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LETTERATURA: Quando venni in pensione

16 Febbraio 2020

di Bartolomeo Di Monaco

Quando venni in pensione, una delle prime cose a cui pensai fu quella di creare una qualche struttura culturale che costituisse un punto di riferimento per chiunque, bambino, giovane e anziano, volesse confrontarsi con altri nel campo della narrativa e della poesia. Ne parlai con l’amico Cesare Viviani che ne fu felice. Così feci partire due iniziative che mirassero a far appassionare i lucchesi alla scrittura:

1 – gli incontri settimanali in cui due autori presentavano e leggevano parti del loro lavoro;
2 – un quadrimestrale intitolato Racconti e Poesie, su cui ospitare scritti limitatamente ai cittadini della provincia di Lucca.

Ero convinto che solo in questo modo si potesse aiutare un appassionato delle lettere a coltivare la propria inclinazione e a migliorarsi. Il confronto è sempre positivo, mi dicevo.
Entrambe le iniziative ebbero successo.

1 – Per gli incontri, coinvolsi in principio varie scuole medie, invitando anche alcuni insegnanti a coltivare in classe il vernacolo lucchese, così ricco di colorita ed efficace espressività. Poi trovammo una sede presso la libreria Lucca Libri che a quel tempo si trovava dentro le nostre belle Mura, in Piazza dei Cocomeri, quasi di fronte al chiosco dei giornali, e infine andai a far visita al sindaco di allora Pietro Fazzi, il quale, ascoltato il mio progetto, mi mise a disposizione gratuitamente la casermetta sopra Porta Santa Maria (Porta Giannotti) dove era allocata anche l’Emeroteca. Gliene sarò sempre grato. Ogni martedì ci incontravamo e due autori per volta leggevano i propri lavori e affrontavano il giudizio del pubblico. Erano incontri affollati. Il primo incontro si tenne il 5 febbraio 1993 presso l’attuale Centro Anziani di Sant’Anna, nel grande salone, che risultò colmo. Un altro di questi incontri si tenne a Villa Bottini, con gente che ascoltava in piedi, essendo la platea esaurita.

Questi successi indussero me e alcuni miei collaboratori (purtroppo Cesare Viviani era morto qualche giorno prima della data fissata per il primo incontro al Centro Anziani di Sant’Anna, il 2 febbraio 1993) a fondare il 10 dicembre 1998 l’Associazione Culturale “Cesare Viviani”, che ancora oggi è attiva sotto la presidenza del bravissimo Martino De Vita, e tiene gli incontri, sempre nella casermetta di Porta Santa Maria, ogni mercoledì, alle ore 17.

Una delle poetesse più dotate nel vernacolo lucchese era un’operaia, Loretta Caselli, che ormai ho perso di vista e voglio sperare che la vita ancora le sorrida. Riporto 3 sue poesie per dare il senso di quegli incontri.

IL MARTEDÌ POESIA

“Son più vecchia di te cara figliola,
tu co’ la poesia mi voi fà fessa,
vorei sape’ chi c’è che t’interessa,
il martedì indù’ vài, chi vai a trovà …?”

“O mà n’ho conosciuti d’ogni sorta,
gente comune e gente prestigiosa,
dentro la poesia cerchin’ qualcosa,
che questo mondo ormai ‘un pol’ più dà.

Neolaureati e gente pensionata,
persone esperte che han’ giro tutto il mondo,
lo so che ‘un son’ all’altezza ‘un mi confondo,
ma la poesia ‘un sai quel che pol fà;

fa conto te d’avecci un pa’ d’occhiali
che fan vede’ il di dentro della gente,
‘un’enno mia così ‘en’ diferente,
e ogn’uno c’ha qualcosa da insegna.

Per questo il martedì alla LUCCA LIBRI,
nella saletta di CESARE VIVIANI,
ci vò esse anch’io a battini le mani,
almeno se mi risce ci vò andà.

Ma pò ‘un ti so ridi quel che ci trovo,
lo so che è roba che a te ‘un t’interessa,
ma io quando sorto fori ‘un son’ la stessa,
c’ho un qualcosa in più che ‘un so spiegà.

Li ‘un c’en’ razze né età religion’ o ceti,
la poesia ci rende tutti uguali,
li sento come me alla mi pari,
e io al pari loro … se posso recità.”

