espone.

Un romanzo crudo e vero, senza ipocrite ellissi, squilibrato e potente. Un libro esplicito, “politicamente scorretto” (se deve dire, solo per fare un esempio, che il Brasile, con le sue miserie¬† economiche ed erotiche, √® un paese del cazzo¬† – scusate vengo appena fuori dalla pornolalia del romanzo – lo dice senza tante perifrasi). √ą¬† un libro che colpisce nel bersaglio grosso delle miserie della nostra allegra civilt√† erotico-pubblicitaria e poi lavora di fino nella zona grigia dei nostri rimorsi e della nostra insopprimibile aspirazione ad una vita pi√Ļ autentica ed armoniosa.
Si esce dalla sua  lettura profondamente inquieti e toccati, scossi nelle nostre certezze erotico-sentimentali, cambiati, certi di una grande acquisizione spirituale.


Letto 1770 volte.
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2 Comments

  1. Commento by Gian Gabriele Benedetti — 8 Febbraio 2008 @ 22:07

    Analisi ben strutturata, approfondita, essenziale dettata non solo dalla perfetta conoscenza dell’opera, ma anche da una sapiente espressivit√†, che si esterna attraverso l’uso di un linguaggio accattivante e asciutto, tanto che ti “attizza” la voglia della lettura dell’opera.
    Ottime “cose” ancora, Bartolomeo nella rivista
    Gian Gabriele Benedetti

  2. Commento by Bartolomeo Di Monaco — 8 Febbraio 2008 @ 23:09

    Grazie, Gian Gabriele, per la tua attenzione alla rivista.

    Un abbraccio.

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