A BARTOLOMEO DI MONACO

Ho visto pietre luccicare anch’io,
lungo la strada della mia esistenza,
ma solo un’illusione una parvenza
era ogni volta il loro luccichio…

Per questo incredula sono rimasta,
ma siamo in tanti a vedere lo splendore,
di una ” pietra ” che non so il valore,
ma so che esiste e questo già mi basta.

GRAZIE ANCORA

Giunta a metà della mi’ esistenza,
o forse anco un popoin più sù,
m’ero fatta oramai la mi’ esperienza,
di come van le ‘ose suppergiù.

Io della gente mi fidavo pogo,
(avevo ‘uto le mi’ fregature)
ogn’un pensa per sé e guarda al sodo
e chi ha bisogno che s’arangi pure.

E pò per caso, con qualche poesia
conobbi una persona “diferente ” é qui,
lu’ c’é anco se é ito via
lu’ qui fra noi, sarà sempre presente.

C’ha dato il tempo, c’ha misso la passione,
e ‘un si sa i sordi che c’ha lascio …
a me m’ha dato davero una lezione…
“‘un si poi mai fà di un’erba un fascio”.

È grazie a lu’ alla poesia e alla prosa,
che io vi stimo tutti, tutti appietto,
di ogn’un di voi piglierei quarcosa,
per aggiustà qua e là quarche difetto.

‘un mi dilungo… ringrazio il presidente,
voi che ascoltate e chi mi fà discore,
ma non scordianci mai a chi veramente
dobbiamo tutti quanti questo onore.

2 – Contemporaneamente a questi incontri curavo il quadrimestrale Racconti e Poesie che uscì a ottobre 1992 e concluse la sua esperienza a giugno del 1999.

I primi 2 numeri ospitarono gli unici racconti in lingua scritti dal nostro commediografo e poeta vernacolare Cesare Viviani. Glieli portavo, una volta stampati, in ospedale e lui era felice di poter sfogliare quegli 8 fogli tutti pieni di amore e di passione per la scrittura in prosa e in poesia. Purtroppo il 2 febbraio l’attendeva la morte. Ma, d’accordo con la famiglia, decidemmo di onorare l’impegno del 5 febbraio in cui dovevamo riunirci per la prima volta al Centro Anziani di Sant’Anna, che registrò, come ho già scritto, un pienone dandoci la spinta per andare avanti.

Per il giornale, facevo io il menabò e lo consegnavo, insieme con il materiale scelto, a Francesco Lenzi (morto, ahimè, ancora giovane in un incidente stradale), il quale realizzava le pellicole da portare al tipografo Giuseppe Brandani della Tipolito Editrice Modernografica Moderna. Ne facevo stampare ogni volta mille copie e pagavo tutto di tasca mia, come dice in una delle sue poesie, Loretta Caselli.
Pensavo io a distribuire il giornale per tutta la provincia. Ci volevano quattro giornate piene: una per la Versilia fino a Forte Marmi, una per la Piana di Lucca, fino a Altopascio e Montecarlo, una per la città di Lucca e una per la Garfagnana fino a Piazza al Serchio.
Scuole ed edicole aspettavano il giornale con trepidazione. Ormai ci si erano abituate. Il materiale che ricevevo era abbondante e mi prendeva molto tempo per la lettura e la selezione.

Poi nel 1999, ormai occupato a scrivere i miei libri (collaboravo anche a quattro riviste on line, tra cui la prestigiosa rivista Vibrisse diretta da Giulio Mozzi, il quale mi aveva assegnato uno spazio tutto mio), non ebbi più la forza di proseguire.

Comunque, grazie all’Associazione “Cesare Viviani”, che perdura, so di non aver sprecato il mio tempo e sono fiero di avere avuto le forze necessarie per realizzare un mio sogno.

Il quadrimestrale Racconti e Poesie è conservato, coi suoi 21 numeri, presso la Biblioteca Statale di Lucca.


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Invito tutti a non inviarmi più libri in lettura. Per mancanza di tempo, e dall'11 novembre 2013 anche di salute, non posso più accontentare nessuno. Così pure vi prego di non invitarmi a convegni o presentazioni di libri. Chiedo scusa.
Bart